16°C
mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Lamentati e stai bene o stai bene e lamentati

    Moni’, tu ha’ capiri ca rici ‘u proverbio: lamentati e stai bene”. Tu lassali iri su’ palirmitani”. Da che ne ho memoria, questa frase mio Nonno credo me l’abbia rivolta centinaia di volte. Mio nonno è palermitano, nato e cresciuto nel quartiere di Vergine Maria nel lontano 1930. Come tutti gli uomini che hanno avuto la sventura, di vivere la guerra non proprio da bambini, è una persona pragmatica e concreta (un uomo straordinario concedetemi il fuori tema).
    Sin da bambina, quando in casa mia si discuteva allegramente e non, per questioni effimere, puntualmente lui concludeva con il solito “siti palirmitani c’è picca ‘i fari” oppure “‘u viziu r’u palirmitanu”, io ridevo e dicevo: “Nonno, ma anche tu sei palermitano!”. Non è difficile rievocare l’immagine di lui che mi guarda, sbuffa annuisce con gli occhi chiusi e quasi sofferente risponde : “Eh Moni’ lo so, ma tu lassali iri che è meglio e poi io sono di Vergine Maria”. Continua »

    Ospiti
  • E biri chi manci (VI)

    Anelletti al forno
    È forse il piatto più popolare di Palermo ed essendo la nostra amata città barocca nella sua identità, è il piatto che subisce quotidianamente aggiunte, cambiamenti, ognuno lo personalizza come crede, fino a creare vere e proprie bombe caloriche, ho visto anelletti serviti persino con la bechamelle e la panna e chi ci mette l’uovo duro.
    Proporrò quella semplice che io realizzo e che si richiama a quella di mia madre.
    Per sei persone: carne di vitellone macinata 600 grammi, pisellini 300 gr., ottimi i primavera Findus, cipolla sottile, due spicchi d’aglio che poi toglieremo, solito extravergine e partite con il ragù.
    A metà cottura mezzo bicchiere di vino rosso e uno schizzo generoso di concentrato di pomodoro.
    Il ragù deve cuocere soffrendo, dunque fuoco bassissimo e arriminare spesso.
    Gli anelletti, 800 grammi, se avanza all’indomani è ancora più buona, che siano di marca locale, quelli pubblicizzati nazionali si spaccano. Continua »

    Ospiti
  • Tour con i parenti del nord

    Estate, arrivano parenti dal nord Italia.
    La prima volta a Palermo.

    Da giovane palermitano faccio un po’ il cicerone della situazione…

    Giro al Foro Italico
    Cattedrale
    Quattro canti
    Teatro Massimo
    Via D’Amelio
    Albero di Falcone

    E ora cosa volete vedere?

    La via Bernini 54…..

    …….no comment…..
    Il capo dei capi side effect.

    Ospiti
  • Agostino

    Ha 61 anni ed una vita passata a fare l’odontotecnico. Ha tre figli e quattro nipoti. Un look anni ‘ 60 pulito e decoroso.
    Ha ottime maniere, Agostino, che ha passato ai suoi figli.
    Non ha mai versato una lira di contributi e per questa ragione non ha diritto alla pensione.
    In passato abbiamo preso spesso l’aperitivo insieme, Agostino ed io.
    Un paio di giorni fa, stavo svoltando l’angolo e senza che lui mi vedesse l’ho visto raccogliere una sigaretta da terra. Era abbastanza lunga perché ne potesse fumare.
    Ho provato una sincera compassione.
    Due passi, una pacca sulla spalla, il suo sorriso…mi ha permesso di offrirgli una Moretti ghiacciata.
    Agostino vive a due passi da casa mia, dunque anche dalla Cuba; chissà se i clienti del locale più cool di Palermo lo hanno mai notato, nel loro vagabondaggio inquieto e tossico.
    La povertà, oggi, mi pare onestamente più inquietante di quella di un tempo.

    Ospiti
  • E biri chi manci (V)

    Peperoni leggeri
    No, non è una contraddizione e vi dico il trucco, anche se molti lo sanno.
    Dopo averli fatti a strisce, cucinati almeno venti minuti in padella con olio, pepe e sale, appena li vedete appassiti del tutto, fateli freddare e spellateli, quando sono tiepidi non ci vuole niente ed assicura una completa digeribilità.
    Condire quindi con un po’ d’aceto, a gusto personale, una sbrizziata di zucchero e servire freddi.

    Pasta alla palina
    Sarde fresche, togliete testa e coda e deliscate.
    Nel frattempo avete fatto soffriggere una cipolletta in olio extravergine, almeno cinque cucchiai di cucina e aggiungete tre quattro schizzi di concentrato di pomodoro. Quindi mettere le sarde, sale, pepe e se un mezzo bicchiere d’acqua calda.
    Usare bucatino, appena cotto mischiare in una zuppiera il tutto e servire dopo dieci minuti, il tempo che si assapora. Continua »

    Ospiti
  • Triathlon urbano parte II: la corsa

    Vi avevo lasciato orfani del nuoto, ma vi riprendo in piena voglia di jogging. La corsa qui a Palermo è praticata davvero da un numero impressionante di atleti, improvvisati e non. I luoghi dove correre non mancano davvero, le attrezzature sono, come al solito, deficitarie.

    Nel parco della Favorita, oltre alla piscina, c’è anche lo stadio delle Palme di atletica leggera. Luogo ameno, immerso nel verde, fruibile da tutti senza biglietto di ingresso e con un giardino attrezzato vicinissimo. Quale posto migliore per correre. Oltre a questo, c’è il lungomare di Mondello, la salita di Monte Pellegrino, il parco del Foro Italico. Davvero c’è da scegliere. E se non siamo proprio maratoneti, possiamo anche solo passeggiare a passo sostenuto, che anche in tv dicono faccia un gran bene a tutte le età. Continua »

    Ospiti
  • Ai tempi r’u zu’ Nenè

    Io devo dire di non averlo mai conosciuto. Ne io ne la mia famiglia. Siamo troppo poco ’ntisi per conoscerlo. I tempi r’u zu’ Nenè/Vicè/Peppè/altri vari abbreviativi erano un po’ come quelli che narrava mia nonna…quelli che narravano un po’ TUTTE le nonne “durante il fascismo si dormiva con le porte aperte!!!”. Tutti noi sapevamo che, alla fine della fiera, era ‘na mezza fissaria ma, in fondo ci piaceva immaginare un mondo in cui la notte potevi dormire con l’uscio spalancato per fare entrare l’aria fresca! I tempi r’u zu’ Nenè erano un po’ così…con mio sommo disappunto!

    Vengo e mi spiego: alla base di tutto sta uno degli assiomi fondamentali del sistema mafioso: il controllo del territorio. Ai tempi che furono, i primi mafiosi, detti stuppagghiari, si sostituivano ad uno stato latitante per proteggere, previo pagamento di un tributo, i contadini, i loro terreni e per dirimere alcune controversie che, altrimenti, sarebbero sfociate in faide familiari.
    Poi il sistema mafia si evolse, si corruppe e si trasformò in quella belva feroce che conosciamo oggi come Cosa Nostra. Continua »

    Ospiti
  • E biri chi manci (IV)

    Brevemente mi piace sottolineare che non posseggo il Verbo dei fornelli, né quello che scrivo è da intendere oro colato.
    Mi piacciono gli interventi critici, correttivi e discorsivi.
    Mi piacciono meno gli interventi sarcastici e con un po’ di puzza al naso, ma non posso evitare che ci siano.
    Il mio intento è unicamente al fine di divertirmi e trasmettere esperienze personali dilettantistiche, nulla di più. Saluti belli.

    Overtime ma non troppo.

    Sarde allinguate
    Togliete teste e panze da sarde freschissime, deliscate (livàti i rieschi) aprendole a libretto, se per qualcuna non vi riesce andate avanti, usciranno buone uguali, fatele riposare in un piatto con mezzo bicchiere di aceto e per mezz’ora. Passare nella farina e friggere. Calde sono cala cala, fredde ancora più buone. Continua »

    Ospiti
  • Il posto del cuore

    Domenica pomeriggio. Sono a casa. Non mi sento particolarmente bene né fisicamente né psicologicamente, anzi, sto proprio male. Devo fare qualcosa…ed ecco l’illuminazione: vado a fare 4 passi nel mio posto del cuore. Macchina, aria condizionata a palla, radio a tutto volume. C’è un po’ di traffico. Il passaggio a livello è chiuso. Sono le 17 e la gente torna dal mare. Sto per arrivare. Inizio a scorgere il mare. Posteggio. Ma come strisce blu pure qui? E c’è pure lo sceriffo che prende le multe *****. Ok, pago. Questa volta con gioia. Ne vale la pena. Gratto e metto il pizzino nel cruscotto. Posso andare. Mi guardo intorno…che caos!!! Peccato, non era così fino a qualche anno fa. Ricordo perfettamente la notte del 10 Agosto 1999 quando mi legai indissolubilmente a questo posto. Continua »

    Ospiti
  • Affittasi monumenti

    Sembra quasi uno sketch di Ficarra e Picone ma non lo è. Il merito di questa brillante idea infatti, è da attribuire al nostro assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro, il quale ha avanzato la proposta di privatizzare la Valle dei Templi di Agrigento. Cosa vuol dire privatizzare? Semplice, si pensa ad un affitto trentennale, in questo caso della Valle dei Templi, dietro pagamento di un vero e proprio canone di locazione.

    Antinoro ha dichiarato che si potrebbe anche ipotizzare qualcosa del tipo: io ti cedo i templi e tu mi risistemi la strada provinciale che da Palermo porta ad Agrigento. Beh non c’è da meravigliarsi, se i comici fanno “politica spiccia”, perché non dovrebbe accadere il contrario?

    A questo, a parer mio, strampalato progetto, l’assessore ci sta lavorando seriamente, aiutato per altro da Adele Mormino, sovraintendente dei beni culturali di Palermo, nonché capo di gabinetto dello stesso Antinoro. Pare infatti, che verrà presto proposta alla giunta Lombardo, una relazione contenente una lista di cosuccie da piazzare. Indiscrezioni parlano di teatro antico di Taormina, Selinunte o la Cappella Palatina che, pare sia ben quotata visto che è stata appena restaurata. Continua »

    Ospiti
  • E biri chi manci (III)

    Tre minuti
    Olive insapori?
    Padella, filo di extravergine, due spicchi d’aglio, che appena biondi toglieremo, una manciata di prezzemolo, servire calde.

    Tre minuti
    Solita fettina?
    Filo di extravergine, la giro su un piatto, la pano, senz’uovo!, metto in padella. La carne più dura diventerà tenera…

    Tre minuti
    Solita fettina?
    Sulla fettina distendo una sottiletta o una fettina sottile di formaggio dolce, due tre pachini spaccati a metà e una spruzzata giusta di origano. Cucino in padella con il solito filo di extravergine. Servire caldo. Continua »

    Ospiti
  • L’estate

    Da bambini l’estate è vacanza. Niente compiti e giocare tutto il giorno, andare a mare con la famiglia e, per chi è stato più fortunato, tornare a casa sudati dopo un intero giorno ‘nmenzo a strata a ghiucare o’ palluni. È aiutare la mamma e la nonna a fare ‘i buttigghie r’a sarsa o liccarisi l’astrattu stinnutu cu’ to’ ma’ ca ti va assicutannu cu’ ‘a cucchiara ri ligno.

    Da adolescenti l’estate vuol dire libertà, ozio, lagnusia, sdivacarisi ‘nterra ‘ncapu ‘u scalune o’ frisco, buttaniari ‘ddi cicala ca zirrichiano, attintari li gridde ‘nta la notti e fari ‘i filosofi boffa ‘nt’a minchia. È far finta di aiutare la mamma e la nonna a fare ‘i buttigghie picchì l’amica tua r’u vicinanzu ora ca è fatta chiù granne, sempre ca ‘un’avi ‘u marchise, aiuta a to matre a scafazzare ‘u pumaroro e tu ti ci va mette ri ‘nfaccio pi’ virire quarche cosa rintra ‘a canuttera scullata. Continua »

    Ospiti
  • Triathlon urbano parte I: il nuoto

    Una doverosa premessa, per spiegare il titolo. Triathlon perché prevedo di parlare delle tre prove di questa disciplina sportiva: ciclismo, nuoto e corsa. Urbano poiché ne tratterò limitatamente al contesto cittadino, più precisamente palermitano.

    La scelta del nuoto come prima disciplina non è casuale: in questi giorni si fa un gran parlare della piscina comunale di Palermo, dell’aumento del biglietto e della possibile chiusura dell’impianto. Dal momento che io ne sono fruitrice, posso provare a dire la mia.

    La piscina comunale di Palermo, progettata dall’arch. Pirrone e costruita fra il 1969 e il 1973, sorge in posizione invidiabile: in città ma all’interno di un parco, quello della Favorita. È dotata di due vasche da 50 metri una interna e una esterna da otto corsie l’una (per la precisione quella esterna ha due corsie in più, ma leggermente più piccole delle regolamentari, chiamate “le BIS”). Quattro spogliatoi, una palestra, una piccola sala riunioni, bar e negozietto di articoli sportivi, nonché ampio parcheggio nelle adiacenze. Questo impianto sportivo ha anche moltissimi impiegati, tutti rigorosamente insoddisfatti, che decidono le giornate di aperture e di chiusura, lo stadio ideale di pulizia di spogliatoi e spazi comuni, la tensione ottimale delle corsie, la temperatura idonea dell’acqua delle docce e delle vasche, e ogni altro aspetto della sua fruibilità da parte di pubblico e società sportive. Continua »

    Ospiti
  • Amore a mare

    Noi due soli in spiaggia all’Addaura
    Il tuo sguardo sul mio e poi «Ciao sono Laura».
    «Io sono Mimmo…che caldo fa oggi».
    Poi indugio lo sguardo sul bikini che sfoggi.

    È strano vedere la spiaggia deserta,
    poi, d’improvviso, la tua insolita offerta:
    «Io a quest’ora sono proprio affamata,
    Ti va di mangiare? Ho con me la frittata».

    «È spettacolare! Che cosa c’hai messo?».
    «Mezza dozzina d’uova e del radicchio lesso,
    menta, formaggio, mollica grattata,
    una melanzana e cipolla tagliata». Continua »

    Ospiti
  • E biri chi manci (II)

    Il pane con la milza fatto in casa ha un altro sapore e una volta apprese due tre cose da conoscere assolutamente, sarà un pretesto piacevole per radunare a casa vostra amici di comitiva in gran numero o familiari entusiasti di voi. Provare per credere.
    Per quattro persone, acquistate due kg di polmone e un mezzo chilo, anche meno, di milza, una volta cotto riduce parecchio.
    La prima cosa da fare è mettere il tutto a bollire in una pentola ben capiente e riboccare d’acqua calda man mano che questa evapora. Aspettativi un certo odore caratteristico sui generis…
    Dopo circa due ore di cottura, azziccando la forchetta vi rendere conto se è cotto, spegnere e lasciare dieci minuti a mollo nella sua acqua bollente a riposare. Continua »

    Ospiti
  • Dossier Ztl 2: un pasticciaccio brutto, brutto

    I nodi vengono al pettine. Parliamo dei nodi di un pasticciaccio brutto, brutto che è costato e costerà a tutti noi soldi e anche tanta bile.
    Certo, a tutti è consentito sbagliare: ma stiamo parlando di errori o di orrori?
    Insomma, il flop Ztl è solo doloroso o piuttosto DOLOSO?

    In questi giorni, sul quotidiano “La Repubblica”, leggiamo dei misteri del bando per la gestione delle Ztl che dal blu passa ad un più inquietante…giallo.
    Il giallo di grandi affari e di appalti a sei zeri.

    Ma procediamo con ordine.

    Certificazioni: tutti i frutti più uno

    Il mondo dei bandi di gara è un mondo complesso: esistono le regole, ma non sempre sono talmente chiare e precise da permettere di capire se e quando ci si trovi davanti ad un bando “anomalo”.
    Ma, pur evitando la caccia alle streghe, è certamente lecito esprimere dubbi e sollevare quesiti.
    E di dubbi ce ne sono a iosa sull’ormai famoso bando della gestione pass di Palermo. Continua »

    Ospiti
  • Una storia topo-class

    Si può uccidere per mestiere? Certo che si può, è la mia professione da ormai 14 anni. Non lascio scampo al nemico, quando mi chiamano io corro, uccido e mi pagano pure.
    Ritengo di essere il miglior disinfestatore su piazza, ma ultimamente ho più di qualche dubbio sulla mia attività. Tutto cominciò quel giorno che fui chiamato in un condominio…
    Topi nel pozzo luce, nel vano ascensore e persino nella ex casa portiere ormai ridotto ad una topaia dalla non curanza dei condomini ma ormai dall’occupazione abusiva di una colonia di topi: fu qui che incontrai Giacomino per la prima volta, un ratto speciale credo che abbia incontrato anche lui la fata turchina che un giorno gli diede un dono speciale.
    Stava lì in mezzo nel pavimento a guardarmi,vidi subito che non era un topo come gli altri pensai tra me e me “A QUESTO TOPO GLI MANCA LA PAROLA”; manco il tempo di formulare il mio pensiero che sentii distinte le sue parole: “LI VUOI FARE I SOLDI?”. Continua »

    Ospiti
  • Faccio outing, anche io avevo “il gruppo”

    C’era un tempo in cui il venerdi sera si usciva, mi ero fatta anche una teoria al riguardo ero convinta che “il gruppo”, entità della quale ho fatto parte per un paio di anni, si risvegliasse nel crepuscolo di questa giornata per poi ripiombare in un sonno quasi letargico la domenica sera. Da solo ognuno di noi non aveva un senso, né uno scopo ben definito.

    Il primo giorno di risveglio era il più tranquillo infatti eravamo in pochi ad uscire, quello di totale ripresa invece era il sabato, interamente proiettato alle 22: bisognava collocare gli amici nelle macchine anche se non eri tu a guidarle, quando scattava l’ora X, riunirsi sotto casa della fortunata che stava in centro, la quale quando apriva il portone era accolta, come una regina da tutti noi sudditi. Eravamo almeno una ventina con delle “guest stars” che ogni tanto apparivano, facendo aumentare a dismisura il numero gia’ elevato del gruppo, da lì si sceglieva un posto grande, spazioso, adibito a certi tipi di amicizie allargate. Molte volte si finiva nei famigerati discopub, posti che personalmente ho sempre detestato e che forse adesso non sono più in voga.
    Odiavo stare in piedi per delle ore, con i tacchi alti, che in passato usavo, era davvero una tortura cinese.
    Per alleviare la sofferenza mi davo alle bevande alcoliche, ero una delle poche ragazze che consumava grammi di alcool a differenza delle brave ragazze che non bevevano o di quelle che erano fissate con la linea (ancora non lo ero).

    Il mio negroni ed io, insieme attraversavamo la pista. Continua »

    Ospiti
  • E biri chi manci

    La chiamerei “E biri chi manci”, rubrica settimanale (?) di slow food palermitano. Tre minuti, sei minuti, nove minuti, over time.
    Ricette facili, veloci e brevi per single, ingrizzati, sfacinnati e manciatàri.
    A ciascuno il suo minutaggio specifico.
    Appuntamento ogni giovedì, giorno di metà settimana in cui puoi,per esempio, organizzare una serata in casa diversa dal solito con gli amici, o con il proprio compagno, marito o convivente.

    Tre minuti.
    La ricotta fritta.
    Con estrema cura taglio delle fette di ricotta fresca spessa almeno un cm, la passo nell’uovo sbattuto, la passo quindi nella farina sempre con estrema cura e friggo in olio di semi.
    Asciugo su carta tipo scottex e servo caldo con una spruzzatina di pepe nero, se piace.

    Continua »

    Ospiti
x
Segui Rosalio su facebook, X e Instagram