sabato 18 nov
  • Dopo Natale il “buono della politica a Palermo e alla Regione…

    Passato Natale cosa c’è di buono nella politica, partendo da Palermo, per arrivare alla Regione?
    I giornali nazionali hanno raccontato della “guerra”, che va in scena in Liguria, tra Genova e Savona per il controllo del superporto. Dalle nostre parti – con riferimento ai porti di Palermo e Termini Imerese – i politici non hanno mai litigato. Sono buoni? Ma… Diciamo che, sulla materia, fa tutto l’ingegnere Nino Bevilacqua, numero uno della super Autorità portuale che si estende, per l’appunto, da Palermo a Termini Imerese.
    Bevilacqua rende tutti i politici buoni. Quanto meno li mette tutti d’accordo. A Termini Imerese, per esempio, ha messo sotto un unico tetto politico, s’intende, l’onorevole Gianfranco Miccichè (ex Forza Italia, ex Pdl, oggi Forza del Sud) e l’onorevole Giuseppe Lumia (Pd). Centrodestra e centrosinistra insieme appassionatamente. A Palermo ha fatto di più: il Piano regolatore del porto della città, confezionato, appunto dal super-ingegnere-galattico Nino Bevilacqua, è stato votato, niente poco di meno, dal Pdl, dal Pd, da Italia dei Valori e dal Terzo polo. Se pensate che dentro il Terzo polo ci stanno l’Udc, l’Api di Rutelli, il Movimento per l’autonomia del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e Futuro e libertà, ne dobbiamo dedurre che, nel capoluogo siciliano, Bevilacqua ha messo d’accordo tutti.
    Riflettiamo insieme: nella corsa a sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Italia dei Valori) non vuole accordarsi con il Pd perché il Pd vuole accordarsi con il Terzo polo. Futuro e libertà, il partito fondato da Gianfranco Fini per rifondare il centrodestra non dovrebbe – per coerenza – accordarsi con il centrosinistra (cosa che alla Regione avviene). Tutti questi partiti, divisi sul possibile candidato a sindaco, si trovano d’accordo con Bevilacqua e con il suo Piano per lo “sviluppo” del porto…

    Dalle parti della Regione, maggioranza (di centrosinistra) e opposizione (di centrodestra) che litigano su tutto, su un punto si sono trovati d’accordo: nella “stabilizzazione” dei precari. Che significa “stabilizzazione”? Semplice: invece di celebrare i concorsi pubblici, come prevede la nostra Costituzione, in Sicilia la politica (concetto che abbiamo approfondito su Link Sicilia), nella stragrande maggioranza dei casi per “chiamata diretta” (cioè con scelte discrezionali messe in atto da tutta la politica siciliana: di centrodestra e di centrosinistra), “imbarca” negli uffici della pubblica amministrazione questo personale con contratti a tempo determinato che vengono rinnovati di anno in anno (da qui la dizione precari).
    Si tratta, ovviamente, di un’ingiustizia verso le giovani generazioni che, nella pubblica amministrazone siciliana, o entrano come precari (dunque cercandosi i “Santi in Paradiso”, alias le raccomandazioni del caso) o si attaccano al tram: ovvero, o intraprendono un altro lavoro, o emigrano. Altrettanto ovviamente, alla politica siciliana – di maggioranza e di opposizione – di questa ingiustizia non gliene può fregare di meno: tant’è vero che, qualche giorno fa, l’Assemblea regionale siciliana (alias il parlamento dell’Isola) ha approvato una nuova stabilizzazione di precari con una votazione stile Piano reglatore del porto di Palermo: ovvero con i “sì” della maggioranza e dell’opposizione.
    Tutti “stabilizzati” anche questa volta, allora? Diciamo che rimane l’ultimo scoglio. Perché le leggi approvate da Sala d’Ercole (altro nome per indicare sempre il parlamento siciliano) debbono essere “vistate” dal commissario delllo Stato per la Regione Siciliana. Che non ha un potere di veto sull’Assemblea regionale, ma può giudicare incostituzionale una legge votata dai nostri deputati regionali. Se questo avviene è, come si usa dire, un bel casino.
    Il governo della Regione – che cura la pubblicazione delle leggi sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e, quindi, le rende esecutive – può, se lo vuole, pubblicare anche una legge impugnata (cioè una legge che il commissario dello Stato ha giùdicato incostituzionale): ma, se lo fa, questo è a rischio e pericolo del presidente della Regione Siciliana che ne risponde in solido: questo significa che se la Corte Costituzionale dovesse dare ragione al commissario dello Stato, il presidente della Regione verrebbe chiamato a pagare i danni. In questo caso, a pagare gli stipendi a tutti i dipendenti “stabilizzati” (a partire, ovviamente, dalla data in cui è partita la “stabilizzazione”).
    Ve l’immagnate il presidente Lombardo che paga gli stipendi, di tasca propria, a tutti i dipendenti che il parlamento siciliano ha “stabilizzato” (noi non siamo giuristi: ma a nostro avviso, in questo caso, dovrebbero pagare tutti i deputati: ma i deputati non sono perseguibili per i voti espressi in Aula: quindi…).
    A questo punto i lettori ci chiederanno: passerà questa legge? Per la cronaca, va detto che il commissario dello Stato, di recente, ne ha impugnata una simile. Per la precisione, qualche tempo fa la legge simile a quella approvata nei giorni scorsi è stata impugnata dal commissario Michele Lepri Gallerano (se ne volete sapere di più leggete, su tale argomento, l’articolo di Link Sicilia pubblicato venerdì scorso). Oggi il posto di commissario dello Stato per la Regione siciliana è occupato da un nuovo “inquilino”: Carmelo Aronica. La domanda vera è: Aronica, come dicono i giuristi, “confermerà l’orientamento” del suo predecessore o lo smentirà?
    Quando lo sapremo ve lo racconteremo. Intanto ancora auguri a tutti.

    Ospiti
  • 5 commenti a “Dopo Natale il “buono della politica a Palermo e alla Regione…”

    1. Proprio ieri verso mezzanotte a Radio 24 un politico della lega, sindaco di una città, di cui non ricordo il nome si chiedeva com’è possibile che in momento di crisi come questo la regione sicilia possa stabilizzare 800 precari.

    2. Complimenti, finalmente un giornalista che non gira intorno ai nomi e ai fatti!

    3. In verità un concorso c’è stato: quello del 2000 per i BB.CC.; ci siamo 100 architetti vincitori di concorso aventi titolo oltre che diritto soggettivo ad essere inquadrati come dirigenti. Chiederei ad Ambrosetti se è al corrente della nostra vicenda e cosa ne pensa. Grazie!

    4. Sono felice una volta tanto di leggere una pagina di lettura ‘politica’ sulla sicilia che non usa retorica, ma cita fatti, sottolinea le ovvie incoerenze (o coerenze, anche io avevo avuto sentore da alcune persone, attendibili, della grande capacità di mediazione dell’ingegnere Bevilaqua). I miei complimenti ad Ambrosetti, che non é partigiano della politica, come molti suoi colleghi, e che dà anche modo, a tutti noi, di sorvegliare, l’attività della Regione, informandoci su ‘certe questioni tecniche’ ,come la possibilità o meno di stabilizzare la massa clientelare a disposizione dei politici. Grazie.

    5. Ma anche conoscendo, de relato, questa capacità dell’Ingegnere Bevilaqua,(che nell’animo é più architetto che Ingegnere, avendo cercato di diventare ordinario ad Architettura, ed a quanto pare non esserci riusciuto per una quale presa di posizione della Facoltà, ha cercato, ed ottenuto, sponde ad Ingegneria) non capisco da dove venga, o come la faccia funzionare. Quali siano i maccanismi che possa usare, per mettere ad un tavolo di concertazione tutte le parti in causa, riuscire a trovare un accordo possibile, e fare cose che sembrano impossibili da fare.
      Questa é la domanda che mi faccio davvero.
      La sistemazione della Cala, difatto é opera sua. Ha bypassato tutti: Soprintendenza, Comune, Regione. L’autorità portuale era lui, quindi quella era facile.
      C’era questo piano dell’autorità portuale che avrebbe coinvolto le aree del Centro storico con le cosidette aree-bersaglio (bypassando qualunque altra forma di sovrintendenza sul territorio del centro storico, che Gedo Campo, ha bloccato).
      Mi spieghi, Ambrosetti, a questo punto, chi sono e che ruolo veramente svolgono, certe istituzioni…..

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