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  • Le nuove linee tranviarie e le discutibili argomentazioni del Comune

    Le nuove linee tranviarie e le discutibili argomentazioni del Comune

    L’amministrazione comunale di Palermo ha presentato ufficialmente il progetto definitivo dell’estensione della rete tranviaria con tre nuove linee, con una conferenza stampa tenutasi lo scorso 9 ottobre.

    Un progetto in parte necessario, dal momento che risolve uno dei problemi fondamentali dell’attuale rete tranviaria: quello di non essere affatto una rete: la linea 1, infatti, va congiunta con le altre tre, al fine di razionalizzare la gestione complessiva del sistema. Entrando nel merito, tuttavia, ci si rende conto che il progetto pretende un po’ troppo, affidando al vettore tranviario un ruolo che non può sostenere e perdendo, in tal modo, la visione di insieme della mobilità cittadina. Imprescindibile, in tal senso, è il rapporto con gli altri vettori esistenti o previsti, come la MAL (Metropolitana Automatica Leggera), da sempre presa in scarsa considerazione dall’amministrazione in carica. Proprio in conferenza stampa, il sindaco Leoluca Orlando ha rappresentato tutta la propria perplessità sul sistema sotterraneo, a causa degli eccessivi costi di costruzione. Peccato che la MAL andrebbe realizzata in Project Financing e che le somme a carico pubblico sarebbero persino inferiori a quelle previste per l’estensione tranviaria.

    Giusto Catania, Assessore alla mobilità, ci ha invece informati che «il progetto della MAL sarà valutato in fase di monitoraggio» e che quindi ogni valutazione sulla MAL è rinviata al 2024 «quando avremo chiari i flussi di spostamento con la realizzazione del tram». Come dire: secoli di scienza ed economia dei trasporti andati in fumo. Se, infatti, occorre realizzare un’opera pubblica (tram) per capire se ne serve un’altra (MAL) chi scrive si chiede a cosa servano quei complicati algoritmi che calcolano, in tempi ben più brevi, flussi di traffico ben più complessi. Ed a costi ben più ridotti.

    In realtà, di studi sui flussi di traffico ne sono stati fatti parecchi a Palermo, ed anche in tempi recenti. L’ultimo, proprio allegato al progetto preliminare della MAL datato 2014, riporta una stima di circa 12300 passeggeri/ora per direzione sul’asse fondamentale della città, proprio dove dovrebbe snodarsi una delle nuove linee tranviarie che, al massimo, può veicolarne 3500. Uno studio realizzato senza l’ausilio del sopra citato monitoraggio quinquennale previa realizzazione di una linea tranviaria…. E di cui questa amministrazione, con delibera n. 257 del 21/12/2017 ha sancito la «presa d’atto dell’approvazione in Conferenza dei Servizi»; atto propedeutico alla liquidazione della relativa parcella ai progettisti. Soldi nostri, a quanto pare spesi inutilmente.

    Altre granitiche convinzioni sono state snocciolate, nella stessa occasione, dai nostri amministratori: come ad esempio che il tram, correndo in superficie, riqualifica le aree urbane in cui passa mentre la metropolitana, che ha la pessima abitudine di infilarsi sottoterra, no. In effetti, a Palermo, il passaggio del tram, una bella sistemazione alle strade percorse ed alle immediate vicinanze l’ha data: vedasi ad esempio il ponte sulla stazione Notarbartolo. Peccato che non se ne siano accorti gli abitanti dello periferie, fra i quali, indisturbati, si nascondono quelli che, per nulla riqualificati, prendono regolarmente a pietrate ogni tram che passa. A proposito di riqualificazione urbana, appaiono condivisibili le perplessità espresse da molte autorevoli professionisti circa il sostanziale snaturamento di strade storiche come via Libertà, che sarebbe trasformata in qualcosa di ben diverso dal viale alberato sognato dai rivoluzionari del 1848. Così come appare più che discutibile la soluzione adottata per via Marchese di Roccaforte, pedonalizzata integralmente per «vocazione naturale» al commercio, come è stato dichiarato. Vocazione che gli estensori del PGTU (tuttora vigente) forse non avevano compreso, dal momento che hanno inserito la strada tra le principali arterie veicolari cittadine.

    Per concludere, un accenno al problema più gravoso di tutti: quello dei costi di gestione. Vale la pena rammentare che, solo per le linee tranviarie in esercizio, essi ammontano a oltre 11 milioni di euro l’anno: tutti a carico di Amat, che, assicura il sindaco, gestirà sia le attuali che le future linee tranviarie.

    Bene farebbero, a questo punto, i nostri amministratori, a considerare i tram per quello che effettivamente sono: strumenti per la mobilità delle persone, non certo panacee di tutti i mali. Ed a fare i conti con i numeri, piuttosto che con le opinioni, peraltro opinabili.

    Altri approfondimenti sono disponibili su www.siciliainprogress.com.

    (in collaborazione con Palermo in Progress)

    Palermo
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