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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • L’arancina multietnica

    È il trend del momento: non c’è fine settimana in Paleimmo City che non vanti almeno un aperitivo multietinico. Anzi: un “apericena multietnico” (versione sicula dell’aperitivo alla milanese) figlio a sua volta della cena multietnica, à la page fino all’anno scorso.
    Lo strano fenomeno ha attirato la mia attenzione. Sapete com’è, sono una creatura mondana, nell’accezione antica del termine (sebbene declinata nel presente) e non riesco a starmene chiusa in casa ignorando cosa succede nel mondo intorno a me. Ho bisogno di sapere e capire. A essere sincera, da adolescente ho anche “fatto il classico” (espressione terribile ma che rende l’idea) dunque – e s’era già capito – sono fissata con l’etimologia. Come se non bastasse, durante i miei studi universitari (e storici) mi è capitato persino di prendere un 30 e lode in antropologia culturale. Insomma, a una come me leggere “apericena multietnico” può provocare delle crisi se non isteriche quanto meno di rigetto preventivo. Per diversi ordini di motivi.
    Tanto per cominciare, se il gestore di un locale x ha un’amica o amico giapponese, russo, indiano, croato o lillipuziano che si offre di cucinare qualcosa per l’aperitivo, dovrebbe avere il buon senso di pubblicizzare la serata dicendo “con piatti giapponesi, russi, indiani, croati ecc..” . Perché da che mondo è mondo non c’è nessun “multi” se la cucina (visto che si discute di cibo) viene solo da una regione. Continua »

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  • Chiaracucina: zucchine sbrindolate

    Chiaracucina: zucchine sbrindolate

    Ingredienti

    • Due zucchine genovesi;
    • una carota;
    • una cipolla;
    • vino;
    • sale;
    • olio d’oliva.

    Preparazione
    Affettiamo finemente la cipolla e mettiamola a rosolare nell’olio d’oliva caldo in padella. Aggiungiamo poi la carota pelata e tagliata a dadini piccoli circa tre/quattro millimetri, facciamo lo stesso con la zucchina aggiungendo del sale. Spadelliamo fino all’assorbimento dell’olio e aggiungiamo un bicchiere di vino. Spadelliamo.
    Quando anche il vino sarà assorbito aggiungiamo 1 bicchiere d’acqua, e spadelliamo. Aggiungiamo l’acqua ogni volta che si sarà asciugata più volte, fino ad un totale di circa 25-30 minuti.

    Spegniamo il fuoco e serviamo come contorno o anche come secondo accompagnate da crostini di pane.

    (in collaborazione con chiaracucina)

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  • Il cartello a mare

    Il cartello a mare

    Svelato il segreto del parcheggio selvaggio a Sferracavallo.
    Non è colpa dell’assenza di vigili; non è colpa di coloro che inventano parcheggi inesistenti.. Questo è un chiaro occultamento di segnale stradale e quale miglior luogo se non il mare?
    L’unica nota positiva è la trasparenza dell’acqua anche se, purtroppo, non sempre sinonimo di pulizia.

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  • New York e Palermo

    Reduce da una decina di giorni dagli Usa e riflettendo su quello che ho visto mi è venuto naturale pensare a Palermo, ecco così un decalogo semiserio delle differenze tra gli Usa e Palermo (con tutte le premesse del caso, ovviamente).

    – 1 –

    • A New York si vedono per le strade delle colonne di fumo, proprio come nei film, che in realtà è vapore acqueo usato dagli impianti di riscaldamento.
    • A Palermo si vedono colonne di fumo per le strade, chiaro segnale odoroso di presenza di uno stigghiolaro.

    – 2 –

    • A New York hanno il Central Park che è una specie di luogo sacro. Nonostante il prezzo altissimo del terreno a Manhattan nessuno si sognerebbe di rosicchiare neanche un metro quadrato di parco per costruirci qualcosa. Central Park è chiuso al traffico, si corre, si organizzano corsi di yoga, concerti, ci si va a leggere, a rilassarsi, a passeggiare. Gli abitanti dei palazzi che si affacciano sul parco si autotassano ogni anno per mantenere e curare il parco.
    • A Palermo abbiamo la Favorita, che è un percepito come un po’ di verde lungo la strada che va a Mondello. Alla Favorita qualcuno corre a proprio rischio e pericolo di essere arrotato dalle macchina, ci sono le prostitute a qualsiasi ora, la munnizza ovunque, un campo rom e vive il suo massimo splendore durante la pasquetta e l’1 maggio quando qualcuno si riunisce lì per arrostire carne e giocare col SuperSantos, lasciando poi in giro la qualunque senza preoccuparsi di ripulire.

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  • Chiaracucina: crêpes con crema di zucchine e formaggio

    Chiaracucina: crêpes con crema di zucchine e formaggio

    Ingredienti

    • otto cucchiai di farina 00;
    • due uova;
    • due pizzichi di sale;
    • 300 millilitri di latte;
    • una grossa zucchina;
    • mezza cipolla;
    • olio d’oliva.

    Preparazione della crema
    Laviamo e tagliamo la zucchina in quattro parti per la parte lunga e poi in piccole fettine di circa tre millimetri di spessore. Affettiamo finemente anche la cipolla e mettiamola a soffriggere leggermente in una padella ampia con dell’olio d’oliva, aggiungiamo la zucchina e un pizzico di sale e mescoliamo. Continua »

    Ospiti
  • Quaderno di Palermo 23

    Dicevo nel testo precedente che l’unico e maltrattato pianeta che abbiamo di città nuove o storiche ne ha per tutti i gusti, di città che hanno avuto un lungo, un breve o addirittura un tronco percorso. Ma se ci limitiamo alla nostra vecchia e decadente Europa, sappiamo tutti che è piena di città la cui memoria almeno fino a poco tempo fa sembrava non smettesse mai di trasudare, non soltanto dal materiale con il quale sono state costruite (dalla primaria terra al vetro più contemporaneo), ma sicuramente ancora di più dal, per così dire, labile impeto con il quale gli abitanti, secolo dopo secolo, hanno cercato di travolgere e al tempo stesso di mantenere per mai tradire l’anima che c’è in ognuna di loro. Dico “sembrava” perché se oggi andiamo a fare una passeggiata nella maggior parte di queste città, ormai tutte collegate e raggiungibili attaverso i loro affollati aeroporti, se facciamo una scappatina per il centro e le strade principali, ce ne accorgiamo subito che una a una esse stanno diventando tutte uguali, voglio dire le stesse nella loro monotonia, uniformità, asepsi senza scambio. Come se la differenza o, per meglio dire, diversità microorganica, fosse incompatibile con il momento storico che viviamo e al quale stanno contribuendo, sia i politici con la loro rozza mediocrità, sia i mass media con la loro assenza critica. E poi, in modo contraddittorio, queste città diventano sempre di più dei luoghi autoreferenziali, chiusi, narcisisti; come se gli abitanti dentro la loro unica scenografia recitassero per i visitatori invece di vivere per loro stessi. Ma c’è bisogno di qualche esempio? Per rimanere nel mio paese, un modello evidente e alla portata di tutti è la città di Barcellona, “scoperta” non da molti anni dai palermitani. Io che ci ho vissuto più di trent’anni fa, ora che ci vado di rado mi rendo conto di come ricordi una cartolina, di come – al pari di tante altre città di qualsiasi paese – rassomigli sempre meno a se stessa e sempre di più a un luna park. Continua »

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  • In campagna

    «Mamà, ho visto due corvi grossi grossi», dissi arrotolando tra le mani un pezzetto di morbida pasta. La mamma si fermò un attimo, stava impastando la farina per fare il pane: «I corvi sono schifosi: mangiano le carogne degli animali; non ti avvicinare a quegli uccellacci del malaugurio». Li avevo visti davvero; stavo sui massi del Cozzo Corvo, loro laggiù nel piano; davano delle beccate, tiravano e inghiottivano; si muovevano tranquilli, quasi danzando. Di solito volavano alto, a coppie, scendevano dalla montagna di San Miceli; i loro lugubri versi cadenzati risuonavano per la campagna. Io lasciavo i miei giochi e seguivo i loro voli nella luce incandescente del giorno.
    Nella casa di campagna passavamo l’estate. Continua »

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  • Più veloce dei neutrini

    Ieri, smanettando tra le pagine del sito dell’Assemblea Regionale Siciliana alla ricerca di un disegno di legge, mi sono reso conto che la scoperta del CERN di Ginevra (ossia che la velocità della luce è superabile da da quella dei neutrini) è una bazzecola in confronto alla velocità con la quale la Prima Commissione dell’ARS discute, studia e licenzia masse ciclopiche di documenti.

    L’ordine del giorno della seduta del 20 settembre scorso prevedeva ben 22 punti: da esaminare dieci disegni di legge e ben dodici pareri di altre Commissioni su altrettanti disegni di legge.

    Ebbene, la Commissione, presieduta dall’On. Vinciullo, ha iniziato i lavori alle ore 12:20 (!?) e li ha conclusi alle ore 13:20. Quindi 60 minuti per 22 “esami”. Non ho letto l’intera relazione, e non so se si siano discussi tutti i 22 punti. Se così fosse significa che per ogni disegno di legge sono stati utilizzati appena due minuti e 49 secondi circa. Non credo che i neutrini avrebbero saputo fare meglio di Vinciullo e soci. Continua »

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  • Nati stanchi in banca

    Per motivi di lavoro, giornalmente mi reco in diversi sportelli bancari. Dopo mesi e mesi trascorsi ad attendere turni, a guardare display luminosi, a staccare bigliettini numerati oppure in alcuni casi a chiedere «chi è l’ultimo» e sentirsi rispondere dal simpaticone di turno «lei!», oggi mi sono reso conto che a moltissimi impiegati bancari, come diciamo noi dalle nostre parti, ci siddia a travagghiari. Ho notato che sopratutto davanti a sostanziosi versamenti con molti assegni, i cassieri, perlopiù quelli over 45 come età, entrano in una fase di “abbuttamento” dove nella loro testolina il cervello pensa: «Minchia quanti assegni chi avi chistu…» e allora se ne escono con frasi tipo «ma non può fare il versamento nel chiosco automatico…» oppure «guardi improvvisamente si è guastato il lettore degli assegni…». Continua »

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  • AlviSei: scuola, Ustica, Zamparini e il turismo, il cavallo, la Gelmini e Riina

    1. Scuola – Nel ragusano è uscito fuori che in una sola classe di un liceo scientifico, per sopperire alle spese, vi sono 51 alunni. Si avvicina il periodo invernale, almeno così staranno più al caldo.

    2. Strage di Ustica; si presume, dalle ultime notizie, che questa strage possa essere stata causata dallo scontro tra due jet. Nonostante ciò, non si esclude la pista che porterebbe ad uno scontro avvenuto tra Transformers.

    3. In un’intervista esclusiva al giornale di Siviglia, Zamparini ha consigliato ai palermitani di puntare tutto sul turismo. Evidentemente il patron rosanero ha contagiato qualcuno al Comune, perché il turismo è stato esonerato già un po’ di tempo fa.

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  • Chiaracucina: torta salata variegata

    Chiaracucina: torta salata variegata

    Ingredienti

    • Un rotolo di pasta sfoglia;
    • una grossa zucchina genovese;
    • una carota;
    • mezza cipolla;
    • olio d’oliva;
    • mezzo bicchiere di vino;
    • 500 millilitri di latte;
    • due cucchiai di farina;
    • noce moscata;
    • sale.

    Preparazione
    Laviamo e tagliamo a dadini di circa cinque millimetri sia la zucchina che la carota (ma la carota peliamola prima). Affettiamo finemente la cipolla e lanciamola in una grossa padella in cui avremo fatto scaldare dell’olio d’oliva. Facciamo rosolare la cipolla e aggiungiamo subito zucchina e carota. Spadelliamo fino all’assorbimento dell’olio e poi aggiungiamo il vino. Continua »

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  • I Giardini di Case Rocca

    Nonostante ricada all’interno della Riserva naturale della Favorita, l’area di Case Rocca è attualmente sede di un campo nomadi abusivo che ospita alcune famiglie di Rom tra topi e rifiuti d’ogni genere. Ad aggravare questa situazione, già assai precaria per le persone che vi abitano e per l’ecosistema della Riserva, sono i frequenti incendi dolosi che si propagano sprigionando fumi nocivi per la salute. Adiacente al campo nomadi, ma separato da un muro fatiscente, è un lungo tratto del viale del Fante assai pericoloso per i pedoni e i ciclisti che osino avventurarvisi, anche solamente percorrendo i suoi marciapiedi discontinui.
    Da qui l’idea di bonificare l’area di Case Rocca destinandola a verde pubblico con la possibilità di ospitare una fiera semipermanente del folklore europeo. Continua »

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  • La “mala taliata” in Cina

    È da ormai tre anni che sono assolutamente convinta che ci siano dei comportamenti intrinsecamente identici fra i cinesi e i siciliani. La gente seduta fuori dalla porta a guardarsi il passio, la rilassatezza con cui si affrontano i cambiamenti nel mondo, il valore dato alla famiglia come primo riferimento e prima responsabilità, l’enorme rispetto per gli anziani, i mercati con la gente che abbannia e le signore col carrellino.
    Ieri, girando in bicicletta per le strade della Concessione Francese, mi è venuta in mente un’altra cosa. La cosiddetta “mala taliata”. Eh sì, perché anche i cinesi guardano e fissano e comunicano tutto con “mezza parola”. È quasi paradossale che io, siciliana, capisca meglio (o almeno più in fretta) i cinesi dei miei colleghi e amici inglesi e francesi. Soprattutto se consideriamo che Regno Unito e Francia sono in Cina dal 1800 nonostante guerre dell’oppio, rivolta dei boxers e via dicendo, e che oggi le comunità cinesi siano molto meglio integrate in città come Parigi o Londra piuttosto che a Palermo.
    Eppure, la “taliata” loro proprio non la capiscono. Continua »

    Ospiti
  • Una serata di ordinaria follia a piazza Francesco Paolo Tosti

    Una serata di ordinaria follia in piazza Francesco Paolo Tosti

    Domenica 18 settembre, come tutte le mattine, mi reco, verso le 7:00, nella piazzetta Francesco Paolo Tosti (siamo a 500 metri dalla stazione di via Notarbartolo) assieme assieme al mio cane per i suoi bisognini. Quasi tutte le sere in questa piazzetta possiamo trovare gruppi di persone che si fanno una chiaccherata dopo una giornata di lavoro, coppie di fidanzati che si baciano, oppure, come me, persone con il proprio cane. La sera prima, tuttavia, qualcosa non ha funzionato e direi che le immagini che vi ho allegato parlano da sé.

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    Ospiti
  • La fiera del nuovo Mediterraneo

    C’era, non una volta ma soli sette anni fa, una Palermo che sognava di diventare capitale del Mediterraneo.

    La città veniva da un periodo di gestione amministrativa tutto sommato decente, da una promozione della squadra di calcio nella massima serie che aveva inondato di ottimismo e felicità i quartieri popolari e da una nuova aria di cambiamento chiamata Addiopizzo.

    Da allora molte cose sono cambiate.

    È cambiata la città, mortificata da un’amministrazione questa volta disastrosa.

    È cambiato anche il Mediterraneo: crisi economiche, rivoluzioni, guerre. Continua »

    Ospiti
  • Chiaracucina: tronchetto del risveglio

    Chiaracucina: tronchetto del risveglio

    Ingredienti

    • 250 grammi di farina;
    • un uovo;
    • un bicchierino di olio di semi;
    • 100 grammi di zucchero di canna;
    • una tazza di caffé della moka;
    • due cucchiai di yogurt bianco;
    • 80 grammi di cacao in polvere zuccherato;
    • una bustina di lievito.

    Preparazione
    Mescoliamo in un recipiente l’olio con lo zucchero e poi aggiungiamo l’uovo. Appena il composto sarà omogeneo aggiungiamo la farina, l’impasto sarà più duro e aggiungiamo quindi il caffé liquido e mescoliamo fino ad ottenere un impasto più fluido. Continua »

    Ospiti, Palermo
  • Palermo città TRAMortita

    Finalmente la notizia tanto attesa è arrivata: la fine dei lavori della linea tramviaria è stata spostata dal 2013 al 2016, proroga concessa alla società (la Sis) che si occupa della realizzazione della linea, direttamente dal responsabile unico dell’opera: l’ingegnere Domenico Caminiti.
    Tutti contenti a Palermo, non era possibile che la città potesse dimostrare di essersi svegliata, di essere uscita da quel limbo dantesco che la attanagliava ormai da tempo immemore.
    Pensare che il nostro amato capoluogo di regione potesse legarsi, anche solo in minima parte, al mondo del domani era un qualcosa di troppo fantascientifico: siamo a Palermo, non a Pandora, e noi siamo dei comuni mortali, non Avatar.
    Per fortuna è stato semplicemente un brutto scherzo che le istituzioni ci stavano tirando. Quasi stava nascendo una sorta di preoccupazione tra la gente nei confronti di un piccolo, ma sostanziale, passo avanti.
    Bisogna capire che è giusto vivere nell’età della pietra, con i cari e vecchi autobus, alcuni dei quali così legati al 20° secolo da non avere neanche l’aria condizionata. Continua »

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  • In mare e sulla spiaggia

    Faccio il bagno sulla spiaggia di Trabia, nel punto meno affollato del tratto Pilieri-Vetrana. Spiaggia splendida, sabbia dorata, fondali bassi fino a considerevole distanza dalla battima, acqua trasparente e tiepida. Vedo la mia ombra muoversi sul fondo della sabbia nelle movenze che il capriccio e l’estro del momento mi suggeriscono. Posso seguire anche il riflesso di un grumo di schiuma negli istanti del suo formarsi ed apparire. Qua e là un pesciolino colorato guizza come un pensiero improvviso che si perde nel fluire delle immaginazioni. Un legnetto viaggia sul pelo dell’acqua con moto lento, il piccolo segno d’ombra è lì, sulla sabbia morbida, che segue silenziosa. L’ombra è un nulla che segna una presenza, non attenua una solitudine, seppure densa di memoria, di immagini, di desideri.
    Alzo gli occhi sulla superficie del mare su cui si posa il luccichio dei raggi di un sole che indugia sulle cime della catena di Monte San Miceli. Tre adolescenti giocano in acqua a palla con i loro corpi lisci e snelli, i visi delicati dell’età più bella, i movimenti sciolti e scattanti; le loro voci sono ruscelletti di suoni che svolano nell’aria tersa, cessano e rivivono, nella varietà di timbri e di toni, freschi e frizzanti. Più in là un parlottio di giovani, ragazze e ragazze, seduti in circolo sulla sabbia; una di loro disegna ghirigori col suo tenero dito sui granelli biondi: sembra inseguire una fantasia o una melodia coagulata in un ritmo appena percepibile. Continua »

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  • Chiaracucina: pane cotto

    L’altro giorno parlando con mio padre mi raccontò di un piatto povero, di quando era bambino, di cui andava davvero ghiotto. Gli ho chiesto di raccontarmi ciò che ricordava, poi mi sono anche documentata sul web, poi ci ho messo del mio ed ecco questo piatto che a me (e pare anche alla mia amica FlaviaGrande) ha soddisfatto.
    È una soluzione abbastanza rapida, completa, nutriente, gustosa e anche divertente, per un pranzo, un aperitivo, o una domenica in cui non ci va di cucinare e ce lo ritroviamo in frigo dal giorno prima.

    Chiaracucina: pane cotto

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  • Lettera aperta al presidente della Repubblica

    Signor Presidente,
    una lunga riflessione mi ha spinto a scriverle questa lettera aperta. Una riflessione nata nel cuore di un palermitano che ama la sua città, che non si abitua a vederla umiliata e vilipesa ogni giorno dall’inefficacia e dall’inadeguatezza della classe politica che da 10 anni l’amministra senza amministrarla, la offende e la mortifica in ogni suo spazio, in ogni sua forma, in ogni momento. Ogni momento tranne uno: quello della visita ufficiale del Presidente della Repubblica.

    La Palermo che Lei ha attraversato in queste ore, Presidente, non è la stessa in cui viviamo ogni giorno.

    Le strade che Lei ha percorso così velocemente non sono così fluide: Palermo non ha un piano urbano del traffico. La mia città è asfissiata da auto in coda, in sosta, in triplice fila, una circolazione veicolare che ci toglie il tempo, la pazienza, l’aria. Continua »

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