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domenica 12 lug
  • Palermo in Vespa

    Ho visto Palermo in Vespa Piaggio dall’età di quattordici anni. L’ho vista a Vespa ferma, al semaforo, o semplicemente mentre se ne stava appoggiata sul cavalletto. L’ho vista con Vespa a terra, caduta su una macchia d’olio, l’ho vista con Vespa ingolfata o “a candela sporca”, con il motore scoppiettante, l’ho vista con Vespa a spinta per mancanza di benzina, con Vespa in discesa, a sessanta all’ora e in salita, a trenta. Il ricordo delle estati è una corsa lungo viale Regina Margherita, è l’uscita dalla Favorita “facendo attenzione”, a Mondello è l’accensione della freccia 0 l’alzatina di braccio per segnalare l’accostamento. Palermo in Vespa ha tutto un suo movimento a scatti, inserimento della prima marcia dei modelli precedenti, scarto tra le auto ferme nel traffico, rumore di fondo, rumore di catena che l’incatena a un palo utile. La Vespa è fondamentale mezzo di trasporto per un’adolescente quale io sono stata. Se Cremonini dei Luna Pop canta: “ma come è bello andare in giro per i colli bolognesi… una Vespa special che risolve i problemi”, io posso dire lo stesso per i Colli di San Lorenzo. Seduta sulla Vespa puoi attendere all’appuntamento amoroso adolescenziale, in viale Strasburgo, dalle parti dalle parti di un bar famoso – dove a drappelli si riunivano i coetanei –, mantenendo una figura dignitosa. Non è lo stesso a piedi, proprio no: la Vespa marca la tua indipendenza. La Vespa si accende e parte, se non si accende puoi sempre fermare un ragazzo e chiedere di dare una spinta o un colpo al pedale perché delle volte “ci vuole il piede deciso di un maschio”. In Vespa andavo al liceo, che allora si trovava in via Cilea, una traversa di via Umberto Giordano; a trovare un’amica dalle parti di via Sampolo; svariati fidanzatini allocati nella zona di viale Francia, via Belgio, i nuovi appartamenti della nuova borghesia. Palermo non è una città a misura d’uomo, e nemmeno di automobili, i viottoli ereditati dalla cultura araba sono troppo stretti e tortuosi, ma a misura di Vespa sì. Forse gli arabi lo sapevano. La Vespa è adatta, ti rende riconoscibile, “quella con la Vespa”. Si può non conoscere il nome di uno di questi scooter giapponesi nuovi, ma è impossibile ignorare la Vespa. Una mia cara zia negli anni Cinquanta si metteva di traverso nel posto dietro sul sellino. Mio zio se la portava in giro. Lui aveva un bel paio di baffi e a detta di tutti somigliava a Domenico Modugno. Un’estate, mentre “volare oh, oh” imperversava per l’Isola e penisola, la coppia attraversò in Vespa i fasti di una festa di piazza, così racconta mia madre. Qualcuno, particolarmente fisionomista, vide lo zio è constatò “talè cu c’è: Domenico Modugno!”, l’osservazione innescò un inseguimento da parte di un gruppo di persone, probabilmente fan di “Mister volare”. Qualcuno di loro forse se lo chiede ancora, che cosa ci facesse Modugno in Vespa, a Palermo, con mia zia seduta dietro.

    Palermo
  • Ultimi giorni per “il libro più amato”

    Restano pochi giorni (fino a lunedì) per votare per Il libro più amato dai palermitani, iniziativa varata all’interno di Aria di libri, manifestazione letteraria curata da Beatrice Monroy, Salvatore Savoia, Luigi Fabozzi (Libraria) e organizzata in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Palermo, la Biblioteca Comunale e il patrocinio dalla cronaca locale del quotidiano la Repubblica.

    Attraverso questo blog possono votare i palermitani fuorisede inviando un’e-mail a libroamato@rosalio.it.

    Per continuare a votare in città gli abitanti di Palermo possono utilizzare una scheda diffusa nelle sedi della Biblioteca Comunale di Palermo e dell’associazione Libr’aria e in diverse librerie della città: Malgiocondo, La penna e la civetta, Flaccovio, Oliver, Mercurio, Mondadori, Modus Vivendi, Feltrinelli, Broadway, L’Aleph, Kalos, Khalesa, Parco Tomasi. Si può utilizzare anche un e-mail messa a disposizione da la Repubblica libro@repubblica.it. Il libro più amato verrà letto integralmente in pubblico e il commento al voto più arguto verrà premiato nella serata conclusiva del 20 gennaio con una notte al Grand Hotel et Des Palmes, con una catasta dei libri e una cena speciale.

    I dati parziali vedevano in testa Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez e Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia.

    Palermo
  • Condominio Palermo

    Molte persone, rispettabili come cittadini e magari competenti come professionisti, dirigenti, imprenditori, ecc., si tengono alla larga dalla politica considerandola una realtà “sporca” da cui stare il più possibile lontani. Il guaio è che, pensiamo ad esempio all’ambito che più da vicino ci riguarda, quello cittadino, da una buona politica amministrativa dipende poi la qualità della vita urbana di noi tutti, in termini sia di migliori servizi che di minore stress. Purtroppo non è vero che c’è una classe politica “cattiva” contrapposta ad una società “buona”, per il semplice fatto che la classe politica rispecchia fedelmente la società che democraticamente rappresenta. E se la parte più istruita e dotata di buon senso ed esperienza della società (fosse solo per il fatto di aver viaggiato più di altri) si limita a delegare senza assumere ruoli socialmente responsabili, la situazione da sola, di certo, non migliora e a poco giova lamentarsene. Penso che sia legittimo e naturale che non tutti abbiano tempo o motivazioni per un impegno attivo in politica, ma è certo che molti, forti delle proprie esperienze e competenze, potrebbero assumere un ruolo più vigile nel controllo dal basso del potere democratico. Le tecnologie digitali e la rete internet possono allo scopo essere di molto aiuto sia ai più pigri (socialmente) che ai distratti (dalle proprie occupazioni), anche attraverso un blog come questo. Continua »

    Ospiti
  • Le scarpette

    Il peso di quelle scarpette l’ho avvertito durante tutto il viaggio. Passare da un aereo ad un altro con alle spalle un sogno da consegnare ti riempe di responsabilità, tutte frutto delle tue paure, di quello che un tempo eri ed oggi non sei più.
    La richiesta era giunta un mese fa, sottovoce, quasi con timore. Sono stati più i suoi occhi a raccontarmi di un sogno che quelle parole farfugliate a labbra strette, con il timore di ricevere un secco no, figlio dello stress quotidiano che noi adulti paghiamo senza accorgercene.
    Un paio di scarpette da calcio. Misura 37. Quella di quando ti accorgi che la vita ti ha messo su una strata ben tracciata e difficilmente potrai uscirne. Da queste parti, dove l’Inferno da la mano al Paradiso, diventi adulto prima, soprattutto se vivi in periferia, una via Gluck ben diversa da quella nostrana, senza palazzi e marciapiedi, ma solo fame e la tentazione di saltare la barriera della legalità, per trovare conforto e pane tra le polveri bianche dell’oblio, scaricate con perizia nel mare dei sogni e bisognose di braccia audaci per giungere nelle narici dei potenti.
    Petit Lulù è sempre stato qui. Nella periferia di una città di periferia. Dove anche una maglietta strappata diventa un lusso che non tutti possono permettersi. Fa mille lavoretti, dall’alto dei suoi dieci anni, con quell’andatura un po ciondolante, quegli occhi spesso spenti, che trovano la luce naturale della sua giovinezza quando una palla rotola intorno a lui. Allora cambia. Diventa un altro. Diventa una persona vera. Un bambino che vuole giocare, giostrare, stupire. Continua »

    Ospiti
  • Da oggi in città i gonfaloni di Catania

    Giusto Catania

    135 gonfaloni sono da oggi affissi in città per promuovere la candidatura di Giusto Catania, candidato da Rifondazione Comunista – Sinistra Europea alle primarie del centrosinistra.

    I gonfaloni riproducono i volti di Catania e di altri sette testimonial che rappresentano i soggetti sociali di riferimento della campagna elettorale. Si tratta di giovani palermitani: un’operatrice di call center, un avvocato, uno studente, un venditore ambulante, una ricercatrice universitaria, un artigiano e un impiegato. Catania, docente d’italiano, rappresenta gli insegnanti.

    Palermo
  • Nessun colpevole per Ustica

    DC9 Ustica

    Ventisette anni dopo l’esplosione in volo del DC9 dell’Itavia diretto a Palermo nei pressi dell’isola di Ustica la Corte di Cassazione ha dichiarato definitivamente innocenti i due generali dell’Aeronautica Franco Ferri e Lamberto Bertolucci, accusati di aver depistato le indagini. In seguito a questa sentenza sono preclusi anche i risarcimenti civili per i familiari delle 81 vittime del disastro.

    Palermo
  • Partita la campagna per le primarie di Orlando

    Leoluca Orlando

    È partita la campagna elettorale per le primarie del 4 febbraio di Leoluca Orlando, candidato da Italia dei Valori e dalla Margherita. Orlando punta molto sul contatto con i palermitani: fino al 20 gennaio, tutti i mercoledì, dalle 15:00 alle 18:00, e tutti i sabato, dalle 9:00 alle 12:00, sarà possibile incontrarlo in un gazebo allestito a piazza Politeama e tutti i sabato, dalle 15:00 alle 17:00, sarà in chat su www.leolucaorlando.it.

    Orlando incontrerà presto Comunisti Italiani, Verdi, Udeur e Margherita e ha dichiarato che non è disponibile per confronti con gli altri candidati alle primarie: «Non partecipo a confronti perché le primarie non sono una competizione tra avversari. La campagna per le primarie deve essere dolce e serena: una festa».

    Palermo
  • Sondaggio online sul ponte di Messina

    È online sul sito della Regione Siciliana un sondaggio rivolto ai visitatori del sito per sapere se sono favorevoli o contrari alla realizzazione del ponte di Messina. Il sondaggio, voluto dal presidente della Regione Salvatore Cuffaro, resterà online per sei mesi e utilizza degli accorgimenti tecnici per rendere più difficoltosi voti ripetuti.

    Il ponte sullo stretto di Messina. SI o NO?

    Sicilia
  • Spigolature delle elezioni comunali 2

    Penso alla riunione dell’Unione al gruppo misto all’Ars di stamattina e mi viene da ridere. Per carità, la questione degli elenchi dei votanti alle primarie indisponibili per Giusto Catania è una cosa seria. Però io non riesco a togliermi dalla testa l’immagine inventata di Giusto, il candidato “ragazzino” delle primarie, che gioca a fare la caccia al tesoro con Ninni Terminelli e Bartolo Fazio. Loro nascondono la lista (nel palazzo, non barate!) e Giusto, se la trova, può usarla. Arbitra la signora Borsellino.

    «Il sindaco per Capodanno è alle Maldive», detto quasi a mo’ di battuta, tra l’invidia perché noi no e un accenno di polemica soffocata in gola. Perché anche lui avrà il diritto di riposarsi. E poi mica sarà vero; magari lo dicono le malelingue. Invece era vero. C’erano anche alcuni assessori (pare), Cuffaro e Musotto. Il giornalista che mi ha confermato l’indiscrezione ha tenuto a precisare: Cammarata e Musotto erano su due isole diverse. Di mezzo…le correnti!

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  • Palestrati

    Immagino che anche voi siate caduti in tentazione. La coscienza inizia a prudere, i rotolini spuntano irriverenti dai fianchi e il calendario annuncia che tra meno di quattro mesi (noi siciliani siamo fortunati) potrebbe essere già il momento della prova costume. E poi si sa, gennaio è ufficialmente il mese dei buoni propositi e questi crescono proporzionalmente al numero dei chili di buccellati ingeriti durante le feste, così, il palermitano medio, si guarda allo specchio e accetta la sfida più temuta dell’anno: la sfida palestra.
    E’ un bel duello questo perché si sa, l’uomo palermitano medio si riconosce nel mondo per una peculiarità fondamentale: la “lagnusìa” e andare in palestra, faticare, farsi persino una doccia…sono attività che richiedono più di quel 12% di energie giornaliere che un “Homo Panormitanus” è disposto a sprecare (12% composto da: 7% funzioni primarie come mangiare, dormire, espletare bisogni fisiologici, 3% ricerca del posteggio possibilmente più vicino possibile al luogo di arrivo altrimenti il dispendio di energie potrebbe aumentare eccessivamente, 2% per momenti ludici sedentari, dal pokerino con gli amici alle partite con la PlayStation). Continua »

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  • Angeli di Amore

    Linea “134”, oltre un anno di sguardi schivi e occhiate sfuggenti con la paura di chi non ha più vent’anni. Zeno vedovo da tempo, Gioia mai sposata e ancora bellissima a settant’anni.
    Una frenata improvvisa al solito incrocio e come d’incanto, senza avere mai parlato tra loro, le loro labbra si sfiorano per un niente.
    Scendono alla stessa fermata, si prendono per mano e iniziano a camminare su per i colli che portano in cima al cielo.
    Amore li ha trasformati in Angeli in terra e sorridono ogni giorno alla vita.
    Insieme.

    Ospiti
  • SMS del 6 gennaio

    Da quando sono stati inventati gli SMS, a Natale e Capodanno le linee e i telefonini si intasano con gli auguri virtuali di cui ormai siamo anche un po’ stufi , data la mancanza di personalizzazione.
    Basta trovare una frase originale, impostare l’invio a tutti gli indirizzi in memoria, dare l’invio e il gioco è fatto.
    Devo dire che se negli anni passati era un modo che ho utilizzato per fare gli auguri ai conoscenti i cui nomi presenziavano nella mia rubrica, ultimamente lo uso molto poco, anche perché lo fanno tutti senza originalità.
    Discorso diverso per gli auguri del 6 gennaio: come direbbero in molti, la Befana rimane la festa delle donne. Io ed alcune amiche ci scambiamo da qualche anno SMS di auguri reciproci. Sinceramente li trovo molto simpatici e più originali di quelli natalizi e del nuovo anno. E poi ricevere questi ironici auguri da una del mio stesso sesso mi fa simpatia.
    Quest anno me ne sono arrivati alcuni davvero originali e ho pensato di allargare il gruppo delle befane tra le mie amiche. Continua »

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