Profilo e post di Federica Virga

e-mail: fede_virgola@yahoo.it

Biografia: Vivo a testa in giù perché scarabocchio dal sud. Scrivo di pancia: nei fogli, sulla pelle e sui muri. Giornalista di professione, sognatrice di nascita. Nasco a Palermo, città dove vivo, mangio e amo. Dopo gli studi classici e in giurisprudenza, mi iscrivo in scienze della comunicazione, corso di laurea inerente alle mie passioni. Collaboratrice editoriale per diverse testate, sono attenta a fenomeni di costume, eventi, culturali e non. Mi sono occupata di produzione di contenuti, social networking e pubbliche relazioni. Oltre alla scrittura, amo ogni aspetto creativo della vita, per questo mi dedico alla fotografia, la pittura e la letteratura. Dopo foto, disegni e libri divorati tutto d'un fiato, infatti, il prossimo obiettivo è scriverlo un libro.

Federica Virga
  • Altrove con la camicia, a Palermo si nasce con il camice

    Poveri stolti gli studenti in Medicina. Hanno passato sette anni più la condizionale a studiare tutte le malattie del globo terrestre, conosciute e misconosciute; hanno affrontato il test d’ingresso, che riuscire a smacchiare i ghepardi della savana sarebbe risultato più facile così come allevare un petauro dello zucchero in 50 metri quadri; e hanno narrato e ascoltato storie apocalittiche che, in confronto, i prodigi che avrebbe compiuto Zaccaria, tra profezie, la fine del mondo e il doppio giudizio divino, sono niente. Per cosa? Per un titolo che il più delle volte si può avere honoris causa.

    Professori sadici e notti insonni passate sui libri sono il nulla cosmico, perché la verità assoluta è un’altra e non conosce manuali di anatomia e cliniche mediche. A Palermo tutti sono nati medici. C’è chi nasce con la camicia, chi con il camice. Continua »

    Palermo
  • Il cibo del futuro non è mai stato così passato

    Ieri e domani. Tradizione e innovazione. Passato e futuro. Una dicotomia che oggi più che mai ha investito il mondo del cibo, della dieta mediterranea, del mangiar bene. Il 24 maggio a Milano, in un cluster Bio-Mediterraneo fin troppo chiacchierato, a raccontare di questa terra tra cultura, festa e identità ci ha pensato uno chef giovane, in gamba e del sud – che triplo orrido ossimoro -. Si chiama Elio Caramma, fa il personal chef, ha 27 anni ed è una mente pazza ché ha preferito, agli studi in medicina, l’arte culinaria del Cordon Bleu di Firenze e le cucine del Gambero Rosso. Continua »

    Palermo
  • Ma nei campi di calcio, Dio non era solo Maradona?

    Chi dice uomo dice calcio. Perché l’uomo può rinunciare a tutto tranne al telecomando la domenica di campionato e al pallone. Al momento una sfilza di uomini condivide sui social un video che contraddistingue l’aplomb dello sport da vero maschio alpha.

    Promozione siciliana: entrate senza cognizione sulle tibie, simulazioni recitate come il peggior "attore" di Centovetrine, inutili calcetti provocatori, baruffe senza alcun motivo, insomma momenti di altissimo sport! De Coubertin sarebbe fiero di voi!#ilcalcioèdichiloama

    Posted by Chiamarsi "Bomber" tra amici senza apparenti meriti sportivi on Monday, March 30, 2015

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    Palermo
  • Vademecum dei nomignoli di coppia palermitani

    Non ho mai conosciuto coppia immune dal virus del nomignolo. Un modo affettuoso di chiamarsi e riconoscersi, spesso incalzato da un vezzeggiativo predominante. Infatti, in uno slancio di mesta originalità, diventiamo tutte lo stesso animaletto o fruttino e, soprattutto, ognuna appartiene al suo lui come fosse la più intima parte del corpo e dello spirito.

    Una serie di maschere pirandelliane che ci rilegano al medesimo essere in vista di un comune denominatore: l’amore. Perché l’amore li rende teneri – anche se veramente rende teneri uomini e donne indistintamente -. Per ogni piccolina, infatti, c’è sempre un piccolino. Un Giano bifronte che contempla la declinazione del genere, in barba ad alcuni soprannomi che vanno pronunciati così, neutri come mamma li ha fatti. Continua »

    Palermo
  • Nino ‘u filarino (della luce)

    ‘U ballerino. Nino che “s’annaca” durante la conzatura del panino (da qui il nomignolo).
    ‘U truffaldino. Nino che, grazie a due magneti sui contatori, ruba la corrente abbattendo i costi energetici del 95% e viene denunciato per furto di energia elettrica.
    Due facce della stessa medaglia che ad oggi, nel paradosso dei paradossi, conferiscono a Nino, ‘u ballerino e ‘u truffaldino, l’Oscar del Cibo di Strada consegnato niente po’ po’ di meno che dall’Enel, l’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica.
    Ambasciatore del pane ca meusa e signorotto della luce. Folcloristico ed eccessivo sempre. Così da distinguersi pure nel paradosso: per festeggiare il premio, alcuni clienti – così almeno dichiara – hanno bloccato il transito stradale per sparare al cielo i fuochi d’artificio. Luminosissimi fuochi d’artificio. È proprio un’infatuazione questa eh. Nino ‘u filarino (della luce).

    P.s.: ma se mi metto a fottere iPhone mi assumono a Cupertino? Magari come amministratore delegato.

    Palermo
  • Cinquanta sfumature di grigio a Palermo

    #1 Grigio fuliggine delle caldarroste
    #2 Grigio basolato di piazza Marina
    #3 Grigio fumo dagli occhi di Zamparini prima degli esoneri
    #4 Grigio dell’abito gessato dello zio Totò
    #5 Grigio sabbia bagnata a Mondello
    #6 Grigio nel viso dopo due giorni di maltempo
    #7 Grigio cielo nel solo mese di febbraio
    #8 Grigio stampato del Giornale di Sicilia
    #9 Grigio pattume dell’indifferenziata non raccolta
    #10 Grigio bilancio del Comune di Palermo Continua »

    Palermo
  • CreAzioni giovani: ennesimo stop, ennesimo flop

    Vi racconto una storia. Nel settembre del 2013, insieme ad un gruppo di amiche e di professionisti, si mette su un progetto, dal nulla. In una sinergia di idee, tempo e risorse. Per renderlo sostenibile abbiamo approfittato di un bando regionale. CreAzioni giovani avrebbe finanziato oltre due milioni a progetti per i giovani! L’occasione non va persa e l’idea c’è. Era estate ma non è costato scriverlo. Fila di una mattina intera all’assessorato del lavoro per consegnare il malloppo, compilato meticolosamente in ogni sua parte pena l’invalidazione di tutto il progetto, ceralaccato/schotchato/siglatovunque!! Dopo un anno (lo scorso agosto) finalmente le graduatorie provvisorie. Pensiamo “dai sì, dopo l’estate daranno quella definitiva”.
    Sono passati altri sei mesi da quell’agosto (per un totale di 18 dal momento della consegna) e l’ennesima novità puzza di quel Governo butterato che fa acqua ovunque. «Le graduatorie sono state bloccate per presunti vizi nella composizione del nucleo di valutazione, argomento su cui chiediamo si faccia immediata chiarezza». Continua »

    Palermo
  • Il giornale di Rebibbia, Totò Cuffaro giornalista dal carcere

    Questa è una storia di evasione e libertà. Perché se è vero che chiunque può sbagliare è anche vero che chiunque può recuperare. È così che al carcere di Rebibbia hanno pensato di aiutare i detenuti a voltar pagina. Una pagina scarabocchiata che lascia spazio a una bianca e nuova, tutta da riscrivere. E non solo in senso metaforico. Nasce dietro le sbarre e da questo luogo prende il nome. “Dietro il cancello”, infatti, è il giornale dei carcerati il cui senso è quello di trasformare la libertà negata in una libertà interiore specchio della stessa libertà d’espressione.

    Fin qui nulla d’eccepibile. Andare in carcere equivale ad essere puniti per un reato commesso, ma al tempo stesso bisogna ricordare, e acquisirne consapevolezza, che lo scopo della detenzione penitenziaria dovrebbe essere la riabilitazione e il reinserimento in società.

    Nonostante la condanna in via definitiva a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio, tra i redattori ve n’è uno d’eccezione, che in questi anni si è particolarmente distinto tanto da esser stato definito “detenuto modello”. Totò vasa-vasa, soprannome ironico affibbiatogli da alcuni giornalisti per l’abitudine di dare un doppio bacio a chiunque incontrasse, adesso debutta come giornalista nel mensile redatto dai reclusi di Rebibbia. Continua »

    Sicilia
  • Su Ryanair: Palermo è tesoro dimenticato di mafia e povertà

    «Palermo è un tesoro dimenticato». E non sono io a dirlo. Dopo anni di luoghi comuni smacchia coscienza, finti buoni propositi e malaffare dei giusti, gli irlandesi ci hanno sgamato. Poco importa se una parte di questa terra è onesta e anche ricca, lavora senza clientelismi e tiene a distanza ombre losche. Sempre le stesse peraltro.

    Ryanair ci ha sbugiardato. Lo so che dopo questa notizia ci sarà l’ennesima insurrezione fatta di panormiti pronti a sdoganare il piccolo cantuccio cittadino per approdare su testate nazionali fieri del fenomenale “orgoglio terrone”.

    Facendo una ricerca sul sito della compagnia low cost, ricercando voli per il capoluogo siciliano che ad oggi vanta il primato di capitale europea dell’arancina, si legge a chiare lettere: «Palermo è un tesoro dimenticato. Dopo molti anni di dominio della mafia e di povertà – proseguono – la città reclama nuovamente un posto fra le città culturali europee. Palermo è piena di luoghi turistici e di monumenti, dalle chiese barocche ai moderni ristoranti siciliani».

    Mafia e povertà? Quest’oltraggio è pari a quello del dado nella caponata solo solo perché colpisce, e affonda, il più profondo spirito identitario. E vi farà imbestialire solo perché a dirlo è stata Ryanair. La compagnia aerea a basso costo che non ci permette di viaggiare tra mille comfort ma che ci fa risparmiare. E dunque “parrapicca” e sali a bordo. Continua »

    Palermo
  • Orlando a Mattarella, la lettera ci costa x mila euro

    Una pagina dedicata a Sergio Mattarella, concittadino, amico, collega militante nella Primavera palermitana e oggi presidente della Repubblica.

    Orlando a Mattarella, la lettera ci costa x mila euro

    Il primo cittadino ha affidato al Giornale di Sicilia il ringraziamento al presidente, insieme ai suoi migliori auguri per questo settennato. Una pagina intera, a colori, con firma in calce e marchio del Comune di Palermo.

    Leoluca Orlando, nella lettera (dai caratteri un po’ sgarrupati) ospitata ieri a pagina 8 del quotidiano dell’isola, saluta il capo dello Stato con parole fiere piene di “cuntintizza”.

    «Signor Presidente – si legge – a nome mio personale, della Giunta e dell’Amministrazione comunale e a nome di tutta la città di Palermo, delle palermitane e dei palermitani, desidero esprimere la gioia, l’orgoglio, l’emozione che ci ha dato la sua elezione alla più alta carica dello Stato».

    «Nell’augurare buon lavoro – prosegue Orlando – desidero ringraziarla per avere voluto mettere a servizio del Paese la sua esperienza, la sua competenza, la sua severità e umanità, la sua storia, in un momento tanto delicato». Sergio, infatti, è il fratello di Piersanti, presidente della Regione Siciliana caduto per mano della mafia, il 6 gennaio del 1980.

    Il professore universitario, che fu dopo l’assassinio del fratello commissario della Dc, condivise con Orlando gli anni dalla strage alla “balena bianca” in cui lo stesso sindaco fu suo vice.

    Un legame certo, una riconoscenza non affatto celata che tuttavia ha un prezzo fuori tasca. Una pagina intera del Giornale di Sicilia, infatti, da listino ha un costo che oscilla dai 52780 ai 80715 euro.

    Chi paga? Continua »

    Palermo, Sicilia
  • MC Menu MC Blatta al Politeama

    «Croccantezza irresistibile» si legge nella carta delle patatine abbandonata dentro la scatola del panino. Una scatola vuota che avrebbe dovuto contenere un McChicken. Insieme al McChicken però uno scarafaggio, come si nota da una foto che rimbalza sul web.

    L’immagine è stata scattata da Adelaide Benigno. La ragazza mi racconta che si trovava a cena con suo padre al McDonald’s di piazza Politeama a Palermo. Due panini, patatine e Coca Cola. Ma un’inaspettata sorpresa ha loro rovinato l’appetito. Proprio sotto al McChicken, dentro la scatola, una blatta a suo dire accompagnava il condimento. Continua »

    Palermo
  • VeryBello! sì, ma per “Expo 2015” manca la Sicilia

    Una piattaforma digitale per promuovere nel mondo l’evento dell’anno. Quello che ha fatto parlare di sé ancor prima di esistere, per appalti sospetti su cui indaga la magistratura e che ha raccolto più cinguettii che presenze. Si tratta dell’Esposizione Universale che avrà luogo a Milano da maggio.

    Circa 1300 eventi in programma in tutto lo stivale italiano. E tutti gli appuntamenti sono elencati sul sito VeryBello, piazza 2.0 che raccoglie il calendario culturale di Expo 2015. La piattaforma on line è stata presentata dal ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini.

    VeryBello! “viaggia nella bellezza” come si legge in home page. Un progetto, a quanto pare, ambizioso. L’idea è quella di rispecchiare la cultura e la bellezza dell’intera penisola. Ma al lancio del portale mancava qualcosa. Fuori la Sicilia, senza pietà. Ma prima di inciampare nell’ennesimo scandalo da fronteggiare a colpi di tweet, l’immagine è stata modificata. L’isola a tre punte è tornata a far parte dell’Italia. Adesso manca solo la traduzione in inglese (ma ci rassicurano “coming soon”). Continua »

    Sicilia
  • Storia di una sveltina al centro commerciale

    La pausa caffè in un noto centro commerciale cittadino ha un sapore dolce ma decisamente piccante.

    Il video in mio possesso è decisamente succinto, tale da poter innescare un circolo poco virtuoso di morbosi osservatori. Quindi, di comune accordo con Rosalio, decidiamo di non pubblicarlo certi del fatto che il racconto possa restituire parimenti la notizia.

    Il video immortala due fidanzatini, appartati in un posteggio del centro commerciale e ripresi da una telecamera di sicurezza. Continua »

    Palermo
  • E se il prossimo fosse il pane con la milza maritato alla maionese?

    A Palermo la gente ammazza il proprio tempo. Lo ammazza nella misura in cui ascolta l’orrore perpetrarsi lungo la schiena. Un brivido.
    Arancini con uovo sodo.
    Caponata con dado.
    Ma siete impazziti? Chi osa diffondere un verbo che «non è», trafugando ciò che «è»? Si chiama storia. Cultura. Tradizione. Mica roba da poco. Fa parte di noi perché nel sangue non ci scorre sangue, ma olio bollente (e colesterolo). Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Ei fu Flaccovio

    «Flaccovio fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette il corpo immemore orbo di tanto spiro».

    Tutto avrei immaginato, tranne vivere con un magone un amarcord. Ho iniziato a sfogliare Sciascia proprio lì. Il mio amore per Calvino poi mi ha costretto a trascorrerci interi pomeriggi. Ad annusare la carta che, mista al profumo degli scaffali in legno, si restituiva a me come una droga. Più lo sentivo, quell’odore, più volevo sentirlo. E così, lì dentro, ho macinato migliaia di parole, centinaia di biografie, una mezza dozzina di appunti e qualche idea. Perché un libro tra le mani mi ha sempre permesso di viaggiare. E abbasso la crisi! Viaggiavo gratis. Continua »

    Palermo
  • L’apologia del barbuto alla Vucciria

    Un uomo trascorre circa cinque mesi della propria vita a radersi. In totale sbarberà più di 25 metri quadrati di peluria dal viso – più o meno nove centimetri all’anno -. Nel mondo, il 55% degli uomini la porta e, in media, ci sono più peli nel volto maschile che nelle gambe di una donna. E in Vucciria? Che sia una moda, un fenomeno o un carattere distintivo, poco importa: la barba sta vivendo una nuova primavera tanto da consolidare l’opinione comune che “barbuto è meglio”. E non è tanto difficile immaginare che parte del coro sia costituito da un plotone tutto al femminile. Sarà per questo che nel centro storico i miei coetanei indossano la barba insieme ai pantaloni sbracati? Continua »

    Palermo
  • Caro Babbo Natale (della crisi)

    Caro Babbo Natale, al netto del senso civico di ogni cittadino che si adopera tutti i giorni per avere una città pulita senza installazioni di immondizia ai bordi delle strade (riuscendoci peraltro), che denuncia la violenza sia come singolo che come associazione (spesso a delinquere), che lavora e dunque produce per creare sempre più posti di lavoro e ricordare che la crisi esiste, altrove, ma esiste… Ho deciso che quest’anno vorrei chiederti qualcosa di ancora più semplice, dato che molti dei miei fratelli panormiti hanno rimesso desideri sul degrado di Palermo nelle loro letterine che sono stati da te accolti. Continua »

    Palermo
  • La costituzione dell’arancina palermitana – Principi fondamentali

    Art. 1 Palermo è una Repubblica democratica, fondata sul’arancina.

    La sovranità appartiene alla frittura, che la esercita oltre le forme del corpo e i limiti del cibo.

    Art. 2 Santa Lucia riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’arancina, sia abburro che accarne, e richiede l’adempimento dei piaceri inderogabili della vita privata, gastronomica e sociale.

    Art. 3 Tutte le arancine hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti al bancone, senza distinzione di condimento, doratura, riso, frittura, costo e delizia.

    È compito di Palermo rimuovere i supplì di ordine catanese che, limitando di fatto la forma e il sapore dell’arancina, impediscono il pieno sviluppo della arancina con la A e l’effettiva affermazione dell’unico cibo ammesso nell’organizzazione festiva, gustosa e mangereccia della città. Continua »

    Palermo
  • Un giorno a TeleJato: ho conosciuto Pino Maniaci

    Appuntamento ore 15 allo svincolo di Partinico. Direzione TeleJato. Hanno impiccato i cani di Pino Maniaci e questo gesto fa incazzare e non poco. Li hanno impiccati dopo averli uccisi con del veleno per topi. Si chiamavano Billy e Cheri le due mascotte dell’emittente televisiva da sempre impegnata contro Cosa Nostra. E più che una visita di cordoglio, questo sembra essere proprio un sit-in di solidarietà. Siamo un po’ ma non troppi, quelli necessari a far capire a Pino che non è solo. Lui non è solo. Continua »

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  • Glossario palermitano delle emoticon su WhatsApp

    Le parole sono importanti. Talmente importanti che le abbiamo spazzate via. In una guerra all’ultimo respiro in cui ad avere la meglio sono state le emoticon. Le “faccine” per intenderci, cartine di tornasole di sillabe spesso troppo complesse per essere comprese. E così spazio ad Emoji, che significa tutto e niente insieme. In cui significato e significante sono la stessa cosa a corrente alternata. L’erosione del linguaggio si è compiuta anche a Palermo in favore della tirannia del cuoricino. Continua »

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