La festa per il posto fisso
Che siamo un popolo godereccio è cosa nota, che ogni scusa è buona per fare baldoria e mangiare pure. Il siciliano ama fare festa. Naturalmente prima di tutto per eventi irrinunciabili. Matrimoni, vattii, diplomi, lauree, cresime e comunioni. Per queste ultime, in special modo si ‘mpignano puru l’uocchi a costo di fare figura, chiffà ‘a picciridda ‘un ci l’ama a fari ‘a viesta per il trattamento? N’a purtamu c’a tunichetta r’a missa? Tutte le parenti più prossime saranno dotate di doppio abbigliamento: per la Chiesa e per la sala. Non parliamo r’a picciridda. Anni fa la mamma di una mia alunna mi portò il dvd (!) del filmino della comunione, commentando “se lo guarda professore’, Mariuccia pareva una sposina!”.
A parte che ancora pagano cambiali ma, povera stella! Agghindata con un abito bianco tutta trine e pizzi, con tanto di scocca in testa nell’acconciatura boccolosa. Il tutto corredato da bomboniera consistente in splendide statuette a forma di oggetti indefiniti che non sai mai in che angolo della casa collocare (per la cronaca: una ballerina su una conchiglia capovolta…deliziosa, manco so unni ‘arruccavu…). Continua »




































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