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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Una riunione di lavoro come un’altra

    Per 17 minuti era stata una riunione di lavoro come un’altra, in un mercoledì come un altro. In dieci anni di attività in quell’azienda aveva vissuto diverse variazioni su un tema pressoché standard. I convenevoli iniziali, una battuta per rompere il ghiaccio, banali strategie di avvicinamento all’obiettivo e poi il momento clou in cui si capiva se l’affare era una possibilità concreta oppure era arrivato il momento di bucare la bolla di sapone e andare ognuno per la propria strada.
    Ma allo scoccare del 18esimo minuto passò per le orecchie di Anselmo Montana, direttore commerciale dell’agenzia di stampa più nota del Paese, un’informazione destinata a deflagrare nel suo cervello, provocando danni difficilmente quantificabili. Il distinto signore che gli stava davanti si era presentato come responsabile della comunicazione di un’azienda di servizi e consulenza, la CN Holding, e gli aveva appena risposto a una domanda apparentemente banale, ovvero quale fosse il significato della sigla CN. Montana quando sentì la risposta si pentì immediatamente della sua curiosità.
    «CN sta per Cosa Nostra», aveva detto con spiazzante naturalezza il distinto signore. Continua »

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  • La Santuzza a Londra

    Alle otto di una mattina qualunque, mezza addurmisciuta dopo mezz’ora di treno per andare a lavoro, scendo dalla metropolitana alla solita stazione di Oxford Circus – in pieno centro, a Londra – e mi resta lo sbadiglio in asso: «…ma io quella faccia la conosco!». E così guardo meglio ed infatti è lei, ritratta nella sua posa tipica su un poster pubblicitario affisso ad un metro da terra.

    “Van Dyck in Sicily: Painting and the Plague, 1624 – 25”

    Ed è protagonista di una mostra di pittura!
    Questo olandese l’aveva ritratta nella sua beatitudine quando era a Palermo e ora espone le opere in una galleria famosa in città.

    Se vi capita di passare da qui prima di fine maggio, andatela a guardare: Van Dyck in Sicily: Painting and the Plague, 1624 – 25.

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  • Palermo è “profumiera”

    Da un po’ di anni a questa parte progetto una mia migrazione post-laurea all’estero, nello specifico in terra teutone, stanco di tutto ciò che di negativo mi circonda in questa città e ammaliato da quanto bene funzionino le cose appena varcato il confine. Questa scelta non è comunque scevra da pensieri e ragionamenti continui a riguardo. Infatti, nonostante tutte le cose tremende che si vedono in città, c’è sempre un qualcosa di fondo che mi tiene legato ad essa.
    Io credo che a tutti gli uomini (sicuramente anche alle donne capitano cose di questo tipo, ma non essendo “del settore” mi limiterò a parlare al maschile – non me ne vogliano gli esponenti del gentil sesso che leggeranno questo post -) sia capitato di innamorarsi di una donna sbagliata nella propria vita. Una di quelle che sai che non è per te, sai che siete troppo diversi, sai che lei non ti caga di “sgricio”, ma tu la ami e non “ci può” niente. Gli amici te lo dicono «Compa’ levaci mano! Minchia sono anni che le vai dietro, basta!», ma tu non hai orecchie per intendere, «d’un lato ti trasi e di l’avutru ti niesci». «Compà ma quante volte ti deve fare stare male? Esci, futtitinni, minchia ma lo sai femmine quante ce ne sono?» ma tu niente. Continua »

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  • Senza simboli

    A proposito della campagna elettorale in corso a Palermo. Ufficialmente, ricordiamolo, non ancora cominciata, sebbene in corso già da diversi mesi, se non anni, e con divertenti forme di comunicazione. Accanto all’ultima trovata del diffuso cinguettio che il candidato (soprattutto se alle prime armi) ritiene cementificante, ecco il solito manifesto elettorale. E lì è la tragedia – che, come diceva quello, è sempre pronta a trasformarsi in farsa. Al manifesto elettorale, ammettiamolo, siamo tutti affettivamente legati, fa parte del paesaggio urbano, ci distoglie dalla noia del traffico quando siamo incolonnati, ci fa sorridere nel cogliere l’inevitabile goffaggine di chi ci si espone. Per questo è sempre lì, immarcescibile.
    A guardare quelli che da qualche tempo riempiono le nostre strade, in questa campagna elettorale permanente in salsa palermitana, si coglie un tentativo che, per amor di citazione nazionalpopolare, chiamerei antigattopardesco. Lasciare tutto com’è per cambiare tutto. Continua »

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  • Un sabato sera all’Agricantus

    Complice il tempo instabile e una curiosa voglia teatrale nata improvvisamente verso ora di pranzo, con la mia fidanzata ho deciso di passare, per la prima volta, il sabato sera all’Agricantus. Andati alla spensierata, mano nella mano, credevamo di trovare un teatro discretamente pieno per L’ascensore, atto unico comico ideato da Ernesto Maria Ponte con la regia di Cocò Gulotta e le interpretazioni dei bravi Ivano Falco e Giorgia Migliore. Oltre al valore dell’opera, capace di divertire ininterrottamente per un’ora e mezza, quello che mi ha stupito è un altro. Nella mia ignoranza non credevo che a Palermo, nella nostra Palermo arida di cui ci lamentiamo tanto, un teatro piccolo come l’Agricantus avesse così seguito. Non immaginavo che potesse fare un tutto esaurito per i suoi spettacoli e non avrei mai pensato ad una realtà così piena di fermento. Forse saranno stati uno sprazzo nel grigiore culturale palermitano, una serata particolare, una folgorazione sulla via di XX Settembre, ma questo sabato mi ha restituito una città diversa. Basta solamente scoprirla. Io l’ho fatto sabato scorso con un ascensore.

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  • Alcuni chiarimenti e informazioni sul Movimento 5 Stelle

    Scrivo su questo blog per correggere le informazioni errate che ogni tanto vengono scritte o dette sul Movimento Cinque Stelle e sulla nostra candidatura alle elezioni amministrative 2012 di Palermo.

    Non siamo candidati alle primarie del centro sinistra e non siamo fra i candidati del centro sinistra come ad esempio è stato erroneamente scritto il 5 dicembre in un articolo pubblicato su rosalio.it. Continua »

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  • La “lenta cottura” del professore ordinario…

    Premessa: questo articolo è scritto in fretta e furia da un dottorando siciliano di 29 anni autore di quindici pubblicazioni scientifiche e relatore in convegni tenutisi a Barcellona, Valencia e Marsiglia. Uno sfigato, per intenderci. Almeno al cospetto di Michel Martone.

    Si è parlato di scandali all’Università, di precari validi che da anni arrancano, di cervelli che fuggono e di “figli di papà” dalle carriere fulminanti. Ma, né in tv né sulla rete ho trovato numeri chiari. Allora mi sono detto: «E diamoli, un po’ di numeri»! Perché se stiamo dietro alla scatolo-informazione (informazione delle scatole cinesi o degli scatoloni impolverati, fate voi) non ce ne usciamo più.

    Di recente un sottosegretario, tale Michel Martone, ha illuminato le nostre giovani menti (ed insinua il sospetto nelle menti dei nostri genitori) dicendo che chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato. Al di là delle inevitabili polemiche sul merito della questione, teniamo conto del fatto che chi parla è diventato professore ordinario a 29 anni. Continua »

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  • Forconi, una protesta sbagliata

    Negli ultimi giorni il movimento dei forconi siciliani ha attirato l’attenzione dei media nazionali; al momento in cui scrivo, la protesta si è estesa ad altre parti del paese e vi è stato, purtroppo, persino un morto. I forconi, riuniti sotto il cartello “forza d’urto”, hanno coagulato attorno a se numerose persone disperate per la grave crisi che ormai da oltre tre anni attanaglia il nostro paese. È dunque necessario osservare con cura e capire meglio questo fenomeno. In primis, cosa vogliono i forconi? Considerando la natura “composita” del movimento, oggetto di profondi dibattiti sul web è difficile identificare una leadership e quindi una serie di richieste “genuine”. Continua »

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  • Sciopero sì, selvaggio no

    Ho questa impressione: in Italia, specie in Sicilia, si è passati dal pecorume del niente sciopero, per paura della dittatura fascista, alla sfrenata libertà dello sciopero selvaggio. Non alla protesta espressa mediante lo sciopero esercitato con la semplice astensione dal lavoro.
    Come dovrebbe essere. Gli autotrasportatori non si limitano a fermare i loro automezzi, assolutamente no, devono impedire per forza la circolazione stradale all’intera popolazione. Lo stesso può dirsi per tutte le altre categorie, con qualche eccezione naturalmente. Io non discuto le ragioni della rivolta dei cosiddetti forconi in Sicilia.
    Sono sacrosante. Sono la prova della inadeguatezza della classe politica che ci governa, dedita soltanto a raccattare consenso attraverso le più stridenti forme di clientelismo, a danno dei veri diritti dei cittadini. Ma la giustificazione dello sciopero non può sfociare nel blocco totale della vita economica e sociale di una città o di un territorio. Selvaggio è qualcosa di più che incivile. È violenza e sospensione dei naturali diritti di libertà dei cittadini. Continua »

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  • La mia denuncia è sotto gli occhi di tutti

    La mia denuncia è sotto gli occhi di tutti! O forse solo agli occhi di noi persone con difficoltà motoria.

    Gli autobus non solo non funzionano bene – in genere – ma non sempre hanno pedane mobili e ove esistono o non le fanno funzionare o sono rotte. Molto raramente sono funzionanti!

    Noi due, cioè io e il mio accompagnatore facciamo molta fatica, anche se ci arrangiamo, ma non è giusto visto che abbiamo leggi che ci dovrebbero favorire e che le istituzioni non le rispettano.

    Perché dobbiamo sempre faticare? Anzi far faticare chi ci troviamo disponibili ad aiutarci?

    Come nel mio caso che non potendomi gestire da solo ho la necessità e bisogno dell’accompagnatore.

    Perché a Palermo vige il principio dell’arrangiare? Se vivessi a Londra o a Stoccolma o in un paese del Nord Italia ciò non accadrebbe! Continua »

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  • Le abbanniate palermitane

    Se ci fermiamo ad ascoltare il suono della città, ripulendolo dai rumori, ci accorgiamo che qualche venditore che abbannìa esiste ancora.
    L’uomo, il più semplice che esiste, è il cardine di tutto. Quell’uomo che si alza la mattina presto e cammina tutto il giorno per recuperare, se va bene, pochi euro al giorno. Allora l’uomo grida, a volte per rabbia, a volte per scherzo, spesso per mangiare.

    La curiosità per questa forma di pubblicità in poesia mi ha portato a raccogliere e registrare le abbanniate in giro per la città (e non solo).

    Abbanniatore

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  • L’enigma del cane a Torretta

    Siamo nel 2012 ma a volte, soprattutto in questa Sicilia dai mille volti, il medioevo non sembra tanto lontano.

    Ci sono posti, piccoli comuni, che potrebbero essere dei piccoli fiori all’occhiello, che invece si rivelano degradati e incivili peggio che ci si trovasse nelle favelas argentine.

    La scusa dei tagli ai comuni oggi è genericamente usata per qualsiasi disservizio possibile, e le cose che si vedono di questi tempi sono a dir poco sconvolgenti.

    Siamo a Torretta, una tranquilla cittadina in collina, con una splendida vista. Continua »

    Ospiti
  • Diego Cammarata (il fu sindaco di Palermo)

    Lì dove sorge ancor oggi il fastoso castello della Zisa nacque circa 60 anni fa il nostro ex sindaco di Palermo, Diego Cammarata. Nonostante avesse tutti i requisiti per essere scelto come iconico bambino Kinder dal sorriso smaltato, volto delle confezioni delle omonime barrette di cioccolato, Diego scelse invece di dedicarsi alla nobile arte della Giurisprudenza divenendo avvocato cassazionista. Da quel momento, come un grimpeur che in un’escalation migliora le sue prestazioni alpinistiche, da docente dell’Università degli Studi di Palermo, si addentra con abile agilità in politica diventando, prima coordinatore provinciale di Forza Italia, poi nel 2001 deputato nazionale alla Camera, e tra bisticci con i compagnetti e scelte discutibili, raggiunge il 25 novembre dello stesso anno l’agognata cima quando viene proclamato con il 56,1% dei voti, nuovo sindaco di Palermo. Il frizzante Diego, con la sua verve e i suoi vivaci programmi politici, sembra incarnare una promessa di modernizzazione del capoluogo siciliano, come fosse il tasto “aggiorna” di una Palermo sotto forma di pagina web. Continua »

    Ospiti, Palermo
  • Caro Orlando, la Primavera ritorna con le Primarie

    Caro Orlando, il giorno in cui diventasti sindaco per la prima volta io avevo poco più di anno.
    I giovani della mia età sono cresciuti con la figura di questo sindaco ribelle ma prestigioso.
    Ricordo bene il giorno in cui la mia scuola elementare fu ricevuta da te a Palazzo delle Aquile; ci stringesti la mano uno per uno. Con la stessa limpidità ricordo il giorno in cui il mio papà mi raccontò di averti parlato, fermandoti per strada e chiamandoti Professore, «perché lui è Professore all’Università!».

    Col passare del tempo ho sempre cercato di maturare un’opinione personale su tutto, autonoma e molto spesso divergente da quella dei miei familiari.
    Oggi so che quelli erano gli anni in cui il sindaco lo si poteva incontrare anche tra i viali della Fiera del Mediterraneo; e se lo si incontrava, poi lo si raccontava agli amici. Gli anni in cui la stretta di mano del sindaco di Palermo contava ancora.

    L’unica foto che ci ritrae insieme risale al 2007. Avevi appena vinto le Primarie.
    Fallo anche stavolta: torna a casa, càndidati alle Primarie. Sono le Primarie della tua coalizione, deve bastarti. Non puoi pretendere che gli altri candidati passino prima dal notaio a firmare le tue condizioni. Prestigioso sì, autorevole pure, ma senza esagerare. Continua »

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  • Chiaracucina: pasta di nocciole

    Chiaracucina: pasta di nocciole

    Ebbene sì, questa è un’alternativa più leggera e sana alla famosa crema di nocciole che ha caratterizzato l’infanzia (ma non solo) e i momenti felici, di molti di noi!

    Ingredienti

    • 80 grammi di farina di nocciole;
    • un cucchiaio di margarina di soia;
    • 80 grammi di latte;
    • 70 grammi di zucchero.

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  • Le avanguardie russe a Palermo

    Sono tornata da un’ora dall’esposizione sulle avanguardie russe all’albergo delle Povere della mia città, Palermo. Un grande onore ospitare una mostra di tale entità nella nostra capitale siciliana. Peccato che “noi del sud” non riusciamo proprio a valorizzare ció che ci viene offerto, e questa mostra ne è un palese esempio. L’ingresso gratuito intanto, che sostituito con un ingresso a pagamento di 2/3 euro, non diminuirebbe l’affluenza ma sicuramente aiuterebbe la provincia a raccogliere fondi riutilizzabili (e poi ci lamentiamo che non ci sono i soldi qua in Sicilia!); entrando nella prima sala mi ritrovo immersa nella Russia dei primi del 900 e mi piange il cuore quando mi accorgo che “Il monumento alla III internazionale” di Vladimir Tatlin, chiamato anche “la torre proletaria”, simbolo del Costruttivismo russo, è collocato in un angolino della sala e per giunta nascosto da un tramezzo che occulta totalmente la sua presenza.

    Le avanguardie russe a Palermo

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  • Cittadini per museo Riso, venerdì assemblea

    A seguito della comunicazione pubblica della Direzione del Museo Riso, giunta in data 10 gennaio 2012, gli artisti siciliani e gli artisti di SACS – Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, insieme a critici, storici dell’arte, curatori, intellettuali, cittadini, si sono riuniti in un’assemblea presso gli spazi di Palazzo Riso in un movimento di agitazione. Il movimento chiede alle istituzioni politiche della Regione Sicilia di fare immediatamente chiarezza sulla gravissima situazione di chiusura delle attività espositive del Museo Riso.

    Invitiamo il Sig. Gesualdo Campo, Dirigente Generale dell’Assessorato dei Beni Culturali della Regione Sicilia, e il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, a fare chiarezza in merito all’iter burocratico che blocca il finanziamento di dodici milioni di Euro dei POR, che dal mese di Febbraio 2012 avrebbero dovuto dare inizio alle attività (vedi comunicato del Museo Riso del 14 ottobre 2011), coinvolgendo artisti, curatori, attori del sistema dell’arte e della cultura contemporanea, ma anche cittadini, famiglie, bambini che da anni usufruiscono delle attività didattiche e di promozione del Museo su tutto il territorio siciliano. Continua »

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  • Amo Palermo!!

    Ridare la parola ai cittadini, ascoltare la loro opinione e coinvolgerli nella scelte che riguardano la città. Restituire un senso alla parola democrazia, abbandonare le auto blu e camminare per i rioni toccando con mano i problemi della vita quotidiana. Fare un passo indietro e mettersi al servizio delle persone, senza imporre decisioni ma costruendo insieme un percorso comune. È questo il senso dell’iniziativa che ho avviato da qualche settimana. Il mio volto appare sui cartelloni e con il mio staff giro la città a bordo di un camper per parlare con i palermitani, restituire loro la parola troppo spesso negata. Ho scelto di avviare una campagna di consultazione popolare, per verificare se è il caso o meno di candidarmi a sindaco, proprio per questo. Siano i cittadini a dirmi se vogliono costruire con me una nuova Palermo. Continua »

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  • La ragazza di Porta Felice

    L’auto rossa si fermò poco dopo Porta Felice, nei pressi delle Mura delle Cattive.
    Nella penombra tre ragazze chiacchieravano sottovoce, stavano vicine per riscaldarsi con il calore dei loro corpi, l’unico di cui potevano godere nelle sere di inverno.
    «Tocca a te, bella mora. Sei fortunata». disse una delle ragazze a Sonia indicando l’auto che si era fermata.
    Sonia conosceva il numero di targa e si avvicinò all’auto, chinandosi per guardare dentro ed essere vista allo stesso tempo. Riconobbe l’uomo al volante e lui identificò la giovane rumena.
    Quell’angolo della strada era da anni ormai gestito dalle rumene, poco più avanti si trovavano russe e ucraine. Le africane erano nascoste in una zona lontana dal centro città ma più umida sia d’inverno che d’estate. Sonia non soffriva il freddo ma odiava l’umidità che le arricciava i capelli, che aveva sempre avuto perfettamente lisci prima di arrivare a Palermo e passare le notti per strada.
    Le più fortunate, pensava Sonia, erano le asiatiche che lavoravano sotto copertura nei centri massaggi. E naturalmente le italiane, ma era inutile paragonarsi a chi passava le serate nei ristoranti di lusso e alle feste della “Palermo bene”.
    «Il solito?» disse Sonia rivolgendosi all’uomo con gli occhiali seduto alla guida dell’auto rossa.
    «Sì» La ragazza salì in macchina e si allontanò dall’angolo in cui stava con le amiche, per fermarsi poco distante, in una traversina che portava ad una piccola spiaggetta.
    Sonia adorava il mare, aveva lasciato la Romania e scelto la Sicilia per il mare. Era stata la sua unica scelta. Il resto era venuto da sé… Continua »

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