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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Aruspici e stigghiole

    Fresco di un esame di latino passato dopo un’estate infernale con Seneca et alii, nella quale ho avuto spesso a che fare con veggenti ed aruspici, mi è sorto un dubbio: gli aruspici, coloro che praticano l’arte divinatoria attraverso l’interpretazione delle viscere e delle intestine degli animali, non si saranno mica trasformati oggi negli stigghiolari? I fumi sono gli stessi, la gente che si accalca ai loro bracieri pure. Dalla periferia dell’impero è giunta voce che un anonimo stigghiolaro abbia vaticinato: “piove governo ladro”.

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  • Da Lussemburgo a Palermo: il bike-sharing

    Quando quest’estate, mentre mi trovavo in un’università londinese a reperire materiale giuridico per il mio progetto di ricerca sugli aiuti di Stato, il coordinatore del dottorato mi ha suggerito di recarmi, da ottobre a dicembre, sempre per motivi di studio, nel Granducato di Lussemburgo, gli unici dubbi erano legati allo stato del mio portafogli, abbastanza provato dalla vita nella metropoli britannica che, come molti sanno, non è nota solo per ricerca e università, offrendo anche parecchie chance di divertimento e svago più o meno costose.

    Tuttavia per nulla al mondo sarei stato disposto a perdere l’occasione di vivere, per un periodo nemmeno tanto breve, in quella mini nazione sulla quale, osservando la mappa dell’Europa all’epoca delle scuole elementari, molti di noi si sono posti dei simpatici interrogativi. E così, decidendo di dilapidare i residui denari di cui disponevo, ecco che quasi senza accorgermene mi trovo catapultato già da una settimana a Luxembourg City, la capitale di quello che, nonostante le modeste dimensioni, è uno dei sei membri fondatori dell’Unione Europea, oltre che sede della Corte di Giustizia Europea e di molte altre istituzioni comunitarie. Continua »

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  • Dove osano le aquile

    Non saranno delle aquile, ma i conti della serva sanno farli.
    Dovremmo persino esser fieri di loro: ci hanno messo solo 5 giorni a capire che, tra il buco di bilancio abituale e i 150 milioni di euro da rimborsare per l’illegittimo aumento della TARSU, non c’è più speranza per le già martoriate casse del Comune più invidiato dal polo sud in giù.
    Eppure, per tre anni si erano illusi di averla fatta franca.
    Come dargli torto, l’ideuzza non era male: dalla sera alla mattina, con una bella telefonata tra sindaco urlante e dirigenti atterriti, avevano aumentato appena del 75% la tassa sui rifiuti, tenendosi il segreto fino a dopo le elezioni del 2006. Tie’!
    Praticamente una mandrakata in pieno stile feudalesimo, se non fosse che purtroppo esistono regole e norme, evidentemente a loro sconosciute, che prevedono un iter leggermente più complesso per stabilire l’aumento delle tasse.
    Addirittura si scopre che non è facoltativo motivare l’aumento snocciolando costi, tariffe, dati e altri numeretti: una noia!
    Vuoi mettere tutto sto casino con una bella telefonata?
    Certo che no, peccato che di parere diverso sembrerebbero essere i giudici del TAR che (credo dopo non poche risate) hanno rimandato al mittente l’esilarante delibera piena di erroracci BLU!
    Il TAR, inoltre, credo si sia dichiarato disponibile a segnalare questa amministrazione alla giuria del guinness dei primati per la categoria: “atti illegittimi”. Non credo abbiano rivali, visto che da 3 anni a questa parte non ne hanno azzeccato una, manco per sbaglio. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 8

    A quanto pare Palermo e bellezza è un’equazione scontata per tutti quanti vivano a migliaia di chilometri dall’ombelico del mondo dove io e te lettore ci troviamo – come sappiamo bene ce ne sono tante di queste città-cerniera e non è il caso di cominciare a nominarle adesso – o per quanti permangano arrotolati nel suo cordone senza essersi mossi dalla loro nascita (sempre te, caro lettore capitalino e isolano).
    Per i primi anzitutto, le persone che abitano in paesi benestanti, avanzati e ordinati in mezzo a una bellezza anche antica e conservata in modo impeccabile, ma che a forza di asepsi può diventare disgustosa perché svuotata di ogni senso (addirittura di quello più importante, come le traccie lasciate dal passare del tempo su ogni pietra e poi cancellate con una patina leziosa); per quelli dunque Palermo viene interpretata come un posto esotico, saturo di echi, di voci, di parole lette in tanti libri di storia o letteratura o ascoltate in quasi tutti i film a sfondo mafioso; parole magari pronunciate da loro stessi quando si incontrano per evocare nel loro immaginario un viaggio che nella loro quotidiana mollezza capitalista appare più che affascinante, diciamo pure sfacciatamente intrepido nonostante abbia a che vedere con una crociera per il Mediterraneo o con un pacchetto turistico per famiglie con tanto di alberghi di lusso e di gite fantastiche e, certo, di acquisti inutili (non è un segreto per nessuno che ormai siamo quasi tutti diventati dei viaggiatori più che fasulli, degli avventurieri da marciapiede in questa nostra società marcia e decrepita e agonizzante). Questo per quel che riguarda i borghesi stranieri mettiamo occidentali, ma anche giaponesi, che sono mossi dallo stesso impulso consumistico. Continua »

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  • Desideri

    Inizio a desiderare, con una certa insistenza, tutto ciò che finora ho detestato. Un posto alla Regione Siciliana, ad esempio. Un “villino” vista mare. Un Suv da posteggiare maldestramente ovunque capiti. Tra una decina di giorni terminerà il mio lavoro da precaria di lusso. Un lavoro non retribuito; uno stage! E poi? La precarietà, lo so, aiuta la fantasia. Ci si inventa le giornate. Ci si mette lì e si sogna come potrebbe essere se…se si avesse, per esempio, uno stipendio. Il lusso, sic, di poter fare un weekend fuori. La gastrite è il prezzo che pago per la causa. Le occhiaie, ahimé, sono l’altro scotto. La domanda, sempre quella, è: come fare? Come procedere senza che gli eventi mi travolgano?! Continua »

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  • Lutto per Messina al World festival on the Beach

    Bandiera dell'Albaria con fascia nera in segno di lutto

    In segno di lutto per le vittime italiane causate dalla frana nel Messinese quest’anno in occasione del World festival on the Beach sul pennone della sede dell’Albaria a villa Gregorietti in piazza Valdesi oltre alla bandiera del circolo sventolerà anche una fascia nera.
    Il circolo Albaria da sempre sensibile alle vicende legate al territorio non può non tributare il giusto rammarico per una tragedia annunciata. La violenza dell’uomo sulla natura quali le coste, il mare, le montagne, le foreste portano sempre ad eventi tragici. Gli interessi di pochi ed il disinteresse di molti finalizzati a lucrare su tutto, senza rispetto di nulla, dilania la vita di quelli che invece hanno sempre vissuto nel rispetto del prossimo. Se pensiamo alla Sicilia, un Isola cosi bella da togliere il fiato, ma umiliata e deturpata dall’abuso edilizio e non solo da quello, perché abusare è sempre lecito, non possiamo non indignarci e capire che forse bisogna prendere coscienza di quello che ognuno di noi può fare anche nel più semplice dei gesti quotidiani.

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  • Tangueri clandestini su Rai Tre

    Questa è la storia di un gruppo di clandestini del tango, così clandestini da finire sulla Rai di Fabrizio Frizzi.
    Agosto duemilaotto, poco più di un anno fa, è sera, dalle portiere aperte di un’auto parcheggiata a ridosso di un porticato cittadino si sente del tango. Un paio di coppie provano dei passi. Si guardano intorno, continuano a ballare, abbracciati come a voler creare un piccolo spazio protetto. Siamo nel pieno di un blitz. I portici son quelli del cinema Fiamma, luogo noto ai palermitani, tra via Libertà e via Notarbartolo, uno dei tanti luoghi da blitz, quelli di Milongablitz, infatti, hanno già ballato un po’ ovunque. Continua »

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  • Tramonti

    Sono invitato a cena in una villetta fuori città, lo sfondo è la corona dei monti che cinge Palermo, Capo Zafferano galleggia sull’oro liquido. Alcuni ospiti inglesi fotografano il panorama. Il cielo è surreale, meravigliose le sue sfumature cromatiche. Mi dicono che ogni giorno i colori del tramonto sono diversi. Lo so, è il cielo che mi lega a questa terra. Contempliamo in silenzio il cambiamento delle tinte che colorano il nostro mondo, scivoliamo dentro noi stessi cullati dalla sfumature della luce fino a quando l’imbrunire ci risveglia e suscita una discussione che prosegue nel dopo cena. Gli inglesi sono qui da diversi anni, abitano rispettivamente in un quartiere borghese e in un quartiere borgata. Non hanno intenzione di tornare nel loro paese, qui lavorano e hanno messo su famiglia, mi dicono che in Inghilterra vivere è difficile tanto quanto in Sicilia. Non ne dubito ma faccio osservare che deve pur esserci qualche differenza, a parte il clima. Continua »

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  • Il Far West

    Il Far West

    Nel Far West le leggi stentavano ad imporsi; erano i cittadini stessi ad imporre la loro versione della legge ed il risultato era disordine, caos e prepotenza. A Palermo gli abitanti del vecchio West si sentirebbero certamente come a casa loro; buona parte della cittadinanza ha un senso civico pressoché nullo, non esiste il rispetto del bene comune ed il risultato è che qualsiasi opera pubblica nuova o vecchia, giardino o statua che sia, viene vandalizzata come se non fosse nostra, come se non appartenesse a nessuno di noi.

    Sullo stesso piano dei vandali ci sono gli sono gli automobilisti strafottenti. Restii a qualsiasi limitazione dell’uso del proprio veicolo, si appropriano di corsie preferenziali, marciapiedi e piste ciclabili. Questa categoria ad esempio ha esultato alla recente rimozione dei cordoli da corso Tuköry, ottenuta dai commercianti che possono tornare a parcheggiare davanti la propria saracinesca, in piena corsia d’emergenza. Hanno mai pensato questi signori, quanto è importante per una ambulanza con un paziente con infarto in corso a bordo, raggiungere l’ospedale Civico in pochi minuti? Si vergognano almeno un po’, nel vedere i bus costretti ad accodarsi alle auto e perdere almeno dieci minuti a giro? Continua »

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  • Le regole della natura e quelle della politica

    Nonostante i distinguo che si appigliano in modo fallace a testimonianze di tecnici e scienziati, i danni degli eventi naturali possono essere previsti.
    Molti amministratori e burocrati si stanno affrettando a precisare che precipitazioni come quelle di questi giorni in Sicilia sono difficili da arginare. Il loro ragionamento sottende un’idea di fatalismo: quando succede, succede.
    Non dategli conto, non è così.
    Qualunque geologo di buon senso, qualunque contadino di esperienza, qualunque montanaro genuino vi spiegherà – ognuno con ragioni convincenti – che la natura ha un sistema di vendetta che ha più a che fare con la matematica (se sottrai due tonnellate di terra devi aspettarti due tonnellate di ignoto) che con la casualità.
    La tragedia del Messinese altro non ci insegna che devastare di abusivismo una zona ad alto rischio idrogeologico è un crimine grave come ignorare i pericolosi smottamenti che da anni in quell’area hanno messo a grave rischio la popolazione. Eppure ci sono enti, assessorati, funzionari, tecnici stipendiati perché il dramma non accadesse: mi piacerebbe conoscere i nomi dei responsabili e, possibilmente, gli anni di galera che dovranno scontare per la loro criminale negligenza. Continua »

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  • Considerazioni su Palermo e la famiglia Cutò da cui Procopio

    A Palermo la peste del 1575 è poco ricordata perché non si fece ricorso ai santi, ma semplicemente alla scienza medica. Era Protomedico del Regno il siciliano Gian Filippo Ingrassia, laureato a Padova e insegnante all’Università di Napoli, ritenuto da tutti il fondatore della medicina legale. Fu lui, inoltre, a scoprire la scarlattina. Fu questo uomo di scienza che si prodigò con ogni mezzo per salvare vite umane, creando i lazzaretti.
    Fu in quel momento di grande paura che furono “resi liberti” molti schiavi delle grandi Famiglie siciliane per “impetrare indulgenze divine”: per farlo quei poveracci dovevano essere battezzati giacché la Chiesa accettava la riduzione in schiavitù soltanto dei “non cristiani”.
    Nasceva il problema del cognome che generosamente fu offerto ai liberti: ecco, dunque, migliaia di poveracci con cognomi altisonanti come Alliata, Lanza, Butera, Belmonte, Altavilla, Aragona, Cutò… Questi ultimi antenati del principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore de “Il Gattopardo”. Continua »

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  • Mario

    Mario e le terribili immagini di quel che gli successe in tenera età in una limpida giornata di giugno occupano un posto speciale nei miei ricordi… Era un ragazzino curioso e intraprendente. Aveva capelli ricci e folti, color castano chiaro; la bocca regolare, una fossettina sul mento ben disegnato. Nel gioco era vivace e pieno di iniziative. Spesso era lui a trascinarci in avventure spericolate, come il giro di corsa per le vie del paese spingendo con un filo di ferro, ‘u carruzzinu, cioè un cerchio di ruota di triciclo, e, per i più fortunati, un cerchione di bicicletta. “Chi arriva primo alla Chiesa e ritorno: pronti, via!”. E giù a rotta di collo sulle strade sgombre e senza traffico ma quasi tutte sterrate e in qualche punto pietrose. Nella foga qualcuno inciampava e finiva lungo disteso, ma si rialzava immediatamente, una pulitina ai ginocchi con la mano per togliere la polvere o levare il sangue e via con più veemenza a recuperare il ritardo. Mario aveva perennemente i ginocchi sbucciati e pieni di crosticine. Del resto come tutti noi… Continua »

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  • La Tassa

    (Tragedia in un atto in un’unica scena)
    Personaggi
    Bluvestito: funzionario.
    Triste: contribuente.

    La scena si rappresenta a Palermo, in un giorno qualunque in un ufficio qualunque di un futuro quantunque.

    L’autore a chi legge
    Questa è una tragedia, può sembrare una commedia, ma in ogni caso si tratta di una farsa. Una tragedia fai da te in cui le parti sono già assegnate e gli attori le devono accettare perché è il regista che le ha già date. Anche lui recita nel dramma e del resto già si sa che chi sparte ha la meglio parte. Continua »

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  • Un pensiero…il primo

    Ciao Rosalio,
    sono uno di quelli che la sera prima di andare a letto, passa un po’ di tempo a dare una lettura veloce a tutti i post e a tutti i commenti lasciati sul tuo blog, che, credo sia uno dei più amati e seguiti.
    Troppe volte, tante volte, mi sono ritrovato a leggere post e commenti sulla nostra città, sulle cose che non vanno e sopratutto sulle cose che il Sindaco non fa…
    Da due stagioni conduco ogni giorno il mio “Casa Minutella” invitando spesso chi governa o chi ha cariche di grande responsabilità, o pensieri importanti sulla nostra Palermo, coinvolgendo spesso i tuoi lettori, ho sempre cercato di difendere la mia città, chi ha seguito sa, per certo, quante volte mi sono battuto, davanti le telecamere, perché venisse definitivamente abolita la zona ztl e l’inutile pass, di cui peraltro aspetto ancora rimborso…
    Spero anch’io, come la maggior parte di coloro che scrivono, che Cammarata possa davvero prendere responsabilmente una decisione che permetta ai palermitani di rialzare la testa.
    Ma alcune domande mi vengono spontanee… Continua »

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  • Cammarata e l’imprevisto annunciato

    Diego Cammarata

    Per cominciare, un dato di cronaca, quasi epidermico. Tale Cammarata Diego ieri non ha stimato opportuno presentarsi davanti a una telecamera o a un microfono per dare la sua versione dei fatti sul caso sollevato da Stefania Petyx di Striscia la notizia. Un caso di cui Palermo ha discusso, discute e, spero, discuterà fino a quando tutto non sarà chiarito.
    Il sindaco ha fatto scrivere però due comunicati stampa. Li ho letti con attenzione e ne ho dedotto qualcosa che rimanda a un’immagine abbastanza singolare dei personaggi e degli scenari.
    Purtroppo l’argomentazione non è brevissima e serve un po’ di pazienza. Continua »

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  • Tale Cammarata Diego

    Sgombriamo il campo dagli equivoci e dalle discussioni fuori tema: qui la questione non è politica. Non ci sono una destra da difendere e una sinistra da sorreggere. Non c’è una polemica di schieramento, né la ruggine di un partito preso. C’è un motivo di giustizia – personale, nella generosa accezione di buona creanza, e pubblica, nella rigorosa accezione normativa – per riflettere su quanto ha denunciato Stefania Petyx, ieri a Striscia la notizia.
    Breve riassunto per i più distratti e/o pigri. Continua »

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  • Isola

    Non ci saluta.
    La Signora Maria piomba in terrazza e con un rapido sguardo passa in rassegna le barche, ormeggiate al porticciolo.
    Noi per niente stupiti dal suo piccolo rito quotidiano ci litighiamo l’ultimo pezzo di pane consato.
    Blu le finestre delle case bianche.
    Blu il mare, che all’orizzonte si fa cielo.
    Blu gli occhi di Chiara.
    Li osservo per qualche secondo di troppo e la mia distrazione mi costa l’ultima fetta.
    La vincitrice offre un bacio come premio di consolazione. Continua »

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  • Differenziamo

    Non c’è giorno che nella nostra città non si parli di spazzatura. Tra l’altro basta lo sciopero di un solo giorno degli operatori dell’Amia o il guasto di alcuni autocompattatori e la città si ritrova con i cassonetti pieni e i sacchetti della spazzatura gettati sui marciapiedi.
    Da tempo si dice dell’importanza di differenziare i rifiuti prima di gettarli, ma qui da noi la raccolta differenziata non è mai partita con serietà, sia per modesta sensibilità nostra (magari per mancanza di abitudine) sia perché il Comune non ha finora realmente investito su questo strumento di raccolta dei rifiuti.
    Nei prossimi mesi la situazione potrebbe cambiare. In base ai progetti dell’Amia e del Comune, grazie anche a uno stanziamento del Ministero dell’Ambiente, nei quartieri centrali della città partirà un servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, avente come obiettivo quello di ampliare notevolmente la percentuale di raccolta differenziata e, nel medio termine, di fare sparire i cassonetti dalle strade. Sembra un’utopia? Forse no. Continua »

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