domenica 22 gen
  • La chanson d’Orland

    L’ordinanza ridotta ad un “tweet”.
    L’ordine ridotto a poche spiegazioni.
    Un ordine democratico?

    Il due marzo, il sindaco Leoluca Orlando ha cinguettato il provvedimento che regola l’attività dei locali notturni, ma a quanto pare l’elaborato crea confusione, per alcuni “l’inizio del proibizionismo” soprattutto per il tasto riguardante la musica:

    «..L’attività musicale potrà avvenire solo all’interno del pubblico esercizio o del locale di pubblico spettacolo, senza emissioni esterne e quindi a porte chiuse. In ogni caso l’attività musicale svolta all’esterno non potrà essere diffusa con impianti di amplificazione di nessun tipo, né meccanici né elettronici».

    I proprietari sobbalzano alla voce “sanzioni” e di conseguenza anche i musicisti, il cui lavoro già non è affatto facile.
    Partono le traduzioni dell’Orlandese sui social network:
    Musica all’interno si, all’esterno no.
    Ma all’interno non si potrà amplificare un microfono, per non arrecare disturbo a terzi?
    Qual è il limite in decibel? E da dove si misurano, da dentro la gran cassa o da casa delle persone?
    Quindi tutto si dovrà limitare ad una recitazione musicale?
    Un concerto di sole batterie, sax e tromboni quindi non amplificati, non arreca disturbo?

    È tutto un gran caos. C’è chi sostiene che il problema principale saranno la libera interpretazione da parte dei controlli “sul campo” e i loro orecchi bionici.
    Mentre altri credono che sia un segno di civiltà e che “tutto ‘sto bordello” esiste solo a Palermo.
    Infatti alcuni di questi esercizi non rispettano le regole, si punta il dito verso il centro storico: Ballarò, via Bottai, i Chiavettieri, la Vucciria ecc. Centinaia di giovani trascorrono le loro serate ballando per queste vie, pervase da vibrazioni e si crede abbiano favorito il crollo di una palazzina di Piazza Garraffello.
    La maggior parte dei locali palermitani non sono adeguatamente insonorizzati e non hanno provveduto a migliorarsi dopo le precedenti normative.
    Proprietari e dipendenti “s’hannu a vuscari u pani”, devono poter arrivare a fine mese.

    Ai giovani palermitani, abitanti dell’isola “del sole, del fuoco e della primavera perenne”, a parte un paio di mesi l’anno di letargo, piace stare riversati per le strade, sorseggiando birra e ascoltando la musica live e i dj set dei locali.
    Il Centro è il cuore della movida, non dovrebbe essere anche quello dell’economia locale?
    Perché non trovare una soluzione, rispettando le abitudini e le necessità dei cittadini e accentuando le sanzioni per i locali che non si adeguano alle normative?

    Ospiti
  • Un commento a “La chanson d’Orland”

    1. Scusate eh, ma qualche illuminato potrebbe gentilmente spiegarmi la relazione tra la foto e il contenuto del post?
      A me pare l’ingrandimento microscopico di qualche batterio, oppure qualche specie di alga che trovasi sui fondali della Fossa delle Marianne.
      E se fosse cosi’, perche’ non metter allora l’immagine di un fondoschiena femminile al tramonto sull’isola di Bora Bora, o la foto di un lama sonnecchiante tra le rovine di Machu Picchu?
      Boh.

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