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  • Ferdinando IV Borbone

    Arte e potere, Palermo capitale in età borbonica

    Verrà presentato il prossimo 8 giugno alle 19:00 in anteprima alla quattordicesima edizione di Una Marina di libri 2023, alla presenza di Valentina Bruschi, dell’assessore alla Cultura Giampiero Cannella e Massimiliano Marafon Pecoraro (moderatore), l’ultima fatica di letteratura artistica della professoressa Mariny Guttilla, raffinata storica dell’arte sensibile narratrice di complessità rese altresì chiare e seduttive per qualsiasi target di pubblico, in virtù di quell’esaustiva e puntuale padronanza del tema trattato che, nello specifico, abbraccia Sette e Ottocento siciliano addensati attorno al retaggio dei Borbone tanto nell’architettura, quanto in pittura e scultura e nelle arti decorative, nel delicato empatico traghettamento tra Tardobarocco e Rococò verso i neostili.

    Mariny Guttilla - "Arte e potere"

    Un testo che si impone subito come riferimento per studiosi e curiosi, un libro che mancava e che colma dubbi e lacune, esponendo attraverso il ricco corpus di immagini quell’evoluzione del gusto di frontiera dell’isola in difficili momenti di passaggio tra costume e società. Basta un rapido sguardo all’indice per respirare le atmosfere disvelate tra le oltre 330 pagine del testo: I. Ferdinando e la Sicilia. 1798-1799, II. Rinnovi decorativi nel palazzo Reale di Palermo. 1735-1756, III. Cultura artistica e committenza negli anni di regno di Carlo III. 1734-1759, IV. Gaspare Fumagalli e le architetture dipinte, V. Allegorie figurative come metafore ideologiche del potere, VI. La pittura celebrativa di Gioacchino Martorana, VII. Tra Napoli e Palermo, VIII. Arte, massoneria e antiquaria al tempo di Caramanico. 1786-1795, IX. Ritorno all’antico e neo stili negli apparati ornamentali, X. Elia Interguglielmi. Dal Rococò al linearismo ferdinandeo, XI. Velasco, Dufourny e il revival classico, XII. Sistema parlamentare, società e artisti tra Sette e Ottocento, XIII. La famiglia reale e gli anni di esilio in Sicilia. 1799-1802, XIV. Il Real casino di caccia nel bosco della Ficuzza, XV. La Real tenuta della Favorita e la casina “cinese”, XVI. All’ombra di Omero. Riolo tra epica ed eclettismo, XVII. Ritorno della corte borbonica in Sicilia. 1806-1810, XVIII. L’Apoteosi di Ercole nel palazzo Reale. 1810-1812, XIX. Palermo. 1811-1814, XX. Aspetti di arte figurativa nel “decennio inglese”, XXI. Ambiente internazionale e imprenditoria agraria. 1806-1815, XXII. Gli Orléans e il palazzo nel piano di Santa Teresa, XXIII. Il sogno interrotto di una capitale. 1815-1816, XXIV. Epilogo.

    Se il punto di inizio della narrazione è l’arrivo in Sicilia di Ferdinando di Borbone il 26 dicembre 1798 nel ripiegamento effettuato tra Roma e Napoli a causa delle pressioni napoleoniche, i livelli di sviluppo dei diversi capitoli si articolano con interessanti salti temporali in avanti e dietro, partecipando della grande e dinamica osmosi creativa delle arti tutte tra l’isola e le corti in influenze artistiche che lasciano nel capoluogo siciliano capolavori ancora oggi visibili nei palazzi della nobiltà siciliana.

    Ed ecco spuntare disegni, pitture, studi e decorazioni di Giuseppe Velasco, Giuseppe Venanzio Marvuglia, Giuseppe Vasi, Antonio Bova, Gaspare Serenario, le “architetture dipinte” di Gaspare Fumagalli, Guglielmo Borremans, Nicolò Palma e Andrea Gigante autore del grande salone a doppia calotta nel palazzo Valguarnera-Gangi del famoso ballo del Gattopardo di Visconti. E ancora l’Olivio Sozzi del ciclo di Paride in palazzo Drago, Andrea Palma e Antonino Grano nell’oratorio delle Dame al Giardinello, Pietro e Gioacchino Martorana, i “trionfi allegorici” di Vito D’Anna tra palazzi del centro storico e ville suburbane, Mariano Rossi, Vincenzo Riolo, Giuseppe Crestadoro e Antonio Manno; tutti nomi dietro i quali grandissimi artisti, decoratori e architetti, imperano per decenni partecipando della costruzione attiva di una raffinata e colta grande bellezza siciliana, nomi che sono già coordinate storiografiche per gli storici dell’arte e che potranno adesso divenire facilmente patrimonio dei tantissimi curiosi grazie a questo singolare e prezioso testo pubblicato per le edizioni Caracol di Palermo (pp. 332, euro 25,00).
    Un libro importante, che parla di identità restituendo l’effervescenza creativa di una stagione distante ed esaltante, orienta il lettore attraverso puntuali esaustive coordinate storiche e geografiche, intesse ragionamenti colti aperti allo sguardo esteso a quanti, animati dal desiderio di conoscenza, sono pronti a riscoprire pagine reali di autentico stupore.

    Come se non bastasse, l’estesa quantità di immagini, la qualità dei contenuti, tutti insieme uniti all’ottima veste grafica tipica delle edizioni Caracol, fanno di questo pregiato testo “accademico” un universale “romanzo della bellezza siciliana” per qualsiasi target di lettore.

    Indispensabile averlo nella propria libreria di casa, per leggere e rileggere segmenti di storia dell’arte locale di respiro europeo, per poi magari partire alla scoperta dei luoghi citati, qui raccontati con magistrale competenza dall’autrice in questo compendio che collabora nel far luce sul traghettamento in Sicilia del concetto mitteleuropeo di Gesamtkunstwerk, opera d’arte integrale.

    Palermo
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