Improperi & co.
Uno degli improperi per cui la lingua siciliana è conosciuta pure all’estero è senz’altro CORNUTO.
Offesa abusata e usata (spesso anche per fare del siciliano la solita caricatura) con mille varianti e sfaccettature: si va dall’affettuoso CORNUTELLO per indicare, per esempio, un bimbo furbo e vivace al CORNUTAZZO usato, invece, spregiativamente per additare uno che sulla testa le corna le ha davvero. Per me, però, la variante più bella resta sempre CURNUTI R’I PATRI perché raggruppa una serie di offese in una sola: infatti, per la legge secondo cui mater semper certa est, per prima cosa i padri sono più d’uno (e sono pure cornuti!) e, in secondo luogo, la suddetta mater come minimo è una poco di buono.
Ma tralasciando questo che, oltre ad essere l’epiteto più usato, avrà anche dei corrispettivi in altri dialetti italiani, ce ne sono due che, a mio avviso, sono ineguagliabili, inimitabili e, soprattutto, intraducibili: COSA INUTILE e NIEGGHIA. Continua »



































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