domenica 4 dic
  • A proposito della movida in Centro storico

    Ritengo sia criminale l’atteggiamento che vi è da parte delle Istituzioni nel non riuscire a risolvere il problema della movida in centro storico. Mi riferisco in particolare a quelle attività che operano nell’anarchia più assoluta dove chiunque può mettere la musica a volumi impensabili per un abitato e senza curarsi minimamente dei residenti fino a tarda notte. Stupisce la totale assenza di controlli che solo saltuariamente sembrano accorgersi di fenomeni di indecenza che si ripetono continuamente. In questa zona franca dove la legalità non esiste non è possibile non pensare che ci siano delle complicità per permettere tutto questo dove gli unici a patire questa situazione sono i residenti che sembrano non interessare più a nessuno. Il risultato è l’assoluta invivibilità di questa zona della città con un degrado sempre maggiore. Bisognerebbe avere la capacità di identificare persone competenti ed oneste che sappiano, se non si vuole svuotare il centro storico dai residenti, chiudere i locali che non sono insonorizzati e che risultano essere particolarmente rumorosi. Inoltre dovrebbero smetterla di dare licenze in questa zona che assomiglia sempre più ad un gigantesco luna park e dove trovare negozi che non siano pub è sempre più difficile.

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  • 11 commenti a “A proposito della movida in Centro storico”

    1. Capisco la riflessione da residente, legittima. Il punto è però un alro. I centri storici di tutte le città europee sono luoghi di aggregazione e movida. La movida rappresenta uno dei pilastri del turismo e in città di terziario come Palermo una risorsa importante ed io credo irrinunciabile. Va fatto a mio avviso un piano chiaro per la città, vincolante per l’amministrazione, alcune aree devono essere destinate ed attività notturne e serali con buona pace dei residenti, che potranno decidere di trasferirsi, mentre su altre il rigore sui suoni e sulle attività notturne deve essere rigidissimo. Ciascuno potrà scegliere dove andare a vivere sulla base delle proprie esigenze senza il rischio di trovarsi un pub inaspettato sotto casa. D’antro canto fermi restanto i controlli e le regole sarebbe una follia fermare l’apertura di pub e ristoranti in centro.

    2. Vogliamo parlare dei luoghi di ritrovo improvvisati (parcheggi pubblici, in particolare per quello che mi riguarda quello di Via Libero Grassi) schiamazzi fino a tarda notte, musica a tutto volume. Le autorità dove sono? Debbo trasfermi in un altro posto?
      Mi ritrovo ad avere sotto casa un numero imprecisato di ragazzi maleducati che urlano noncuranti dei palazzi che hanno attorno.

    3. concordo totalmente con Giovanni Callea

    4. Ed io mi trovo in totale disaccordo.
      Le città più evolute hanno quartieri residenziali ed aree per il tempo libero nettamente distinte.Sicche ognuno vive come gli pare.Chi dorme tranquillo e chi va a fare il nottambulo.

    5. giovanni, documentati. in qualsiasi città civile del mondo a nessun locale ubicato in zone urbanizzate è permesso fare musica ad alto volume fino alle 4 del mattino. tutti i locali che decidono di passare musica sono insonorizzati o in aree lontane da condomini o abitazioni. se sei una birreria in centro a palermo evidentemente non è il caso che per attirare clienti diventi una discoteca a cielo aperto. non è cosí che funziona e non è cosī che si incentiva l’economia. ci sono alberghi e b&b che stanno chiudendo perchè i turisti scappano dal centro. i marciapiedi sono i nuovi parcheggi delle auto e chi compra un appartamento se lo ritrova svalutato perchè un mafiosetto di turno apre un locale senza rispettare qualsiasi legge. scommetto che sotto casa tua non ci sono locali e che tu vieni a schiamazzare lontano da casa tua, dove, a quanto dici, la gente non merita di dormire o vivere addirittura.

    6. Ci sono quelli che millantano conoscenze che non hanno mai potuto riscontrare di fatto
      e quelli che si accodano
      senza nemmeno essere capaci di motivare perché.

    7. Non sto dicendo questo. Ho parlato di un piano chiaro, che consenta la vita notturna, e parimenti di lasciare in pace chi deve e vuole dormire. La soluzione non può essere solo silenzio o solo casino. Altrimenti vince la legge del più forte, come capita a quelli che si ritrovano un pub sotto casa abusivo e chiassoso. Come per ogni cosa occorrerebbe sedersi ad un tavolo e trovare una soluzione il più possibile condivisa. Non ricordo più di quale città del nord europa ho letto, forse Stoccolma, nella quale esiste un piano per il rumore e sono individuate chiaramente le aree dove puoi aprire un pub e quelle dove non puoi farlo. Le aree in cui si fa rumore fino alle 2 di notte e quelle fino alle 23.00. Che male c’è ad organizzarsi? Io sono per regolamentare tutto, rendere a tutti chiare le regole e ocnsentire a tutti di organizzarsi la vita. Francamente l’idea del conflitto tra chi deve dormire e chi lavora di notte mi pare sterile. Sono diritti legittimi tutti e due. Rispondo a Diego, certamente sotto casa mia non ci sono locali e sono stato bene attento a cercare casa lontano dal centro e da aree potenzialmente rumorose. Spero che non lo aprano mai. Se Palermo fosse stata dotata di un piano dei rumori, non avrei bisogno di sperare, lo saprei con certezza. Di questo sto parlando. Circa gli schiamazzi ed i rumori molesti quelli sono un’altra cosa. Esistono delle ordinanze in città, peraltro molto stringenti, e chi non le rispetta commette reato.

    8. Non si può considerare locale adatto all’uopo un vano che si affaccia in strada e continua abusivamente in strada,con qualche gazebo.
      Nelle capitali europee,a parte il fatto che dispongono di appositi quartieri dove si svolge la vita notturna,le soluzioni sono di ampio respiro.
      I locali sono tali che da fuori non si ha percezione di quanto succede dentro.
      Se si tratta di ristoranti poi la discrezione e’ totale,nel senso che in sala appena appena si sente bisbigliare,e,se si sente la voce di qualcuno,
      state tranquilli che si tratta di siciliani.
      Parlo di paesi ricchi ad alto tenore di vita e di qualità di vita.

    9. E’ scappata una c di troppo

    10. L’idea sbagliata quindi è che uno senza arte ne parte affitta quattro mura ,assume quattro disperati,mette quattro tavoli in strada,ed apre un pub.
      Sicché il risultato e’ ovvio.

    11. c’erano una volta gli artigiani….adesso sono rimasti pochi argentieri…..e niente lavoro.c’era una volta un mercato UNICO che dava lavoro..poi un giorno il mercato è morto.niente lavoro ..ma a chi è interessato? a nessuno.ma c’era chi non voleva morire e si è inventato qualcosa…qualcosa che è diventato il centro di aggregzione dei giovani di questa città…ha riportato lavoro.poi è crollata la loggia dei catalani..ma a chi era interessato che potesse crollare? a nessuno.poi le mura…fine della movida e…pronta a morire..niente lavoro. ma ho la sensazione che la vucciria sia dura a morire ..non la uccide nessuno ai giovani palermitani piace è la STORIA DELLA NOSTRA CITTà. p.s. riguardo tutto il resto..chiaramente occorrono regole..CONDIVISE.

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