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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Buio in sala…o quasi

    A Palermo, anzi, nei cinema di Palermo, c’è da sempre un brutto vizio…no, non mi riferisco al fatto di tenere il cellulare acceso durante il film (spesso c’è anche chi risponde!), quello succede in quasi tutta Italia…..la mia ira funesta è rivolta agli esercenti cinematografici e non al pubblico! Si tratta di accendere le luci della sala in un nanosecondo subito dopo l’ultimo fotogramma. Spesso la luce in sala viene data addirittura con l’ultima scena ancora in proiezione!… Ok, capisco che in quanto operatore dello spettacolo vedere i titoli di coda è una cosa che può interessare solo me e pochi altri malati ma in quanto spettatore posso dire che molti film che mi sono gustato fino alla fine sono stati rovinati dalla rottura di…magia…dei neon che, fastidiosi come dei flash di macchine fotografiche, ti riportano alla realtà, un po’ come quando si andava al liceo e ogni mattina si sperava che fosse domenica per rimanere sotto le coperte ma tua madre alzava la serranda accecandoti e facendoti capire che era ora di alzarsi per andare a scuola!!!!… Non era piacevole!!!! Continua »

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  • Bella giornata

    Oggi ho assistito ad un altro dei tanti segnali di cambiamento della Sicilia che ultimamente si stanno facendo strada e sono stato fiero, fiero di essere di quella terra che si sta finalmente stancando di dover sottostare a tutta quella serie di logiche e di meccanismi folli tipici di una mentalità prettamente mafiosa.
    Da un po’ di tempo ho deciso di non pagare più i posteggiatori, “figura professionale” del tutto “normalmente” diffusa in Sicilia che però fa rimanere allibiti già gli italiani che vivono da Roma in su e fa letteralmente rabbrividire gli stranieri. Stamattina stavo avvicinadomi alla moto posteggiata in via Cavour e vedo di fianco al mezzo appunto il solito piantone che stava parlando col giovane padrone di uno scooter accanto. Appena visto ho cominciato subito a pensare il modo di aggirarlo, ma avvicinadomi ho sentito la seguente conversazione abbastanza accesa. Continua »

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  • In amore non si…bara!!

    Fu così, un po’ per bisogno un po’ sfida, che quella volta accettai l’invito a lavorare un solo giorno per una impresa funebre. Avevo lasciato tempo prima il bigliettino da visita a un tale casciamortaro, che il mutuo e le bollette varie, non ultime quelle calcistiche della domenica, mi assillavano.
    “Se ti chiamo ti diamo 50 euro a timpulata” e qui dovetti chiedere spiegazioni ulteriori, “insomma più timpulate dò e più guadagno?” meno male che non arrivai ad esprimere la mia domanda; un lampo nel cervello e capii, 50 euro a servizio e amici come prima.
    Meglio che niente pensai, sia pur poche 50 euro mi servivano, magari arrivavo a fare tre funerali al mese e via condominio e bollette varie.
    Certo non pensavo che alle tre del mattino mentre stavo “lavorando” con mia moglie, mi arrivasse quella chiamata: “Aviemu un funerale fatti trovare ai quattro canti tra mezz’ora che dobbiamo andare a prendere il morto all’ospedale”.
    Certo va da sé pensai, se quello è morto mica può venire lui, ma il problema non era questo, era mia moglie. Continua »

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  • Il giardino dell’Alloro

    Il giardino dell'Alloro

    Il giardino dell’Alloro è in via Alloro, vicino un B&B che si chiama Giardino dell’Alloro, un panificio che si chiama Dell’Alloro e proprio di fronte c’è la sede dell’associazione Giardino dell’Alloro ma non è vicinissimo a vicolo della Neve all’Alloro. E allora? Direte voi…allora dico io (e non solo io) a quanto pare il Giardino dell’Alloro è destinato a cambiare nome e qualche mattina fa una popolazione di 12 esperti (vedi foto esplicativa) ha attaccato una targa con il nuovo nome vicino al cancello della villa e stamattina ci sarà l’inaugurazione. Ora dico io (e non solo io) perché cambiare il nome ad un giardino che ne ha già uno pieno di significato? Il giardino dell’Alloro è il simbolo della rinascita di una delle più antiche strade di Palermo, nasce sulle macerie di un palazzo dove alcuni avrebbero tirato su un bel condominio di 10 piani, ha il suo alberello di alloro strategicamente piantato al confine tra il giardino e la strada come a stabilire una continuità data proprio dall’Alloro. Si chiamerà Il Giardino dei Giusti. Ma invece di prendere un Giardino che è INDISCUTIBILMENTE dell’Alloro e dedicarlo alla comunità ebraica non sarebbe stato meglio risanare una area verde abbandonata e allestire un Giardino dei Giusti con un suo “certificato di nascita”?

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  • Venerdì

    Venerdì sera, cena con l’amica intima. Lo scopo ultimo della serata è abboffarsi senza che i maschi vedano. Non so perché ma in certi casi mangiare è considerato disdicevole, specie davanti a qualche ragazzo o alle amiche magre e perfette che ti guardano malissimo se ordini qualcosa che contenga più di 18 calorie. Per potersi abboffare però è utile un abbigliamento tattico.

    Gonna + stivali
    La gonna non aderente, perché lasci abbastanza spazio ai centimetri in più, per capirci quelli che arrivano quando si è al dolce. L’accoppiata con gli stivail è vista sempre bene, perché ti consente a fine serata di non camminare come una storpia, mantenendo un certo stile.

    Maglia larga con scollo profondo
    Ok l’uscita è a scopo nutrizionale e in compagnia di una donna che tra l’altro ti ha vista anche appena alzata, ma non cenerete in un atollo isolato, quindi mostrare ciò che la natura ha donato, senza esagerare, è sempre opportuno. La stoffa in più sull’addome nasconderà i danni che la cena procura. La panza. Continua »

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  • Sei di Palermo se…lavori in un call center

    Sono veramente curioso di sapere quanti dei lettori di Rosalio non hanno mai avuto a che fare con la realtà dei call center. In altre parole, chi non ha mai lavorato, o non ha un amico che lo abbia fatto, all’interno di quella batteria per polli che, con un raffinato inglesismo, viene chiamato “open space”. Uno di quei luoghi esteticamente anonimi ed insulsi, dove regna incontrastato l’inquinamento acustico. Intrepidi caporali guidano le proprie truppe al grido di “Accorciamo i tempi di chiamata!” oppure “Usciamo tutti dal wrap up!!”. Dove il wrap up non è una trincea scavata di fronte le linee nemiche, nella quale valorosi soldati sono appostati, in attesa di assaltare le truppe di cattivi, per liberare la propria Patria dal giogo della tirannia. Nossignore. È, sempre per dirla in maniera raffinata, un piccolo intervallo di tempo utile a “tracciare” la lavorazione della chiamata, sempre più spesso utilizzato per riposare le martoriate orecchie e la provata psiche. Anche per pochi istanti.
    Lì, i meriti, si misurano a colpi di acr, tmc, rec, ret, ddt, wwf e pipipì.
    Lì, dopo che la gente ti pigghia a mali paroli, per colpe non tue, cìà diri puru “Grazie per averci chiamato, le auguro una buona giornata”, mentre pensi “ma va scassicci a m….!!” e ti senti decisamente frustrato.
    Io lavoro in un call center.
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  • Sotto un palazzo c’è…

    Da circa quindici anni sotto casa mia c’è una chiesa evangelica.
    Prima al suo posto c’era una sala trattenimenti.
    Non c’era domenica che non veniva accompagnata dai successi di Natale Galletta.
    La pennichella pomeridiana, degno epilogo domenicale della pasta al forno coi broccoli arriminati, veniva regolarmente soppressa dal matrimonio della Rosy di turno.
    Di norma la sposina decideva di coronare il suo sogno d’amore sulle note dei neomelodici palermitani.
    Credo di avere augurato più corna allo sposo io, che un avvocato divorzista.
    Non che dopo le cose siano migliorate…
    Pare che il Dio che pregano i tizi sotto casa mia sia un po’ duro d’orecchi e allora iniziano a ‘iccare vuci che sembra stiano vedendo sarde a un euro!
    Al sonnellino pomeridiano avevo già rinunciato da anni, ma avete idea di che traumi possono provocare frasi tipo “Lui ti osserva”, se sei un adolescente, intento a condividere fantasie oniriche con un poster di Nadia Cassini? Continua »

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  • Zitella a tempo

    Voglio sperare che la condizione di zitella acida non esista, e che maschietti e femminucce siano uguali. Sì, la zitella non esiste, al massimo la donna è temporaneamente non accompagnata. Se poi è acida avrà le sue buone ragioni, e la colpa è del primo maschio idiota che le capita di incontrare. Prima di quell’attimo la fanciulla è una gioiosa aspirante Barbie matrimonio all’italiana, che nonostante dica a tutti che non si sposerà mai, ha già dall’età di 9 anni la raccolta fotografica dei 34 abiti da sposa di Brooke Logan e i numeri dei fotografi che le fecero i filmini. Poi ad un certo punto conosce lui: il masculiddu.
    Lei già si vede alla Cala mentre osserva innamorata i frangiflutti vestita di pizzo macramé, quando lui la lascia, possibilmente nel modo meno maturo che riesce ad escogitare (perché pare che si impegnino pure).
    Ecco la svolta, lei si inacidisce, ma non lo sa. Continua »

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  • Perdere i documenti a Palermo

    Che non vi succeda mai, così com’è successo a me, di essere scippati o di perdere i documenti a Palermo.
    La trafila che ne segue ha dell’incredibile.
    Vado alla polizia, verso le 19, per fare la denuncia e mi mandano a casa dopo questo scambio di battute:
    Io dico: “Dovrei fare una denuncia perché ho perso i documenti”.
    Poliziotto: “E la patente ce l’ha”?
    Io: “Ho perso i documenti, tutti”.
    Poliziotto: “Allora non la può fare la denuncia, senza documenti non si può! E noi con l’anagrafe non ci parliamo e poi visto che sono le 7…senta se la ferma qualcuno glielo spieghi! Domani va al Comune e si fa dare il numero del documento perché senza documento la patente non si può fare, sempre che sia duplicabile!”.
    Io: “E da cosa dipende che sia duplicabile o meno?”.
    Poliziotto: ……………….. (silenzio, sguardo perso nel vuoto). Continua »

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  • Iachino

    Tempo fa ho avuto la fortuna di conoscere un picciotto!
    Oddio all’inizio non la consideravo proprio una fortuna, ma in sincerità una gran camurria, ma poi col tempo mi son dovuto ricredere!
    Gioacchino è il suo nome, ma per gli amici Iachino, senza la j come precisa lui, perché ci tiene a far vedere che è siciliano con tutti i crismi, senza tutti gli americanismi che ora sconvolgono i nomi, ma io lo chiamo per comodità e lagnusia semplicemente Iachi’.
    Come dicevo prima, all’inizio fu una gran rottura di cabbasisi, per il semplice fatto che Iachi’ si poneva col suo lapino sempre davanti a dove io posteggiavo la mia macchina. Mi spiego meglio, non è che io ho un posto privato per l’auto, la mettevo in mezzo la strada come tutti, ma ormai nella straduzza si è raggiunto un certo tacito consenso per cui ognuno, essendoci spazio a sufficienza, rispetta il posto dell’ altro, come se fosse acquisito per una sorta di usucapione popolare.
    Ma Iachino no, lui era un vero anarchico, forse uno degli ultimi. Si metteva, senza ritegno, col lapino proprio davanti alla mia auto a caricare i cartoni e ogni volta mi dovevo mettere a cercarlo per fagli spostare il mezzo, perché si infilava in vicoletti strani e bui alla ricerca, da come si intuisce sopra, di scatoloni di cartone.
    Sì perché Gioacchino per gli amici Iachino, da me detto Iachi’, di professione fa il “cartonaro”, e dico di professione, perché lui ci mette cosi tanta dovizia nel suo lavoro, che secondo me dietro ci deve essere cosi tanta esperienza e conoscenza della materia che potrebbe andare a fare il tutor alla CEPU. Continua »

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  • “Chiediamo i danni a Cosa Nostra” al Consiglio comunale

    È di questo pomeriggio la notizia di una mozione presentata dal consigliere comunale forzista Stefania Munafò al Comune di Palermo ispirata dalla petizione Chiediamo i danni a Cosa Nostra. Nella mozione infatti si legge:
    “Considerato che è stata lanciata su internet una petizione in cui si chiede di costituirsi parte civile nei processo di mafia, chiedendo i danni a Cosa nostra. Rilevato che la petizione ogni giorno viene firmata da tutta Italia ed ha quasi raggiunto 10mila firme si chiede che il Comune di Palermo si costituisca come parte civile in tutti i processi in cui taluno sia imputato di reati di mafia; che venga promosso un giudizio civile di risarcimento di danni sopra citati nei confronti di chiunque sia stato condannato per reati di mafia, rivalendosi sui patrimoni direttamente o indirettamente riconducibili, sia in Italia che all’estero agli affiliati a Cosa nostra o alle altre organizzazioni criminali radicate in Sicilia”.

    Noi saremo al Comune e seguiremo l’iter della mozione. Continua »

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  • Impressioni sul principe di Salina

    L’immagine forse più vera che caratterizza il personaggio di Fabrizio Salina è quella che dà egli stesso nel significativo colloquio con Chevalley: «un uomo a cavallo fra due mondi e a disagio con tutti e due».
    Egli infatti è pienamente consapevole del mutare inesorabile dei tempi e si pone nei confronti degli stessi, da un lato, con un certo distacco, dall’altro con attiva partecipazione.Vive la sua condizione di aristocratico con la consapevolezza che il suo è un mondo destinato a scomparire, ma il tutto senza la vanità della nostalgia. Non traspare infatti alcuna forma di rimpianto verso ciò che muta e scompare; è un uomo di cultura, sa bene che la peggiore follia è mettersi contro la Storia! Ma per lui tutto ciò non è neppure passiva rassegnazione. Il suo larvato sarcasmo nei confronti dei “tempi nuovi”, che tutti attendono con ansiosa speranza, non appare con il disprezzo tipico del reazionario che giudica il proprio mondo perfetto e, come tale, lo vorrebbe pietrificato nella roccia del tempo. Egli nulla si attende dai nuovi eventi, tuttavia fa trasparire la consapevolezza che quei «vincoli di decenza che lo legano al vecchio mondo» sono dei vincoli più formali che intimamente sentiti.
    Reazionario o progressista?
    Probabilmente né l’uno né l’altro. Continua »

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  • “Chiediamo i danni a Cosa Nostra” nella finanziaria regionale

    L’emendamento, portato avanti dagli onorevoli Cintola, Cimino, Cracolici e Apprendi, nato dalla petizione Chiediamo i danni a Cosa Nostra, è stato approvato ed inserito nella finanziaria della Regione Siciliana, diventando l’art.17 della stessa.

    Ci riteniamo soddisfatti del risultato ottenuto soprattutto perchè è il risultato di un’iniziativa nata da semplici cittadini. Continua »

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  • Una zagara nel granducato

    Come molti palermitani, sono (segretamente) convinto che il mondo sia la periferia di Palermo e che il popolo siciliano in generale sia il migliore in assoluto, il più preparato, il più adattabile, poliedrico, etc.
    Come molti sanno, da anni ormai non risiedo più al centro del mondo, preferendo la periferia tranquilla e pulita, ora bolognese, ora milanese e infine lussemburghese (passando per le siepi di Bruxelles e Oxford), con posto auto garantito, spazzatura ritirata alla porta di casa e vicini silenziosi.
    Nel mentre di un sabato sera lento, lontano da viaggi, lavoro e stress, cominciai a girovagare per la città in cerca di cibo e conforto casalingo, di quel cibo e quella casa che da ormai un anno mancavano, mi sono ritrovato ad avere accanto a me, ignorato dalla mia fretta e dagli obblighi amicali, un fiore di Sicilia in questo prato vedere che è il Lussemburgo: una zagara. Continua »

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  • Il paese reale

    I vegliardi nel piccolo paesino di provincia si svegliano, fanno colazione, si lavano, si vestono e si danno appuntamento in piazza per dispensare saggezza. Chi ffici, carìu Prodi? Ah, se? Buono! ‘U broccolo a quant’è? Due parole tra una briscola e l’altra sui cofani delle automobili, il matto uscito da uno studio di Rambaldi ti saluta, ti stringe la mano non senza interesse: qualche spicciolo ed è contento. Su’ tutti uguali, è ‘bbiero, ma è miegghiu ca sti comunisti sinni vannu a casa. ‘Un si po’ accattare cchiù nenti. ‘U Palermo cu pigghiò? La fontanella perde da settimane, facendo da sfondo muto ad un’assemblea di cappelli e sigarette che discute degli affari nazionali. Il pensionato porta fuori il cane e da sotto la visiera mi scruta e butta l’occhio sul giornale che tengo sottobraccio, preoccupandosi di capire quale sia la testata e di etichettarmi politicamente, fino al richiamo del guinzaglio. Uomini importanti sentono odor di elezioni e osservano e reclutano. Il ciclista della domenica si allena con due giorni d’anticipo, attento a evitare le auto guidate da gente impassibile. Bene non approfondire, nella convinzione che tutto, nonostante il cambiamento, resti uguale a prima. ‘U viristi chiddu ca sbinìu? Mah, sunnu tutti ‘na manata ri buffuna. Ti saluto, mi va pigghiu ‘u cafè. Po essere ca calò.

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  • Caro Totò, ragioniamo…

    Caro Presidente, scusami se ti scrivo usando un mezzo poco convenzionale come Rosalio, ma quanto sta succedendo mi costringe a pormi delle domande a cui tu solo puoi rispondere dando “soddisppazione” ad una marea di persone.
    Io sono uno che, da garantista sfegatato, ti ha sempre difeso e nel 2006, quando ti sei candidato alla presidenza della Regione da indagato, dissi che fino a quando non c’era una condanna, tu eri un presunto innocente: quindi, in linea con il mio impegno politico, ti ho fatto una campagna elettorale sfegatata. Ti dirò di più: fui orgoglioso di te quando, eletto al parlamento europeo, rinunciasti al seggio (ed all’immunità) per restare nella tua Terra.
    È vero, lo so, è inutile che me lo ricordi: ancora oggi non c’è una condanna passata in definitivo, quindi sei legittimato a restare al tuo posto, però………
    Ci sono troppi però, troppi distinguo, ma soprattutto c’è tanto, tantissimo imbarazzo. Continua »

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  • Aggiornamento “Chiediamo i danni a Cosa Nostra”

    Importanti novità per quel che riguarda la petizione “Chiediamo i danni a cosa nostra”. Come annunciato precedentemente, anche su Rosalio, la petizione è stata portata alla visione dei nostri rappresentanti regionali in occasione dei lavori della Commissione Bilancio all’Ars. Siamo andati a vedere cosa ne pensavano di un diritto della Regione Siciliana mai vantato, ovvero del costituirsi parte civile nei processi di mafia.

    La petizione è stata presentata a tutti i rappresentanti regionali che siamo riusciti a render partecipi. Alcuni, durante i tre giorni di presenza all’ingresso dell’Ars, non li abbiamo incontrati, altri non si sono fermati, altri hanno deciso di rifletterci.
    Siamo riusciti ad ottenere 38/90 firme che riteniamo essere un risultato soddisfacente. Continua »

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  • Un sorriso contro la mafia…

    Lunedì 14 gennaio, ore 11: esco da Palazzo dei Normanni e, come al solito, non ricordo dove ho messo la macchina. Mi fermo, cerco di fare mente locale maledicendo la mia stolitaggine, quando vedo una ragazza avvicinarsi con una carpetta in mano.
    La osservo mentre si avvicina e mi colpisce il suo sorriso: un sorriso aperto, sincero, quasi benaugurante. Penso fra me e me: mi chiederà la solita firma per i bambini del Burundi con relativo contributo economico; certo, con questo sorriso avrà raccolto una manata di soldi.
    Che faccio? Con la mano in tasca cerco un euro, sono pronto a dare la mia solidarietà ai bambini del Burundi (ho seri dubbi sulla veridicità dell’iniziativa) quando lei mi raggiunge e mi dice: Stiamo raccogliendo le firme per chiedere i danni a Cosa Nostra.
    Resto sconvolto: tutto mi aspettavo tranne che mi si chiedesse una firma contro la mafia per mezzo di un sorriso.
    La guardo, mi ubriaco del suo sorriso e firmo senza pensarci 2 secondi. Arrivo in macchina, mi siedo e sto lì, fermo a riflettere su quanto successo. Continua »

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  • E ora risarciteci tutti!

    Per una volta chi scrive su Rosalio non è un singolo autore, ma un gruppo: siamo i promotori della petizione Chiediamo i danni a Cosa Nostra, un gruppo di siciliani, palermitani, stanchi di esser additati nel resto del mondo come mafiosi e stanchi di vedere che chi ama questa terra decide di andare via perché non vede nessuna soluzione.
    La petizione nasce dopo il servizio della nostra conterranea Stefania Petyx che va a Corleone per chiedere, invano, spiegazioni sulla richiesta di risarcimento danni che la signora Bagarella ritiene di aver subito dalla fiction Il capo dei capi.
    La provocazione lanciata da Stefania è stata colta da noi con rabbia e sdegno. Qualcuno si è messo al lavoro per chiedere, a nome di tutti i siciliani, i danni che realmente Cosa Nostra ci ha provocato. La bozza è stata elaborata, supervisionata da addetti ai lavori e finalmente, soddisfatti del risultato raggiunto, si è arrivati il 4 gennaio alla pubblicazione sul sito www.petitiononline.com.
    La petizione è stata denominata NOMAFIA: un urlo corale di tutti i sottoscrittori, stanchi di esser vittime della prepotenza di pochi. Continua »

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  • La questione Emergenza cultura e precariato

    In questi mesi l’incontro Emergenza cultura a Palazzo delle Aquile e l’occupazione dei Cantieri Culturali da parte dei “Precari dello Spettacolo” ha messo in evidenza una situazione drammatica per la cultura cittadina. Circostanza peraltro origine indiretta della nascita del forum di Rosalio a fine agosto, cui simbolicamente Enzo76 ha dato l’estrema unzione su questo blog pochi giorni fa.
    La problematica, grave ed amplia, è stata rappresentata, semanticamente dai vari operatori con le parole Emergenza e Precariato. Queste parole a mio avviso spiegano da sole il disastro nel quale viviamo. Lo stato di emergenza, per definizione, non può prevedere interventi strutturali quanto piuttosto interventi in corsa. Se ho l’emergenza incendio, l’imperativo è spegnerelo, non certo progettare dei sistemi di sicurezza antincendio. E se mi percepisco in una situazione di incendio perenne, spenderò tutte le risorse a buttare acqua sul fuoco piuttosto che a prevenire che gli incendi ri realizzino e questo sia che gli incendi ci siano sia che non ci siano. Questo approccio ha portato nell’ultimo decennio ad una gestione in affanno e di brevissimo periodo, con il risultato, ad esempio, che non esiste a Palermo un regolamento per la gestione dei fondi pubblici per la cultura, la cui spesa è affidata alla sensibilità o alla forza politica dell’assessore o del consigliere di turno; ed alla capacità dialettica da parte dell’operatore di turno di urlare più forte il suo stato di necessità. Continua »

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