Profilo e post di Donato Didonna

Sito: http://www.siciliamoderna.it/

e-mail: donato.didonna@libero.it

Biografia: Nato a Bari nel 1956, laurea in Giurisprudenza, moglie e due figli palermitani doc.
Dal 2003 lavora come amministratore e/o partner di società operanti - tra Milano, Bari e Palermo - nel settore immobiliare commerciale (GDO), nella consulenza finanziaria, nell'M&A (fusioni e acquisizioni) e nel settore della comunicazione.
In precedenza, ha lavorato per vent'anni - tra Palermo, Roma e Milano - prima per un importante gruppo bancario italiano e poi per uno olandese, facendo comunque sempre il pendolare con Palermo, sua città d'adozione.
Dopo essersi domandato invano, per parecchi anni, perché in un posto dove si potrebbe vivere bene, in termini sia civili che materiali, ci si rassegni invece - perlopiù - a sopravvivere, nel settembre 2004 ha cominciato a scrivere come blogger ciò che avrebbe voluto leggere sulla stampa locale.
Dopo la teoria, ha cominciato a promuovere, in società con altri siciliani di buona volontà, emblematiche iniziative extraprofessionali nei settori dei beni culturali, dell’agricoltura di qualità, della finanza etica ecc., senza curarsi che il maggiore affronto, per una certa mentalità arcaica locale, è dimostrare con i fatti che un cambiamento, volendo, è possibile.
Forte di queste esperienze, nel settembre 2010, ha pubblicato il libro: Ecco come. Cambiare la Sicilia in 10 mosse riprendendo, in forma organica e aggiornata, idee e proposte già pubblicate negli ultimi anni su Rosalio.

Donato Didonna

Così come la democrazia è comunemente ritenuta la migliore forma di governo che conosciamo, l’economia di mercato è il modello economico più efficiente che conosciamo per ottimizzare il rapporto tra domanda e offerta di merci e servizi, misurato com’è dal profitto. Fino a ventidue anni fa conoscevamo anche un altro modello, quello dell’economia pianificata del c.d. socialismo reale, ma questo modello è scomparso dalla faccia della terra senza neanche tanti rimpianti.

L’economia di mercato, in realtà, non dispone di uno solo, bensì di almeno tre modelli economici: quello liberista di stampo anglosassone, quello sociale di matrice tedesca e quello civile di origine italiana, anche se tendiamo a dimenticarcene per provinciale esterofilia e soprattutto per gli interessi legati all’impresa di tipo capitalistico.

Ho partecipato l’altra sera, nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, a un’interessante e affollato incontro con il prof. Stefano Zamagni dell’Università di Bologna sul tema: La dignità del lavoro, valore non negoziabile. Continua »

In: Palermo | 17 commenti

Lombardo insegni a pescare!

gen 12
30
02:49

Politicamente parlando, regalare un pesce al giorno in termini di assunzioni, stabilizzazioni, contributi e sussidi assistenziali ecc. è stato sicuramente più ripagante dell’insegnare a pescare perché crea quella dipendenza che, come ogni politico sa, garantisce la rielezione e, magari, lunghe carriere politiche.

Se in Sicilia non ci fosse stata tanta gente in stato di bisogno, la stessa gente che bisogno avrebbe mai avuto di eleggere quella che è considerata la più squalificata e squalificante classe politica italiana (da Ciancimino a Cuffaro), capace per decenni solo di moltiplicare pani e pesci da distribuire senza mai curarsi del ritorno non elettorale della spesa pubblica? Continua »

In: Palermo, Sicilia | 85 commenti

Forconi? No, grazie!

gen 12
24
03:28

Siamo davvero sicuri che abbassando il costo dei carburanti, stralciando tasse e contributi già maturati, consentendo di pescare in violazione delle norme UE, incamerando residue imposte ed accise sfuggite alla piena attuazione dello Statuto ecc. una Regione dall’economia drogata da decenni di assistenzialismo pubblico come la Sicilia imparerebbe finalmente a competere con le proprie capacità e risorse? Siamo onesti: no! Si tratterebbe solo dell’ennesima fuga in avanti rispetto al salutare riconoscimento di diffuse responsabilità sociali, culturali e soprattutto politiche.

Coloro che oggi protestano, per età anagrafica e categorie di appartenenza, sono proprio coloro che in questi ultimi decenni hanno rappresentato la base elettorale di una classe politica, di centrodestra come di centrosinistra, incapace di immaginare uno sviluppo non di tipo parassitario. Ora i soldi facili sono finiti, i politici allargano le braccia, rimandano a Roma confermando il proprio ruolo di passacarte, di intermediari politici a basso valore aggiunto mentre si diffondono fantasiose riletture storiche che attribuiscono puntualmente ad altri ed altrove le responsabilità di un fallimento economico che umilia un orgoglio sicilianista, con tanto di triscele, degno di miglior causa. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 22 commenti

Un’impietosa classifica de Il Sole 24 Ore ha posto il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, in fondo alla classifica per gradimento dei cittadini nello stesso giorno in cui annunciava, in conferenza stampa, le sue dimissioni.

Insuperati campioni del correre in soccorso dei vincitori, memorabile il 61 a 0 delle elezioni politiche del 2001, siciliani e palermitani non mancheranno di infierire sull’uomo (politicamente) morto, dimenticando come la sua elezione non sia stata proprio un incidente di percorso, avendolo rieletto una seconda volta nonostante l’imbarazzante declino in cui si era ridotta la città, sicuramente una delle più affascinanti d’Italia.

Più utile è chiedersi oggi come si sia potuto arrivare a pagare il prezzo di 10 anni di questa gestione legata a filo doppio con l’epopea berlusconiana di cui Cammarata ben rappresentava il look, l’immagine di una politica giovane e dinamica. Immagine, appunto. Continua »

In: Palermo | 13 commenti

Controllo del territorio 4

gen 12
04
02:46

I Vandali conquistarono la Sicilia nel 468 e pare che da allora non abbiano più lasciato completamente l’Isola dove loro agguerriti discendenti continuano ad operare secondo la cultura propria di questa gente.

Giorni fa, alcune strutture del Parco Ninni Cassarà appena inaugurato sono state nuovamente vandalizzate, come lamentato da Mobilita Palermo che in questi anni aveva fatto un’appassionata telecronaca dei lavori, per la scarsa diligenza di un’Amministrazione che se talvolta riesce a mettere, pur a distanza di anni, l’ultima pietra, di certo non ha ancora imparato cosa voglia dire sorveglianza oppure manutenzione delle opere pubbliche.

A inizio 2012 ho però un nuovo motivo di speranza in questa lotta contro i barbari che vivono in mezzo a noi, fornita dalle applicazioni delle tecnologie digitali al servizio del senso civico. Ciascuno di noi potrebbe contribuire in modo semplice, anche attraverso uno smart phone, e a costo zero per l’Amministrazione a tenere sotto controllo il territorio urbano attraverso il sito Decoro Urbano. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 12 commenti

Una lezione per le banche

dic 11
07
02:39

Mentre un brivido freddo scorre sulla schiena al pensiero del break up dell’euro o del credit crunch dell’intero sistema dei pagamenti, un altro pensiero non può non andare ai responsabili di questa situazione e a una naturale richiesta di giustizia e di sanzione, almeno civile e morale! È vero: il sistema bancario non può saltare perché salterebbe l’intera economia, ma ci deve essere un modo per lanciare un segnale inequivocabile di protesta che non sia solo lanciare uova o usare le vernici come si affannano a fare gli studenti in via Cavour!

A chi si lamentava dell’impotenza dei consumatori nei confronti dei rialzi generalizzati dei carburanti, Beppe Grillo, se non ricordo male, proponeva anni fa di concentrare su uno solo degli operatori i propri rifornimenti, fino a costringere i concorrenti a diminuire i prezzi. La strategia era ineccepibile perché fondata sul meccanismo della domanda e dell’offerta che regola i mercati e comportava, al massimo, il sacrificio di non rifornirsi dal proprio benzinaio abituale. I social network che altrove scatenano ben altre rivoluzioni, ben potrebbero fungere da mezzo di collegamento e di coinvolgimento in azioni di questo genere. Continua »

In: Palermo | 117 commenti

La lista delle arance

nov 11
29
02:16

Se i consumatori siciliani fossero più attenti all’origine del cibo che, attraverso i mercati generali e la rete dei dettaglianti oppure attraverso la grande distribuzione, giunge sulle loro tavole e pretendessero innanzitutto prodotti del territorio, probabilmente non avremmo l’abbandono delle campagne e la crisi dell’agricoltura che potrebbe invece rappresentare un’opportunità occupazionale e imprenditoriale per tanti. Chi compra ha infatti responsabilità non inferiori a chi vende per questa situazione, se tradisce il proprio territorio per il minor prezzo o per altri motivi di convenienza solo individuale. Il mercato interno della Sicilia è paragonabile a quello di nazioni intere! E poiché, materialmente parlando, siamo ciò che mangiamo, i sicilianisti, oltre che scaldarsi per lo Statuto non pienamente attuato, dovrebbero preoccuparsi di non essere divenuti un po’ marocchini o cinesi attraverso l’olio, il grano, le arance, il pesce, carni ecc. importati dai posti più lontani. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 86 commenti

Ho un sassolino da togliermi e lo faccio pubblicamente perché la storia è esemplare. Come tutti gli azionisti Unicredit, la Regione Siciliana e la Fondazione Banco di Sicilia (che fa capo ad enti pubblici) quest’anno, oltre a rischiare di non vedere dividendi, saranno chiamate a sottoscrivere un gravoso aumento di capitale con risorse che, di certo, non hanno, se volessero mantenere invariata la loro partecipazione. Né gioverà loro continuare a riportare a valori non di mercato tale partecipazione perché quando il valore di un investimento scende da 100 a 50 la perdita è del 50%, ma per risalire da 50 a 100 la crescita percentuale deve essere invece del 100%. E qui parliamo di molto di più del 50%: quanto ci vorrà per recuperare tale minusvalenza?

È una ben magra consolazione aver sostenuto su queste pagine in tempi non sospetti, nel gennaio 2008, l’idea di una diversa utilizzazione di queste risorse dei siciliani e di averla ribadita sulle pagine siciliane di Milano Finanza il successivo 30 agosto, sempre prima del crack Lehman.

Cosa proponevo di fare della partecipazione siciliana in Unicredit ovvero di quanto rimaneva dell’avventura bancaria siciliana dopo il caso Sicilcassa e il Banco di Sicilia ridotto a brand? Continua »

In: Palermo, Sicilia | 91 commenti

Quando sentivo nei giorni scorsi il leader del principale partito di opposizione chiedere al premier di fare un passo indietro, non ho potuto fare a meno di pensare che un passo indietro dovrebbero farlo anche tutti i parlamentari all’opposizione, per dare un segnale di effettivo cambiamento e di doverosa assunzione di responsabilità.

La favola della parte politica migliore dell’altra non convince più nessuno mentre è certo che, sia pure con responsabilità inferiori a quelle di chi ha governato, l’opposizione tutta abbia una propria responsabilità politica per aver consentito così a lungo che la gestione del Paese fosse in mano a una classe dirigente così squalificata e squalificante a Roma come a Palermo. Continua »

In: Palermo | 20 commenti

Questa è una storia siciliana ed è una storia vera. Nel 2005 ho costituito con altri soci una società di capitali che, in base alla legge regionale in materia, avrebbe dovuto promuovere un investimento di una certa rotondità soggetto ad una particolare autorizzazione amministrativa.

Nel dicembre 2006, completata la fase di individuazione, di progettazione e di acquisizione dell’area, viene fatta istanza al Comune per la convocazione della conferenza dei servizi che avrà il compito di rilasciare l’autorizzazione unica (quella del c.d. sportello unico). Il Comune richiede alla Regione la convocazione della conferenza nel gennaio 2011 e quest’ultima viene fissata dalla Regione solo nel luglio 2011.

Ovviamente, nessuno dei partecipanti intervenuti alla conferenza aveva avuto modo di leggere l’aggiornamento delle carte, dopo cinque anni dalla originaria richiesta, e la conferenza è tuttora in attesa di fissazione della prossima puntata.

Ma non è tutto. Proprio in questi giorni mi è giunto, in qualità di legale rappresentante, un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate che rileva il fatto che la società, pur attivata nel 2005, nel 2006 non ha riportato ricavi e quindi rientra, per tutta una serie di motivazioni e norme sull’accertamento fiscale, nell’ambito delle c.d. società di comodo, con attribuzione d’ufficio di ricavi presunti, imposte e sanzioni. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 36 commenti

Stef, veni foras

ott 11
31
03:13

L’interesse di un blog come Rosalio dipende non solo dalla qualità degli interventi degli autori, ma anche da quello dei commentatori, siano essi anonimi oppure con nome e cognome. Tra i commentatori portatori di valore aggiunto, più che di sterili polemiche, ho particolarmente apprezzato negli ultimi tempi quelli firmati Stef.

Immagino si tratti di una donna particolarmente attenta alla vita politica cittadina con una inusuale competenza e concretezza. Basti leggere i suoi interventi a commento delle candidature Faraone, Ferrandelli o Borsellino su queste pagine, ma non solo.

Chiedo quindi a Stef il prezioso contributo di formulare, con la stessa concretezza, una serie di domande da porre a ciascuno dei candidati sindaci. La situazione che dovrà affrontare il nuovo Sindaco di Palermo è così grave che le candidature dovrebbero latitare invece che abbondare come sta avvenendo.
Mettere a fuoco i problemi per quello che sono sarà un esercizio utile all’intero elettorato, sia attivo che passivo, per non continuare a fare e sentire solo bei discorsi.

In: Palermo | 220 commenti

Donato Didonna - “Ecco come”

Un anno fa ho scritto un libro scaricabile gratuitamente on-line, ECCO COME Cambiare la Sicilia in 10 mosse, che riprendeva in modo organico contenuti da me già pubblicati in questi anni su Rosalio. Il tema era quello di una possibile visione di sviluppo economico per la Sicilia con idee originali, spunti concreti ed esperienze personali, tanto per non fare solo teoria. Il libro in un anno, solamente attraverso Rosalio che dispone di un apposito contatore, è stato scaricato ben 2.371 volte mentre non è possibile determinare quante volte sia stato scaricato dai siti Mobilita Palermo, Muovi Palermo e da vari Meetup siciliani che pure hanno voluto “sponsorizzarlo”. Sicuramente, parliamo di alcune migliaia di lettori, soprattutto giovani, e ciò mi rende particolarmente soddisfatto del risultato.

Nessun politico di professione, dei partiti di destra come di sinistra, vi ha mostrato invece alcun interesse, a dimostrazione che, come scritto nel libro, i politici non cercano idee perché le hanno già chiare, sanno esattamente ciò che vogliono e ciò che vogliono è sotto i nostri occhi ogni giorno. Continua »

In: Palermo, Rosalio, Sicilia | 64 commenti

Fichi d'India a piazza Croci

A due anni esatti dalla chiusura e rimozione del caratteristico chiosco di fichi d’India che alzava le saracinesche in autunno e restava aperto sino a notte fonda, un nuovo operatore, tale Vito, si è affacciato in piazza Croci per riproporre la degustazione di fichi d’India ghiacciati, sfruttando lo storico avviamento della location.

Non ripeto considerazioni nostalgiche già espresse su queste pagine.

In: Palermo | 17 commenti

La politica è la principale industria dell’Isola, molti ci campano e molti di più ci vorrebbero campare pronti a saltare sul carro del vincitore di turno oppure a fiutare nuove tendenze da intestarsi. Persino concetti sacri come la legalità o l’impegno antimafia vengono usati strumentalmente per fini elettorali e per costruire carriere politiche. Ciò che altrove (mi riferisco soprattutto all’estero) provocherebbe civile indignazione, da noi, purtroppo, provoca al massimo invidia e così parassiti, incapaci e corrotti sopravvivono grazie al concorso esterno di chi si rassegna a votare sempre il meno peggio. Poi c’è il marketing politico, la costruzione a tavolino del consenso e c’è la straordinaria diffusione delle tecnologie digitali. Gli esempi dall’estero (Tunisia, Egitto, Spagna, Usa ecc.) offrono nuovi spunti e fioccano, in aria di elezioni, i movimenti, visto che la tendenza è bottom-up, dal basso.

Come riconoscere allora i veri movimenti dal basso da quelli calati dall’alto da politici di professione con l’immancabile supporto di giornali che, invece di raccontare la realtà per com’è, la descrivono per come vorrebbero che fosse, secondo la loro personale e interessata visione del potere? Continua »

In: Palermo, Sicilia | 48 commenti

L'Italia (e la Sicilia) viste dal Congo

Nell’aeroporto di Addis Abeba (Etiopia), di ritorno in Italia da Brazzaville (Congo ex francese) ho conosciuto una giovane e bella coppia di italiani che avevano deciso di trascorrere in un orfanotrofio di Kinshasa (Congo ex belga) il proprio…viaggio di nozze. L’Italia bella, generosa, creativa, laboriosa e onesta ti commuove sempre e ti aiuta a sopportare quella indecente che indegnamente la rappresenta.

Di Congo ce ne sono due, divisi dall’omonimo fiume: la Repubblica del Congo con capitale Brazzaville (fondata dall’esploratore italiano Pietro Savorgnan di Brazzà) e la Repubblica Democratica del Congo con capitale Kinshasa e una guerra civile in corso. Le due capitali si fronteggiano sul fiume Congo.

Ho trascorso 12 giorni nella Repubblica del Congo per accompagnare mia moglie impegnata a documentare una missione umanitaria di quelle che operano dove non va nessuno, tra gli ultimi della terra: gli autoctoni della foresta equatoriale. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 2 commenti

Sono da tempo in guerra con i gabbiani. Sono stati loro però i primi ad attaccare, bombardando ogni santo giorno la mia terrazza.

Impotente e disarmato, subisco passivamente le loro angherie e non mi resta che provvedere a ripulire i resti, digeriti e non, dei loro allegri e vocianti banchetti.

I gabbiani non dovrebbero stare nel centro storico, non dovrebbero stare neanche nelle discariche, anzi, non ci dovrebbero essere nemmeno le discariche, ma, soprattutto, se la città tutta diventa una grande discarica, non chiediamoci poi perché non volino fino a Bellolampo: chi glielo fa fare! Continua »

In: Palermo | 40 commenti

Fateci caso: raccoglie di più un mendicante sul marciapiede accompagnato da un cane che uno senza. D’estate facciamo a gara per lanciare appelli e spot contro l’abbandono degli animali domestici, ma non c’è un cane che ne faccia uno contro l’abbandono degli anziani nelle nostre città. Eppure, siamo un popolo di vecchi, a crescita zero e con un’età media molto elevata.

Mostrare interesse e sensibilità verso gli animali ci fa sentire più buoni. Una bontà a buon mercato perché poco impegnativa. Agli anziani, d’estate, viene al massimo consigliato di recarsi nei centri commerciali nelle giornate più torride. Per il resto, sono meno simpatici di un cucciolo scodinzolante e, talvolta, decisamente noiosi e assillanti con le loro pretese e bisogni. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 210 commenti

A differenza di altre crisi finanziarie, quella che stiamo vivendo agisce in un contesto 2.0, caratterizzato cioè non solo dai network informativi ed operativi dei trader (Bloomberg, Reuters ecc.), ma anche da quelli più a buon mercato dei comuni cittadini (blog, twitter, facebook ecc.).

La storia economica ci insegna che gli andamenti sono ciclici anche se è sempre difficile percepire per tempo quando se ne sia concluso uno. Di certo, la velocità con cui le informazioni corrono, accelera i processi e ciascuno di noi, attraverso questi mezzi, diviene attore e non solo spettatore di quanto accade attorno, con il proprio contributo di idee che mette in circolo in rete.

Quella che espongo ora nasce dalle paventate misure di inasprimento fiscale delle rendite finanziarie che, per associazione di idee, mi porta a chiedere perché mai, in simili gravi frangenti, non siano invece rivolte a colpire innanzitutto le rendite parassitarie, molto più inique e diseducative delle prime. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 15 commenti

«L’ Italia, senza la Sicilia, non lascia alcuna immagine nell’anima: qui è la chiave di tutto». Anche se Goethe, con la sua celebre frase, non si riferiva certo alla politica italiana contemporanea, l’idea che la Sicilia ne rappresenti una chiave di interpretazione mi sembra abbastanza verosimile.

Pensiamo alla Sicilia “laboratorio politico” di formule poi esportate a livello nazionale come il centro-sinistra oppure alla Sicilia del 61-0 che ha retto i governi Berlusconi e quindi alle figure di spicco siciliane della politica e ai loro ruoli spesso cruciali: dal Liotta che fece cadere Prodi a La Loggia, Cerami, Schifani, Martino, Dell’Utri, Alfano, Prestigiacomo, Romano, Cuffaro, Lombardo, Finocchiaro fino a Scilipoti… Continua »

In: Palermo | 11 commenti

Cafoni al Teatro di Verdura

lug 11
18
03:35

Pur non essendo un melomane, ogni tanto assisto ad un’opera lirica che considero un vanto del Made in Italy culturale: sentire un tenore inglese o tedesco cantare in italiano non ha prezzo!

L’altra sera mi è toccata la prima della Turandot al Teatro di Verdura. Un teatro all’aperto davvero invidiabile, versione settecentesca e ad uso esclusivo dell’aristocrazia in vacanza ai Colli, delle contemporanee, più popolari e oggi anche un po’ decadenti, arene estive. Altre città saprebbero sicuramente sfruttare meglio una tale risorsa: particolarmente magico il gazebo del ristorante – oggi chiuso – di qualche anno fa!

Tre ore di spettacolo per arrivare ad ascoltare l’unica aria che conoscevo a memoria: “Nessun dorma”. Potrebbe essere l’inno nazionale di tutti i navigatori di internet…

Non è però degli artisti o del bravo maestro d’orchestra alla sua prima conduzione in Italia o dei meriti del valido direttore artistico del Teatro Massimo, un simpatico italoamericano, che vorrei parlare, bensì del pubblico. Un pubblico da “prima”, quindi molto borghese, di cui conoscevo molte facce. Continua »

In: Palermo | 30 commenti

Ci sono alcuni temi particolarmente cari a chi, invece di guardare in faccia una dura realtà fatta di tante risorse sprecate con conseguente danno economico, sia personale che collettivo, preferisce dedicarsi ad autoassolutorie riletture storiche che puntualmente assegnano ad altri, lontani nel tempo e nello spazio, responsabilità che dovrebbero essere innanzitutto proprie, avendo comunque assecondato, fosse anche come parte politica risultata perdente, il processo (formalmente) democratico che ha portato a selezionare la più squalificata e squalificante classe dirigente che la storia repubblicana ricordi: quella siciliana.

In politica, a differenza che nello sport, l’importante non è partecipare, ma vincere quando si ha davvero coscienza di voler perseguire il bene collettivo e, soprattutto, se la parte avversa ne è incapace perchè corrotta.
Una democrazia che non favorisca la selezione dei migliori ha un problema strutturale e rappresenta il peggior tradimento di quella che é ritenuta la migliore forma di governo sinora elaborata.

Succede quindi che mentre il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, festeggia l’assegnazione, grazie al supporto di big sponsor politici siciliani quali il presidente del Senato, Renato Schifani, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e quello dell’Agricoltura, Saverio Romano, di 45 milioni di fondi FAS (già destinati alla Sicilia, ma per finalità più oneste) utili a tenere in vita per 9 mesi, solo sino alle prossime elezioni, il contenitore palermitano del precariato noto come Gesip, quei mezzi tecnologici che in Tunisia, Egitto, Spagna e Grecia stanno canalizzando il sentimento di protesta delle giovani generazioni contro una classe politica corrotta, qui da noi si occupano più appassionatamente di altre amenità. Continua »

In: Palermo | 28 commenti

Nel giro di pochi giorni mi sono trovato a passare per Bari, Napoli ed Atene partendo da Palermo. Ad Atene sono giunto nel pomeriggio dell’approvazione delle misure di bilancio funzionali al salvataggio finanziario. Nell’autostrada che collega il grande (ed efficiente) aeroporto alla città, campeggiavano cartelloni pubblicitari, tutti rigorosamente liberi, che ricordavano quelli della crisi italiana dei primi anni Novanta: ricordate il test pubblicitario con il bambino e la scritta “Fozza Italia“?

Dalla terrazza dell’albergo ho potuto subito ammirare l’acropoli, alla mia sinistra, e, sul largo viale alla mia destra, gli scontri tra manifestanti e polizia riportati in tempo reale su tutti i Tg: una pagina di storia contemporanea vissuta al cospetto di uno dei maggiori monumenti del mondo antico, una pagina dolorosa di democrazia all’ombra della sua culla. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 13 commenti

Non conosco un’organizzazione sociale diversa dall’impresa per mandare avanti il Paese. Finanziare la spesa pubblica attraverso il debito pubblico non è più possibile, determinare una svalutazione utile a creare un’artificiale competitività nemmeno, bluffare con gli effetti speciali della finanza dei derivati, semplicemente criminale, argenteria e gioielli da mettere sul mercato non ce ne sono più (salvo il demanio e il patrimonio artistico) mentre i giovani senza lavoro e senza futuro rischiano di riempire presto anche da noi le piazze, una volta venuta meno la cintura di protezione familiare basata – ancora per poco – anche sulle vecchie pensioni: non resta quindi che tornare alla sana economia trainata dall’impresa vera, quella degli imprenditori abituati a frequentare più il mercato che i politici.

La bella notizia è che l’Italia ha ancora tante potenzialità per competere sui mercati. Quella cattiva è che abbiamo fatto di tutto per dimenticare come. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 3 commenti
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