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martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • **S(PA)M**

    Cara
    Il mio nome e Mimmo! Io penso che Lei dovrebbe sapere che io da Italia ed io vivo in città sotto nome Palermo! Abbastanza il grande e la bella citta!
    In generale io nascevo in lui ed io vivo su todays! Ora a me di 31 anni e come Lei probabilmente ha indovinato io ora e solitario! Quindi ha risultato che io non potessi incontrare correttamente la persona con cui potrebbe gettare nel destino!
    Io non so che io ho spinto su esso un passo ma io ho deciso ciononostante di provare la felicità !
    Ora io non so che da questo esso per risultare ma io spero che tutti saranno buoni!
    Quindi Lei ora sa dove io vivo anche gradirei continuare! Attualmente io lavoro ed io lavoro come il ingegnere! Bene io penso abbastanza del mio lavoro! Forse lei piace di sapere che qui io è ingegnere molto felice, perché progetta tanta grattacieli e case alti. Palermo è città piena di cantiere, che si costruisce tante: Strade grande, aeroporta, ospedale, teatra, qui tanta lavora per tutta. Continua »

    Ospiti
  • Viola

    Ho desiderio di musica. Scelgo i miei brani del cuore, molti sono dei primi anni ’90. Sembra trascorsa una vita ed, al massimo, saranno una decina d’anni da allora…
    Invecchio. Questo mi dico mentre accendo una sigaretta. Ecco qualche capello bianco, che palle!!
    Adesso lo rivedo. La musica è proprio quella. Quella di quella partenza da Trapani. Eravamo al porto ad aspettare la nave che ci avrebbe portati in Sardegna. Un viaggio estivo per certi versi irripetibile.
    Irripetibile perché, innanzi tutto, nessun capello bianco…e poi, quella leggerezza. Sì, anche un briciolo di incoscienza, certo. L’estate si srotolava e noi eravamo lì. Sorridenti, beati e forse ancora piuttosto immaturi. Ridevamo sempre. Non c’era Facebook e le e mail erano ancora racconti che mi arrivavano da un amico che viveva negli States. Mi raccontavo di questo prodigio della tecnologia ed io ascoltavo con gli occhi sgranati. Ma come? Una “lettera elettronica” che giunge all’istante? Ed ora, eccoci, a non poterne quasi fare a meno. Una decina d’anni, ecco. Come raccontarli? Che direi a mio nipote? Che per certi versi la musica è davvero sempre la stessa. Ma che, allo stesso tempo, da Facebook è nata una manifestazione come mai prima d’ora. Che adesso i mafiosi comunicano con dei pizzini elettronici. Continua »

    Ospiti
  • A New York per i Model United Nations

    Palazzo di Vetro dell'Onu

    Anche quest’anno gli studenti dei licei classici “Giovanni Meli”, “Don Bosco” e gli atenei palermitani Statale e L.U.M.S.A. potranno prendere parte ai Model United Nations (MUN), i prestigiosi stage internazionali che hanno luogo a New York presso il Palazzo di Vetro dell’O.N.U. I meeting hanno ad oggetto la simulazione del meccanismo di funzionamento delle Nazioni Unite. L’associazione Diplomatici prepara con un corso di formazione della durata di tre mesi i futuri delegati affinché possano lavorare in modo proficuo all’interno delle varie commissioni rappresentando il paese che viene assegnato alle singole delegazioni dallo staff board dell’ente organizzatore. Gli studenti soggiorneranno a New York per sette giorni avendo così la possibilità di visitare una delle città più affascinanti del mondo!! Il termine per le adesioni è il 5 dicembre, per informazioni consultare il sito www.diplomatici.it.

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  • Lunedì tornano le targhe alterne

    Ormai è ufficiale: da lunedì targhe alterne in tutta Palermo fino al 15 dicembre. Il provvedimento, firmato dal vicesindaco Scoma e dall’assessore all’Ambiente Parlavecchio, ha ricevuto il via libera anche di Cammarata. Una decisione drastica, presa sulla base degli 87 sforamenti dei limiti di smog registrati in appena 18 giorni.
    Ma rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi e ai precedenti provvedimenti sono due le principali novità. Le targhe alterne, pari e dispari, varranno dalle 8 alle 20 per tutti i veicoli fino ad Euro 3, che invece fino ad ora, nelle Ztl, non potevano circolare dalle 8 alle 9,30 e dalle 18,30 alle 20,30 in nessun giorno. Inoltre le nuove norme di circolazione riguarderanno anche moto d’epoca e scooter non catalizzati. Continua »

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  • Volevo scrivere…

    Volevo scrivere due parole su Palermo, tutto è iniziato così. Due parole magari dal tono leggero, per non essere troppo seriosa, ci bastano i miei spettacoli, quasi sempre non proprio allegri… Be’ volevo raccontare di una mia recente scoperta, la moltitudine di negozi di perline che ci sono in città, nel centro storico, tanti, tanti, tanti, ma…niente da fare. C’è qualche altra cosa che urge, che spinge la penna, pardon, le dita sulla tastiera. Ecco: notizia ormai ufficiale, la Fiat di Termini Imerese dalla fine del 2011 non produrrà più auto, di questo l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne è certo. Così come lo è il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola quando afferma che il polo industriale siciliano rimarrà, anche se per produrre dell’altro, e al momento cosa quest’altro sia non si sa. Non lo sanno i 1400 dipendenti del polo siciliano, non lo sanno gli 800 lavoratori dell’indotto che gravita intorno allo stabilimento Fiat. Non posso fare a meno di pensare a quanto lo Stato ha fatto negli ultimi anni per aiutare la sua amata industria automobilistica nazionale a superare la crisi: cassa integrazione e mobilità lunga (nota per i non addetti: una sorta di prepensionamento), per esempio. Continua »

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  • Factotum e il fenomeno Ikea express

    Sono diversi i motivi di orgoglio, a nove mesi dalla decisione di diventare imprenditori di noi stessi. L’idea era semplice: scambiare quel tempo che ai disoccupati avanza per definizione, con lo svolgimento di mansioni delegabili da parte di famiglie e imprese. In questa maniera è nato il principale cavallo da battaglia della Cooperativa Factotum: il servizio Ikea express, pensato a favore dei numerosi fan palermitani della multinazionale svedese.

    Questi, sinteticamente, sono i risultati:

    1. Il servizio Ikea express, lanciato nello scorso mese di aprile, ha appena superato il fatturato di € 130.000,00 con ordini in costante crescita, divenendo – di fatto – un negozio IKEA “virtuale” a Palermo;

    2. La cooperativa, grazie ai buoni risultati raggiunti col servizio Ikea express, si appresta così a raggiungere gli equilibri economici che rappresentano la base per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale;

    3. Il responsabile nazionale delle relazioni esterne di IKEA, Valerio Di Bussolo, ha citato l’iniziativa Factotum in una intervista al Giornale di Sicilia con parole di apprezzamento per l’idea imprenditoriale e ci ha voluto conoscere direttamente durante un suo viaggio, peraltro privato, a Palermo; Continua »

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  • Educazione stradale a Palermo

    Sarà perché siamo una regione a statuto speciale, che da noi l’educazione stradale è diversa dal resto d’Italia?
    Qui si guida in maniera “diversa”.
    Ricordo che molti dei miei colleghi all’università, dicevano che dal loro paese non sarebbero mai venuti nella nostra città
    con la loro macchina, perché avevano paura. Come dargli torto?
    Altri mi dicevano che se sai “guidare dalle nostre parti”, lo puoi fare in tutto il mondo.
    Come se in Sicilia ti dessero una licenza particolare.
    Questo non è un luogo comune però, come molti di quelli legati alla nostra terra, ecco alcuni esempi, che vedo quasi ogni giorno. Continua »

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  • Mi trovo in Turchia…

    Mi trovo in Turchia, in uno di quegli incontri, per fortuna ormai frequenti, tra operatori della scuola di tutta l’allargata area dell’Europa Unita. Siamo quattordici, da tredici diversi paesi. Io sono l’italiano.

    Come sempre: «Italiano di dove?».

    «Palermo, of course!» è la mia ironica e provata risposta.

    Fa ridere questo insensato orgoglio e dispone all’allegria. Certo accade ancora che qualcuno subito associ Palermo e mafia ma ormai ho preso l’abitudine di rispondere con algida disanza precisando lo sforzo che stiamo compiendo e il prezzo che stiamo pagando per andare oltre questa lurida epopea di vigliaccheria e prepotenza. Resta, invece, costante l’impressione di un città sporca con un traffico d’auto sconvolgente. E «dirty» e «terrifying» sono gli aggettivi che sempre ricorrono. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 10

    Io penso che Palermo, città monumentale e storica con tanti palazzi rappresentativi di ogni periodo e di tanti stili artistici, sia entrata da tempo a pieno diritto nella modernità con l’opera – o forse sarebbe meglio dire con il monumento? – più illimitata, più versatile ed innovatrice che ci sia nella nostra società consumistica: la spazzatura. Perché il fatto più incredibile è che i palermitani, si dovrebbe aggiungere insieme ai napoletani, sono stati capaci di fare di una cosa talmente necessaria e inevitabile l’icona più poliedrica del Ventunesimo secolo. In questo operato troviamo l’espressione più veritiera ed essenziale di ognuno di loro, senza pregiudizi di nessun tipo e sempre esposta allo sguardo e all’interpretazione dei passanti, allo stesso tempo autori e pubblico di queste opere che ammirano come se si trattasse di un happening all’aperto; infatti non smettono mai di mettersi in confronto l’uno con l’altro, dal momento che tutti i cittadini, uno a uno e senza distinzione di classe, danno il loro contributo con il corrispondente sacchetto immondo tante volte eviscerato dai cani randaggi o dalla noncuranza dell’artista proprietario o esposto giorno dopo giorno alla intemperie. Continua »

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  • Processo Mori: simul stabunt, simul cadent

    Il generale Mario Mori, insieme al colonnello Mauro Obinu, è imputato di favoreggiamento alla mafia. La Procura di Palermo lo ritiene responsabile della mancata cattura di Bernardo Provenzano a Mezzojuso nel 1995. Il principale teste d’accusa, il colonnello dei Carabinieri Michele Riccio, sostiene che furono Mori ed Obinu ad impedirgli la cattura di Provenzano.

    Mori (ed il tenente colonnello De Caprio) è già stato processato per favoreggiamento alla mafia e assolto (febbraio 2006) per la vicenda della mancata perquisizione del covo di Riina. Oggi è nuovamente imputato. Le due vicende appaiono strettamente connesse, perché nel 1993 inizierebbe una trattativa tra apparati dello Stato e Cosa Nostra che spiegherebbe la mancata perquisizione del covo di Riina nel 1993 e la mancata cattura di Provenzano nel 1995.

    Tanti i dubbi, una sola certezza. Oggi alcuni uomini che, sino a prova contraria, hanno dedicato la vita alla lotta contro Cosa nostra sono sotto processo per favoreggiamento alla mafia. Continua »

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  • Londra è nella nostra testa

    La prima volta a Londra è stata un trauma.
    Guardavo dal Bus uomini e donne come formiche. Correvano, non camminavano.
    Mi pareva impossibile reggere un ritmo tale.
    Pensavo e sorridevo, forse anche un po’ amaramente, dei ritmi lenti, lentissimi della mia Sicilia.
    Pansavo a quando si chiede un caffè al bar, e se ti finisce bene aspetti, aspetti che si concluda la cronaca post partita, o una delle tante conversazioni sui nullafacenti politici.
    Poi sono ritornata in patria, a Palermo. Mi sono resa conto che Londra anche noi ce l’abbiamo nella testa.
    Corriamo, corriamo sempre, anche quando non è necessario.
    Ci spazientiamo per una pizza che arriva 10 minuti più tardi, per un semaforo rosso che dura un secondo in più rispetto alla nostra tolleranza. Perdiamo la pazienza perfino dinanzi all’acqua che non bolle.
    Abbiamo perso il piacere di stare fermi, di pensare, di assaporare le cose.
    Di muoverci lentamente e sorridere se l’anziana che attraversa le strisce, non corre, ma passeggia.
    È vero, talvolta è necessario correre. Ma sappiamo benissimo che buona parte delle volte non è così. Ci piace trafelarci, ci piace sentirci impegnati. Continua »

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  • ‘A carta ra muorti

    Compravamo la frutta e la verdura da Michele. Lo sapevamo che ha prezzi da gioielliere, carissimo…però ha merce di prima scelta. La putia lascia molto a desiderare, il servizio è lento però io e mio marito ci fermavamo sempre lì, uno perché era vicino casa nostra e due perché il filosofeggiare di Michele ci divertiva e il prezzo esagerato lo mettevamo nel conto “svago e divertimento”. Ne aveva per tutti, politica, economia, morale…con azzardate ipotesi e teorie complesse che alla fine ti rintronava e quasi gli credevi. Non erano cose di tutti i giorni attipo “che caldo…tempo di terremoto!” no, lui ha argomentazioni molto più originali secondo le quali, ad esempio, il caldo era frutto della agitazione delle persone che andavano troppo di corsa e che le donne non cucinano più e per questo lui vende le fave sbucciate e le verdure pulite, eve’? E che fai? Non gli dici avaraggiuni?
    Un giorno però Michele, ce ne siamo accorti subito, aveva un aspetto triste, sbattuto, opaco…e cosa assurda: non parlava! Alle nostre domande rispondeva con monosillabi deboli, sconfortati…ma si capiva che voleva sfogare. Infatti cominciò a raccontare di come la sua vita fosse alla fine, di come stu focu granni lo aveva colpito, così all’improvviso e a tradimento. Continua »

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  • “Cu nesci arrinesci”

    “Cu nesci arrinesci”, leit motiv di qualsiasi palermitano fin dalla tenera età…studi, ti impegni a scuola, vinci anche un’olimpiade di fisica (insomma, hai una bella testa!) ma “cu nesci arrinesci” imperversa; sono troppe le storie sentite (presunte o vere) di giovani cervelli che dopo soprusi vari hanno mollato tutto e non appena messo un piede in Continente (non necessariamente europeo), sbocciano come fiori in primavera; ma allora, quanto c’è vero del detto “cu nesci arrinesci”? Ovviamente, a livello siculo, non esiste grande evidenza empirica al riguardo, però è possibile fare alcune considerazioni teoriche:

    La causalità tra (cu) nesci vs. arrinesci, può andare da entrambi i lati, e vediamo di capire perché. Continua »

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  • Cosa succede a Palermo

    Non nascondo che in questi giorni sono andata a buttare la spazzatura con una certa apprensione. Temevo che depositando il mio sacchetto, la montagna di immondizia che sovrasta il cassonetto, avrebbe ceduto e mi avrebbe sepolta viva! Certo che per una che ha la fortuna di vivere nella “città più cool d’Italia” sarebbe una fine ingiusta…
    “Fortuna che ha smesso di piovere!” sento dire da più parti – ed è vero penso io – ma almeno la pioggia attutiva quei nauseabondi odorini, che invece il caldo di questi giorni ha contribuito a diffondere ovunque! La puzza dunque, l’immondizia, gli incendi dei cassonetti, la pioggia, gli allagamenti, la paralisi nelle strade, le tasse che aumentano e i servizi che diminuiscono and so on come dicono gli inglesi…il punto è che Palermo è diventata una città invivibile e fuori di qui nessuno sembra essersene accorto… Continua »

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  • Le facce dei ragazzi all’arrivo del boss

    Sono segni di un tempo che è cambiato. Sono giovani. Al primo lancio di agenzia, si precipitano davanti alla Questura di Palermo, per attendere l’arrivo del boss. Si portano dietro soltanto una bandiera della Sicilia, le magliette che incoraggiano a denunciare le richieste di pizzo e le loro facce, particolare – quest’ultimo – non di poco conto.

    Ho sentito dire a una signora di mezza età, impiegata, titolo di studio licenza media inferiore: “Qualcosa si sta muovendo. Prima non era neanche immaginabile che i ragazzi si mettessero lì sotto, a viso scoperto, a farsi intervistare…ma pure quelli che erano a Calatafimi, ma chi? Un paese così piccolo…prima si chiudevano dietro le persiane… ‘A tiesta ci scippavano prima…Ma fu dopo Falcone e Borsellino che si sono cominciate a smuovere le cose…”.

    Forse è proprio così. Certo, i ragazzi lì sotto che saltano e “stonano” inni a volto scoperto e gli agenti affacciati alle finestre col passamontagna che rispondono a tempo erano uno spettacolo unico.

    Io ero a casa causa raffreddore di stagione. La faccia ce la metto oggi.

    Alle forze dell’ordine e ai lettori di questo blog propongo un patto: loro prendono gli altri due e noi gli andiamo a fare la “ola” sotto la Questura, o dovunque li porteranno.

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  • Self service

    Ebbene sì…siamo arrivati anche a questo. Non c’entra niente, ma mi ricorda un qualche romanzo di Orwell pensare che anche a Palermo abbiamo l’Auchan con le casse self service, come nelle migliori città d’Europa. Tu arrivi all’iper, ti prendi il tuo bel cestello, scegli le tue buste preconfezionate, i tuoi ultimi ritrovati della tecnologia in blister, i tuoi detersivi e ti dirigi alle casse. Pensi «facciamoci sta fila» invece, prodigio della tecnica, sei tra i primi a provare la velocità e la praticità della cassa self service, per gli amici “cassa amica”. Meraviglia delle meraviglie, controllato dall’occhio vigile di una addetta a tre o quattro casse, passi i tuoi acquisti sul lettore, ti passi la carta fedeltà e poi ti paghi la spesa con il bancomat…da solo. Continua »

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  • Palermo sarebbe perfetta senza i palermitani

    Ho sentito questa frase migliaia di volte e devo ammettere che rispecchia la realtà.
    E sapete perché? Perché i palermitani odiano la propria città, non la accettano, non la conoscono, se ne vergognano. E non sto parlando del “popolino” (termine che uso senza alcuna accezione offensiva, ma solo per fare intendere al lettore di quale parte di popolazione sto parlando) che, con tutti i suoi difetti, riconosce la grandezza di questa città, a modo proprio la apprezza e talvolta crede di non esserne degna.
    Parlo proprio di quella fetta di palermitani del ceto medio e medio alto, istruiti o pseudo tali, che viaggia ma non osserva, che vede solo quello che vuole vedere.
    Questi palermitani, che siamo noi, hanno avuto inculcato sin da piccoli che tutto quello che viene da fuori è bene, tutto quello che è proprio di questa città, non “serve”. E tutto questo è stato, e lo è tuttora, avallato da anni di televisione nordica che ha convinto l’Italia intera, noi compresi, dell’esistenza di un nord “operoso e civile” ed un sud “retrogrado, ignorante e lavativo”, omettendo però che questo nord è frutto del lavoro di tanti meridionali. (E qui ci vorrebbe un post a parte per approfondire i motivi che hanno portato alla crescita del nord a scapito del sud). Continua »

    Ospiti
  • L’Università dei Diritti di Palermo

    Barriere architettoniche all'Albergo delle Povere

    Barriere architettoniche all'Albergo delle Povere

    Barriere architettoniche all'Albergo delle Povere

    Le foto sono relative al complesso universitario di Scienze della Formazione sito all’Albergo delle Povere in corso Calatafimi.

    Tutti gli studenti universitari hanno il diritto di seguire le lezioni, di frequentare corsi e laboratori. I miei colleghi disabili non devono trovarsi nella condizione di non poter accedere alle lezioni per via di rampe di scale a loro poco accessibili. Continua »

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