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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Promesse

    Andava via spinta dai «beata te», tornava trattenuta dai «torna presto&#187. Erano due anni che andava e tornava, tornava e andava, un movimento continuo tra due case che erano entrambe sue ma che nello stesso tempo non le appartenevano. La prima era la casa che aveva preso in affitto e che divideva con altre ragazze meridionali. Al nord. La seconda era quella in cui era cresciuta e in cui vivevano ancora i suoi genitori. Al sud. Negli ultimi due anni aveva passato più ore in aeroporto che al cinema, che era sempre stata la sua passione. Attese, ritardi, imbarchi, controlli, sguardi sui display sperando che il tempo programmato di un volo coincidesse con il tempo stimato. Viaggi brevi o lunghi, minimo due giorni massimo dieci, prima frequenti, poi sempre meno. Valigie pesanti. Prima. Poi sempre meno. Aveva imparato a viaggiare leggera, la pesantezza la portava nell’animo, quando andava al sud per nostalgia, quando tornava al nord per esigenza.
    Anche nell’ultimo viaggio di ritorno il suo bagaglio si fece più leggero. Continua »

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  • Incrocio pericoloso al Villaggio Ruffini

    Incrocio pericoloso a Villaggio Ruffini

    Da diverso tempo al Villaggio Ruffini nell’incrocio tra via Florio e viale Cottolengo, qualche buontempone si è preso la briga di girare lo specchio che serviva a vedere chi arrivava all’incrocio da entrambi le vie. Adesso lo specchio è stato pure rotto, e gli incidenti sono purtroppo frequenti. Questo incrocio purtroppo è pericolosissimo e tra qualche giorno sarà molto trafficato per via dell’inizio delle scuole. Spero che qualcuno lo vada a sistemare prima che ci scappa il morto.

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  • Forze dell’ordine a Palermo…

    Per la seconda volta in pochi giorni ho richiesto l’intervento delle forze dell’ordine in seguito ad un incidente stradale. Nel primo caso una macchina ha tagliato la strada ad un motorino in viale del Fante, davanti l’ingresso dello stadio. La macchina si trovava di traverso fra le due carreggiate e il motociclista lamentava che la macchina aveva eseguito una svolta a “U” senza segnalarlo (vedi che novità a Palermo!). Inoltre, piccola digressione, le due ragazze, poco più che ventenni, avevano avuto la prontezza di spirito di chiamare il loro papà (che all’arrivo ha subito giustificato le figlie dicendo che loro erano ferme al centro della strada…) ma non i soccorsi. A tale riguardo, insieme ad altri passanti mi sono fermato a soccorrere il motociclista: nulla di grave, per fortuna, ma, considerato il luogo, i danni, e il rischio che altre persone potessero farsi male, abbiamo pensato di avvisare subito la polizia: la mia chiamata al 113 è durata circa due minuti, dei quali, incredibilmente, 60 secondi di attesa che mi rispondessero! Avete capito bene: nel 2011, nel cuore di una città da 1 milione di abitanti, in tardo pomeriggio, chiamando il 113 il tempo di risposta è di 60 secondi; ladri, omicidi e stupratori probabilmente lo sapranno già, ma pare che la tempestività sia la chiave per debellare il crimine. Continua »

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  • Semprefreschi allo Zen

    Questo post doveva iniziare così: Lo Zen 2 è il male di Palermo, quello che c’è in ognuno di noi. E invece comincia così: Lo Zen 2 è il bene che ognuno di noi fa. Che potrebbe fare. E che forse non fa.
    Lo scirocco palermitano, che si infila persino in mezzo ai denti e secca anche il palato, mi fa fatto cambiare idea. L’ho incontrato una mattina d’agosto al quadrilatero dello Zen 2, quello compreso tra le vie Costante Girardengo, Fausto Coppi, Agesia di Siracusa, Marchese Pensabene, Rocky Marciano e PV 46.
    La curiosità spinge i miei occhi a cercare dentro le vie qualcosa di nascosto e proibito, ma quello che vedono è solo quotidiano abbandono. Lo Zen 2 è un’isola esotica e lontana, separata spazialmente dal resto della città, sia dalla parte bella che da quella brutta. Continua »

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  • Scuola: petizione per difendere l’Istruzione pubblica

    Difendere il patrimonio dell’Istruzione pubblica italiana e soprattutto siciliana che, «pur tra grandi difficoltà», «è stata sempre impegnata nella formazione culturale, umana e civile di uomini e donne». Questo l’obiettivo della petizione presentata da “Insieme per la Scuola”, un comitato spontaneo nato nei giorni scorsi da nove donne siciliane impegnate nel mondo della formazione, con la finalità di proteggere e sostenere l’istruzione pubblica in Sicilia falcidiata da anni di disinteresse e di tagli. Il documento è giù stato presentato all’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana, Mario Centorrino lo scorso 10 agosto e, soltanto con il passaparola, ha raccolto in pochi giorni 700 adesioni online, tra cui, solo per fare qualche nome, quelle dello scrittore Andrea Camilleri, delle registe Emma Dante e Roberta Torre, del giornalista e scrittore Roberto Alajmo. Continua »

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  • Chiaracucina: sformato svuotafrigo

    Ebbene sì: oggi si parla di manCiari.
    Sissignori, a Palermo ‘u manCiari è argomento che desta di solito grande interesse sia quando si manCia, sia quando anche solo se ne parla.
    Quindi quale migliore occasione se non quella di condividere qui, in questo spazio palermitano, le “mie” ricette palermitesi?
    Le ricette sono “mie” nel senso che un bel giorno apro il frigo, guardo in dispensa e “accucchio” un piatto a cui poi assegno un nome (più o meno delirante) e poi gli faccio una bella foto. Lo testo in famiglia o con gli amici e se sopravviviamo tutti senza conseguenze irrimediabili, allora ne scrivo la ricetta e la condivido.
    Fino ad ora tutto bene. Tutti vivi e contenti di assaggiare i pasticci che combino in cucina.
    Ovviamente non è che prendo e incucchio ‘nzocchegghiè sul piatto. La mia cucina ha delle linee guida, una sua etica e dei principi sui quali mi baso: ecologia, economia, semplicità/rapidità e soprattutto (e qui casca il ravanello!), vegetarianitudine!
    Infatti queste ricette nascono quasi come una sfida nei confronti di chi, per luogo comune, è convinto che i vegetariani (ovvero chi non mangia animali) mangiano solo carotine e lattughine. Continua »

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  • Miti (sui giovani) da sfatare

    Da molti anni qui a Palermo mi occupo, come docente o come organizzatrice o in entrambi i ruoli, di corsi di editoria, comunicazione e creatività. Non è la mia unica attività, ma è quella che mi dà maggiori soddisfazioni sul piano umano. Questa esperienza con allievi che mediamente vanno dai 18 anni ai 35 anni (provenienti anche da altre città siciliane) mi offre l’impagabile possibilità di confrontarmi con diverse generazioni più “recenti” della mia e mi permette, nel mio piccolissimo, di sfatare e/o di confermare alcuni luoghi comuni su quella nebulosa categoria indicata come “i giovani”.
    Stando annualmente, per due mesi, a stretto contatto con una media di 25 allievi di questa fascia d’età – e spesso mantenendo i rapporti con alcuni di loro anche dopo – mi è possibile fare una piccola statistica (con una validità del tutto relativa, ovviamente, perché riferita a un’utenza di nicchia) che qui sintetizzo in un “vero/falso”. Continua »

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  • Per opportuna precisazione

    Cari Amici, a seguito di una intervista su “Repubblica-Palermo”, molti hanno ritenuto le mie dichiarazioni come una chiara pronuncia di volontà a candidarmi a Sindaco di Palermo.

    Confermo che nessuno mi ha formalmente sollecitato in tal senso, né ho inteso propormi, essendomi limitato ad esprimere personali opinioni e a manifestare il mio favore verso una possibile candidatura istituzionale (non necessariamente la mia) se dovessero ricorrere condizioni di ampia agibilità politica e di un attivo coinvolgimento della società civile.

    Il Rettore, rappresentando una rilevante istituzione territoriale, ha pieno titolo ad intervenire sui problemi e sul futuro della Città, soprattutto se sollecitato dalla stampa cittadina. Continua »

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  • Un mare di…

    Porto di Sferracavallo

    Che Palermo sia bagnata dal mare lo sappiamo tutti, ma ciò che in molti non riusciamo a comprendere è il motivo per cui alla bellezza della costa, dei litorali e al fascino delle borgate marinare si debba accompagnare, il degrado e la mancanza di rispetto per questo bene che tutti utilizziamo.
    Vedere dal mare quei 40 chilometri che da Sferracavallo arrivano ad Acqua dei Corsari è un piacere, ma da vicino e da dentro è un’altra storia.
    Eppure il mare e dintorni dovrebbero rappresentare una risorsa basilare se si volesse basare la propria economia sul turismo.. Già..se lo si volesse…
    Io questa storia del mare la vivo dal di dentro proprio perché “vivo” a Sferracavallo, nel senso che non ci abito soltanto.
    Qualcuno mi dice che sono fortunata ed effettivamente ha ragione: sono lontana dal caos della città, respiro aria buona e ogni giorno godo di uno splendido paesaggio. Già…il paesaggio… Continua »

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  • E comu arrinesci si cunta

    I proverbi nostrani, si sa, quando non sono sfacciatamente consolatori, spesso si contraddicono e si annullano a vicenda. Ce n’è uno, tuttavia, che rivela un tratto – per una volta non gattopardesco – del nostro popolo. Da ultimo è apparso anche in alcune cartoline turistiche: «2012 Comu arrinesci si cunta!».

    Lasciando a Davide Enia le mille implicazioni (se non altro grammaticali) di questo detto, tre cose mi arrivano.

    La prima: l’invito a vivere nonostante le incertezze della vita («Cu nesci, arrinesci»). Non sappiamo mai cosa sta per accadere, e se ciò sarà gioioso o terribile, ma lo si viva!

    La seconda: l’impotenza umana e l’inevitabilità del tutto, mascherate allegramente da leggera spensieratezza. Si fa presto a dirsi pronti ad accettare quel che verrà; in realtà, male che vada, siamo già pronti a ritornare greci e ad intonare i lamenti di rito. Continua »

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  • Rusidda Ciuriddu

    Sentimmo un leggero bussare sulla persiana. La mamma stava asciugandomi il viso sudato con un fazzoletto. Mi stava dicendo: «Vedi come ti sei conciato? Tutto sudato e sporco di polvere. Non puoi giocare più calmo?, senza fare le corse? Ora ti devo lavare di nuovo la faccia e le gambe, e fra poco ti sporchi ancora, vero!». Ero rientrato in casa per bere, trafelato; non ricordo se il gioco che avevo interrotto fosse una gara di corsa o il correre a scapicollo dietro un cerchione di bicicletta; la mamma mi aveva beccato mentre bevevo avidamente dal rubinetto di cucina, cioè proprio nel momento di maggiore esposizione al pericolo, perché con lei in giro bisognava entrare sempre con circospezione, non fare rumori di sorta, approfittare dei momenti di sue assenze temporanee dal soggiorno e dalla cucina, altrimenti, zac!, mi afferrava per un braccio, mi asciugava il viso e me lo metteva sotto il rubinetto strofinandomelo con una mano, che non era tanto morbida, poi mi spolverava pantaloncini e camicia per finire col pulirmi le gambe con un asciugamano bagnato facendomi gridare spesso dal dolore per le ginocchia quasi sempre sbucciate.
    Quei colpetti le fecero girare il capo verso la porta. Lasciò in pace il mio viso. Aprì la porta. Apparve la figura ben conosciuta di Rusidda Ciuriddu: due occhi grandi e liquidi contornati da una fitta ragnatela di rughe, la stretta fronte rugosa sormontata da una selva disordinata di capelli grigi, il naso piccolo, la bocca vizza e sdentata, un cappellino di stoffa a fiori simile a quelli dei bambini di pochi mesi, una vestina lunga fino ai piedi, spiegazzata e disegnata anch’essa a fiori, ultimo strato di un infagottamento formato da sottane e altre vecchie vesti; dal braccio sinistro le pendeva un cestello di paglia rotto in più punti. Continua »

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  • Gelato al fetore

    Ieri sera alle 22:40 in via Notarbartolo, di fronte al chiosco della gelateria Stancampiano, l’autocompattatore Amia matricola n. 2273 è rimasto parcheggiato per un quarto d’ora in divieto di sosta e con il motore acceso perché l’autista e i due operatori in pantaloni catarifrangenti hanno pensato bene di prendere un gelato durante il servizio. Inquinando nel frattempo la zona con i gas di scarico e il potente fetore dell’immondizia.
    Numerosissimi – come si può immaginare – i testimoni, alcuni dei quali, disgustati, si sono allontanati dal chiosco.
    Uno dei clienti della gelateria, con fare molto cortese, ha interpellato dentro il chiosco i tre dipendenti della municipalizzata. «Vi sembra giusto che per il cattivo odore io e i miei amici ci siamo dovuti spostare per mangiare il gelato?», ha chiesto. Continua »

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  • “Sequestrati” passeggeri all’aeroporto di Palermo

    Era stato un volo molto sereno ed alquanto divertente quello che da Oslo ha condotto lunedì pomeriggio fino a Palermo un centinaio circa di passeggeri, siciliani e non. Fino al loro arrivo all’aeroporto Falcone e Borsellino del capoluogo siciliano. L’atterraggio più che puntuale è stato infatti seguito da un vero e proprio sequestro di tutti i passeggeri nella stanza adiacente la dogana in cui i malcapitati sono stati abbandonati dalla navetta dell’aeroporto ed accolti da tutte le porte di vetro chiuse a chiave. I passeggeri sono stati fatti entrare in questa stanza con tutte le finestre chiuse e priva sia di aria condizionata che di sedie e sono stati costretti a rimanervi intrappolati dentro per circa mezz’ora. Dopo numerosi minuti di attesa in condizioni indecenti hanno provato ad uscire dalla porta da cui erano entrati per tornare quantomeno all’aria aperta, ma sono stati obbligati dal personale addetto allo scarico bagagli a rientrare nella stanza incriminata dal momento che la sosta sulla pista aeroportuale è vietata. In barba al cartello di divieto esposto, un passeggero ha aperto le porte di emergenza facendo scattare l’allarme nella vana speranza che qualcuno venisse così a liberare la folla. Ovviamente non è stato sortito alcun effetto se non l’ulteriore disturbo per gli astanti provocato dal rumore della sirena. Continua »

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  • Giornalisti, uffici stampa e questioni irrisolte

    Per più giorni ha tenuto banco nelle cronache siciliane il caso dei ventuno giornalisti dell’ufficio stampa del governatore che accettano supinamente di cassare le critiche negative dalla loro rassegna stampa quotidiana. Giornali di carta e online, blog e network hanno sceverato molti aspetti e conseguenze di quanto è accaduto. Mi faccio una domanda: è compatibile la posizione di questi signori con la carta dei doveri dei giornalisti? Far parte di un ufficio stampa significa eseguire gli ordini del proprio datore di lavoro. La cosa risalta ancor di più se questi è un esponente politico che detiene il massimo di potere nell’ambito territoriale di competenza. Dove è andata a finire l’immagine del giornalista sotto forma di cane che morde il potere? Nel calderone delle cose che non vanno metterei anche i casi di certi giornalisti adusi programmaticamente a travisare o a ignorare fatti e notizie, proni soltanto dinanzi al verbo della propria parte politica. Queste sono solo due delle questioni in campo. Continua »

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  • Preconto?

    L’altro giorno sono andato al bar Alba di Mondello, quello nuovo aperto da poco al posto (chissàperché) del più antico e tradizionale Caflisch che pure faceva affari d’oro, sopratutto in estate e non solo. Comunque, finita la consumazione al tavolo (un toast ed un latte macchiato), ho chiesto il conto.

    E mi arriva un pizzino stampato simil scontrino con la somma da pagare ed una dicitura piccola in fondo che diceva: per lo scontrino fiscale rivolgersi alla cassa.

    Mi avevano portato il famigerato preconto, un pezzetto di carta senza alcun valore fiscale che molti di noi per ignoranza o per lagnusia, scambiano per scontrino fiscale.

    Ed io ho protestato dicendo che lo scontrino fiscale non lo deve chiedere il cliente, peraltro facendo la coda ad una cassa affollata di gente che paga, ma è obbligo del gestore emettere lo scontrino e consegnarlo al tavolo del cliente

    OVVIAMENTE, dopo la mia protesta lo scontrino è arrivato al tavolo. Ma quanti clienti fanno questo? Continua »

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  • Piazzale Ungheria, contrastiamo il degrado in maniera concreta

    Piazzale Ungheria, contrastiamo il degrado in maniera concreta

    Palermo è una città sempre più degradata, maltenuta, maltrattata, decadente, non certo all’altezza dei fasti e della fama di un tempo.

    Una città dove ognuno fa ciò che vuole, complice anche una diffusa e carente mancanza di controlli (vedi il tetto cadente).

    I portici di piazzale Ungheria, nel centro denominato “il salotto di Palermo”, la terra di “nessuno”. Continua »

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  • La “struttura” di Sferracavallo: ma che cos’è?

    La “struttura” di Sferracavallo: ma che cos'è?

    Questo “affascinante” edificio sul mare, la cui proprietà si dice sia del Demanio marittimo si trova a Sferracavallo.
    La struttura, costruita oltre trent’anni fa, in teoria doveva servire come centro di primo soccorso per emergenze in mare, in pratica non è stata mai utilizzata oltre a essere abbandonata.
    Ovviamente nel tempo è stata distrutta e oggi, come tutte le strutture in disuso, viene utilizzata per vari scopi immaginabili e a detta di molti inimmaginabili… Continua »

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