L'”urgenza” di insegnare il dialetto a scuola
Forse uno dei grandi limiti della politica è il fatto di poter legiferare sostanzialmente su tutto senza necessariamente dover ricorrere ad un dialogo serio con chi con quella legge dovrà confrontarsi e con chi, suo malgrado, dovrà, in qualche modo “subirla”.
Presentata e sostenuta da un politico che si schiera dalla parte dei “leghisti del Sud”, purtroppo l’idea di inserire la cultura dialettale siciliana (storia e letteratura) nei percorsi scolastici rischia di apparire come una trovata di colore, anche per quella ossessione nel rimarcare il “costo zero” per gli orari scolastici e per le casse regionali, quasi che avviare un progetto che abbia un senso (e, naturalmente, un costo che sia giustificato da quel senso) fosse un’azione da deprecare.
E, invece, di per sé, io non trovo affatto disdicevole che a scuola si studi la letteratura dialettale insieme a quella italiana e ci si concentri con maggiore dovizia sui momenti in cui la storia è passata per le nostre stanze. Però non è detto che gli strumenti e le risorse che oggi posseggono la scuola gli insegnanti siano adeguati per farlo. Anzi, senz’altro non lo sono. Continua »















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