Halloween o Alloui’
Vorrei spendere solo due parole sul dilagare di una nuova moda: la festa di Halloween.
I bambini americani, la notte del 31 ottobre, vanno in giro per il quartiere a recitare questa filastrocca:
“Trick or treat?
Give me something nice to eat
give my friends something too
or we’ll play a trick on you”.
Che tradotto suonerebbe grosso modo così:
“Scherzetto o dolcetto?
Dammi qualcosa di dolce da mangiare,
danne anche al mio amichetto
o ti tiro uno scherzetto”.
Ora, voi riuscite a ricordare qualcosa di vagamente simile nella vostra infanzia?
Si può sapere perché quest’urgenza di importare pure sta fissaria dall’America?
Che poi nella più rosea delle ipotesi diventa la festa di ALLOUI’!
Ho immaginato la faccia del mio vicino di casa una trentina d’anni fa, mentre io arrivavo a recitare la poesiola…mi avrebbe apostrofato dicendo “curò ‘un ti capisciu, chi rici?” e poi rivolto alla moglie “Giusyyyy, c’è ‘a figghia ri Cubito viri ‘nsuoccu vuoli”e, al massimo, mi avrebbero offerto un poco di martorana, o lo scaccio o avrei visto una bella pupaccena trionfare sul mobile buono. Dico, la vogliamo finire, si o no?
Oppure tutti questi che festeggiano ALLOUI’ hanno dimenticato la moffoletta condita a colazione?E i regali ai bambini? E la festa dei morti?(per saperne di più Homo Panormitanus di Daniele Billitteri contiene un apposito capitolo) Che fa, ora tutti questi espongono sul balcone di casa la zucca illuminata e la notte si travestono da maghi/streghe/fantasmi a rischio di far morire di scanto i picciriddi? Perché la festa dei morti è la festa dei bambini…Giusto sabato una mia amica mi raccontava di avere trovato, all’asilo la bimba in lacrime, terrorizzata con le maestre travestite da streghe che le ballavano intorno…sai che divertimento, povera piccola! E allora finiamola….e andiamo ad ordinare per la mattina dei morti una bella guantiera di moffolette, possibilmente condite.











Non ho conosciuto la mia bisnonna ma ella ha conosciuto me,
Quando andò in cielo avevo un annetto.
Per la festa dei morti la mia bisnonna mi metteva, sotto il letto, un cesto colmo di frutta martorana cioccolattini, caramelle e una volta mi portò anche un trenino LIMA.
Non l’ho mai conosciuta alla mia bisnonna ma ella conosceva i miei gusti.
Ciao Nonna L.
quoto al 100%
ma che c’entriamo noi con halloween??? ma perchè essere trascinati con entusiasmo da ogni m..chiata commerciale che ci viene impaccata???
spero che sta moda finisca presto.
Billi mi perdonerà (verooooooooo?) se cito una fantastica frase tratta dal titolo (il resto consiglio vivamente a tutti di leggerlo!)del suo ultimo articolo su “I love Sicilia” e cioè: Allo vinni e se ne andò.
Ecco…io aspetto proprio che se ne vada. E, se potessi, gli direi che l’anno prossimo può anche evitare di venire, giacchè mi ha già stufata abbastanza. Rivoglio anch’io i dolci di una volta e quell’atmosfera calda e tanto familiare che adesso non c’è più. Perchè dovrei affezionarmi all’idea di streghe, pipistrelli e mostri vari?
allora…
l’amore per la cubito aumenta sempre più.
già solo solo perchè mi scrive FISSARIA e non l’italianizzata Fesseria…quanno cce vò cce vò…
e poi ALLOUI’ e viri ‘nsuoccu vuoli sono troppo belle!
nà vasata ovviamente solo A maria!
e io che stamattina con tanto orgoglio in mezzo ai lumbard mi sono difeso la pupaccena!
L’anno scorso in questo periodo ero a Palermo. Per fortuna al mio risveglio, il 2 novembre, ho trovato i dolci dei morti sul tavolo!!! Altro che Alloui’!
Teniamoci strette le nostre tradizioni….
e poi a chi ha messo la zucca al posto della O di rosalio…
staccùra e vedi la prossima volta di trovare font più tipici dei nostri morti.
Se volete che sia tolta sarà fatto. Che ne dite?
no perchè altrimenti non mi posso lamentare.
e poi finiscila di ridere sempre.
:D
sembra un sorriso a denti stretti come quando si ride alle persone mandandole senza labiale a quel paese…
alloui’ sity…magari
per rimanere in tema.
ciau rosali’e stammi bbene
Toglila!
si, dai, toglila..
cioè, puoi tenerla benissimo, alla fine è un discorso da caffè, però che c’entra la zucca? almeno per par condicio metti una pupa al posto della ‘i’..
Cara Signora, “Cubito”, che abbia letto qualcosa sulle origini della festa oggetto del suo post.
Qualora lo volesse… Halloween, la festa di Ognissanti
Dura Lex, sed Lex
Fatto,Lex, letto l’articolo su Halloween, appunto, che c’entriamo?
Lleva ‘sta cucuzza e mettici ‘na crozza
E’ una festa di origine pre-cristiana. Le sue origini appartengono alla tradizione europea. Samhain è il suo nome, in gaelico significa “fine dell’estate”. Per i celti questa ricorrenza era dislocata al di fuori della dimensione temporale infatti avveniva nel momento in cui i vivi potevano incontrare i morti. Il cristianesimo successivamente l’ha mutata, come altri simboli e ricorrenze, alla festa di ognissanti.
Trovo un nesso logico in tutto questo in quanto sono minime le differenze in cui
le due ricorrenze si rapportano.
Considerando il fatto che ormai qualsiasi ricorrenza porta con se una valenza esclusivamente commerciale, voglio ricordare questa festa nella sua migliore essenza ovvero il ricordo dei cari che non sono più con noi.
Se poi essa si manifesta nelle sue varie sfaccettature per me poco importa.
Credetemi, mi disturba più il fatto che a natale ci si perda nei meandri del consumismo piuttosto che vedere bambini travestiti davanti alla tua porta che ti chiedono “dolcetto o scherzetto?”.
Halloween mi diverte e la penso un po’ come Tea sul fatto che il Natale com’è ora sia molto peggio. …e poi è molto “global” come festa!
a me disturba che io oggi sono al lavoro per quasi 10 ore e mia figlia pretende che nel contempo le prepari il consueto cappello da strega (ma conservare quello dell’anno scorso no, eh?) per festeggiare halloween girando casa per casa a farsi dare caramelle…
ma stasera uscire a cena fuori, che è “anche” il mio compleanno?
Voi lo sapete che babbo natale ha il cappotto rosso per via della cocacola, spero di si… o no?
certo
la zucca non mi disturba,come se cambiasse qualcosa poi..
chi fissaria halloween…viva la martorana e u scacciu
due feste meglio di una o no?
ho capito che tea cerca un pretesto per andare contro la povera maria cubito…ma che ti ha fatto?
notare lo splendido scambio di battute a proposito dell’articolo “I luoghi dell’ anima”
Il mi amico Vincenzo Pensabene, in una lettera al carissimo fratello Salvatore che sta a Niù Iorc, Halloween l’ha vista così. Purtroppamente….
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Carissimo fratello Salvatore,
L’altro giorno viene Desirè e mi dice: Papà Allo vinni. Io mi stavo leggendo il Sicilia e stavo facendo il conto di che cosa ci guadagno con la finanziaria di Brodi. Non ci ho perso tanto tempo perchè ho capito subito che non vusco proprio niente. Rispondo: Allo? e lei conferma: Sì Allo vinni. E io: va be’ io sto un altro poco….Lo sai com’è tua nipote, si misi a fare uffa uffa e a stricare i piedi per terra e mi disse: ma che hai capito? E io: ca vinni un certo Allo che io non so chi è. Ceerto, uno ca si chiama Allo già si appresenta negativo ma comunque…. Allora lei mi spiegò che stava parlando di una festa quasi di carnevale che però si fa in questo periodo. Una festa che viene dalle parti tue. E mi scrisse in un pizzino che si chiama Halloween ma che si dice Allo vinni. Ci potevo arrivare mai? Non è che è conto che io parlo l’americano. Va bene u papà – ci dissi a Desirè – e io che c’entro cu Allovinni? Allora lei mi dissi ca per questa festa le picciotte si travestono tutte di streghe come a carnevale e che fanno le feste. E che si doveva accattare la vesta nera sfardata, il naso finto, un cappello a punta e una scopa. E quanto ci vuole? Complessivo – mi disse – cento leuri.
Ora, carissimo fratello, tu lo sai che Desirè è il sangue mio. Ma ti pare che ha bisogno del naso finto dopo che suo fratello Geiar, quando erano nichi ce l’ha scugnato con una timpulata? E come si può fare a accattarisi una vesta già spardata? Perché noi non siamo già spardati che u pitittu nni fici acitu? E la scopa? Che bisogno c’è? Si piglia la superpippo nuova nuova che ci accattai a Rosetta la simana passata. Ma lei dice noooo, ci vuole la scopa quella che le streghe ci volavano di sopra. Seee, me l’ho visto questo film… Desirè, lo sai, non è poi tanto scannaserpi. E’ avuta un metro e menzo e pisa ottantachili. Ci ho detto: una scopa? Cuore della mia vita, pi tia ci ni vonnu tri…
Ora tu pensi ca non mi scippò i cento leuri? Me li scippò lo stesso e se ne andò tutta contenta. Quando uscì a me mi venne una curiosita terribile di sapere com’è u fattu di Allovinni e me ne acchianai dal ragioniere Vadalà, quello orbo che io ci leggo sempre il giornale e che sa una del tutto. Come infatti lui sapeva tutte cose e mi spiegò che Allovinni è una festa antica che si fa in America e che c’entrano le streghe. Allora tutte le femmiine si vestono di streghe (comprese quelle che basta che si vestono come si vestono ogni giorno), davanti alle case appendono cucuzze svacantate con un lumino di dentro e tutti i picciriddi vanno case case e bussano. Quando aprono loro ci dicono “Dolcetto o scherzetto”. Allora il padrone di casa ci avvia un confettino, un pizzuddu di ciccolatto. Se non ci dà niente, i picciriddi ci escono la lingua oppure ci buttano nella sala una palloncino chinu r’acqua. E io pensai, ma che bella cosa ma noi che c’entriamo? Un altro modo per farci spendere piccioli senza motivo. Ma comunque, questa con le altre.
L’indomani mi telefona mia cognata Adele, la sorella di Rosetta, quella che ha due gemelli di 9 anni, Pino e Rino. E mi raccontò che i picciriddi si arricamparano a casa di dopo mangiare, fecero scorta di palloncini chini r’acqua e partirono per fuori. Ma dove andate?, ci disse Adele. E loro: a fare la festa di Allovinni. Minchia, pure loro.
Insomma mia cognata mi cuntò che nel quartiere sono successe le peggio cose. Allora: ci fu una festa alla sala Niù Romantic, quella dove di solito fanno vattii e matrimoni. Erano tutti vestiti di streghe che sembravano tutti uguali. Tanto uguali ca uno ci toccò le minne a una che ci pareva che era la sua zita come invece era la zita di un altro e finì ca pigghiaru i cortelli del cenone e si cominciarono a aggaddare. Ma siccome i cortelli del ristorante come si sa non tagghiano, tirarono dalle tasche i liccasaponeddi che sono studiati proprio per aggaddarsi. E si fidduliaru della bella. A un certo punto uno della comitiva che fa lo sbirro, tirò la pistola e si mise a sparare nell’aria per cercare di scalmire la situazione. Ma incocciò il lampadario e lo fece cadere sopra il tavolo dove c’erano i tortellini con la cucuzza, le milinciane alla parmigiana e le sgaloppine. Caddero pure le bottiglie di spumante e a terrà si formò un lippo che pareva una gebbia sbacantata a quel minuto. Cominciarono ad allippichiare tutti ca parevano strummuli. Ma almeno non si pottero dare cortellate. Di poi arrivarono le volanti e se li hanno portati a tutti.
Nel frattempo i picciriddi andavano case case. Ma qui non ci siamo abituati e appena tu bussi a mezzanotte a casa di qualcuno manco ti domandano “Cu è??”, ti lasciano sbattere e, magari magari, si affacciano nella finestra per vedere se un per iposito sono, menti, i carrubinieri. Lo sai com’è, qui nel quartiere una poco hanno qualche pobbrema. Ma i picciriddri, come ci hanno spiegato quelle cose inutili delle maestre a scuola, sanno che quando non ti aprono vuol dire che dolcetti non ce ne sono e allora devono fare gli scherzetti. Cosi a Giacomo Ammirata (te lo ricordi? quello che faceva il posteggiatore alla stazione centrale) ci rumperu titti i vetri a pietrate, a Tano Graziano, lo scarparo, ci tagliarono i copertoni della macchina, alla singorina Loiacono, che avi 86 anni, ci ficiru affacciari u baubau dalla finestra che quella è ancora che grida e l’appiru a ricoverare ca ci vinni lo stinnicchio. Ma a un certo punto avevano addumato una poco di giornali davanti alla porta di Salvo Amato, te lo ricordi? quello cha ci dicinu “u milli liri”, e lui uscì subito dalla porta con un marranchino e ne mandò tre all’ospedale ca ci dettero sei punti l’uno nella matrice dei pidocchi. Pino e Rino invece, se la sono fatta franca perchè a ora di correre se la fanno sucare.
Insomma stamattina il quartiere aggiornò ca pareva Beirutto. E tutto perché Allo vinni. Per fortuna, doppo che vinni se n’è andò. E questo è quanto.
Ti abbraccio e mi firmo
Vincenzo Pensabene
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E questo è quqanto. E io, automaticamnte, sono d’accordo col mio amico Vincenzo Pensabene. Sorpresi?
Mari si sono chiarite e credo che Maria si sappia difendere.
Super!

Senza parole…
…ma tante risate
Sergio
grazie signor Billitteri,mi sono divertita molto.purtroppamente abito a torino e per sentirmi a casa ogni tanto mi collego a rosalio.ciao
link
A posteriori: martedì sera in giro per locali con amici ci siamo imbattuti in orde barbariche di ragazze vestite da streghe (tutte uguali!!!), mostri,licantropi (più cani di mannara che lupi mannari) e boiate similari…Apoteosi della massificazione della moderna civiltà della globalizzazione…ma non ce la potevamo proprio risaprmiare sta minchiata d’oltremanica?
Che goduria il post di Daniele Billitteri!!!E’ un piacere leggere i suoi scritti..
W l’Italia. Miricani: Hallowite cortesemente a fare’nto cu*o!!!
Bravissima Maria
però cari picciotti miei io penso una cosa.. per quanto questa festa possa essere una cosa a noi “estranea” non mi sembra che minacci i nostri Morti e le nostre tradizioni…
Alla fine basta prenderla come un’occasione in più x festeggiare.. come una sorta di carnevale autunnale..no?
e se i bimbi si divertono tanto meglio.. e forse anche x noi!
mmmmm…
concordo poco su alcune affermazioni. intanto noi un carnevale già ce l’abbiamo (e solo semel in anoo licet insanire). e poi la “festa” deve, per definizione veicolare simboli di un orizzonte condiviso. se non è così, che festa è?
i Morti, come si dice, sono un’occasione di ricongiungemento che non ha nulla a che vedere con il ribaltamento del saturnale. nulla da eccepire se i Celti, nella loro visione culturale, legassero insieme le due cose. ma è fuor di dubbio che tutto questo non ci appartiene. e ciò che non ci appartiene viene recepito in modo falsato e ‘globale’.
io tengo per la rivalutazione del carnevale e l’identità chiara dei Morti.
c’è qualcuno che sa dirmi qual’è l’origine della moffoletta?quando è nata questa tradizione?
vorrei sapere il perchè questa particolare focaccia venga consumata propio in questo periodo?