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martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Domande lecite

    Da qualche giorno la stampa nazionale ha dato risalto alla notizia secondo la quale il pentito Giovanni Brusca continuava a gestire traffici illeciti in Sicilia e dintorni, e che amministrasse un suo cospicuo patrimonio, frutto, come lui stesso ha dichiarato, «del lavoro di una vita».

    La cosa mi ha davvero colpito. Mi sono chiesto: un pentito di mafia, o più propriamente un collaboratore di giustizia, non è, agli occhi della mafia, un infame? Non ha arrecato enormi danni alla mafia, tanto da meritare un trattamento di favore da parte dello Stato?. E allora, come è possibile che la mafia gli conceda di amministrare soldi e affari proprio in Sicilia? Continua »

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  • A Norman Zarcone…no, a noi

    Questo post comincia con una ricerca. Ho cercato “Norman Zarcone” sul sito di Rosalio.it grazie alla funzione “ricerca avanzata” e ho trovato il suo nome soltanto nei commenti. Perché il blog che adoro non ne ha parlato?
    Premessa: io odio la retorica della lacrima isterica da C’è posta per te imperante in certa stampa. Dunque, ho pensato, la scelta del silenzio è magari dovuta a questo, al non voler cavalcare l’onda della tragedia ricamandoci sopra banalità. Cosa assolutamente ammirabile. Il secondo pensiero è stato, invece, riferito agli autori: può darsi che nessuno di loro abbia riflettuto più di tanto su questo episodio. Forse perché è stato considerato da più parti un gesto individuale. Cosa che è, certamente. Ma credo che non sia un gesto isolabile, bensì un pesante segnale collettivo.
    In verità, siamo tutti così indaffarati a non fare la fine di Norman da non poterci fermare nemmeno un minuto a ricordare, commentare, spiegare. Continua »

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  • 31° intervento vol. 2: “Triumph of the will”

    Uwe Jäntsch - “Triumph of the will”

    Dopo una pausa alla piazza Garraffello ho cominciato il 10 giugno il mio 31° intervento che ho finito il 6 agosto. Questa opera d’arte è nella Loggia dei Catalani dove ho fatto diversi interventi negli ultimi undici anni. Questo palazzo è diroccato a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale è quello che si dice sempre. L’opera è uguale all’aquila che si vede all’ inizio del film Triumph of the will della tedesca Leni Riefenstahl. Questo era il simbolo tedesco ed era la colpa della Seconda guerra mondiale è quello che si dice sempre. La mia aquila però è abbastanza grassa e senza testa. Continua »

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  • Piazzale Francia

    Quella che segue è una piccola, comunissima storia di Palermo. Comunissima nella misura in cui si constata la mostruosa normalità della nostra città.
    I fatti riguardano i quotidiani, notturni accadimenti di piazzale Francia.
    Ormai da anni perdura una situazione, a dir la verità sempre più degradante, insostenibile per ogni onesto cittadino che a vivere in questa città finisce pazzo, ammazzato o abbandonato.
    Ogni brutta storia solitamente inizia male per poi finire peggio e questo è il caso nostro a tutt’oggi…
    Tale piazzale nacque dall’inutile, scellerata e speculativa scelta di trasformare un giardino coltivato a fichi d’india in parcheggio per i Mondiali di Calcio del 1990. Bene, quell’anno ovviamente tale parcheggio rimase pressocché inutilizzato, chiara prevedibile conseguenza di un piano urbanistico sballato e frutto solo e sicuramente delle solite connivenze e convenienze. Nessun tifoso dotato infatti di senno avrebbe mai posteggiato in un parcheggio distante quasi tre chilometri dallo stadio, ma i nostri amministratori come sempre furono poco assennati e molto affamati.
    Da allora il parcheggio ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel degrado e non si è più fermato. Continua »

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  • La Svezia, Palermo, le attività commerciali e i giovani

    Street Corner SE è un negozio di abbigliamento all’interno di un centro commerciale di Falun, città svedese a circa due ore di treno da Stoccolma. Ci sono stato dieci giorni fa e, tra un acquisto e un altro, ho conosciuto Dan, un ventiquattrenne, che secondo me era il commesso del negozio. Dan si è laureato nel 2009, è stato in Italia con il progetto Erasmus, ha viaggiato tanto, fa lo skater e gli piace la musica black dance.

    Dan non è il commesso del negozio. Ne è il proprietario! Si, avete proprio capito bene, proprietario. Non da solo, con Simon di soli 22 anni. Proprietari a circa la mia età, di uno dei negozi più fashion di Falun.

    Dan mi racconta che la decisione di aprire il negozio gli è venuta due mesi prima di farlo. Senza troppe richieste o documenti, permessi o favori, problematiche legate a mutui o banche…hanno realizzato quello che loro definiscono il loro sogno. In Svezia. Continua »

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  • Voglio scendere per favore

    Una recente inchiesta di Altroconsumo, il mensile dell’omonima associazione a difesa dei diritti dei consumatori, ha riportato i dati di un sondaggio condotto fra cinquemila cittadini in dodici città italiane, fra cui Palermo. Neanche a dirlo, i dati sono piuttosto desolanti. In sintesi, il trasporto pubblico a Palermo è fra i meno sicuri (dopo Napoli) e più sporchi. Gli autobus sono pochi e poco frequenti. I tempi di percorrenza, determinati anche dall’inciviltà dei palermitani che occupano le corsie preferenziali (e dal Comando di Polizia Municipale che dovrebbe favorire il passaggio dei bus). Al danno la beffa: è anche il sistema di trasporti pubblici locali (TPL) più caro d’Italia (1,3 euro per corsa singola contro una media di 1 euro, e 48 euro di abbonamento mensile contro una media di 30).
    Unica nota positiva: il 39% degli intervistati risponde affermativamente alla domanda se vi sono controlli dei biglietti, posizionando la nostra città come terza dopo Napoli (47%) e Cagliari (45%). Continua »

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  • La Sicilia e Palermo contro la riforma Gelmini

    Da giorni centinaia di operatori della scuola protestano davanti al Provveditorato agli Studi di Palermo e Roma, rivendicando il diritto al lavoro e garanzie per gli studenti e la scuola. Infatti, la riforma Gelmini penalizza fortemente la Sicilia e Palermo, prevedendo una riduzione di migliaia di posti di altrettanti lavoratori palermitani che – dopo anni di insegnamento e di attività di assistenza amministrativa e tecnica da precari – pur avendo maturato il diritto ad essere assunti, improvvisamente si ritrovano disoccupati, con gravissimo danno non solo personale ma anche alla collettività, poiché così si perdono anche professionalità, passione ed esperienze acquisite da questi lavoratori. La democrazia e la libertà di un popolo si coltivano e si sviluppano attraverso l’istruzione e quindi la cultura, ed altresì attraverso il riconoscimento e l’attuazione del diritto al lavoro. Continua »

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  • Sferracavallo: il sole, il mare e…le strisce blu

    Per chi non lo sapesse, nella borgata di Sferracavallo, alle porte di Palermo, ci sono le zone blu. Solo per quattro mesi, però, dal 1° giugno al 30 settembre. E solo in cinque strade.
    La motivazione all’esigenza delle zone blu è indicata sull’ordinanza numero 944 del 5 giugno del 2008 del Settore Mobilità e Traffico – Servizio traffico e Authority del Comune di Palermo. Su di essa tra i vari considerato, premesso e ritenuto in buona sostanza si legge che essendo le località turistiche di Mondello e Sferracavallo tradizionalmente meta di villeggianti e turisti che determinano un notevole incremento del traffico e della domanda di sosta è opportuno adottare i provvedimenti che individuano le vie e piazze da sottoporre a tariffazione e le zone a traffico limitato, tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio culturale e sul territorio.
    Belle motivazioni…ma le ordinanze sono così…
    Ma i residenti e abitanti di Sferracavallo dove sono finiti? Quanta voce hanno coloro che vivono le realtà dei quartieri, sia che si tratti di parcheggi, di immondizia, di scuole, di strade che si allagano, di tombini esistenti ma ostruiti da materiali di risulta?
    Da qui nasce la storia che ha inizio il 17 giugno.
    Curiosavo sul sito del Comune di Palermo e in particolare alla voce Settima Circoscrizione. Continua »

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  • La città liquida

    «Palermo è una conchiglia chiusa nel suo centro, Palermo per capirla devi starci dentro…».

    Lo so che è assurdo, ma è come ti dico. La città che vedrai presto è liquida. Non si riflette sull’acqua che la tocca, la prosegue, ne prende l’essenza. È liquida nell’anima ondivaga di chi resta, con una mareggiata interiore che fa odiare Palermo, ma poi basta una sera d’estate con un caldo più mite e torna violento il cavallone della passione, è liquida per chi la lascia, mentre va via la vede attraverso le lacrime, sempre più lontana. Quasi tutti i partenti da lei lo sono a malincuore, a quel punto strappano a sé stessi la solenne promessa di tornare e non lasciare più quel mare. È liquida nel sangue di chi ha lasciato la vita per renderla migliore, o almeno provarci, di chi ha denunciato, lottato, vinto, a volte col prezzo e col sacrificio di una vita blindata. È liquida come il mare di solitudine che spesso ha attanagliato questi eroi, cui la città troppo spesso è stata grata solo dopo, troppo poco durante. È liquida come colori a tempera non ancora essiccati con cui sembra a volte dipinta. Colori che non si lasciano asciugare, cui accanto si dà subito una pennellata umida di un cromatismo diverso, ed ecco che un rosso fuoco di un tramonto unico, si fonde con un azzurro intenso di cielo, con bianca spuma di mare e azzurro di onde, ma stavolta più tenue. Continua »

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  • Una tassa per essere “ammessi” all’esame di Laurea!

    Trovo assurdo che per essere “ammessi” all’esame di Laurea si debba pagare una tassa.

    Una tassa è una somma di denaro che si versa ad un ente pubblico (Stato, Regione, Comune…), per ottenere da esso un certo servizio. Esempio: pago la tassa sui rifiuti al Comune come corrispettivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Avrò anche sbagliato esempio, d’accordo. Ma tornando all’Università, mi pare inconcepibile che uno studente debba pagare 150 euro per potersi sedere all’esame di laurea.

    Ma cos’è? Una discoteca? Uno studente che paga annualmente le tasse universitarie ha il pieno diritto ad essere “ammesso” all’esame finale di laurea (cioè, in fondo, alla discussione della sua tesi). Io rispetto la legge e pagherò i 150 euro, ma avrei preferito che l’Università, il Ministero, o chi per loro, mi avessero sottoposto ad un esame di “ammissione” o ad un test, come si dice. Continua »

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  • Superman a Palermo!

    Superman a Palermo!
    (foto di Lillo Sorrentino)

    Sguardo fiero, passo sicuro, fisico possente, ieri nel tardo pomeriggio, sotto i portici di via Ruggero Settimo, i palermitani hanno incontrato, finalmente, colui che potrà risolvere tutti i problemi della nostra città.
    Munnizza? Basta uno sguardo per incenerirla! Inquinamento? Un soffio e si dissolve! Traffico? Ci pensa lui a spostare con un dito le auto in sosta selvaggia!
    Di chi sto parlando? Ma di Lui, ovviamente: del supereroe per antonomasia. Tutina blu, mantello rosso: Superman, in gran spolvero, ha attirato le occhiate incuriosite degli habitué del passìo palermitano. Continua »

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  • Il palmeto di Letizia…dei palermitani


    Il palmeto di Letizia da marenegato su vimeo.

    Palermo non ama il suo mare, Palermo non ama Palermo: è un semplice sillogismo, ma sono sempre più ferma nella convinzione che il destino della nostra città e delle acque in cui è immersa camminino insieme.
    Palermo sembra aver dimenticato il suo mare e gli volge le spalle!
    Guardando al litorale, tra sterminati cumuli d’immondizia, macerie, colate di cemento armato, capannoni, ogni tanto appare e lo salutiamo, quasi stupiti della sua presenza.
    Dell’antica Panormus ormai rimane quasi nulla, la città perde la sua essenza, si rinchiude in se stessa e si allontana dal mare, non prendendosene più cura e lasciandolo così in balìa di un travagliato destino dove a spuntarla, sino ad ora, sembra siano solo interessi pubblici, economici e di potere.
    E il nostro rapporto con il mare così diventa sempre più flebile, smette lentamente di essere della comunità e i piccoli sprazzi concessi al singolo diventano manifestazione ogni volta più rara. Dove immergeremo i nostri piedi fra dieci, vent’anni, quando vorremo affidare i nostri pensieri alle onde che passano? Continua »

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  • Arraggiati di natura

    C’eravamo lasciati con un sospiro di attesa, cara Palermo. Con una lacrima che non voleva venir giù, con un distacco che doveva necessariamente avvenire. L’afa d’estate mi ha riportato qui da te, come fa coi coralli rossi sulla riva delle tue spiagge. Figli di quella spuma, noi migranti torniamo con il caldo, pronti a ripartire all’ingiallire delle foglie.

    Cos’è cambiato in questi mesi? In noi tanto. Ed anche in te. Tornare a casa è la conta delle differenze tra ogni andata e ogni ritorno. Mi diverte tantissimo vedere il nuovo per le strade: il venditore di pollanche ai Quattro Canti che prima non si era mai visto, il locale che dai Candelai si è spostato a piazza Sant’Anna in cui si riversano tutti, piazza Indipendenza piena di transenne, i cartelloni pubblicitari appena affissi, Mondello con meno cabine e più staccionate.

    Non è vero che sei così terribile, mia cara Palermo. Io lo sapevo già, e starti lontana me ne ha dato la conferma. Continua »

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  • Qualità della vita

    Quello della qualità della vita è diventato un tema ricorrente. Ne parlano, nel poco tempo che sottraggono agli affari propri e al litigio inconcludente, gli uomini politici, i potenti di ogni sorta e i vippi che istupidiscono giornali, tivù e plebaglia. Ne parlano, appunto, come di cosa distante e assente dal loro vissuto quotidiano dato che nessuno di loro né dei loro intervistatori, ha mai il buon senso di fare differenza tra la vita dei privilegiati e quella dei non privilegiati, con relativa ed ovvia differenza di qualità…
    Ad ogni modo, non fidandomi più delle statistiche elaborate, su profumata commissione, da facoltose signore rappresentanti di istituti specializzati in sondaggi d’opinione, né tanto meno delle chiacchiere in tivù, ho pensato di indagare in prima persona su ciò che la qualità della vita rappresenta per noi cittadini normali, privi di privilegi, fama, fortuna e potere. A questo scopo, ho utilizzato il Giornale di Sicilia. Continua »

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  • In ricordo di Libero Grassi

    Domenica 29 agosto 2010 in via Alfieri alle ore 10:00, il Comitato Addiopizzo e l’associazione antiracket LiberoFuturo invitano a portare un fiore per commemorare un uomo libero di nome e di fatto: Libero Grassi, “imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omertà dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti e dall’assenza dello Stato” il 29 Agosto 1991.

    Anche quest’anno la cerimonia sarà diversa e meno rituale del solito. A fianco di Addiopizzo e LiberoFuturo saranno infatti presenti numerosi imprenditori e commercianti che hanno finalmente rotto il muro dell’omertà denunciando gli estorsori.
    Invitiamo la città e tutti gli operatori economici onesti a stringersi intorno ai loro coraggiosi colleghi, per onorare la memoria di Libero Grassi e per dare una risposta ferma a coloro che in queste ultime settimane hanno inviato messaggi di morte sia a uomini delle istituzioni che a semplici testimoni.
    Oggi più che mai è necessario rispedire al mittente le minacce e dimostrare che non siamo disposti a piegarci al sistema di potere mafioso. Continua »

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  • Rovine di Solunto chiuse al pubblico: vergogna!

    Più di un anno fa, come potete vedere da questo articolo, vi fu un incendio che ha coinvolto anche le rovine di Solunto rovinando dei cavi elettrici e da quel 21 giugno le rovine furono chiuse al pubblico. Rimaneva aperto solo il museo.
    A settembre 2009 pensavo che le cose fossero già state risolte, d’altronde un cavo elettrico non è poi chissà quale danno.
    Ma il custode mi disse (in realtà molto vergognato) che non dipendeva da loro ma dalla Sovraintendenza e probabilmente dalla Provincia che non dava fondi per questi lavori.
    Bene… Oggi, a distanza di un anno, decido di chiamare il museo e vedere gli orari di apertura e chiusura per visitare le rovine e con mia grande sorpresa il custode mi dice che ancora i lavori non sono cominciati (!!!) e che in settimana forse qualcosa si sarebbe mosso.
    Non mi sono potuto trattenere e mi è scappato «Ma che vergogna», che ovviamente non era rivolto a lui, ma alla situazione. Continua »

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  • Qanat a Palermo

    In questi giorni di caldo afoso e di conseguente lagnusia, giorni in cui c’è chi si sciarrìa da un lato e chi urla alla cospirazione cattiva dall’altro, mentre la nostra bella città se ne va allo scatafascio, ho deciso di mettere da parte le cose che Palermo non ha per dedicarmi a cercare le cose che Palermo, e spesso solo Palermo, ha. Così inizio da qui una, spero, lunga scoperta di quelle cose che sono uniche e che spesso i palermitani per primi non sanno di avere.
    Cominciamo dai Qanat (leggesi canat). Molti di voi in questo momento penseranno, e che ci voleva questa a dirci che c’erano i qanat a Palermo? E avete ragione, voi che lo pensate. Ma qualcun’altro magari si chiede: e che sono ‘ste cose? Si mangiano? Beh per la seconda categoria di persone io vi dico che i qanat non si mangiano. Continua »

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  • La strategia Rifiuti Zero, una realtà

    La Sicilia, oggi, potrebbe avere una grande opportunità se le scelte politico-amministrative andassero nel senso della strategia “Rifiuti Zero”, dove una gestione dei rifiuti innovativa porterebbe nuovi posti di lavoro, ricchezza per le imprese locali, educazione al senso di comunità ed alla sostenibilità. Sessanta giorni di tempo al Commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia per elaborare un nuovo piano dei rifiuti che deve prevedere però, secondo le imposizioni del governo nazionale, gli impianti di incenerimento dei rifiuti che danneggerebbero fortemente la Sicilia.

    La strategia Rifiuti Zero, promossa nel mondo dal prof. Paul Connett, docente di chimica ambientale e tossicologica della St. Lawrence University di New York, è oggi una risposta concreta nella gestione dei rifiuti e delle risorse. L’eccesso di consumismo ha generato nelle nostre società un’aumento della produzione dei rifiuti facendo perdere di vista il punto centrale della questione.
    I rifiuti non sono altro che oggetti derivati da una cattiva progettazione industriale che l’ambiente non può più tollerare. Continua »

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