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martedì 17 feb
  • “A casa nostra”

    A casa nostra

    Rosalio e Radio Time invitano i primi 10 di voi che commenteranno questo post alla prima cinematografica di A casa nostra di Francesca Comencini che si terrà stasera alle 21:00 al cinema Gaudium (via D. Almeyda, 32). Ciascun biglietto consente due ingressi. Verranno presi in considerazione soltanto commenti che forniscano un indirizzo e-mail valido per ricontattarvi e richiedervi i nomi da inserire in una lista per l’accesso al cinema. Fate in fretta!

    Il film è stato presentato a CINEMA. Festa Internazionale di Roma. La storia è ambientata a Milano e riguarda il rapporto dei protagonisti con il denaro. Il cast è composto da Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Elena Bellini, Paolo Bessegato, Teco Celio, Valeria Golino, Bebo Storti e Luca Zingaretti.

    Palermo
  • Cu nesci arrinesci

    Voi lo sapete che i siciliani sono emigranti: spinti dalla fame hanno girato il mondo, varcato i sette mari e attraversato continenti, hanno lasciato la loro terra, con enormi sacrifici persino riuscendo a spuntarla, a farsi avanti nelle difficili realtà di arrivo.

    Insomma, “cu nesci arrinesci” lo avremo sentito ripetere mille volte: chi esce dalla Sicilia, secondo il noto proverbio, può solo migliorare, dato che qui, nella nostra isola, solo arretratezza e stenti.

    Liberarsi dagli stereotipi veicolati dal senso comune è, come potete immaginare, però, molto difficile.

    Avete presente Massimo Troisi in “Ricomincio da tre” alle prese con il suo viaggio? Per chi lo osservava, in quanto meridionale, egli non poteva essere considerato come un semplice viaggiatore, doveva per forza scappare, doveva per forza partire per non tornare. Non poteva essere altrimenti, tanto che, a nulla valendo le sue proteste, non poté far altro che arrendersi alla pervasività e alla forza dello stereotipo che lo seguiva ovunque andasse: “si si, ha ragione lei, sono un emigrante”. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Selezioni per il “Politeama Festival”

    Sono aperte le selezioni per il Politeama Festival – 1° Trofeo Città di Palermo. La manifestazione musicale si terrà il 18 dicembre al Teatro Politeama ed è patrocinata dalle presidenza della Regione Siciliana e della Provincia di Palermo e dagli assessorati regionale e provinciale al turismo, sport e spettacolo. Presenteranno Salvo Melia e l’ex miss Italia Denny Mendez. Saranno ospiti Gatto Panceri, Ivana Spagna e Paolo Vallesi.

    La selezione è riservata a cantanti, cantautori e gruppi siciliani che possono inviare un brano edito o inedito in lingua italiana in cd e/o minidisc a: Novamedia S.r.l., via Libertà n. 80 – 90143 Palermo. Saranno selezionati i migliori quindici. Maggiori informazioni allo 091 7302996.

    Palermo
  • I morti camminano

    Non chiamiamola Halloween, per favore. Non voglio fare la purista della lingua italiana, ma questa volta ai “miricani” li abbiamo superati. Quando loro ancora non sapevano neanche di chiamarsi americani, noi già festeggiavamo la vigilia di Ognisanti in Italia e la celebrazione dei Morti a Palermo. Non so voi, ma io per la “festa dei morti” andavo in visibilio, forse più che per il Natale. A casa mia la tradizione era ed è tutt’oggi la seguente…l’1 mattina si cercano i regali. Sveglia prestissimo la prima delle due sorelle che si fosse svegliata prima aveva il compito di svegliare l’altra e poi, insieme nel lettone di mamma e papà per iniziare la ricerca. La notte prima si andava a letto presto perchè i “morti” dovevano nascondere i regali, “i morti camminano”, diceva mia madre. Queste parole non mi hanno mai spaventata, per quanto per natura fossi abbastanza impressionabile, con buona pace di chi dice che i bambini sono soggetti deboli che credono a tutto quello che sentono e se guardano un film di superman, poi, volano dalle finestre. Continua »

    Palermo
  • I morti

    Mio padre abita al civico 418 di via Cimitero dei Rotoli. Non pensava di morire, perciò non fece in tempo a comprarsi un loculo. Le zie e la nonna materna gli regalarono un posto, nella tomba di famiglia. Quando lui morì, loro non erano ancora morte.
    Ero al cimitero con Paola, l’altra volta, e non trovavo la casa nuova di mio padre. Mi sono arrabbiato. Ho urlato: “Dove sei? Perché ti nascondi?”. Ho sentito lo strattone di una mano invisibile. Dovevo andare di là. “Vado di là”, ho detto. Ho scoperto il domicilio funebre esatto, col nome e cognome sulla lapide, ma senza il campanello per suonare.
    Aspettavo i morti già la sera che precede il due di novembre. La consuetudine voleva che i trapassati lasciassero, col buio, un soldino luccicante d’oro – di solito una moneta da duecento lire – in qualche angolo nascosto. La notte prima mi sforzavo di non chiudere gli occhi per incontrare i defunti, che, nel tempo dell’infanzia, formavano una squadretta consunta, capitanata da una trisavola con i baffi da maresciallo. La mattina dopo si pregava. Sul comò c’erano le foto di chi non era più. Alla fine delle preghiere, partiva la caccia al tesoro. Drappelli di bambini scatenati scorrazzavano sulle mattonelle della casa delle zie, il due di novembre ormai era stato raggiunto. Continua »

    Ospiti
  • Purtroppamente (n.8)

    Io non lo so ma quando c’è l’ora legale io non mi sento tanto bene perché mi sento taliato. È come se mettessero un puntuniere davanti al portone del condomino e così Giovanni, il portiere, deve andare a buttare i sacchetti della munnizza dalle ore 18 alle ore 22 invece di farlo alle undici di mattina doppo avere passato il cannavazzo nella portineria. Mi sento con un carrubbo in macchina che quando c’è il rosso e io, automaticamente, passo mi dice: ma dove vai? Non lo vedi che c’è il rosso? Mi sento come se guardo la impolletta della luce e non posso dormire sino a quando non la vado a pagare invece di tappiarcela tanto se me la tagliano io esco il filo dal balcone del tinello e mi attacco e chi si è visto si è visto. Continua »

    Purtroppamente
  • Novembre

    Marcellino, il tuo novembre era raggiante, una gardenia che si apre al sole, il coraggio ricercato e ottenuto d’attuffàrsi in mare da uno scoglio di undici metri. Il mio novembre invece già allora era stanco, ossa fradice di pioggia che mal sopportano ‘stu minchia di tempo ccà.
    Sempre piove a novembre. Sempre.
    Chìsta era la risposta che ti davo ogni volta che tu mi domandavi: “Davidù, ti piace Novembre?”.
    Io lo so che era il tuo mese del cuore. La mia risposta era però -concedimelo questo- il modo più elegante per dirti che a mmìa novembre mi fa cacare. E tu, comunque, tu lo sapevi che a mmìa novembre ‘un mi calava giù, manco pì niente. Pioggia, maglioni, raffreddori. Ma come mi fa a piacere novembre?
    Ma tu, Marcellino, tu mi dicevi: “Nooo, è il carico di senso di novembre che ti fa scantàre, Davidù, ‘u fatto ca novembre ti impone riflessioni profonde e crudeli. E tu, chìsto, ‘un ‘u sopporti. Sì, gli altri mesi ostentano, ma a novembre si impara il mestiere della tessitura. E proprio perché l’estate è ancora chiara nella memoria, i corpi si coprono e quindi si impone allo sguardo la sottile arte del celare”.
    Accussì mi dicevi ed io, grevio: “Marcellino: riflessioni profonde e crudeli… mestiere della tessitura… sottile arte del celare… ma comu minchia parli?”.
    E tu Marcellino, tu mi sorridevi dai tuoi ventanni, ed in quel novembre millenovecentonovantaquattro sostavi zitto e solo nell’angolo più tenue di una Palermo umiliata dalla pioggia che minchia non finisce proprio cchiù ‘i piovere, diocristo. Continua »

    Palermo
  • Blatte

    Non è che se lo dice leconomist o il finanzial taim allora iè sacrosantissima verità.
    Questo pecchè la verità, a quanto arrisutta a mia, la dissero in trè pessone solamente contate sulla mano di un cristiano: Dio, suo Figghio e lo Spiritosanto. Gli altri, come nella fatte e inspecie il signor Blatte, si passano il tempo a babbiare e a fottere il prossimo tuo come l’altro fotte te stesso.
    Intanto i gionnali stranieri dicono che da quando pigghiarunu a mia le scuadre della Sicilia bedda si misero a vincere. Questa mi pare proprio una malapenzata. Come se io fussi iettaturi o come a dire che se u Milan si rimette a giocare, il cavagliere si trova i carrubbineri in casa.

    Ospiti
  • Armature mentali

    È più tardi del solito, la fame me l’assicura. Dalla finestra del mio ufficio lancio un ultimo sguardo ai tetti di Palermo avvolta in una luce autunnale abbagliante. Prendo la borsa e via. L’ascensore mi si chiude alle spalle, ne gusto la penombra. Scorro mentalmente i piani, cinque, tre, uno. Livello zero. Rumori. Duomo uscita linea gialla. Sono la Tea, Miki mi ha parlato di te. Dove l’hai raccattato questo qui? Estasi neoshamaniche. Capanna sudatoria dei Lakota. Che caldo che fa, sembra estate. Respiro attento, cerco l’ossigeno tra le polveri sottili. Mi avvio verso la fermata dell’autobus. Continua »

    Palermo
  • Halloween o Alloui’

    Vorrei spendere solo due parole sul dilagare di una nuova moda: la festa di Halloween.
    I bambini americani, la notte del 31 ottobre, vanno in giro per il quartiere a recitare questa filastrocca:
    Trick or treat?
    Give me something nice to eat
    give my friends something too
    or we’ll play a trick on you
    ”.
    Che tradotto suonerebbe grosso modo così:
    Scherzetto o dolcetto?
    Dammi qualcosa di dolce da mangiare,
    danne anche al mio amichetto
    o ti tiro uno scherzetto
    ”.
    Ora, voi riuscite a ricordare qualcosa di vagamente simile nella vostra infanzia?
    Si può sapere perché quest’urgenza di importare pure sta fissaria dall’America?
    Che poi nella più rosea delle ipotesi diventa la festa di ALLOUI’! Continua »

    Palermo
  • Quelli di Bensonhurst

    A molte leghe da Manhattan, dopo una crociera sulla linea M della metropolitana, dopo aver attraversato binari sopraelevati coperti di graffiti, un quartiere interamento cinese e uno animato solo da ebrei fondamentalisti, scendo alla fermata della diciottesima avenue e mi ritrovo a Bensonhurst, Brooklyn. Esco dalla stazione e vengo accolto da una sfuriata di clacson di poche auto bloccate in un mini ingorgo. La cosa mi suona familiare, e, d’altronde, è per questa ragione che mi trovo qui, per cercare quello che mi è familiare, ma che qui potrebbe essere un po’ diverso.

    Sono, per così dire, inviato da Rosalio a cercare i palermitani di New York, quelli veri, non quelli finti di Mulberry Street, nella cosiddetta Little Italy, che sono più americani del tacchino del giorno del Ringraziamento, è che non sanno più nemmeno parlare la nostra (sicula) lingua madre. Mi inoltro un po’ a caso per Bensonhurst, anche se tutto quello che c’è di importante si trova sulla strada principale, la diciottesima appunto. Vorrei entrare in molti posti, ma sono tutti strettamente riservati ai soci, mi incuriosice per esempio il club della Congrega di San Vito di Ciminna, o quello de I figli di Sciacca, mi chiedo se i soci debbano essere originari dei rispettivi paesi e quanti ve ne siano da queste parti.

    Mi tocca camminare un po’ per arrivare all’associazione più famosa da queste parti, la Society of Santa Rosalia, che organizza ogni settembre il Festino della Santuzza. Il carro attraversa un lungo pezzo della diciottesima e si ferma solo all’incrocio con la 53esima quando inizia la zona degli ebrei sefarditi. I siciliani accorrono da tutta New York per vedere il Festino, che loro chiamano semplicemente “the Feast”. Continua »

    Ospiti
  • Ma è tutto vero?

    Ieri sera mi chiedevo: “ma è tutto vero”?
    In 10 giorni abbiamo battuto a domicilio Eintracht Francoforte, Milan e Fiorentina. E in mezzo la vittoria contro il Messina nel derby.
    Adesso continuiamo ad essere primi in classifica, insieme all’Inter, con quattro punti di vantaggio sulla Roma. Sogno o son desto?
    No, non sogno, il Palermo è ormai una realtà del calcio italiano.
    E così fanno 10 vittorie in 12 partite, un ruolino straordinario. E dire che le due sconfitte sono arrivate contro Empoli ed Atalanta, non certo formazioni di prima fascia.
    Il Palermo è autorizzato a sognare. I perché sono diversi.
    Perché ha una grande squadra.
    Perché ha un grande allenatore.
    Perché ha uno stadio che come pochi possono rappresentare un’arma in più a favore.
    Perché non c’è la Juventus.
    Perché il Milan è già distante 14 punti.
    Perché la Roma non è continua.
    Perché l’Inter non vince da troppo tempo e ha una squadra mal costruita in sede di mercato.

    Ve ne viene in mente qualcun altro? Se sì vi prego di dirmelo.

    P.s.: vogliamo spendere due parole sull’articolo del Financial Times? No. Mi viene in mente solo questa frase: caro giornalino inglese, le tue parole scivolano sui binari della mia indifferenza. Sbaglio?

    Palermo
  • Riapre l’ex convento di San Biagio

    Stamattina alle 11:30 il sindaco Diego Cammarata inaugurerà i locali restaurati dell’ex convento di San Biagio (piazzetta della Canna) che verrà utilizzato come sede di uffici comunali.

    L’immobile faceva parte del monastero di Santa Maria di Montevergini, il cui nucleo originario risale alla fine del 1400. I lavori di restauro sono costati più di due milioni di euro.

    Palermo
  • Esercitazione antiterrorismo allo stadio

    Oggi pomeriggio alla stadio “Renzo Barbera” si è svolta la simulazione di un attacco terroristico. Erano coinvolte le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la polizia municipale, le strutture della Protezione civile regionale, provinciale e comunale, il 118, la Croce rossa, l’Ausl 6 e l’Esercito con il coordinamento della Prefettura.

    Lo scenario ipotizzato era quello di un attacco terroristico con agente chimico non convenzionale all’interno della struttura sportiva, realizzato con il rilascio di gas nervino. L’attacco avrebbe causato cinque decessi, venti feriti e dieci intossicazioni, tutti virtuali.

    Palermo
  • I luoghi dell’anima

    Ci sono posti che non scordi più…luoghi impressi nella memoria dell’anima, case che sono state divorate dal tempo, sbattute dalla pioggia, rosicate dalle erbacce, arse dal sole, ma dentro di te vivono ancora…
    E succede, all’improvviso, che mentre sei in mezzo agli altri, una parola, un profumo, una faccia ti spediscano là…nella casa dell’anima…e da là non vorresti tornare più.
    E ti pare di sentire il fresco delle stanze in un pomeriggio d’afa, quando fuori il sole cuoce i sassi,
    di mordere il pane conzato con l’olio nuovo, quello verde che ancora brucia,
    di vedere i pomodori appesi al tetto a seccare,
    di affondare la faccia in un lenzuolo steso ad asciugare,
    di ascoltare racconti su chi partì per l’America, con un baule pieno di speranze e non se ne seppe più niente,
    di toccare le more rosse e succose quasi nere e di macchiarti le dita e le unghie e i denti,
    di scorgere una troffa di ginestra imperiosa, gialla e prepotente in mezzo alla lava dura di cent’anni, di cogliere il basilicò che facciamo la pasta sennò si perde,
    di abbracciare il legno ruvido di un cèvuso che fu piantato quando nascesti tu, ti ricordi? E ora guarda quant’è fatto,
    di sentire le gambe che pizzicano perché sei coi piedi quasi dentro al fuoco della conca,
    di inspirare dalla strada l’odore del carbone che ti entra su per le nari fino al cervello,
    di stringere quelle mani uguali uguali alle tue, precise, la stessa forma delle dita, ma come si fa, nonna?
    Di correre attorno a una isterna scrostata appresso a un cane che si chiama Fiorello…
    E poi ti ridestano…ti chiama una voce per farti tornare indietro da quella casa…
    Sarà che fuori piove…ma stasera ho voglia di restare qua, nella casa dell’anima…

    Sicilia
  • Apre il consolato del Marocco

    Inaugura oggi alle 19:30 il consolato generale del Marocco, primo nel sud Italia. La sede è in via villa Verona, 35 (nel quartiere San Lorenzo). Contestualmente viene inaugurata una collettiva di otto pittori promossa dalla Provincia Regionale di Palermo. Saranno presenti il presidente della Provincia Francesco Musotto, il ministro delegato incaricata della comunità marocchina all’estero Nouzha Chekrouni, l’ambasciatore del Marocco in Italia Tajeddine Baddou e il console generale del Marocco in Italia Youssef Balla. Continua »

    Palermo
  • Un nuovo Cav in un locale confiscato

    Oggi alle 17:00 verrà inaugurato in un locale confiscato alla mafia un nuovo Centro “Aiuto alla vita”. L’immobile si trova in corso Tukory 182/184 e alla cerimonia saranno presenti il cardinale Salvatore De Giorgi e l’assessore al patrimonio Pippo Enea che illustrerà le finalità e gli obiettivi sociali che persegue l’associazione che gestirà i nuovi locali. I locali sono stati ristrutturati con il contributo della Fondazione Banco di Sicilia, della Curia di Palermo, di Banca Nuova e di alcuni aderenti alla Camera di Commercio di Palermo.

    I volontari del centro assistono le donne in difficoltà per aiutarle a portare avanti le gravidanze indesiderate. Gli orari di apertura rimarranno invariati (dal lunedì al giovedì, dalle 9:00 alle 12:00). Per contattare gli operatori è anche possibile lasciare un messaggio alla segreteria telefonica allo 091 6518883.

    Palermo
  • Biblioteche: un circuito e un’apertura

    L’assessore alla cultura del Comune, Tommaso Romano, ha annunciato la nascita di un circuito delle biblioteche private cittadine e la costituzione di un tavolo permanente. Presto potrebbero nascere un catalogo unico catalogo unico online e iniziative congiunte. Tra le biblioteche coinvolte ci sono quella dell’Arsenale borbonico (specializzata in libri sul mare, con oltre duemila volumi), la biblioteca Ars Nova (centro di documentazione per la musica, con migliaia di volumi e spartiti musicali), la biblioteca Ester Mazzoleni (quattromila volumi e numerosi spartiti musicali, libretti d’opera e foto d’epoca), la biblioteca d’arte Francesco Carbone a piazza Monte di Pietà (duemilaottocento volumi e la raccolta di scritti di Francesco Carbone), la Galleria Studio 71 (biblioteca d’arte specializzata con quattromila libri), la Biblioteca della Concordia dell’Istituto superiore difesa delle tradizioni (oltre duemila volumi), la biblioteca Imago di Cardillo (circa sedicimila volumi), la biblioteca del Parco letterario Tomasi di Lampedusa (migliaia di volumi sulla storia siciliana e libri e fotografie sul Gattopardo) e la biblioteca Claudio Gerbino “I draghi locopei” di via Parlatore (aperta 12 ore al giorno con 26 posti lettura).

    Aderisce al circuito anche la e neo-costituita biblioteca Nino Muccioli (via V. La Mantia, 76) che conta millecinquecento volumi e che inaugurerà stasera alle ore 21:30. La biblioteca verrà utilizzata anche come sede di incontri d’arte, concerti acustici, caffè letterario e luogo per la presentazione di anteprime discografiche, librarie e mostre.

    Palermo
  • Chiusura parziale di via Principe di Scalea

    Da oggi e per due settimane (fino al 15 novembre) un tratto di via Principe di Scalea rimarrà chiuso per consentire i lavori di costruzione dei rami di allacciamento alla nuova rete fognaria di Mondello.
    Il tratto interessato è compreso tra la via Galatea e l’impianto di sollevamento dell’Amap che si trova 350 metri più avanti, in direzione Valdesi. Per consentire il passaggio degli autobus sarà in vigore il divieto di sosta ambo i lati con rimozione coatta in via Armida e in viale dei Pioppi.

    Durante il periodo di lavori la chiusura verrà interrotta nelle giornate di sabato e domenica.

    Palermo
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