Palermo on sale!

Che Palermo fosse progressivamente in vendita era una sensazione che avevo avuto a partire dalla concessione delle strisce blu all’Apcoa. Mi pare che l’averlo certificato nel cuore del Centro storico sia illuminante.

Che Palermo fosse progressivamente in vendita era una sensazione che avevo avuto a partire dalla concessione delle strisce blu all’Apcoa. Mi pare che l’averlo certificato nel cuore del Centro storico sia illuminante.
Come si dice in italiano quando la palla va a finire oltre una cancellata e non è più possibile recuperarla? Non si può dirlo con meno parole di così: quando la palla va a finire, eccetera. Nel dialetto siciliano invece esiste un verbo per definire questa che, più che una situazione, è una condizione dell’anima: arroccare. Minchia, s’arroccò.
Gli scacchi non c’entrano. Negli scacchi l’arrocco è una scelta difensiva, e qui tutt’altro. È una cosa che succedeva da bambini. Si giocava in mezzo alla strada, in preda a una disperata vitalità. Disperata perché c’era in tutti, fin dal calcio d’inizio, una premonizione. Tutti sapevamo quale era il giardino circondato dalla recinzione più insormontabile, abitato dalla più acida delle signore, quella che, ignara di qualsiasi passione giovanile, il pallone non l’avrebbe mai restituito. Una sola volta magari (“che fa lo tagliamo?!”), e poi basta. Tutti sapevamo che bastava un calcio fuori misura e il gioco sarebbe finito per sempre. Perché quel mai significava mai più.
Minchia, s’arroccò. C’era in questa constatazione una malinconia composita, impastata di rabbia nei confronti del maldestro calciatore che aveva arroccato, ma anche di rassegnazione al peggio. Il Super Santos, maledetta sia sempre la sua fatale leggerezza, era ormai un ricordo del passato. Niente più partita. Fine del gioco. Continua »
L’addio al nubilato è, per una ragazza single, una serata un po’ inutile. Già sto da sola, vuoi invitarmi ad una serata tra sole donne? Bella novità davvero!!
Prima esperienza per me in questo fine settimana; ho tratto una verità: nessuno che non sia in grado di dare indicazioni stradali dovrebbe organizzare festini!
«Clà come ci arrivo?».
«È l’unica con le luci accese».
Ma in che strada fosse non è dato saperlo. Dopo 20 minuti di giri richiamo e chiedo: «Ma dall’uscita di Bagheria quanta strada c’è?».
«5 minuti».
Ma come cinque minuti!!?!!? Ma ora la strada non si misura più in km?
La villa con piscina che hanno scelto come teatro della serata è molto bella e lascia presagire scene da commedia americana, tipo di quegli addii in cui le amiche della sposa la fanno ubriacare fino a che lei non inizia a vomitare malignità su ogni invitata fino a giungere alla suocera, si guardano film porno per imparare cose nuove e si infilano banconote negli slippini leopardati degli spogliarellisti.
Niente di tutto questo in realtà. Continua »
Il 29 luglio 1983 veniva ucciso dall’esplosione di una Fiat 126 imbottita di esplosivo davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico il magistrato Rocco Chinnici. Insieme a lui sono morti il maresciallo dei Carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Federico Stefano Li Sacchi.
Oggi alle 9:30 il presidente del Senato Renato Schifani deporrà una corona di fiori sul luogo dell’omicidio. Alle iniziative in memoria saranno presenti i figli del giudice, Caterina, Elvira e Giovanni, e Antonino Rametta, generale della Guardia di Finanza e presidente della Fondazione Rocco Chinnici. La commemorazione sarà segnata da alcuni interventi di Caterina Chinnici, da poco procuratore presso il tribunale per i minorenni di Palermo, del ministro della Giustizia Angelino Alfano e di Guido Lo Forte, presidente della sezione di Palermo dell’Associazione Nazionale Magistrati.
Alle 18:30 verrà celebrata una messa nella caserma dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (corso V. Emanuele, 475).
È mai possibile che i Geni ai vertici della sinistra siciliana non comprendano quanto sia indecente e controproducente assistere alla fuitìna verso Roma dei candidati trombati alle elezioni?
Chi pur perdendo ha comunque preso migliaia di voti ha il dovere di rimanere qui, per costruire una seria e responsabile opposizione.
Su quali basi codesti Geni intendono costruire una identità concreta ed una opposizione reale, se vengono poi disattese di continuo le fondamenta elementari della politica, e cioè il lavoro sul territorio di appartenenza?
La posizione dell’opposizione, oggi?
A 90°.
E intanto la Sicilia viene spartita come fosse carne di porco.
C’è un bell’articolo di Ariel Foxman nella sezione viaggi del The New York Times che parla di Palermo e di come avere una panoramica in 36 ore.
E però, Ariel, una cosa va puntualizzata (e infatti gli ho scritto).
La Martorana è questa:

(foto di Bernhard J. Scheuvens)
La “Mortarana” è questa:

😀
AGGIORNAMENTO: l’articolo è stato corretto. 🙂
È la domanda del momento. È quel tappabuchi temporale da utilizzare nell’attesa che l’ascensore raggiunga il 7° piano. È il momento in cui chi ha organizzato le cose per bene non aspetta altro che sfoggiare un sorriso compiaciuto e snocciolare frasi tipo “un posto valeva l’altro ma guarda caso, giusto giusto me ne vado in Australia per 20 giorni……e tuuuuuuu?”. Insomma avete capito, è il momento di “Dove vai in vacanza?” – Applauso -. Le categorie dei vacanzieri siculo-palermitani sono varie e interessanti perché fanno emergere quell’aspetto di pappariamento tipico del palermitano.
Categoria: mare vostrum
Per me la vacanza è vacanza solo al mare QUINDI vado alle Fiji (Hawai, Mauritius, Canarie o quello che sia). Carissimo amico dall’abbronzatura panata, ma dico io vivi in Sicilia c’è bisogno di scopparsene all’altro capo del mondo per godere del mare e del sole. Se fossi stato di Bolzano avrei anche potuto soprassedere… Mi dirai “ma non c’è paragone” potrebbe essere anche vero, ma sono sicura che non conosci tutte le sante calette, lidi, scogli, rocce della nostra terra. E soprattutto sono sicura che se ti chiedo dove sono le Fiji, neanche sai rispondermi. Continua »
Oggi alle 21:00 al Kursaal Tonnara (via Bordonaro, 9) si presenta il documentario Egadi tra mare e terra, prodotto dall’associazione Progetto Mare con il contributo dell’Assessorato Regionale Siciliano del Territorio e dell’Ambiente.
La regia è di Riccardo Cingillo. Il documentario è dedicato a Favignana, Levanzo, Marettimo e Formica.

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Inizia oggi a Città del Mare (Terrasini) Survival on board, reality show sulla sicurezza e sopravvivenza in mare a bordo di imbarcazioni da diporto nocabinate a seguito di incidente in mare simulato.
Gli equipaggi, composti da due persone, dopo aver seguito un’adeguata formazione alla sopravvivenza, rimarranno in mare 24 ore su 24 e dovranno competere con i mezzi in dotazione (scorte alimentari di base, kit di sopravivenza). Durante la gara, i concorrenti parteciperanno a prove sportive in acqua per la conquista di elementi extra di sopravvivenza.
Gareggerà ufficialmente un equipaggio della Rai e le immagini dell’evento verranno trasmesse ogni sera sugli schermi posizionati all’interno dell’hotel, sulle reti televisive convenzionate, sul sito dell’evento e sul sito drl Progetto Poseidone.
Il Consiglio provinciale ha eletto con 31 voti Marcello Tricoli (Il Popolo della Libertà) come presidente. Tricoli, 39 anni, appartiene a una delle famiglie più rappresentative della destra siciliana.
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato una rotazione di alcuni questori italiani. A Palermo arriverà Alessandro Marangoni, 57 anni, proveniente da Padova.
Il precedente questore Giuseppe Caruso va a Roma.
Durante la giornata di ieri c’è stato un momento in cui il termine più ricercato su www.google.com era “Salvatore Toto Riina“. Le ricerche correlate parlano chiaro: il motivo è il matrimonio della figlia Lucia. È vero che i giornalisti che ne hanno parlato puntano alla morbosità, ma la morbosità evidentemente c’è là fuori. Il capo dei tasti.
Nel numero di Panorama in edicola da oggi si parla delle lettere che vengono inviate a Riina e a Provenzano in carcere. Scrivono giovani, donne innamorate, galeotti e sacerdoti. Spesso osannandoli. Allegano immagini sacre di San Leoluca (patrono di Corleone) e di Santa Rosalia. Cosa posta.
Ha 61 anni ed una vita passata a fare l’odontotecnico. Ha tre figli e quattro nipoti. Un look anni ‘ 60 pulito e decoroso.
Ha ottime maniere, Agostino, che ha passato ai suoi figli.
Non ha mai versato una lira di contributi e per questa ragione non ha diritto alla pensione.
In passato abbiamo preso spesso l’aperitivo insieme, Agostino ed io.
Un paio di giorni fa, stavo svoltando l’angolo e senza che lui mi vedesse l’ho visto raccogliere una sigaretta da terra. Era abbastanza lunga perché ne potesse fumare.
Ho provato una sincera compassione.
Due passi, una pacca sulla spalla, il suo sorriso…mi ha permesso di offrirgli una Moretti ghiacciata.
Agostino vive a due passi da casa mia, dunque anche dalla Cuba; chissà se i clienti del locale più cool di Palermo lo hanno mai notato, nel loro vagabondaggio inquieto e tossico.
La povertà, oggi, mi pare onestamente più inquietante di quella di un tempo.
Oggi dalle 16:00 alle 20:00 sarà possibile firmare sotto i portici di via Ruggero Settimo la petizione Salva l’Italia promossa dal Partito Democratico. La petizione punta a raccogliere cinque milioni di firme per «la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo» e per «la lotta per far ripartire l’Italia, cominciando da stipendi e pensioni». La campagna terminerà con una manifestazione a Roma il prossimo 25 ottobre.
Ieri mattina i forestali hanno manifestato davanti all’Assessorato Agricoltura e Foreste per protestare per problemi della categoria e per rivendicare il recepimento del contratto nazionale collettivo di lavoro.
L’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, incappato nel blocco stradale come molti palermitani, è stato rinconosciuto e insultato.
Il tribunale di sorveglianza di Milano ha respinto le istanze presentate da Salvatore e Sandro Lo Piccolo che chiedevano la revoca del regime del carcere duro previsto dall’articolo 41 bis del codice penale
Con questo post comincia una mia collaborazione più stretta con Rosalio, che si configura come un gemellaggio col forum www.robertoalajmo.it: quel che trovate là, e che riguarda Palermo, lo trovate anche qua.
Se ho accettato è perché credo alla circolazione delle idee, e Rosalio mi pare l’unico posto nel giro di molte centinaia di chilometri in cui non c’è un target ideologico di riferimento.
Mi spiego meglio: se io scrivo sul mio forum, o sul giornale che corrisponde alle mie idee politiche, raggiungerò al massimo quelli che già la pensano come me, col risultato di confermarli nelle loro opinioni. Questo è secondo me il grande problema della stampa italiana di questi anni: i rispettivi conformismi. Nessuno va mai oltre il proprio target.
Su Rosalio, invece, mi pare di aver capito che scrivono e leggono persone di idee molto disparate, ed è a loro che vorrei rivolgermi. Per mettere a repentaglio le mie idee lasciandole contaminare dalle idee altrui. E viceversa, naturalmente: nessuno è mai morto per aver cambiato opinione.
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