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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Fumo

    Quel pomeriggio con la mia ragazza era stato splendido, il mare di Mondello ci aveva saziato gli occhi con la sua bellezza, il verde caraibico del mare siciliano non aveva nulla da invidiare a quello delle isole che scoprì Colombo. Allora avevo 18 anni, era il 1977, e mi trovavo in compagnia di Maria, quella che oggi è diventata mia moglie, erano i primi approcci di un amore puro come lo era il mio cuore di allora, anche l’aria sapeva di fresca salsedine, di pulito. Così soddisfatti della giornata ci dirigemmo alla fermata di dell’autobus, quella in prossimità della piazza di Valdesi, il luogo che delimita il confine tra la località balneare e la Favorita, il parco di Palermo che divide la città dalla famosa località marina. L’attesa stranamente non fu molto lunga come al solito, erano circa le sei del pomeriggio, ed i bagnanti dei lidi, come noi, erano già sulla strada del ritorno, anzi molti si trovavano sull’autobus della linea Sei Bello per tornare in città. Gli autobus di allora non erano capienti come quelli di oggi, il prezzo da pagare naturalmente, sia all’andata che al ritorno, a parte il biglietto era quello di dovere viaggiare stipati come le sardine. Io come mio solito, per evitare troppi contatti, preferivo stare nella parte retrostante l’autobus, appoggiato con le spalle al vetro, così pure Maria vicino a me. Era un continuo guardarsi negli occhi per trovarci ed annullare tutto ciò che stava intorno, ma ad un certo punto quel nostro amoreggiare fu interrotto da un suono non familiare: non era il rumore del cambio, né quello della marmitta bucata, del mezzo, né quello giocoso dei bambini, né il civettare delle donne che continuavano il cuci e scuci che avevano iniziato nelle piazzole dei lidi, era il pianto, anzi no, era il lamento di un’anziana signora seduta vicino la bussola dell’apertura posta a metà del mezzo. Cercai di capire cosa stesse succedendo, ma non riuscivo a vedere bene. Continua »

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  • Sicily: inseguendo le stereoscopie?

    Ho scoperto le stereoscopie.
    Scopro che la Sicilia può essere in tre dimensioni, che non esiste solo quella patinata e delle feste mondane, ma esiste anche quella delle grotte e dei solchi creati dalle ruote delle carrozze. Una Sicilia in bianco e nero.
    Ma, mi domando, le immagini stereoscopiche del cofanetto rosso, edito da Kalós, Un fotografo americano in Sicilia, è un ricordo del passato o esiste ancora?

    Stereoscopia

    La Sicilia del 1908 fotografata, per conto della Stereo-Travel Co. di New York, è solo una cartolina d’epoca o alla fontana le donne ci vanno ancora a piedi scalzi? Cinquant’anni dopo, Corona, il tranquillo sobborgo di New York, dove aveva sede l’agenzia stampa che produsse le stereoscopie, ospitò la grande Fiera Mondiale, e Palermo?
    Si avviava al boom…ovvero al “botto” dei palazzi? O qualcosa di più e meglio? Continua »

    Ospiti
  • “E tu come ti chiami?”

    Sin dai primi giorni della scuola elementare, si creava una grande confusione in classe: suonava la campanella, ognuno di noi prendeva posto e la maestra cominciava a fare l’appello.
    Spesso il compagno di turno, al 99,9% di sesso femminile, dopo avere arricciato il naso, alzava il ditino ed oltre a dire di essere presente, diceva come sarebbe voluto essere chiamato: cioè con un altro nome.
    Sono svariati i modi in cui si aggirava il problema:
    A volte bastava cambiare una sola vocale, come molte “Concette” che sono diventate “Cettine” o consonante: “Pietro” in “Piero”. Altre cambiando la lingua: Maria, “Mery”, le innumerevoli Giuseppa diventate “Giusy”.
    In diversi casi avveniva il fenomeno detto “dell’inversione” in cui il secondo nome diventava il primo con relative giustificazioni del tipo: “Non mi hanno messo la virgola” o “ mi hanno messo la virgola”, ancora non ho capito quanto peso all’anagrafe possa avere questo dannato segno di interpunzione. Continua »

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  • Zamparini, “regalaci” il Palermo

    Molto spesso il patron del Palermo Maurizio Zamparini ha parlato della volontà di voler cedere, a qualcuno che sia degno e capace, il Palermo Calcio. È ovvio, scontato e certo che M.Z. non voglia tenere la proprietà del Palermo fino alla fine dei suoi giorni. Perché quindi non ricorrere al modello dell’azionariato popolare e pensare di lasciare la società a chi veramente la vuole ovvero gli stessi palermitani? Il modello dell’azionariato popolare è il modello adottato dall’F.C. Barcelona e da tanti altri club stranieri e comporta la possibilità di far partecipare concretamente i cittadini-azionisti alle dinamiche societarie. La società non mette in vendita le azioni, ma delle tessere associative che partono da 70€ e arrivano a 130€. Diversi sono benefici per gli azionisti: diritto di voto per l’elezione dei massimi organi societari, sconti sugli abbonamenti, prelazioni e tantissimi altri incentivi. Continua »

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  • La Siccheria

    Immagino che in molti conoscano la via Siccheria Quattro Camere a Palermo, una strada che costeggia le mura del cimitero dei Cappuccini, continuazione di via Pindemonte.
    Il palermitano solitamente la conosce.
    La Siccheria mi viene descritta da chi la ricorda trent’anni fa, come zona verdissima e piena di fonti d’acqua potabile che sgorgavano naturalmente in diversi punti, prima del cosiddetto Sacco di Palermo, avvenuto negli anni ’70.
    Oggi cresce come discarica abusiva. Continua »

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  • Accordo Factotum – Natura Express

    Dal prossimo mese di aprile la Cooperativa Factotum distribuirà i prodotti di Natura Express e ne curerà sia la raccolta ordini che la manutenzione del sito. Entrambe le società hanno un modello di business incentrato sulla rete e condividono comuni valori. Grazie all’accordo raggiunto, Natura Express potrà incrementare sia i giorni di consegna (dagli attuali due) che le quantità e varietà di prodotti, venendo così incontro ad una domanda cresciuta grazie soprattutto al passaparola.

    Natura Express è un’impresa nata per rispondere all’esigenza, sempre più avvertita, di una corretta e sana alimentazione offrendo il servizio di un collegamento diretto, dalle campagne alla propria tavola, di prodotti agricoli e di allevamento opportunamente selezionati. Ha alle sue spalle produttori consapevoli che una vera prevenzione passi attraverso campi e mangimi decontaminati da prodotti chimici che, alla lunga, si accumulano nell’organismo con effetti negativi per la salute. Natura Express promuove perciò un ritorno alla produzione tipica, fresca e stagionale, del nostro territorio, avendo, come mercato di riferimento, l’area metropolitana di Palermo e, come area di produzione, le vicine Madonie. Continua »

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  • Clima e vestiario

    Il vestiario e lo Scirocco, o meglio il rapporto dell’uno in funzione dell’altro, mi ha sempre incuriosita.
    Parlavo con il proprietario di una delle pasticcerie più golose della città ed anche lui – come la quasi totalità dei concittadini – mi diceva che “questo è il tempo che ammazza!”.
    Mi sono data un’occhiata intorno e ho visto – come di regola accade a Palermo – che tutti erano vestiti come se nulla fosse, come se questo vento caldo fosse in realtà un’arietta fresca al limite del freddo.
    I più “coraggiosi” indossavano un piumino senza maniche.
    Eccolo, il tempo che ci ammazza: il vestiario invernale con la temperatura tropicale.
    Vuoi vedere che alleggerendoci un po’ eviteremo raffreddori e febbri? Forse, sarà la volta che “questo tempo non ci ammazzerà più”.

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  • Karaoke (Ca mma ra tà)

    Verità per verità, io c’ho pensato subito, ma non sono stato l’unico, c’è un proliferare, ma come si dice da noi? 30 e 2 = 28; e allora perché non dare a tutti la possibilità di divertirsi? Cari amici, trovatevi la base musicale di Sincerità di Arisa, il testo…ve lo do io (eh eh)!

    Ca mma ra tà
    Ca mma ra tà
    Adesso è tutto così semplice
    Con te che sei un po’ anche complice
    Della faccenda dell’Amià

    Ca mma ra tà
    Sei un elemento inaccettabile
    Ti sei piazzato in pianta stabile
    speriamo no all’eternità

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    Ospiti
  • Amenità sanitarie

    Questa storia si svolge su un pianeta in una galassia lontana nello spazio e nel tempo. Anche gli abitanti di quel pianeta soffrono di malattie cardiovascolari e vanno in ospedale. Anche in quel pianeta il sistema sanitario è stato aziendalizzato e deve produrre. La produttività è analizzata da un nucleo di valutazione aziendale esterno (il cui presidente è un medico).
    In quel pianeta il Nucleo di valutazione ha valutato un reparto di Cardiologia. La valutazione viene fatta paragonando alcuni indicatori nell’anno analizzato rispetto all’anno precedente. Poiché un indicatore è stato considerato non raggiunto (sinonimo di non incrementato) la conclusione del Nucleo di valutazione è stata che quel reparto non ha raggiunto gli obiettivi programmati.
    Abbiamo avuto la possibilità di analizzare i dati che riportiamo in tabella:

      ANNO PRECEDENTE ANNO VALUTATO
    Pazienti dimessi 1057 1174
    Degenza media 7.71 7.36
    Indice occupazionale 103.33% 94.31%
    Posti letto disponibili 23 27

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  • La Standa, le madeleine e gli ambulanti di via Roma

    Bancarella
    (foto di Pasquale Vella)

    Il 109 ha finito la sua corsa a Centrale. Guardo il grande orologio – fermo, chissà perché – che a modo suo segna quante nuvole passino su questa Palermo. I cordoli della via Roma sono davanti a me, con il loro giallo opaco, mentre passa l’ennesimo 101, serpente di lamiera nella giungla metro – palermitana. Continuo a camminare, marciapiede sinistro, tanto tra cinque minuti passerà un altro 101 e io lo perderò nuovamente. Le insegne multicolor dei negozi mi fanno compagnia, mentre con la coda dell’occhio cerco l’ultimo paio di scarpe scontato al 70% da aggiungere alla mia collezione. Ancora due passi e poi dovrò obbligatoriamente fermarmi, come faccio tutte le volte che passo da qui. L’icona Standa, di un rosso magenta mangiato, i vetri rotti, gli ingressi serrati e impolverati sono la mia madeleine. Attaccata a queste vetrine ho passato molto tempo della mia infanzia, a guardare i modelli di Barbie appena usciti, con la loro confezione di plastica trasparente e i loro splendidi corredi, con le décolleté fuxia con il tacco a punta e il logo Mattel in pendant. Continua »

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  • Piromani un po’ egiziani con le arterie pulite

    Seh, lo so, pare un titolo di Lina Wertmuller, non mi dite niente che c’ho appizzato la nottata.
    Questo m’è venuto, non è che posso telefonare a Sellerio e consigliarmi.
    Dunque, chiariamoci subito, io, come i grandi pittori, vado a “periodi”; loro c’hanno le tele del periodo blu o rosso o che, io sono nel periodo…incarognista; mi gira storta (ma l’andrologo dice che è normale) e scrivo un po’ incazzuso.
    19 marzo, San Giuseppe o, come meglio diciamo a Palermo, ‘u Santu Patri; protettore degli orfani e degli indigenti. E qua mi pare a me mi potrei pure fermare, tanto, hai voglia di indigenti a Palermo, fra veri e finti, fra vecchi e nuovi…diciamo…l’80% della popolazione?
    Comunque, c’erano delle cose che volevo scrivere sul 19 marzo panormita e siccome sono ‘gnorante, come un “cecio secco” volevo dare anche un tocco di cultura a questo post. Andai da un collega che è un pozzo di sapere e chiesi: “Andrea, volendo parlare del 19 marzo che ti viene in mente?”. Continua »

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  • Per Palermo Social Network

    Dopo aver maturato una lunga attiva esperienza nell’ambito delle cosiddette “comunità online” e delle trappole che il web riserva agli internauti, pur rappresentando una risorsa indiscutibilmente preziosa per chi sente il bisogno di impegnarsi per migliorare sè stesso e la propria società, sono approdato anch’io in quel fenomeno “trendy” che come un’onda anomala da qualche tempo in qua ha cominciato a travolgere milioni di persone in tutto il mondo: il Social Network.

    Quale accezione del termine “Social” ciascuno voglia attribuire a questo fenomeno è sempre in qualche modo pertinente: si passa dal “cazzeggio” con gli amici, al gioco di gruppo, alla frenesia dei gruppi e degli eventi, allo spamming di vario tipo, dal commerciale al “sociale”. In ogni caso ci si coinvolge gli uni gli altri e a prescindere dalla più o meno discutibile utilità “sociale” di tutto ciò.

    Non parliamo delle chat, che se per sbaglio ti trovi inavvertitamente ad essere “visibile” come utente online, povero te! Non riuscirai più a far nient’altro che rispondere, a turno, alle domande ora di questo, ora di quell’amico.

    Un mondo che dopo un po’ rischia di stancare, come tutte le mode, e come tutte le onde anomale, finisce sempre col tendere alla normalizzazione. Continua »

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  • Palermo: european capital of culture 2019

    Una giornata dedicata alle Capitali della Cultura. Il 5 maggio 2009 a Bruxelles la Commissione Europea organizza una giornata informativa sulle Capitali della Cultura.
    Durante l’incontro verranno spiegati i criteri, il processo di selezione e verranno condivise le buone pratiche tra le passate città elette Capitali della Cultura, le presenti e le possibili future.
    Le Capitali Europee per il triennio 2010 – 2013 sono già state scelte. Per quanto riguarda il periodo 2014 – 2019, i seguenti Paesi avranno il diritto di aggiudicarsi il titolo:
    2014: Svezia e Lettonia
    2015: Belgio e Repubblica Ceca
    2016: Spania e Polonia
    2017: Danimarca e Cipro
    2018: Paesi Bassi e Malta
    2019: Italia e Bulgaria
    Per registrarsi all’Information Day entro il 15 aprile 2009, inviare e-mail a: Eac-Culture@ec.europa.eu, specificando quale città si intenda rappresentare.

    Ce la facciamo per il 2019 a ottenere quel titolo europeo? Il tempo c’è: 10 anni! Continua »

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  • Tutti duttura siemu!

    No, non mi riferisco alla legge che ha introdotto i corsi di laurea 3+2 (nei fatti 4+3), che ci ha fatto diventare un po’ tutti dottori. No, quello è tutto un altro discorso.
    Penso, invece, al ben più leggero e buffo fenomeno di costume di noi siciliani, che il più delle volte riteniamo di saper svolgere, con competenza e capacità indiscusse, alcune delicate professioni.
    Tra di esse si annoverano in particolare:
    a) (qui mi diverto molto) le professioni forensi, con particolare riferimento alle successioni, al diritto penale ed al codice della strada.
    Su quota di legittima, pene e svolgimento dei processi, precedenza, stop e contestazione della multe pochi ne sanno più di noi;
    b) (quella che più fa sorridere i tecnici) l’allenatore di calcio, soprattutto per ciò che concerne il modulo tattico, la scelta delle sostituzioni e l’atteggiamento generale con cui si affrontano le gare.
    Noi sì che ci capiamo, sempreché un soffio di vento non ci regali un goal alla fine ed allora l’allenatore vero diventa, senza ulteriore esternazione, anche il migliore; Continua »

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  • “La matassa” in anteprima

    Venerdi 6 marzo al cinema-teatro Golden c’è stata l’anteprima del terzo film di Ficarra e Picone, La matassa (nelle sale cinematografiche dal 13 marzo), seguita da una conferenza stampa, in cui i due comici palermitani hanno risposto con le loro scoppiettanti battute alle domande di giornalisti e fan. E c’ero anch’io. Il film mi ha piacevolmente sorpresa perché oltre alle gag esilaranti che ci si aspetta da loro, ci sono anche alcuni momenti pervasi da una vena nostalgica, oserei dire quasi romantica. Ficarra e Picone sono riusciti a fare ridere (ma questo lo sapevamo già), e soprattutto a fare commuovere il pubblico. Moltissimi gli applausi in sala non soltanto alla fine del film, ma anche tra una scena e l’altra. Nel cast nomi di spicco tutti nostrani: il grande maestro Pino Caruso, che il duo annuncia con immenso orgoglio, Claudio Gioè (che dimostra ancora una volta di essere bravissimo anche in ruoli comici, quindi smettiamo tutti di ricordarlo solo per aver interpretato magistralmente Riina ne Il capo dei capi), Tuccio Musumeci, Domenico Centamore, Mario Pupella, Giovanni Martorana. Straordinari anche i due bambini, per la prima volta sullo schermo, che interpretano Ficarra e Picone da piccoli, quando erano inseparabili…e molto telegenico anche Saverio, il cane di Ficarra. Al momento delle interviste dei format televisivi, mi avvicino timidamente anche io a loro, per fargli qualche domanda, ma devo dire che mi hanno messa subito a mio agio, con la loro simpatia e il loro “prendersi in giro a vicenda”. Continua »

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  • La morte delle palme di Palermo o le palme della morte di Palermo?

    Palme come segnale di un orizzonte che introduce in un mondo esotico, ricco di echi e memorie del passato glorioso e perduto, colmo di suggestioni sensuali e raffinate, incorniciato di opere d’arte e bellezze scultoree, architettoniche, paesaggistiche. Questa la costante associazione tra la Sicilia, i suoi luoghi di incanto e magia, con gli alti fusti delle belle palme da dattero. Oggi trascinate nel fango del macero sotto il flagello di un’epidemia che il vento di una colpevole ingenuità ha portato nella nostra terra sulle ali di un grazioso coleottero d’inferno: il punteruolo rosso, novello barone volante e campione di altri tragici decessi.
    In fondo si aspettava. V’è nella memoria biblica e nostrana ampio ventaglio di esempi di pestilenze e mali epidemici scagliati in punizione. Visione terrifica ma salvifica che ad una colpa contrappone una giusta punizione. E forse aiuterebbe tornare a leggere in questi termini persino questo flagello del duemila evoluto, assurdamente importato senza che le attenzioni prodotte dalla scienza abbiano saputo arginare, impedire, prevenire. Sebbene qui la colpa dovrà probabilmente darsi alla solita ignoranza che rende tutto legittimo, scusabile, redento de iure. Continua »

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  • 100 passi di civiltà

    Spazzatura a Palermo

    Camminando in questa città di certo non mancano gli “scarti di riflessioni”. Capita così di imbattersi, una mattina, in uno, due, tre, quattro, cinque e più sacchetti bianchi ammucchiati intorno ad un cestino. Dante si riteneva soddisfatto per raccogliere le briciole cadute dalle mense dei grandi intellettuali e Theodor W. Adorno parlava degli avanzi dei pranzi come chiavi per comprendere la realtà. Però io, con un po’ di ingratitudine, non mi sento di poter far lo stesso.

    E mi domando, sarà arte contemporanea o inciviltà? Continua »

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