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martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Il diritto di chiudersi in bagno

    Stare lontano dalla tua città d’origine ti dà il privilegio di apprezzarne meglio i contorni e le sfumature. Quella giusta distanza che permette la visione d’insieme, garantisce di godere a pieno di un’opera d’arte, mette a fuoco tutti i difetti. E ti permette il confronto costante tra la realtà che hai lasciato e quella che hai trovato.

    Ogni cosa di Bologna io – non posso farci niente – la paragono a Palermo. Per quanto il tessuto sociale e urbano siano molto differenti, il mio è un meccanismo automatico, autolesionista, normale. Deleuze e Guattari lo chiamano apparato di cattura, per qualcun altro è semplicemente la maniera di dar senso a qualcosa, attraverso le relazioni di differenza. Per me è diventata la condizione stessa del vivere tra due città. Continua »

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  • A Palermo…C’è futuro

    Nasce a Palermo C’è futuro, progetto di ricostruzione e rinnovamento della città.

    C'è futuro

    C’è futuro è uno spazio aperto di reale convivenza e partecipazione democratica in cui ognuno contribuisce alla costruzione condivisa e organizzata del futuro della Palermo che desideriamo. È un atto di presenza nella vita sociale, politica e culturale della nostra città.

    C’è futuro è sinergia di idee e di persone e, la libertà d’espressione che lo caratterizza, ne garantisce, al suo interno, un responsabile confronto ed una programmazione continua su temi come diritti sociali e civili, tutela e valorizzazione dell’ambiente, mobilità sostenibile, diritto all’infanzia, spazi pubblici, assetto urbano, ed una programmazione economica che comporti creazione di nuove opportunità di lavoro. Continua »

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  • L’urlo composto della ricerca di una verità

    Fiori e candele nelle mani dei tanti che hanno voluto ricordarlo proprio lì dove, un anno fa, è stato brutalmente tolto alla vita da un killer. Enzo Fragalà, avvocato e penalista, usciva dal suo studio quando un uomo senza volto lo ha barbaramente colpito alla testa fino alla morte. L’altroieri colleghi, politici, familiari e conoscenti si sono uniti nel ricordo dell’amico Enzo e stretti attorno al dolore della vedova Silvia Friscia e della figlia Marzia. «Chi sa collabori – ha dichiarato a denti stretti e trattenendo le lacrime la vedova Fragalà – noi non ci arrenderemo col tempo alla ricerca della verità».

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  • Perdere il senso dell’orientamento

    Io sono di sinistra perché la sera bevo birra alla Taverna azzurra o a Ballarò.
    Io sono di destra perché il Reloj è irrinunciabile.

    Io sono di sinistra perché protesto in piazza contro la Gelmini.
    Io sono di destra perché non so chi sia la Gelmini (è quella con gli occhiali trendy?).

    Io sono di sinistra perché mi vesto con la roba usata.
    Io sono di destra perché vendo i miei vestiti a quelli di sinistra.

    Io sono di sinistra perché rispetto tutte le culture indistintamente e senza pregiudizi tranne quella di destra.
    Io sono di destra perché le culture mi stanno tutte un po’ sulle palle, in particolar modo quella di sinistra.

    Io sono di sinistra perché mi rullo e mi faccio le canne.
    Io sono di destra perché le canne me le rullano ma me le faccio pure io. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 17

    Adesso che siamo alla fine del periodo più cospicuo dell’anno rispetto a tutto quello che riguardano i tanto attesi e desiderati e sognati saldi, adesso – ma anche molto prima – ho capito che i saldi sono comunque fasulli. In verità, dopo le solite mie passeggiate lungo le strade di Palermo, ma questa volta cercando di non lasciare sfuggire i prezzi che mostravano, diciamo con sfacciataggine, le vetrine di tutti i negozi di abbigliamento che incontravo nel mio svagato deambulare – non direi che le sbirciavo con noncuranza ma sì con certa apprensione -, dopo queste camminate cittadine sono certo che i prezzi variati sono rimasti quasi invariati e cambiati solo nella forma e non nel contenuto nella maggior parte dei negozi. Ma adesso che ho visto come dal primo giorno che è partita questa finta gara dei saldi, tutti i palermitani si sono riversati nelle strade alla ricerca della loro pretesa pepita d’oro, adesso e ancora per l’ennesima volta mi dico che abito in una città dove tutto si sa che è un’autentica finta commedia. Continua »

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  • Con che faccia sporchi le strade della tua città?!

    Il senso civico è l’ingrediente fondamentale per la “salute” di ogni città.

    “Con che faccia sporchi le strade della tua città?”

    Una donna ha appena finito di tirare a lucido ogni angolo della casa, percorrendo, con l’agilità di un equilibrista, decine di metri di ceramica più splendente della tigna di Mastro Lindo a bordo delle sue igieniche pattine. Poi, indossa i suoi eleganti abiti e sale a bordo della fiammante SUV di rappresentanza.

    Con i disagi derivanti dalle considerevoli dimensioni di una vettura non adatta alla nostra tipologia di strade, percorre una o due vie e finalmente si ferma al semaforo. Ne approfitta per spacchettare il nuovo numero di Novella 2000 – è importante tenersi aggiornati – et voilà, il cellophane che custodiva le relazioni sentimentali più importanti del paese finisce per terra. Continua »

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  • Pensionato San Saverio a rischio chiusura, studenti in agitazione

    230 posti letto, sale ricreative, biblioteca e una mensa attiva fino a pochi giorni fa ma manca il certificato di agibilità dell’immobile. In breve lo strano caso del pensionato universitario San Saverio sito in via Giovanni Di Cristina a Palermo che da ieri ha dovuto sospendere il servizio mensa a causa della mancanza di tale certificato e rischia la chiusura dell’intera struttura.

    Ma procediamo per piccoli passi. Qualche giorno fa un controllo di routine dei Nas dei carabinieri fa emergere la mancanza del certificato di agibilità dell’immobile, da qui il provvedimento dell’Autorità sanitaria Asp di Palermo per chiudere la mensa universitaria San Saverio all’interno dell’omonima struttura a partire da giovedì 17 febbraio.

    Situazione di disagio per gli studenti che alloggiano presso la struttura e più in generale per gli studenti possessori del tesserino mensa, più di settemila, che in seguito alla chiusura delle mense universitarie Chiaramonte e Marconi si riverseranno inevitabilmente presso l’unica mensa disponibile situata all’interno della residenza universitaria Santi Romano in viale delle Scienze. Continua »

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  • Pupi di Zuccaro si rinnova

    Pupi di Zuccaro

    Succede che non possiamo stare con le mani in mano e che dovunque andiamo – qualunque obiettivo ci poniamo – dobbiamo fare i conti con le nostre passioni. Ci piace leggere, scrivere, riflettere, capire. Abbiamo studiato, ci siamo presi fior fior di lauree, appena in tempo per capire che l’ateneo ci aveva fregato, che non c’era niente di garantito, che il futuro ce lo dovevamo conquistare con le unghie e con i denti. E allora, eccoci a partire dalla Sicilia, fare quello straziante biglietto di sola andata, ripartire da zero, a Roma o Milano, in metropoli che appaiono prive di senso, che urlano tutta la propria efficienza angosciata dalla crisi. Perché ovunque è dura, anche a ridosso dei gangli vitali dell’economia e del potere. Altroché. Continua »

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  • Generazione di fenomeni

    Palermo. È un giovedì pomeriggio di febbraio e sull’autobus della linea centouno c’è grande affollamento. Tra la congerie di discorsi che si affastellano nell’aria uno in particolare cattura la mia attenzione. Un ragazzo, dall’età apparente di sedici anni, forse diciassette, chiede ad una signora se voglia sedersi e le offre il proprio posto, esclamando: «Signora, visto ca mi talìa da menz’ura, si vuole sedere?». Quest’ultima declina l’invito, ma si intromette un altro passeggero. Un uomo dai capelli bianchi, sulla sessantina, aspetto distinto, si rivolge al ragazzo e lo ammonisce sottolineando che la signora si trovava lì in piedi da un bel po’ di tempo e che il giovane avrebbe dovuto offrirle il posto a sedere parecchio tempo prima. Avrebbe dovuto «scattare in piedi» (cit.) subito appena vista la signora. Il tono autoritario e deciso del sessantenne non sortisce replica alcuna nel giovane, che però non viaggia da solo, bensì con due suoi coetanei, anch’essi seduti. Seguono alcuni secondi di silenzio, poi d’un tratto, uno dei suoi due amici si alza in piedi e con tono minaccioso gli domanda: «’Unn’aiu caputu… Qual è ‘u pobblema?». Continua »

    Ospiti
  • Un sussulto di dignità dalla piazza delle donne (e degli uomini)

    Ieri ero alla manifestazione per l’affermazione della dignità delle donne, aggiungerei delle donne e degli uomini, insieme. Ho notato compostezza e fermezza, varietà e compattezza, preoccupazione e speranza. A mia memoria, e ne ho fatte e viste di manifestazioni, un corteo così lungo e un evento così partecipato non si vedevano dal 1992/1993, durante la terribile stagione delle stragi, quando l’indignazione della gente, in quel periodo alta e forte, determinava catene umane interminabili e lenzuola bianche appese ai balconi dei palazzi. Qualcosa sta accadendo se una città così rassegnata e stanca, come Palermo, mostra finalmente un sussulto di vitalità e segni di contestazione. Sta accadendo qualcosa come se, finalmente, si fosse compreso che la misura è colma. La degenerazione della politica è andata oltre ogni possibilità di sopportazione. Una politica ormai sinonimo di mercificazione, mercimonio, contrattazione. Continua »

    Ospiti, Palermo
  • Lettera ai palermitani: un salvagente alla mia città

    Care palermitane, cari palermitani,
    giorni fa, con coraggio e con grande senso di responsabilità ho lanciato un appello al sindaco di Palermo, a tutte le forze sociali, politiche ed economiche della città.

    Giornalisticamente la mia proposta è stata battezzata e sintetizzata come «il patto bipartisan per salvare Palermo». L’ennesimo “strappo”, qualcuno ha commentato. Cosa ho scritto? Semplicemente quello che da tempo è sotto gli occhi di tutti. Continua »

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  • Villa Florio-Pignatelli: l’emblema dell’insipienza del Comune

    Villa Florio-Pignatelli

    Questa meravigliosa ex dimora della potente famiglia dei Florio è ubicata nella Piana dei Colli a San Lorenzo.

    La villa di impianto settecentesco venne profondamente trasformata e ampliata nel 20° secolo dal famoso architetto palermitano Ernesto Basile.

    Dopo una serie di passaggi venne acquistata dal cardinale Alessandro Lualdi e successivamente destinata a Fondazione Pignatelli.

    Nel 2004 il nostro amministratore comunale, sconsideratamente, trasferisce nella villa una quarantina di famiglie che avevano occupato abusivamente le case in via Mozambico.

    Cos’è successo? “La fine del mondo!”. Continua »

    Ospiti
  • Lo spot

    Il 10 febbraio del 2001 venne montato a Palermo una megaset cinematografico per girare lo spot.
    I preparativi in realtà cominciarono molti giorni prima, ma tutto diventò frenetico quel sabato 10 febbraio già dalle 6 del mattino.
    La via Colonna Rotta era frenetica, in una giornata avrebbero dovuto girare tutte le inquadrature senza sbavature e senza possibilità di replica il giorno successivo.
    Tutti stavano aspettando la star, il protagonista dello spot.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo alle 9:25.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo alle 9:25 con volo da New York dopo scalo a Roma.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo alle 9:25 con volo da New York dopo scalo a Roma per girare lo spot.

    Salvo Fresco, già proprietario della avviata friggitoria all’angolo di via Decollati, si stava preparando all’inaugurazione della suo nuovo punto vendita in via Colonna Rotta, e decise così di fare un investimento davvero importante.
    DECISE…
    DI GIRARE…
    UNO SPOT!
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    Ospiti
  • C’è futuro a Palermo, nessuna trattativa con Cammarata!

    Palermo è una città con tante emergenze, tanti punti irrisolti. E allo stesso tempo non ha più una classe dirigente in grado di affrontare tali criticità. Non sono le solite parole da “opposizione”: purtroppo ormai è un dato di fatto. Per tutta la settimana, ad esempio, al Comune di Palermo non ci saranno Consigli comunali. È stata infatti rifiutata la richiesta, avanzata da Italia dei Valori, di convocare un Consiglio per questo mercoledì, per discutere di due temi che ritengo importanti per la città, ovvero la questione della Tarsu alle associazioni di volontariato e la gestione dell’acqua, in vista della Conferenza dei sindaci che si terrà venerdì 11 febbraio.

    Ancora una volta questa Amministrazione dimostra di non voler governare la città. Come si può infatti pensare di fronteggiare le emergenze se neanche viene consentito che se ne discuta? Mi trovo costretto, anche in questo caso, a prendere le distanze da questa classe dirigente che non si vuole più occupare dei propri cittadini. Continua »

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  • Da Palermo un percorso per una nuova politica

    Oramai niente in politica è diventato più credibile, tantomeno i rappresentanti eletti dai cittadini. A Palermo, stiamo assistendo da molto tempo ad uno spettacolo veramente pessimo, messo in atto dalla “classe dirigente” dei partiti politici italiani.

    Un sindaco, in evidente difficoltà politica, una Giunta comunale sempre più succube dei giochi di palazzo che stenta nel deliberare provvedimenti utili per la città e di alcuni consiglieri che più che lavorare per il bene della città, scaldano le poltrone di Palazzo delle Aquile penalizzando e bocciando per logiche partitiche provvedimenti utili e/o fondamentali per lo sviluppo della comunità di Palermo. Continua »

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  • Lettera a Cammarata: dimissioni o un patto bipartisan

    Egregio avvocato Diego Cammarata,
    le scrivo perché sono molto preoccupato delle gravi condizioni economiche e sociali in cui si trova la nostra città. Ho letto, stamattina, le dichiarazioni che lei ha rilasciato su un autorevole quotidiano palermitano, in cui ha confermato che cultura, attività sociali e aziende avranno ancora da soffrire.
    Non ho letto, mi perdoni, alcuna soluzione concreta per far ripartire Palermo. Si è affidato, ancora una volta, a nuove risorse che dovrebbero, lei stesso ha utilizzato il condizionale, arrivare da Roma.

    Sindaco Cammarata, la quinta città d’Italia, nel bel mezzo di una grave depressione, non può andare avanti sperando nelle mance dello Stato e della Regione, o chiedendo soldi per gli investimenti per poi utilizzarli per spese correnti.

    Tra poco più di un mese Palermo si ritroverà 72 milioni di euro in meno dalla Finanziaria nazionale, 30 milioni in meno da quella regionale e 30 milioni in meno per i tagli di finanziamento del Coime. In tutto si tratta di 132 milioni di euro in meno. La situazione della disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è ormai sopra i livelli di guardia. Le famiglie non ce la fanno. I più deboli saranno ancora più deboli. Continua »

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  • Una scuola materna pubblica abbandonata a Pallavicino

    Le foto seguenti riprendono quanto è rimasto dell’asilo nido “La Mimosa”, sito a Pallavicino, chiuso qualche anno fa per infiltrazioni d’acqua dal tetto.

    A seguito di ciò, tutto il personale ed bambini sono stati spostati all’asilo nido “La Coccinella” nel quartiere S. Filippo Neri, con enormi disagi per le famiglie del quartiere.

    Nel periodo di campagna elettorale furono eseguiti dei lavori tanto per buttare “dalla finestra” dei quattrini, come si è solito fare, della Comunità; finite le elezioni tutto è stato bloccato e dall’allora l’asilo giace abbandonato in preda ai vandali ed ai bulli, (quello che viene perpetrato nei locali lo si può immaginare!).

    Una scuola materna pubblica abbandonata a Pallavicino

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  • Magnolia

    L’incrocio è sempre quello. Il semaforo si fa rosso. Mi fermo. L’auto davanti a me gira a destra, a dispetto di ogni regola minima del codice stradale. Un signore mi si avvicina per propormi copia di un quotidiano. No, grazie. Borbotta e se ne va. Sole, adesso. Vento come sottofondo. Lo sguardo, adesso, è lì a quel pezzo di strada, a quel palazzo beige di via Notarbartolo. La magnolia sta crescendo bene. Quella magnolia, che è segno di riscatto e di memoria. Ho letto, solo qualche giorno fa, di una condanna inflitta ad un boss che, tra l’altro, si trovò a brindare per quella maledetta carica di tritolo. Lugubre, vile e orribile quel brindisi. Anni di distanza, da allora. Una vita, si direbbe. La memoria, certo. Ma che è rimasto, poi? Continua »

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  • Asili e ISEE a Palermo

    Agrigentina, 30 anni, studentessa universitaria, incinta.
    Era febbraio 2007 e cercavo un asilo nido…
    Lessi che si poteva iscrivere il bambino al nido prima che nascesse.
    Bello, mi sono detta.

    Ho iniziato la gravidanza ottimisticamente…anche se inaspettato, il bambino sarebbe andato all’asilo e io avrei finito l’università.
    D’altronde siamo in un paese civile.

    Dunque era febbraio e io ero al quarto mese di gravidanza.
    Abitavo in una bettola nei pressi di via Libertà, palazzo signorile…appartamento diviso con quattro ragazze, il bagno che funzionava a giorni alterni, i riscaldamenti inesistenti, l’intonaco ci cadeva addosso.
    Ma la casa costava 650 euro al mese.

    E così affittammo pure lo sgabuzzino…più eravamo meno pagavamo.
    Mi recavo, in quel fatidico giorno, all’ufficio comunale denominato “settore pubblica istruzione”.

    «Salve, io dovrei iscrivere mia figlia».
    «Nascituro?».
    «Sì, nascituro».
    «Ce lo ha il modello ISEE? Me lo fa vedere?». Continua »

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