giovedì 17 ago
  • 28 anni fa l’omicidio di Dalla Chiesa

    Carlo Alberto Dalla Chiesa

    28 anni fa venivano uccisi dalla mafia in un agguato in via Isidoro Carini il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo.

    Stamattina alle 10:00 saranno deposte sul luogo dell’eccidio delle corone alla presenza del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Seguirà una Messa presso la Chiesa San Giacomo dei Militari, all’interno della caserma “Carlo Alberto dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia.

    Palermo
  • 10 commenti a “28 anni fa l’omicidio di Dalla Chiesa”

    1. anche oggi è stato ucciso dentro un artigiano vittima di usura abbandonato da tutti dalle istituzioni dalle associazioni dalla societa che si dice perbene ed è indifferente e pnsa solo alla politica e al loro rendiconto .non lamentiamoci se esiste la mafia ancora oggi perche ancora oggi esiste l,omerta l,indifferenza e l,ignoranza.

    2. All’indirizzo di seguito, chi fosse interessato trova un mio pensiero sul Generale Dalla Chiesa:

      http://giuseppepiazzese.wordpress.com/2010/09/03/un-servitore-dello-statodalla-chiesa/

    3. …a quest’ora tarda ci si confonde.
      pensavo che lo scrittore salvo piazzese avesse linkato un commento….avessi capito prima che si trattava del piazzese udc in cerca di prebende non sarei neanche andata a vedere.
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      posso solo aggiungere che l’onestà di carlo alberto dalla chiesa pare abbia tramandato i suoi geni a suo figli nando, un uomo a schiena dritta.
      di questi tempi non è poco.
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      in tanti lo hanno lasciato solo, dai politici che vengono ora a farsi belli mi aspetterei riflessioni in tal senso.
      cossiga se n’è andato portandosi molti segreti nella tomba, tra tante cose dette e non dette o fatte intendere ad arte.

    4. onore alla figuro dal generale dalla chiesa servitore dello stato e ai caduti di quella strage

    5. “I familiari del generale-prefetto hanno preferito restare lontani da Palermo, perché è una città che “costringe a incontri con persone dalle frequentazioni poco raccomandabili”. Dice Nando Dalla Chiesa che, con i familiari, ha condiviso la decisione di non partecipare alle commemorazioni ufficiali organizzate a Palermo: “Volevamo ricordare quel giorno senza polemiche”. Dalla Chiesa aggiunge: “Io allora dissi: cercate i mandanti nella Dc. Lo ripeto. Io credo che un grumo di potere abbia temuto che mio padre potesse rompere degli equilibri, andando in Sicilia a operare senza vincoli di fedeltà politica, ma di fedeltà istituzionale. Dietro l’omicidio c’è la paura che i rapporti di simpatia che potevano esserci tra mio padre e Bettino Craxi potessero far saltare degli equilibri di potere”.”
      http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/09/03/news/omicidio_dalla_chiesa_28_anni_dopo_quando_palermo_divent_sagunto-6725595/

    6. L’errore lo fece lui (Dalla Chiesa), minacciando il potente sette volte presidente del consiglio Giulio Andreotti (condannato, prescritto, ad associazione a delinquere) per la questione legata al memoriale segreto di Aldo Moro (per cui morì anche il giornalista Mino Pecorelli). Doveva sapere che non si minacciano persone così pericolose! Doveva agire e basta. Adesso si è capito che la mafia ha avuto soltanto un ruolo di killer e che i mandanti sono stati in altro luogo, molto in alto!!!

    7. Robydik, a posteriori è facile parlare. Tutto deve essere calato nel contesto sociale del periodo.
      Probabilmente, fosse stato oggi, sarebbe stato più “furbo”…

    8. della sua morte rimane abbandonato dallo Stato é morto.
      La stessa sensazione l’aveva avuta Borsellino, dopo la morte di Giovanni Falcone.
      Una cosa ci ha insegnato questa esperienza a non delegttimare certe persone, ed a supportarle sempre. Se la luce si spegne, sono già morti.

    9. In Sicilia, chi rimane solo, é già morto.
      Lo si é ormai capito.
      A quell’epoca, sostituirono in corsa l’allora Ministro dell’ interno Scotti, con un molto più accomodante ( e capite a noi) Mancino. Scotti fu quasi licenziato in corsa.
      Poi Mancino fu eletto Presidente della Camera nonché del CSM.
      E mi fermo qui, per non dire oltre.

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