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martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Strippenkaart o biglietto Amat?

    Eccomi qua, tornata nel nostro capoluogo dopo l’essere andata via su per l’Europa.
    Con qualche click del mouse ed un volo preso dalla calda Palermo sono arrivata nei Paesi Bassi, se ci si ferma a riflettere guardando semplicemente una cartina, sembra un posto così lontano, ed invece bastano due ore per raggiungere questo “mondo” che inizialmente non conosci.
    Quando si apre la porta dell’aereo e scendi dalla scaletta ti rendi già conto che ti trovi in un luogo che per un palermitano somiglia ad un miraggio. Te ne accorgi dal sentiero creato fisicamente da chi lavora sulla pista, per guidarti dentro l’aeroporto, inutile dire che qui non ho mai visto un servizio del genere.
    Da turista, ho preso subito dopo l’autobus che mi avrebbe portato alla stazione: ho comprato il biglietto a bordo, timbrato dallo stesso conducente che, avendo tutto lo spazio per fermarsi lungo la sua corsia, non ha avuto nessuno tipo di impedimento a compiere questa operazione. Continua »

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  • Palermo capitale europea della cultura 2019: è tutta una farsa!

    Per una città la nomina a Capitale europea della cultura costituisce sicuramente uno dei più prestigiosi e visibili avvenimenti culturali europei.

    Il titolo di «Capitale europea della cultura» è stato ideato per contribuire al ravvicinamento dei popoli europei. Dal 1985 ad oggi 32 città sono state designate Capitali europee della cultura, da Stoccolma a Genova, da Atene a Glasgow, da Cracovia a Porto e nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta d’importanza senza perdere di vista l’obiettivo primario: valorizzare la ricchezza, la diversità delle culture del vecchio continente e i loro tratti comuni, migliorare la conoscenza che i cittadini europei hanno gli uni degli altri, favorire la presa di coscienza dell’appartenenza ad una medesima comunità «europea». Continua »

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  • Turismo in Sicilia, dati discordanti tra Strano e Torrisi

    Delle due l’una. O l’assessore regionale al Turismo Nino Strano parla di un’altra isola, oppure gli operatori del settore turistico sono disattenti nel loro mestiere.

    Queste le dichiarazioni dell’assessore Strano: «Secondo i dati ufficiali dell’Osservatorio Nazionale del Turismo – Unioncamere ci sono confortanti segnali di ripresa in Sicilia. Ad esempio la crescita delle prenotazioni alberghiere: +15,1 per cento per agosto, +9 per cento a settembre, +7,5 a luglio. Una crescita però a “macchia di leopardo”» – aggiunge – «con punte, come a Lampedusa (+24%), mentre altre mete restano in stagnazione».

    Il presidente Federalberghi Sicilia, Nico Torrisi, afferma: «Nel turismo, fatturato in crollo».

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  • LOST…ò capendo!

    Che ci volete fare? Non riesco a seguire in tv film, telefilm, sceneggiati o come diavolo si chiamano che siano a puntate o seriali, per me Sì E Sai, I Ar, En Sì Ai Ess, dottorAus e tutti gli sbirri, avvocati e medici, potrebbero fetere dove sono.
    Eppure…….qualcuno mi futtìu! Qualche anno fa, in una serata di prima estate, di quelle che finisci a scaricare le pile del telecomando a forza di “zappingare”, fui costretto dall’esasperazione a fermarmi su un “film” che solo alla fine scoprii essere a puntate e che sarebbe durato negli anni, e scopri…che non ne avrei potuto più farne a meno, si trattava di…LOST.
    A questo punto tutti quelli che non sanno di che parlo faranno bene ad abbandonare il post, vi ringrazio dell’attenzione accordatami e spero in futuro vogliate viaggiare (con la fantasia) ancora con “Tom Air”, signori…discesa.
    A tutti gli altri…benvenuti a bordo, il volo Tomeanic 815 si appresta a partire. Continua »

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  • Un foglio, un racconto: re di bastoni

    «Fammi finìri ‘u cornettu» – disse il “re di bastoni” -.
    «Che dici, magari ti arrimìno pure lo zucchero del cappucci…dammi i pòoolsi, amunì, tutti e due…subbito» – gli ripeto urlando quel subito con due b nel silenzio che era sceso nel bar di seconda del traghetto che scendeva da Cagliari a Palermo. Sono vestito tutto di bianco, vestito da commissario di bordo, il sovraintendente Trapanotto è alla cassa del bar, Marradi è da ieri che fa caffè e cappuccini ed è il nostro capo. Quattro passeggeri che giocano a Scala 40 e parlano in sardo stretto sono quattro colleghi della catturandi di Abbasanta. La madre del “re di bastoni”, avevamo fatto il verso a Bush con il mazzo di carte degli amici di Saddam Hussein, compiva 80 anni il giorno dopo e Nino Eleutero, aveva solo quella nave settimanale se voleva arrivare a Palermo in tempo senza separarsi dalla sua Porsche Cayenne. Fumatore incallito, secondo Marradi sarebbe passato dal bar o per acquistare i tre pacchetti giornalieri o a prendere il caffè. Ieri non l’ho visto, né a cena né nelle sale comuni, segno che sta in guardia, il suo volto è noto e la nave è sempre piena di agenti o militari dell’Arma che scendono in Sicilia a prendere servizio o di rientro da una licenza. Continua »

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  • Tascio è bello

    Ci sono tasci e tasci. Nessuno mi convincerà del contrario. C’è il tascio inside, quello stagionale,quello “ricorrenziale” – matrimoni, lauree, funerali, sono tutti suoi – quello di provincia e quello di città. Su tutti, però, in questo periodo, fa molto glam il tascio da mare.
    Domenica di luglio, 40 gradi e più, non era proprio il caso di restare in città.
    Insieme al mio compagno puntiamo una spiaggetta da Tropici in Sicilia: Giallonardo. Sabbia soave e mare smeraldo, incastrati a meraviglia tra i tanti scempi della costa agrigentina.
    Manco pare vero: è domenica, ma c’è poca gente. Parcheggiamo, alla rinfusa, ombrellone e teli mare e subito splash, contro l’arsura.
    Il tempo di tornare, però, la sorpresa.
    Un coro di «Bongiornooooo!». Continua »

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  • Estate, tempo di mozzarelle

    Estate, tempo di mozzarelle. Fresche e da servire velocemente insieme ad un po’ di insalata, sono il pasto privilegiato per chi torna dalla spiaggia. Ne consegue in questo periodo una vasta campagna pubblicitaria da parte delle aziende produttrici di mozzarelle, in special modo quelle siciliane. È interessante notare quali slogan usano gli strateghi del marketing per vendere una mozzarella siciliana. Dopo una selezione accurata e politically correct, la scelta dei campioni da analizzare è ricaduta sulle mozzarelle Provenzano e mozzarelle Sole.

    Mozzarella Sole

    Mozzarella Provenzano

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  • I perché di Palermo

    Spesso, visto il lavoro che svolgo a stretto contatto con la gente, mi rendo conto che ci sono degli atteggiamenti tipici palermitani e non a cui non riesco a dare una valida spiegazione. Per esempio:

    • perché il palermitano cammina spesso con i fari antinebbia accesi? Vi giuro che io in 38 anni nebbia a Palermo non ne ho mai vista;
    • perché il palermitano a cui piacciono le canzoni napoletane è obbligato ad ascoltarle a tutto volume, diffondendo la melodia partenopea in tutto il quartiere? Non si può ascoltare a volume moderato come quando si ascolta Vasco o Ligabue?
    • perché per il palermitano le persone di colore sono tutte “turche”? Marocchini, bengalesi, sudamericani, tunisini… Niente, se è di colore è turco. Ed inoltre a queste persone pur non conoscendole il palermitano da subito del “tu” ed in automatico deve immediatamente far capire al “turco” che l’intelligente e il furbo dei due è l’indigeno siculo;
    • perché a Palermo le arancine non alla carne si chiamano al burro, quando in realtà sono con mozzarella e prosciutto?
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  • “‘U re ri pollanche”

    Ciambelle? No, le mie pannocchie son più belle! Non si sa per certo se è arrivata prima la sabbia oppure i venditori deambulanti sul litorale di Mondello. Patatine, acqua, coca, ceres. Il cocco bello probabilmente è il passatempo più famoso tra i bagnanti palermitani ed i turisti che che popolano ogni anno la spiaggia di Palermo.
    Il tormentone di quest’anno, come ogni estate che si rispetti, sembra essere “‘U re ri pollanche”, Gabriele dovrebbe essere il suo nome (si può sentire in una delle tante rime).
    Facebook e YouTube stanno aiutando il diffondersi dei video, magari lo aiuterà nelle vendite. Con questa crisi di cui tutti parlano…

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  • Signor sindaco, pensi a governare

    Diego Cammarata, in un’intervista al Giornale di Sicilia, dice che a Palermo c’è una campagna di odio contro di lui o i suoi accoliti orchestrata da “certi blog”.
    La sua dichiarazione stimola due riflessioni (ed è già un bel record se si tiene conto che solitamente il suo verbo è un antidoto prezioso contro l’insonnia).

    Il ricorso alla scusa dell’odio, come più volte abbiamo scritto, è un escamotage per non darsi la pena di argomentare. Il sentimento che si fa ragione sociale è un totem alla scarsezza della politica: quando non si sa cosa dire, si dice che c’è il male, che il diavolo esiste e che se le cose non vanno bene la colpa è dei cattivi.
    L’odio delle lotte di classe, l’odio che arma il simile contro il meno simile è un’altra cosa, appartiene a un’altra (brutta) epoca e ha un’orribile caratteristica: fa solo vittime collaterali. In ogni caso, quindi, se mai esistesse il sentimento sociale di cui blatera Cammarata, lui dovrebbe ritenersi salvo e i più preoccupati dovremmo essere noi.

    Il secondo punto su cui vi invito a riflettere è questo: il sindaco di Palermo identifica in “certi blog” (chissà quali…) l’origine di tanto odio. Anche questo è un tema di cui abbiamo discusso nel corso degli anni. Continua »

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  • Azione

    Ho provveduto ad inoltrare la seguente lettera al presidente del Consiglio comunale (Alberto Campagna), al presidente della Commissione Trasparenza e Legalità (Davide Faraone) ed al presidente della Commissione Cultura (Salvatore Italiano).

    Lettera regolamento Cultura

    Qualunque sistema non può funzionare in assenza di regole certe. Nel caso dei sistemi sociali le regole devono essere rispettate e nel caso si intendano sistemi democratici anche condivise.
    Le regole ci rendono TUTTI UGUALI e consentono di esaltare la qualità di ciascuno.

    Nelle pagine di questo blog più volte è emersa la questione regole. Poco tempo fa un intervento di Davide Faraone puntava l’attenzione sulla questione spazi culturali a Palermo e sulla non trasparente procedura di affidamento. Una utente (Sandra) ha scoperto come in realtà sindaco e Giunta non sono sottoposti ad un sistema di regole nella gestione dei fondi comunali sulla cultura e degli spazi comunali perché dette regole non sono state approvate dal consiglio nonostante siano state predisposte dal dirigente responsabile oltre 17 mesi fa. Continua »

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  • Adesso voglio espormi

    Invito il signor sindaco e la Giunta a trascorrere un pomeriggio in mia compagnia e di chiunque ne avesse il piacere. Verranno utilizzati solo i PUNTUALISSIMI mezzi Amat (di cui allego la foto) per apprezzare i piaceri delle vie palermitane.

    Amat - linea 234

    La durata della gita dipenderà dal numero di cumuli di spazzatura presenti in strada, dalle macchine in doppia, tripla fila (forse invisibili agli occhi dei vigili), e dalle telefonate “di servizio” degli autisti.
    Il biglietto lo pago io, 1,30 euro, per 90 minuti, con i servizi eccellenti non sono affatto tanti!

    Allego foto della linea 234. Continua »

    Ospiti
  • Ma che ci faccio qui?

    È una domenica afosa, come quelle che solo questa città sa incollare addosso.

    Lui si muove lento accaldato nella strada con meno ombra di tutta Palermo: via Roma.

    Mentre attraversa la strada un pensiero lo colpisce: “…

    “No, nessun pensiero.”

    “Ho detto che nessun pensiero mi colpisce”.

    “Sì, dico proprio a Te, con la penna in mano, il PC, o come diavolo le scrivi queste cretinate. Io non ho proprio niente nella testa”.

    Ma che vuol dire?

    “Non fare il finto tonto, è inutile che ci provi: non penso, non collaboro. Cercati qualcun altro per le tue storielle”.

    Non capisco, ma cosa c’è che non va?

    “Non voglio che mi ambienti un’altra volta a Palermo”.

    Come no? Tu sei il protagonista della storia, devi essere siciliano!

    “Ma che ci faccio qui? Inventati qualcos’altro, un’idea diversa, qualcosa che interessi davvero qualcuno”.

    Ma io stavo giusto pensando a qualcosa di nuovo: c’era il carro di Santa Rosalia, la pantera, la… Continua »

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  • Palermitanu ra Avusa

    Eri, sei Palermo.
    La Palermo dei palermitani onesti che camminano a schiena dritta, cui hai fatto rinascere la speranza che sembrava morta. La Palermo che non sopporta le sovercherie, che non si piega ai ricatti, alle prevaricazioni, alle scadenze del pizzo, dei pizzi e non danno a quei pezzi di pazzi alcuno spazio.
    Sei morto assieme ad altri innocenti, ma non ti hanno ucciso, ti hanno
    eternato tra quelli che sono i nostri santi laici, no, non eroi, tu non
    volevi essere considerato tale, affrontavi la vita pubblica con lo stesso
    coraggio e le stesse umane paure di uomo normale. Continua »

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  • Diciottesimo

    Quest’anno è il diciottesimo. Sono passati 18 anni dall’eccidio dei ragazzi della scorta e del giudice Borsellino. Il caldo, anche oggi, non da tregua. Afa e umidità, un disastro. Ogni anno è peggio. Ogni anno sempre più caldo. Ogni estate sempre meno coscienza. Pieno centro, via Libertà, pieno giorno. Hanno divelto una statua che raffigurava Falcone e Borsellino. Vandali? Idioti? Una specie che immagino comprenda entrambe le caratteristiche. Il procuratore Messineo, giudice schivo e parco di dichiarazioni, sostiene che sarà difficile arrivare alla verità. Ha dato, il procuratore, ufficialità a quello che in molti vanno dicendo da anni. Che ne è stato di di quel dolore puro e onesto, nato all’indomani di Capaci e seguito poi a via D’Amelio? Non esiste più nulla. La Sicilia, i siciliani non hanno – non abbiamo – saputo trasformare lo scempio del lutto e dell’orrore in una spinta verso una cosciente presa d’atto. Continua »

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  • Io so i nomi dei responsabili

    Io so i nomi dei responsabili della drammatica situazione della nostra città.
    Io so chi è responsabile per i cumuli di immondizie che ormai occupano anche i nostri incubi.
    So chi è responsabile per il progressivo sfilacciarsi del tessuto culturale, imprenditoriale, emozionale di Palermo.
    So chi è responsabile del fatto che da capitale del passato, e possibile capitale del futuro Mediterraneo, siamo oggi poco più di una città di provincia.
    Io conosco i nomi.
    I responsabili sono Leoluca Orlando, il sindaco della rinascita e della primavera, che non è riuscito a radicare l’importante lavoro fatto, lasciando suo malgrado un clima di odi e vendette; Diego Cammarata, l’attuale sindaco, di cui ho avuto l’occasione di sperimentare l’entusiasmo della prima candidatura, che ai tentativi positivi e negativi di quella esperienza non ha saputo dare seguito.
    Ho scritto per lui un progetto per i giovani, fatto di luoghi di incontro, sale prova per i musicisti e compagnie di teatro, sale registrazioni, spazi condivisi per la lettura e la socialità. Ci credevo e sembrava crederci pure lui, eppure qualcosa deve essere successo, qualcosa è cambiato.
    Responsabile è Gianfranco Miccichè, la persona più potente della Sicilia che non sembra ancora riuscire, nonostante le sue indiscusse capacità e qualità, a dare una sferzata positiva alla nostra città. Responsabile è Nino Bevilacqua, probabilmente una delle persone più capaci che ho conosciuto, distratto e legittimamente concentrato nella sua professione. Responsabile Francesco Giambrone, per me un modello: il Teatro Massimo da lui diretto si è aperto alla città, suo il progetto incompiuto dei cantieri culturali, sua certamente una grande capacità di visione che alla fine ha deciso di negare a questa città. Continua »

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