Quarto “B&B Day”
Domani si celebrerà il B&B Day, la giornata nazionale del bed & breakfast. Migliaia di B&B concederanno la notte del 6 marzo gratis a quanti vorranno trascorrere un weekend all’insegna dell’ospitalità familiare.
Domani si celebrerà il B&B Day, la giornata nazionale del bed & breakfast. Migliaia di B&B concederanno la notte del 6 marzo gratis a quanti vorranno trascorrere un weekend all’insegna dell’ospitalità familiare.
Live Sicilia, sito di informazione diretto da Francesco Foresta, ha compiuto ieri un anno. È l’occasione per fare gli auguri di buon compleanno e per qualche riflessione personale.
Live Sicilia ha complessivamente fatto buona informazione durante l’anno, in particolare coprendo l’agenda politica regionale e la cronaca. Ciò è stato possibile con una buona squadra (Roberto Puglisi, Salvo Toscano, Andrea Tuttoilmondo, Andrea Cottone, Accursio Sabella e altri). Ho apprezzato particolarmente (non me ne voglia nessuno) Cottone e la sua copertura di alcuni processi. Mi piacerebbe leggere più editoriali di Foresta: è tra i pochi giornalisti capaci di comprendere le dinamiche della politica e di una certa borghesia palermitana (ancora non me ne voglia nessuno; se l’avete perso date un’occhiata all’editoriale sul caso Fragalà) e questo ragazzo va forse spinto a scrivere di più. 😉
Il Tennis Club Palermo 2, in collaborazione con il ristorante La Botte 1962, organizza il corso di cucina I menu del Gattopardo.
Le ricette del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa saranno protagoniste delle otto lezioni con degustazione a cura dei maestri Salvatore e Maurizio Cascino che si terranno al ristorantino sul prato del club di via San Lorenzo ogni giovedì a partire dal 4 marzo dalle 16:00 alle 19:00. L’introduzione sulla cucina siciliana, a cura di Maurizio Cascino, sarà seguita da cinque lezioni dedicate a piatti come il famoso timballo di maccheroni in crosta, la caponata di melanzane, le sardine a beccafico, i pasticci di fegato in gelatina, a cura di Salvatore Cascino. Due incontri, tenuti dal maestro pasticciere Salvatore Cerniglia, saranno rivolti a dessert come biancomangiare, buccellati e cannoli di ricotta, e una lezione sarà a cura di Francesco Pensovecchio.

Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 333 6671280 o visitare il sito www.mauriziocascino.it.
AGGIORNAMENTO: l’inizio del corso è stato spostato all’11 marzo e il termine per le iscrizioni è stato prorogato all’8 marzo.
Un professionista palermitano è stato ucciso vilmente, vigliaccamente, con una capacità di violenza davvero brutale, ben superiore a quella richiesta per premere un grilletto.
È ben nota in natura la manifestazione della violenza con cui l’animale più forte afferma un predominio vitale (almeno per lui) dettatogli dall’istinto. La nostra specie, attraverso il suo faticoso, seppur discontinuo, cammino verso la civiltà, ha voluto sostituire alla ragione della forza, la forza della ragione, regolando e sublimando quella capacità di violenza nel diritto (il processo è un “duello” regolato dalla legge) così come nella corretta competizione economica o in quella professionale che dovrebbe far prevalere i più capaci e meritevoli.
Questi meccanismi di civiltà, a Palermo, ancor oggi non funzionano sufficientemente. Continua »
Oggi, giovedì e venerdi si svolgerà il ciclo di seminari Sinergie per l’ambiente sulle fonti rinnovabili e il sistema di compostaggio dei rifiuti e sulle opportunità per le aree naturali e i piccoli centri urbani della Sicilia.
Il ciclo di seminari, progettato da Graham & Associati, in collaborazione con SoLeXP e CoMeSS, si svolgerà nei comuni di Castelbuono (Palermo), Ramacca e Milo (Catania) a partire dalle ore 9:30.
L’iniziativa è promossa e finanziata dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana – Dipartimento Territorio e Ambiente.
La scorsa settimana il ministro Maroni ha consegnato la una villa del complesso dove fu latitante Totò Riina prima del suo arresto all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. L’intento simbolico è chiaro: un bene che fu della mafia viene assegnato a chi la combatte come “contrappasso”. Ma viene da chiedersi: il giornalismo siciliano oggi quanto contribuisce a combattere la mafia?
Le coraggiose inchieste e le parole di Beppe Alfano, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Pippo Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Giovanni Spampinato, che hanno pagato con la vita, sono ormai lontane e, a parte casi rari come quello di Lirio Abbate (non a caso più volte minacciato di morte), mi sembra di poter affermare che la produzione giornalistica sia spesso legata al contesto processuale (anche con dei buoni esempi come S diretto coordinato da Claudio Reale), arrivi dopo che i fatti siano avvenuti e non smuova le acque quiete in cui Cosa nostra agisce contrastata non senza fatica dalla magistratura, dalla Catturandi e da tanti cittadini che, con l’eco dei boati che portarono via Falcone e Borsellino ancora nelle orecchie, dicono NO e ancora NO. Continua »
Il dizionario del professore Vincenzo Mortillaro è assai sbrigativo: «voce piemontese introdotta nel resto d’Italia ch’equivale a camorra». Insomma la butta larga, come si dice, attribuendone l’origine ai piemontesi, come ogni guaio dell’Isola.
Più ardito il dizionario di Antonino Traina datato 25 giugno 1868: «neologismo per indicare azione, parole o altro di chi vuol fare il bravo…atto o detto di persona che vuol mostrare più di quel che è…nome collettivo di tutti i mafiosi». Che di neologismo si trattasse è vero giacché solo da qualche anno un prefetto aveva sentito parlare di mafia e ne relazionò mettendolo in buon italiano maffia, con due effe! Continua »
Secondo uno studio del docente emerito di psicologia alla Università of Ulster a Coleraine (Irlanda del Nord) Richard Lynn il sud Italia sarebbe meno sviluppato economicamente perché i meridionali sarebbero meno intelligenti dei settentrionali. La causa, spiega Lynn, sarebbe «con ogni probabilità da attribuire alla mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del nord Africa».
Lynn è stato spesso oggetto di critiche per i contenuti dei suoi studi, basati su differenze di razza e sesso.
E dunque, secondo l’assessore regionale Centorrino, tecnico in quota centrosinistra nel governo Lombardo, in nome dell’ottimismo bisognerebbe smettere di leggere Sciascia, Tomasi di Lampedusa, e Camilleri, che rappresenterebbero la sfiga della Sicilia.
A parte i primi due, che sono da tempo scomparsi, Camilleri è benissimo in grado di difendersi da solo dall’accusa di essere un menagramo – particolarmente efferata in ambito meridionale.
Però in una cosa, bisogna ammetterlo, Centorrino ha ragione: quando dice che destra e sinistra ormai sono uguali. Difatti succede indistintamente a tutti quelli che, dopo un’onorata e appartata carriera, arrivano a sedersi su una poltrona di palazzo: cominciano a diventare euforici ed estroversi. Molto euforici e molto estroversi.
Il primo è stato Cossiga, più di recente Brunetta, e ora pure Centorrino, che fino a ieri era considerato “solo” uno stimato economista.
Dev’essere qualcosa che ha a vedere con la rarefazione dell’ossigeno quando si sale improvvisamente di quota.
(in collaborazione con www.robertoalajmo.it)
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha parlato di alta velocità in Sicilia: «Non sono soddisfatto che l’alta velocità arrivi a Salerno; l’alta velocità è invidiata in tutto il mondo, continuo a incontrare ministri di tutti i Paesi, compresi i cinesi che vogliono fare accordi con i nostri ingegneri. L’Italia è una: parte da Milano e arriva a Trapani e Palermo. Abbiamo già aperto un tavolo affinché l’alta velocità possa proseguire fino in Sicilia. L’alta velocità non significa che abbiamo risolto i problemi ferroviari in Sicilia, dove ci sono problemi come il pendolarismo, ma la volontà politica è di migliorare il servizio ferroviario in questa regione».

Mettere su un’impresa non rappresenterà un’opportunità di lavoro per tutti i giovani disoccupati palermitani, ma potrà sicuramente esserlo per molti. Penso che la scolarizzazione avanzata aumenti le possibilità di cogliere sfide imprenditoriali e che le istituzioni e gli ordini professionali dovrebbero prendere a cuore la diffusione e il concreto sostegno alla cultura d’impresa, visto che sarà sempre più debole la domanda da parte del datore di lavoro pubblico mentre i fiumi di risorse pubbliche riversate per l’industrializzazione della Sicilia hanno lasciato, troppo spesso, solo una processione di capannoni vuoti nelle aree industriali così come nelle campagne. Un lavoro meritorio, in questo senso, viene portato avanti, già da alcuni anni, dal Consorzio ARCA a favore di giovani imprenditori che sfruttino l’innovazione tecnologica, ma penso che altre iniziative di “soft economy” vadano altrettanto sostenute e incoraggiate nel settore dei servizi, del turismo, dei beni culturali, dell’agricoltura di qualità, ecc. cogliendo aspetti delle potenzialità del territorio siciliano da valorizzare, magari, con le opportunità offerte dalle tecnologie digitali.
Le considerazioni che seguono vogliono rappresentare un primo aiuto concettuale per chi meditasse di mettersi in proprio. Continua »

I miei amici di I love Sicilia, ottimo mensile di stili, tendenze e consumi in Sicilia che piace tanto dalle parti di Rosalio, oggi sono in edicola con un nuovo numero sulla cui copertina debutta il codice QR, un codice a matrice che include contenuti aggiuntivi visualizzabili usando uno strumento in grado di leggerlo (per esempio un telefonino) e di interpretarlo (magari portando a una pagina web collegata). E sono la prima testata siciliana, pare, a offrire questo servizio ai suoi lettori.
Prima di loro altri giornali, come Panorama e Capital, l’hanno fatto. Eppure tutti sembrano mostrare una gran confusione (quella dell’editoria tradizionale nel mondo di Internet?) perché la maggior parte dei codicini porta a un video.
Perché mi sembra un uso strambo? Continua »
In occasione della Giornata della Memoria l’Università di Palermo organizza un momento di riflessione per ricordare lo sterminio nei campi nazisti e le persecuzioni del popolo ebraico durante la Seconda guerra mondiale e dei deportati militari e politici italiani. Alle 18:00 si svolgerà la celebrazione Giorno della Memoria nella sala Magna dello Steri (piazza Marina, 61). Interverranno il preside della Facoltà di Scienze della Formazione Michele Cometa, la docente di Ebraico biblico e filosofia Luciana Pepi e il docente di Storia della musica moderna e contemporanea Dario Oliveri. Presiederà il rettore Roberto Lagalla.
Il 27 gennaio 1945 fu il giorno della liberazione dei prigionieri di Auschwitz da parte delle truppe alleate. Oltre duemila siciliani vennero deportati e 800 di loro non fecero mai ritorno a casa.

Quando, alcuni anni fa, mi ritrovai per la prima volta tra le mani L’inchiesta in Sicilia di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, edita da Kalos, pensai di leggere una delle più profonde ed attuali analisi di quella cultura, tipicamente siciliana (anzi palermitana), così allergica a regole “uguali per tutti” come accondiscendente con quella prepotenza che suscita più invidia che civile indignazione: la causa mai seriamente rimossa del mancato sviluppo in senso moderno della Sicilia. Con buona pace dei sicilianisti, una simile inchiesta, nel 1875 come oggi, non potrebbe essere fatta altrove, neanche in quella Campania che pure interessò gli stessi autori e che conosciamo come la Gomorra di oggi. Nel 1875, per cercare di comprendere da vicino il retroterra politico elettorale di Francesco Crispi e per scongiurare i rischi di derive socialiste scatenate dalle umilianti condizioni di vita dei contadini, Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, parlamentari liberali del nuovo regno unitario, si recarono privatamente in Sicilia per studiarne le condizioni politiche-amministrative e la condizione sociale dei contadini. Riporto, a beneficio di chi non conoscesse l’opera, peraltro introvabile, un significativo passo di Franchetti sulla borghesia palermitana, i cui appartenenti sono significativamente definiti come i “facinorosi della classe media”. Continua »
Il senatore ed ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro è stato condannato a sette anni in appello per il processo per le “talpe” alla Dda di Palermo per favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio.
In primo grado l’aggravante del favoreggiamento era stata negata e la pena era di cinque anni.
Cuffaro ha dichiarato: «L’avevo già detto e lo ripeto: rispetterò la sentenza con grande serenità, anche se sento dentro la pesantezza, perché non sono mafioso. Questo non modificherà il mio percorso politico».
La magistratura sta indagando su una lettera anonima che contiene dettagli su un presunto progetto per colpire il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il giornalista Lirio Abbate, già minacciato in passato.
A Caltanissetta potrebbe essere nascosto dell’esplosivo per una nuova stagione di attentati. Nelle ultime ore sono state rese note anche probabili minacce al procuratore nisseno Sergio Lari, ai pm Nico Gozzo, Antonio Ingroia e Gaetano Paci e ad altri soggetti.
Gino aveva una borsa “da lavoro” un poco sgangherata e tutta lisa. Era legata con un luppu perché lui ci teneva assai a portarsela appresso, anche se si era rotta quasi subito. Pure se non c’era niente dentro. Ci teneva assai, soprattutto, a non sembrare uno di strada. Perché la strada gli era capitata. Non l’aveva scelta. C’era caduto. Non chiedeva elemosine. Solo, se qualcuno gli dava qualcosa, un panino, una giacca, una coperta, lui se lo prendeva e ringraziava dicendo grazie molto gentile. Per il resto non parlava mai con nessuno. Non aveva fatto amicizia con gli altri che stavano là. Parlava da solo. O almeno gli altri erano convinti che parlasse da solo. Parlava col vento lui.
Prima aveva avuto un lavoro. Serviva ai tavoli in un bel ristorante, vicino al mare. Si vedeva la muntagna e lui si sentiva tutto contento quando, finita la serata, si fumava una bella sigaretta (se ne poteva comprare due al giorno sfuse, a 5 lire l’una, ma se le faceva bastare) affacciato al belvedere con la muntagna che fumava pure lei, come lui, affacciata sul mare.
Poi gli capitò che cadde innamorato. Proprio così. Truppicò nell’amore. Gli piaceva come lo diceva lei, mentre rideva: sono caduta nell’ammore, gli suonava come una musica, gli pareva una fatalità. Che ci traseva lui? Era caduto nell’amore. E ci era rimasto, come un fissa, per tutta un’estate a zappare i suoi sogni di cameriere che cade nell’amore per una ragazza bianca bianca e sicca sicca, piena di lentiggini e furastera. Ma era caduto… Continua »
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