mercoledì 16 ago
  • Targhe alterne

    Quando me la colsi nel castello di Maredolce, al grandissimo Onnipotente ce lo feci per patto. Rinuncio – gli dissi – a metà delle settanta vergini che mi toccano ma tu, oh Luce Perpetua, mi devi lasciare a Balarm per sempre. Lui mi disse che si poteva fare e così mi passo il tempo a guardare quello che succede, io l’Emiro Giafar, ultima Spada dell’Islam in Sicilia. E non sono solo visto che, quando non è in giro a spirugghiare faccende, c’è pure mio cugino Eugenio. Eugenio l’Emiro, per intenderci.
    Ora mentre mi allumavo la situazione ho seguito questa cosa delle targhe alterne e pensando a come sono i palermitani, quasi mi affogavo col narghilè. Allora, come dicono nelle pubblicità, alcuni esempi.
    1) – Caso delle famiglia dove ci sono tre macchine, una pari e una spari, e un motorino. Conseguenza è che si esce a turno. Il marito sta a casa e esce la moglie. L’indomani al contrario. Ma questo è il caso meno complicato perché alla fine uno si accorda e pace. Il problema nasce quando si decide che una delle due macchine, a turno, diventa un tassì. Allora il marito esce per andare all’ufficio ma prima deve accompagnare la moglie. E qua ci sono le prime questioni: Maria arriminati che arrivo tardi. Seeee, e quanto te ne freghi di arrivare tardi quando perdi tempo al bar per ammuccarti una ines e un cappuccino? Che sono meno importante della ines. Ora, anche se magari la moglie è un’arancina coi piedi sopravvissuta alla strage di Santa Lucia, il fattore è che ogni mattina c’è il dramma davanti all’armadio che si conclude così: Io non ci vado all’officio oggi. Perché, ti senti male? No, non ho niente di mettermi. E certo, ingrassasti quindici chili e non ti entra più niente… Insomma, alla fine qualche cosa si trova ma già è tardi. E il traffico è terribile come sempre. Oppure la macchina la prende lei e lui, dopo avere a lungo meditato per l’intera notte sul suo buon proposito di prendere l’autobus, alla fine, tazzina di caffè in mano e occhi sbattuti, se ne esce al naturale: lo sai che faccio? Mi do malato.
    2) – Caso della famiglia monoreddito, monoauto, monopattino. E’ una vera tragedia. Non resta che la 101, il corpo a corpo con i ragazzini “doppi” (1ragazzino + 1 zaino enorme), e con i colf filippini. Unica alternativa rivisitare la propria perizia di costruttori di “pattine”, procurarsi per tempo assi di legno e ruote a pallini, omologare il mezzo dopo una prova nel corridoio, inaugurarlo nel tragitto casa-ufficio dove scopri che il posteggio è pieno perché già ci ha pensato pure qualcun altro.
    3) – Caso del condominio sfortunato. Dove tutti hanno la stessa targa: tutti pari o tutti dispari. Tranne uno: il cavaliere Matranga, ipovedente con accompagnamento. Quello che quando siete con lui in ascensore neanche gli fate il piacere di ammaccare il tasto del piano giusto e lui vi porta all’attico perché non vede una mazza. Quello che se esce sul pianerottolo e vi sbatte di sopra voi ci dire: cavaliere, ma che fa non mi ha visto? Ebbene improvvisamente, per tre giorni alla settimana, diventa San Matranga e davanti alla porta di casa sua c’è la fila: Cavaliere, ci serve aiuto? Deve andare in qualche posto? L’accompagno io. La spesa già la fece? Ce la faccio io. Insomma l’obiettivo è fottergli la macchina col prezioso contrassegno che apre tutti i blocchi e disarma tutti i puntunieri. Si creano pure alle4anze e la Punto del Cavaliere diventa un tassì. Il signor Pino del terzo piano, stesso pianerottolo del Cavaliere, è sempre il primo, riesce a conquistare la Punto e chi vuole un passaggio ci deve dare tre euro ad andare e tre euro a tornare perché Pino è cassintegrato, lui a lavorare ci deve andare ma il fatto che lavorate voi diventa un lavoro per lui. Non so se mi spiego.
    Mio cugino Eugenio mi ricorda quando scendevamo da Maredolce sino al Kemonia a cavallo. Altri tempi: quando dalle marmitte usciva solo concime.

    Il taccuino di Giafar
  • 4 commenti a “Targhe alterne”

    1. Forteeeeeee! Bravo Billi!
      Un modo davvero intelligente per sdrammatizzare questa situazione che già, dopo tre giorni, ci sta facendo impazzire tutti.

    2. Forte e geniale come sempre…ehh già se continua così il cavallo (oh visto il periodo.. il cammello!? :))catalitico xrò mi sembra la soluzione migliore o no? BUON NATALE Dott. Billitteri, conservo gelosamente il libro con la sua dedica; ricorda l’anno scorso al 1°compleanno di Rosalìo (quest’anno ahime malata ero :()e c’ho pure le foto !!! A presto mi auguro su Rosalìo BISOUS 😉

    3. sbaglio (forse non so dove cercare)o forse il Taccuino di Giafar avrebbe bisogno di essere aggiornato? Abbiamo bisogno di sapere dove sono finiti Giafar e l’ottimo cugino Eugenio…

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