Archivio per la categoria 'Ospiti'
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Quaderno di Palermo 15
Un sabato sera di un sorprendente o forse consuetudinario bell’autunno siciliano, in questa fine della prima decade del nuovo secolo che apparentemente – e diciamo anche sorprendentemente – prosegue, ancorché smarrito nella sua incertezza e nel suo sgomento.
Sono al Capo, una sorta di grande villaggio all’interno dell’enorme paesone che in fondo è sempre stato Palermo. E da queste parti del territorio, ogni weekend dell’anno viene scandito dalla musica napoletana che attraverso il karaoke si spande per tutte le piazze e i vicoli e le case di questo quartiere così affascinante e così particolare, così come altri luoghi di questa macchia palermitana fatta da tanti e diversi e contraddittori strati. Il fatto è che nel nostro mondo globale, dove siamo ormai cacciati tutti, il fatto è che ancora mi colpisce il legame che c’è tra questa immemorabile canzone partenopea, nonostante si tratti in gran parte dell’interpretazione della gente del quartiere dei nuovi melodici, e le radici di un popolo e di una cultura ormai in via di estinzione, almeno in apparenza. Continua » -
Sicilia, lì dove muoiono le speranze dei giovani…
Nell’articolo apparso sul Giornale di Sicilia martedì 16 novembre dal titolo Regione nominati altri sei consulenti, ho letto con profondo rammarico e indignazione quanto segue:
«Altri sei consulenti nominati ieri da Lombardo e dall’assessore all’Agricoltura Elio D’Antrassi. Sei esperti che si aggiungono a un settimo messo sotto contratto una settimana fa, sempre da D’Antrassi, e che portano così il totale dall’inizio dell’attività del quarto governo a 17 per un valore di 200 mila euro. Lombardo ha messo sotto contratto cinque consulenti che con vari rinnovi sono in servizio a Palazzo d’Orleans dall’inizio dell’anno senza soluzione di continuità. Il primo contratto è andato a Pietro Garonna, che per i mesi di novembre e dicembre percepirà 4.131 euro per occuparsi di politiche sociali. […] Il secondo incarico assegnato ieri da Lombardo è andato a Beppe De Santis. […] A De Santis è stato garantito un compenso di 7.316 euro lordi fino a fine anno per occuparsi di fondi europei. De Santis è anche lui al quarto rinnovo: i primi tre contratti, dall’inizio dell’anno, gli hanno fruttato 36.581 euro lordi».
Dopo avere letto queste righe mi pento sempre più di non essere andata via da una Sicilia dove regna fortemente il precariato ma non sembra suscitare alcun scalpore una consulenza pagata da quattro a sette mila euro per un’attività da svolgere in due mesi, una Sicilia che vede certificati di laurea buttati in fondo ad un cassetto perché ad andare avanti sono solamente i figli e i parenti dei politici o comunque coloro che, in gergo, “hanno le spalle protette”. Continua »
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Studeo ergo otium
Il pensiero filosofico romano aveva elaborato una riflessione sui modelli di vita della propria società, individuando e distinguendo, una “vita attiva” da una “vita contemplativa”; ossia, il famoso contrasto fra negotium e otium. Il negotium era inteso come una vita dedita all’impegno nei campi militare, economico e politico; mentre l’otium rappresentava la sua perfetta antitesi, in quanto, consisteva in una vita di studio e di produzione esclusivamente filosofico-letteraria. Fra i due cliché, la società privilegiava il primo denigrando il secondo, tanto che era perfino considerato sconveniente per il cittadino romano un prolungato approfondimento dell’istruzione. Lo stesso padre di Seneca cercò di distogliere il figlio dalla filosofia. La denigrazione per i lunghi percorsi di studio, soprattutto quando concentrano l’attenzione su materie che sembrano non avere un facile e immediato riscontro pragmatico con la società attiva, sembra quanto mai odierno. Attualizzando la divisione romana della società, potremmo parlare di lavoratori e universitari. Distinzione che nasce spontaneamente se contestualizzata nella sfera socio-culturale palermitana, dove è fortissima la presenza di un vero e proprio culto del travagghio. Continua »
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Cose dell’altro paese
Alice nel paese delle meraviglie, ovvero Alice a Palermo…no non è un mio delirio campanilistico-retorico, è quello che è successo nei giorni scorsi al Teatro Massimo e, tra l’altro, il giudizio non è mio ma di un agrigentino (e ci può stare…e di un bergamasco!…e qui…).
Ma poi lo stupore passa quando capiamo che stiamo parlano rispettivamente di Giovanni D’Aquila e Francesco Micheli: “facce canusciute” del palcoscenico palermitano; sono già stati avvistati insieme con Il piccolo Mozart (e non è una segnalazione da Chi l’ha visto?) e W Gianni Schicchi.
Questa volta Francesco Micheli ha messo testi e regia, Giovanni D’Aquila le musiche; hanno messo sul palco a cantare un talentuoso coro di voci bianche con gradevolissime sorprese, più di 150 bambini delle scuole di Palermo schierati sulle scenografie preparate da altri studenti supervisionati da Sergio Algozzino, hanno shakerato bene e fatto dirigere il tutto dal newyorkese Arthur Fagen.
Quello che ne è uscito è una controversa prima mondiale di una rivisitazione di Alice di Carrol immaginata nella Palermo dei giorni nostri. Continua » -
Palermo vs. Milano: chiese
Qualche giorno fa, girovagando sul web alla ricerca di notizie su una delle città che ha rapito il mio cuore già dalla prima visita fatta ormai cinque anni or sono (Parigi), mi sono imbattuta in questo blog in cui con ironia e allegria si mette a confronto Parigi con New York.
Mi è piaciuta l’idea e mi è piaciuto lo stile (che è simile ad alcuni lavori di grafica che avevo fatto in passato). E così ecco che nasce l’idea di Palermo vs. Milano, che non ha l’intenzione di individuare quale delle due città sia migliore e quale sia la peggiore, ma semplicemente di metterle a confronto con similitudini e differenze.
Buon confronto. 🙂
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Sicilia e Pd
Raffaele Lombardo non è ancora indagato? Ma pare che ci manchi poco.
Questa è la conferma della bontà della scelta che Lupo – uomo Opus Dei e segretario del Pd isolano – ha fatto e che Bersani è venuto a benedire.
Il Pd in Sicilia, ma temo anche nell’intero paese, con queste scelte deliranti non ha nessun futuro. Non è nemmeno pensabile che un partito che ha un certo passato, penso anche a determinate posizioni su temi delicati quali la giustizia e la lotta alla mafia, possa anche solo pensare di allearsi con un politico discusso come Raffaele Lombardo. L’emorragia di voti del Pd è destinata se possibile, ad aumentare. In tutta evidenza non esiste più nulla, nulla, che differenzi una parte politica dall’altra. Non ho votato Pd per vedere un’alleanza agghiacciante. Non ho votato il Pd per assistere ad uno spettacolo indecoroso fatto di alleanze pericolose e chiacchierate. Continua » -
C’è un grande prato verde (aggiornamento)
Alle associazioni ed ai cittadini di Palermo per l’istituzione di un “Giardino della creatività e della memoria” a fondo Uditore/Gelsomino.

Una città è l’insieme delle singole visioni degli individui che la popolano e contestualmente la capacità che questi hanno di condividere e sostenere a vicenda queste visioni. La città che ci è stata consegnata porta con sé i segni indelebili delle capacità di visione di quanti ci hanno preceduti. Siano questi edifici unici quali il Teatro Massimo o la Cattedrale, o l’inqualificabile assetto urbanistico che dobbiamo al cosiddetto sacco di Palermo. Esprimere una visione collettiva ed adoperarsi per realizzarla è quanto distingue una collettività da un’altra; è un compito che svolgiamo per noi ma anche e soprattutto per i nostri figli e per quelli che seguiranno. Palermo è una città forte, con una grande storia e con un grande passato anche civico. Quanto siamo stati, la nostra identità civica, la nostra capacità di visione va ricostruita e recuperata. Continua »
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Anatomia sicula
Nel corso degli anni grazie ad amici, conoscenti e voci di strada, ho raccolto diversi dati “scientifici” su come possa essere la nomenclatura dello scheletro umano nel nostro dialetto.
Le nostre ossa sono più di duecento, quindi sono pronta ad accogliere ogni vostro suggerimento, per attribuire ad ogni parte anatomica il nome corretto, così da rendere il mio scheletrino ancora più sorridente! -
Per amare Palermo
Ho realizzato poco fa questo video, con due obiettivi.
Il primo: far conoscere ai parenti ed amici, lontani e non, la bellezza di Palermo e dell’opera di Pippo Pollina, grande cantautore palermitano. Magari riuscire a trasmettere le emozioni forti che entrambi suscitano in me.
Il secondo: tentare di spiegare a tutti il perché di questo mio Amore immenso, infinito, incondizionato per Palermo e per la sua gente. Perché questa voglia di trasferirmi.
Solo attraverso la musica e queste parole meravigliose, nate dall’anima di un palermitano, ho pensato di poter finalmente riuscire a farmi capire.A far capire perché, nonostante tutto, non si può fare a meno di amare Palermo.
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Assenteismo e controlli
In questa città arresa a ogni forma di mancato rispetto delle regole capita, con sorpresa generale, che qualcuno avvi un controllo per sapere se i lavoratori, magari quelli che hanno bloccato via Libertà gridando “lavoro, lavoro”, siano effettivamente al lavoro. E naturalmente succede che l’addetto a questa “assurda” attività del controllo venga minacciato e che gli ideatori del controllo siano subissati di critiche. Complice il caso, accade che alcuni di questi lavoratori vengano trovati al bar e in generale accade che molti “lavoratori” siano stati trovati indebitamente allontanatisi dal luogo del lavoro sebbene sia noto a tutti noi che il trovarsi nel luogo di lavoro assegnato raramente corrisponda per i nostri lavoratori locali allo svolgere un’attività lavorativa. Statisticamente risultano più praticate attività come lo sfogliare il giornale per guardarne le figure, il fumare, l’andare e venire dal bar più vicino, il telefonare a spese del contribuente, il recarsi a fare la spesa, lo stare in circolo a esercitarsi nel pettegolezzo essendo ormai diffusa l’ambizione di diventare uno spettatore televisivo professionista, ospite stabile di un Amici o un Fattoria e simili. Continua »
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Li morti
Salvatore era andato a letto subito dopo cena, senza fare capricci, perché sapeva che quella sarebbe stata una notte speciale e i bambini non dovevano rimanere in giro per casa.
Continuava però a rigirarsi sotto le coperte senza riuscire a prendere sonno.
Era la prima vigilia dei morti che dormiva da solo nella sua stanza.
Suo fratello Giuseppe era partito militare all’inizio dell’anno e il nonno, dal quale lui aveva preso il nome e che aveva sempre dormito nella loro camera, aveva chiuso gli occhi una sera di settembre e non li aveva più riaperti. Le prime notti dopo la scomparsa del nonno, Salvatore aveva cercato di non addormentarsi, di non chiudere gli occhi, per il timore di non potersi più svegliare, ma scoprì presto che il sonno era molto più forte della sua volontà e giungeva all’improvviso senza che lui se ne accorgesse. Cosi, per la paura di non risvegliarsi e temendo di rimanere intrappolato in qualche brutto sogno, ogni sera pregava Gesù Bambino affinché tenesse gli incubi lontani da lui. Se proprio non doveva svegliarsi, sperava di rimanere imprigionato in un bel sogno! Continua » -
Sul Cassaro sventola bandiera gialla
È passato quasi un mese dalla visita del Papa, e le bandiere del Vaticano sventolano ancora fieramente lungo quello che fu il tracciato seguito da Sua Santità. Alla sollecitudine che ha portato chi di dovere a tirare a lucido la città e frenare le pericolose derive laiciste di Altroquando non è corrisposta analoga sollecitudine a rimettere le cose a posto.
Come si spiega tutto ciò? Ho formulato alcune ipotesi:- la bandiera vaticana è ritenuta bella esteticamente: dunque è stata lasciata per dare alla città quel tocco di giallo e bianco che le mancava;
- Palermo ora fa parte del Vaticano: quella di Benedetto XVI era una missione di conquista. La preghiera al Foro Italico era in realtà il discorso seguente l’annessione;
- i mondiali di calcio non sono stati d’estate in Sudafrica, ma si stanno svolgendo solo ora in Vaticano;
- il Papa tornerà a breve (che pacchia, altri due giorni di città pulita);
- il Papa è ancora a Palermo.
Dimentico qualcosa?
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Facciamo di Palermo una città felice
Abbiamo il diritto di essere felici. La felicità è una parola che quasi non pronunciamo più.
Mentre la tristezza a Palermo è ormai una costante nell’aria.
Il degrado che vediamo per le strade è solo la parte meno dolorosa del degrado che progressivamente abbiamo costruito nelle nostre vite con la disillusione e la povertà nelle nostre idee ed azioni.
Eppure qualcosa si può fare. Io ci credo, noi ci crediamo. Ricucire il tessuto della città come vorremmo che fosse. Liberarsi dal comodo giogo che vede nel politico di turno il responsabile. Provare ad essere la città europea nella quale vorremmo vivere. Dobbiamo tornare ad essere una comunità, un luogo di crescita e di confronto. Un posto magari povero, ma felice. Continua »
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“Una manovra per la vita”, buona volontà cercasi
«Le gioie dei genitori sono segrete, e così i loro dispiaceri e timori; le prime non le sanno e i secondi non li vogliono esprimere» – diceva il filosofo Francis Bacon – non volerli esprimere è un modo inconscio di esorcizzarli – aggiungo io.
Chi di noi ha provato la gioia della maternità o paternità conosce anche l’angoscia, a volte soffocante, per quanto i nostri tesori riescano ad essere pericolosi per se stessi nel loro sperimentare il mondo a loro sconosciuto.
Leggendo in giro sulla rete, tra le tante notizie catastrofiche e da vero e proprio thriller, si trovano per fortuna delle buone notizie, di iniziative interessanti e soprattutto utili. È così per la giornata nazionale Una manovra per la vita. L’iniziativa promossa da SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica) ed in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. Continua » -
Caleidoscopica
Video realizzato per il workshop con Studio Azzurro, dove veniva chiesto di “sentire” Palermo creando una simbiosi fra immagini e suoni che raccontassero l’essenza della città.
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Villa Castelnuovo e il Teatro di Verdura

Se da un lato sono sicurissima che molti di voi conoscono il Teatro di Verdura, luogo di incontro per serate mondane, culturali e canterine estive, dove, se non vai fornito di una buona dose di Autan, per una sera diventerai il migliore amico delle zanzare acculturate panormitane, sono meno sicura del fatto che si conosca altrettanto bene la storia di questo posto e della vicina Villa Castelnuovo. Sì, perché il Teatro di Verdura altro non è che una parte del parco di questa villa.
Tutto ebbe inizio nella seconda metà del ‘700 quando Gaetano Cottone e Morso Principe di Castelnuovo (senza titolo nobiliare siamo, eh) decide di realizzare, nella Piana dei Colli, la residenza di famiglia e poiché è un uomo di poche pretese, realizza “un’umile dimora” con un parco di ben dodici ettari coltivato ad uliveto e agrumeto, con viridarium, parterre, statue, fontane (tra le quali la Fontana della Musica realizzata da Ignazio Morabitti), vasche e piante esotiche. Continua » -
Eredi della scuola poetica siciliana
Rinvenute a Palermo nuove testimonianze in forma epigrafica della scuola poetica siciliana (1230-1266). Dopo quasi ottocento anni Giacomo da Lentini, Cielo d’Alcamo e Stefano Protonotaro hanno finalmente trovato degni eredi del loro nome. Attraverso un’attenta analisi paleografica e filologica, è stato possibile rintracciare una continuità della tradizione sicula iniziata sotto Federico II di Svevia e arrivata fino a Raffaele Lombardo IV. Sono stati rinvenuti due componimenti molto interessanti per temi e stilemi: nel primo frammento, denominato “Nelanima”, si nota il ricorso ad un’abbreviazione (6) in termini numerologici molto probabilmente per ragioni di metrica, anche se non è da escludere la volontà di conferire un significato allegorico al numero.

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Sicilia contraddizione
– Scusi, può scattarmi una foto?
– What?
– May you take a photo?
– Oh, yes.
– Thank you.
– You’re welcome.
– Ok, cheese…
Clic.
– Thank you.
– Oh, it was a pleasure.
– And you’re very polite:
– Where are you from?
– From Italy, Sicily.
– Ah, Sicily mafia.
– Eh?!
– Sicily – ridendo – mafia.
– Vaffanculo lo capisci?
– What?
– Where are you from?
– Japan.
– And no mafia in Japan? Faccia di culo!
– No, Japan no mafia.
– Allora sei scemo? O ci fai?…
– What?
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Vietato Under 30
Il titolo è volutamente provocatorio www.vietatounder30.it, quella preclusione a chi conta meno di trent’anni è tutto un invito. A cosa? Mi domandavano sospettosi appena parlavo del progetto, non vorrai mica fare un’altra rivista femminile? Un sito per nostalgici degli anni Ottanta? Non proprio. Volevo uno spazio per essere umani veri. Non per quelli contenuti nelle statistiche, da far rientrare in percentuali tanto in auge sulle riviste, utili ai pubblicitari per individuare i loro target. Tanto che il sottotitolo dice webzine di cultura e culture fuori target. Continua »




































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