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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Senza Contratto: “La metafora del gilet”

    È arrivata su YouTube la puntata La metafora del gilet della nuova serie web dagli alti contenuti morali Senza Contratto.
    Il progetto è completamente NO BUDGET, in linea con lo spirito della serie (senza contratto di lavoro, senza contratto d’affitto…) e racconta le disavventure di emigranti in terra romana, tra amicizia e problemi da coinquilini.
    La serie è scritta e diretta da “Fili e Lacrime”, dietro la quale troviamo camuffati Nicola Di Roma (31, casertano) e Carlo Loforti (25, palermitano).
    Ad essa lavorano due attori palermitani, Alessio Bondì (23 anni, interpreta Nicola)) e Alessio Barone(28, interpreta Carlo), entrambi trapiantati a Roma. Al momento nella squadra annoveriamo anche gli attori Matteo Vanni (toscano, interpreta Gabriele) e Diego Facciotti (veneto, interpreta Riccardo). Continua »

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  • L’attesa dietro quella porta…

    L’attesa dietro quella porta...

    Passiamo la maggior parte della nostra esistenza
    in attesa di qualcosa o di qualcuno:
    la notifica di un sms di risposta,
    l’apertura del gate con l’uscita della persona amata,
    il proprio turno alle poste,
    il beep del timer del forno a microonde,
    le patatine da accompagnare alla birra,
    che lei appoggi la sua mano sulla tua,
    che il prof ti dia il voto,
    che arrivi il ciclo,
    che nasca tuo figlio,
    che si volti per l’ultima volta prima di uscire da casa,
    che ti dica ti amo,
    che tu le dica non ti amo più.
    Da un po’ di tempo la mia attesa è invece dietro
    quella porta della terapia intensiva. Continua »

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  • Gli “animali” di Monte Pellegrino

    Capita spesso che mi ritagli del tempo per fare una passeggiata nella “Riserva” di Monte Pellegrino, una splendida macchia di verde all’interno della nostra grigia città.
    Lo trovo un valido metodo per staccare la spina dal tran tran quotidiano, in qualsiasi punto della città ti trovi, sai che a tot Km da te c’è un paradiso naturale a tua completa disposizione e sopratutto GRATIS.
    Fauna e flora fanno da padrone, ovunque guardiate potrete ammirare le simpatiche lucertole (Podarcis siculus) mentre si scaldano sotto il tepore dei raggi solari, rospetti (Bufo viridis) appena nati che gironzolano a destra e manca in cerca di cibo ecc ecc.. Insomma, se le vostre intenzioni erano quelle di stare a casa ed ammirare i paradisi naturali che mostrano in tv, il mio consiglio è quello di schiodarsi dalla poltrona e fare quattro passi a Monte Pellegrino.

    Un’altra specie molto interessante appartenente al regno degli animali è quella del “Palermitanus ingrasciatus ingrasciatus”. Continua »

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  • Raccogliendo la spazzatura da un bidone

    Questo è quanto hanno lasciato davanti l’ingresso di casa mia quelli dell’automezzo 2181 dell’AMIA il 4 giugno alle 16:30, dopo aver raccolto la spazzatura da un bidone (mica 100).
    Insomma, 400 euro di Tarsu…commentate voi che se lo faccio io rischierei di venire bannato.

    Raccogliendo la spazzatura da un bidone

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  • Fra l’uomo e la donna si mette Zuckerberg

    Se è vero che il mezzo è il messaggio, facebook, il mezzo, ha cambiato la comunicazione e quindi la relazione. Complicandola.
    Come se non bastassero la distanza siderale fra Marte e Venere, le differenze fisiche, ormonali, muscolari e culturali, fra l’uomo e la donna si mette Zuckerberg. Mani in fianco ed entusiasmo irritante, ciabatte e felpa col cappuccio. Peter Pan in casual friday. Il terzo incomodo nel lettone.
    Perché se prima i messaggi da decodificare erano solo quelli analogici, tono della voce, gestualità, postura, adesso bisogna interpretare il mi piace, il commento, l’aggiornamento di status, i video… Cose su cui, il più delle volte, noi donne palermitane facciamo romanzi, elucubrazioni mentali… Mentre i maschi scrivono cose a casaccio, buttate lì senza pensarci troppo… Prendiamo il mi piace. Ah! Ingenui, se pensate che per le donne mi piace significhi mi piace… Dietro quel pollicino alzato si nasconde una foresta di simboli, rovi semantici, trappole di doppi sensi, buche di non detto, sibili di suggerimenti subliminali… Continua »

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  • L’ABC…del ciclista palermitano

    Oggi il mondo è un piccolo grande villaggio globale in cui la cura del proprio territorio, di tale villaggio, passa attraverso l’attuazione delle regole civiche che diano un senso di collettività attiva, epurata da divisioni da relegare al passato. Il pianeta Terra chiede un po’ di pace, l’ascolto silenzioso dello spirito, del tempo condiviso: umanità. Ed è forse questo il motivo per cui proliferano movimenti, associazioni, comitati, gruppi sui principali social network, dal virtuale della mente o della rete. Vi chiederete quale sia la novità visto che di robe simili se ne parlava già dieci anni fa.

    Palermo qualche anno fa non era abituata all’”apparizione” di gruppi tanto maturi da investire tempo e risorse nell’apertura di un parco, nello spingere verso gli acquisti eco-solidali o collettivi, nel divenire tra le principali voci dell’antimafia e da qualche anno fa da capofila tra le città italiane che pretendono una mobilità ciclistica.
    I ciclisti, in primis cittadini, che per amore dell’ambiente e di sè, che per sport e svago, o per pura poesia si ritrovano in tale dolce cammino, stanno aprendo le menti dei concittadini e connazionali verso un ecosistema vivibile e una diversa prospettiva d’osservazione.

    A Palermo l’associazione senza fini di lucro Coordinamento Palermo Ciclabile-FIAB da circa sette anni ha fatto miracoli, ha dato battaglia in campo aperto, con tutte le avversità fisiche, politico-burocratiche, la mancanza di volontà, che circondano la città e la Sicilia. Essendo associata alla FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, e con l’interattività della rete si è creato un movimento intorno a un tema, che prima si disconosceva: la mobilità sostenibile, attraverso pedalate in città, con gite fuoriporta nella provincia siciliana, in incontri tra pochi indios o in pedalate-adunate oceaniche.

    Ora il gruppo spesso è manifestazione itinerante tra la città, durante la pedalata serale Selle di Stelle, al suo sesto anno di vita. Continua »

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  • Palermo vista dalla Georgia

    In seguito ai conflitti scoppiati negli anni ’90 in Georgia, centinaia di bambini tra i circa duecentomila sfollati dall’Abkhazia vennero ospitati da alcune famiglie siciliane per trascorrere le loro vacanze estive in Italia, in virtù di un gemellaggio tra i comuni di Tbilisi e Palermo e dei legami tra le due società civili. In moltissimi casi l’esperienza siciliana rappresentò per quei ragazzi una opportunità unica per sollevarsi dal difficile contesto del dopoguerra, imparare una nuova lingua e sviluppare legami affettivi che durano ancora oggi.
    Alcuni di questi bambini e ragazzi, che oggi hanno tra i venti e i venticinque anni, nel tempo sono tornati a trovare le loro famiglie ospitanti e in alcuni casi hanno deciso di venire a vivere in Sicilia. Ruska ad esempio 5 anni fa ha deciso di intraprendere gli studi qui a Palermo. Continua »

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  • Breve ritratto di una società bloccata

    C’è un proverbio arabo che recita: «Il genere umano si divide in tre classi: gli inamovibili, quelli che sono mossi e quelli che muovono». Probabilmente sarà così per il genere umano, ma la classificazione mi sembra più calzante per la società italiana. Le categorie fornite da questo anonimo e saggio arabo sono perfettamente applicabili nel Bel Paese in quasi ogni settore dalla politica al mondo del lavoro.

    Gli inamovibili sono indubbiamente quelli che fanno la parte del leone, i più temibili ma anche i più invidiati. L’Italia è per antonomasia il paese degli inamovibili: ci sono persone che occupano le stesse poltrone per anni, che sono sulla scena politica da decenni e che di volta in volta si ripropongono come se nulla fosse. Se in altri paesi del mondo è impensabile vedere le stesse facce nella tornata elettorale successiva, o in alcuni contesti lavorativi, in Italia per il ricambio, non solo generazionale, ci sono dei tempi da era geologica.

    Dopo gli inamovibili ci sono quelli che sono mossi. Forse sono la maggioranza in Italia. Ma cosa li muove? Continua »

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  • Eroe per caso

    Qualche giorno fa sono stato fortunato. Ho avuto modo di vedere da vicino, per caso un eroe. Mi trovavo sull’autobus verso le sei del pomeriggio. Il caos affollava il traffico, dentro e fuori. Improvvisamente sono saliti ben tre controllori dei biglietti. Le facce della gente chiedevano giustizia, il malcontento montava sordo, il livello di guardia superato. Finalmente dopo qualche minuto di estenuante attesa in cui l’adrenalina diventava adrenal…ona, l’eroe è sceso in campo. Ha puntato dritto negli occhi un extracomunitario “spardato”, con poco presente e senza futuro e gli ha dato una lezione esemplare. Dal momento che si trovava senza biglietto, gli ha esteso una bella multa «tanto cinquanta euro per pagare ce li hai…» minacciando di chiamare la polizia, che avrebbe dovuto sguarnire magari una periferia vicina, una di quelle come lo Zen dove i bambini giocano ad infilare i più piccoli nei cassonetti della spazzatura. Continua »

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  • E sì, amici miei, sembra facile, mah…

    Andare in moto per il sottoscritto, come spesso dico, in questa città è diventata la cosa più difficile e soprattutto piena d’insidie, visto il modo diciamo artistico di interpretare il codice della strada da parte dei nostri concittadini. Dico sempre che chi sa guidare a Palermo, potrà guidare in qualunque altra città del mondo. Qualche tempo fa qualcuno parlava di Napoli e dei suoi semafori, del modo indisciplinato di rispettare le regole, bene, crede tremi, il palermitano è ancora più bravo nella materia. Il palermitano è creativo anche nell’attraversare la strada, lui non cerca i due punti più vicini, lui non cerca le sponde, lui attraversa in diagonale, anzi, se per caso dovesse identificare nei pressi delle strisce pedonali, sapendo che se uno attraversa sulle strisce, l’automobilista è costretto a fermarsi per dargli la precedenza, il palermitano preso in possesso delle strisce decide di farci la residenza, attraversando con calma, spesso facendo anche lo scherzo di fermarsi o tornare indietro. Continua »

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  • Palermo – Monte Pellegrino: San Bernardo sleeping

    Video pubblicitario su Palermo, con una piccola “chicca” che in molti hanno notato, ma che nessuno aveva mai filmato. La Pigeon Pictures si è soffermata per voi sullo spettacolare manifestarsi della Natura in quel magico molo di Mondello: Monte Pellegrino sembra un cane di razza San Bernardo che sta dormendo. Ed è proprio quello che quel monte vuole comunicarci (se anche ai monti è concesso di avere la parola): «Questo è un posto magico, distendetevi, rilassate la mente, allontanate i brutti pensieri, staccate la spina e sognate, qui, con le onde del mare… questo è per voi, palermitani, amici miei…». Firmato, La Natura.

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  • Le elezioni 2012 per flash

    Le elezioni amministrative 2012 per scegliere il nuovo sindaco di Palermo sono finalmente terminate e con esse è terminato tutto l’universo che vi ha gravitato attorno, fatto di promesse francamente improbabili ma tutto sommato simpatiche. Si sono diradati i super esperti di politica improvvisati (che sono come i super competenti di calcio durante i mondiali), si sono attenuate le urla di protesta su Facebook e ci si trova, ahimé, a fare i conti con la dura realtà, ossia che a Palazzo delle Aquile si è insediato comunque un semplice uomo, un ragazzo per la precisione, come tanti a Palermo e che sarà compito di tutti noi palermitani dargli una mano a compiere un lavoro difficile e complicato in una città come la nostra, difficile e complicata. Perché è salito Ferrandelli, vero? No? Vabbe’, è sufficiente sostituire a “semplice uomo” il termine “istituzione granitica” e “un ragazzo” con “Nostromo della politica”. E “dargli una mano” con “non immischiarsi”.
    Devo confessare però che già sento la mancanza di tutti i candidati sindaco che in questi mesi hanno allietato gli internauti di tutto il mondo. Riuscirò a svegliarmi senza il buon giorno di Mariannina Caronia? Quando dovrò invitare un amico a venire meco, potrò dirgli ancora “amunì”? Sarò ancora convinto di essere l’unico a poter fare qualcosa, pensando che comunque il sindaco lo sa fare? E Scamarcio, con quali occhi lo guarderò nel suo prossimo film? Quando andrò a gettare l’organico, ci sarà ancora dietro di me Nuti che mi controlla pronto a cazziarmi?
    A seguire, alcuni fantasiosi flash per farvi capire come ho vissuto questa età dell’oro delle minchiate.

    Pre elezioni

    • Orlando: «Lo ripeto anche in aramaico: non mi candido». Ma questo non è aramaico.
    • Costa: «La scelta di candidarmi è stata ponderata e sofferta, per qualunque cosa io mi stia candidando».
    • Costa: «Sono io l’uomo giusto». È la città che è sbagliata.
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  • Cash Mob: salviamo le piccole imprese

    Per me la crisi è il Mostro.
    Un mostro spaventoso, che annulla la volontà degli imprenditori e li umilia, ogni giorno.
    Per sconfiggerlo occorre un coraggio di ferro e una fede incrollabile nel proprio progetto imprenditoriale.

    I marchi indipendenti sono le prime prede del Mostro: nonostante il loro altissimo valore sociale, restano meno appetibili di franchising e gruppi organizzati. Prova ne è che quando uno di loro chiude, gli abitanti del quartiere sono tutti dispiaciuti. Anche se in effetti, gli stessi avevano già spostato i loro consumi altrove.

    Date le premesse, ha trovato terreno fertile in me un nuovo fenomeno mediatico, il cash mob, raduno spontaneo di consumatori consapevoli. Funziona così: ci si da appuntamento in un luogo e da lì si conducono i partecipanti verso il negozio precedentemente selezionato in segreto, che ovviamente è ignaro di tutto. A spendere, tutti insieme e contemporaneamente, per ridare fiducia al negoziante sconfortato e spingerlo a non mollare. Continua »

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  • Chi sconfiggerà la mafia? Un esercito di maestri elementari

    Parlare di Falcone nell’anno del ventennale della sua morte e non essere banali può risultare difficile. Il rischio di cadere nel già detto e nel retorico condiziona non poco. Non l’ho mai fatto prima, a parte qualche discorso tra amici o parenti. In questi anni, da quel 23 maggio 1992, la mia curiosità si è nutrita prevalentemente di documenti letti su internet e video su YouTube, di documentari in tv, racconti e opinioni.

    Quel giorno me lo ricordo bene. Fu la prima volta che sentì ripetere la parola “mafia”.
    Frequentavo la seconda elementare. Ricordo le frasi di circostanza che si è soliti rivolgere alla tv in occasione di un evento luttuoso. Ricordo le discussioni degli amici dei miei genitori. Non osavo chiedere, vedevo facce scure, mi ero fatto un’idea tutta mia. Credevo che la moglie dell’agente della scorta Schifani fosse, nella considerazione spesso distorta che hanno i bambini di fronte alla televisione, la moglie di Falcone. Me lo spiegò l’indomani la maestra che quella non era la moglie di Falcone, lei era morta nell’attentato. Continua »

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  • Marzo 1992 – maggio 2012

    Marzo 1992
    Hanno ucciso vicino casa mia un signore per strada. Erano le nove di sera, non abbiamo sentito nulla. Soltanto dal filo rosso che arginava la zona in cui è caduto il cadavere e le facce sconvolte dei vicini ho capito che era successo qualcosa di brutto. A mamma non l’ho detto, ma ho paura.

    15 aprile 1992
    Mamma è tornata da scuola a Brancaccio alle sette di sera. A volte mi chiedo se non voglia più bene ai suoi alunni che non a me. Quando mi lamento mi dice: «Non essere gelosa, Laura. Tu hai mamma e papà, una famiglia quasi normale e non vivi in mezzo alla mafia».

    23 maggio 1992
    Dicono che è successo qualcosa di grave. Parlano di strage e di morti ammazzati. Il nonno doveva tornare da San Vito nel pomeriggio. Era andato a pescare come un sabato qualunque e invece adesso è fermo in autostrada all’altezza di Capaci. Non fanno passare nessuno; ovunque detriti e tanta confusione. Dicono che è morto Giovanni Falcone, un giudice importante che lotta contro la mafia. Continua »

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  • 20 anni

    Vent’anni. Una vita. Che scrivere? Cercare i termini per evitare la banalizzazione della tragedia. Palermo oggi sarà un teatro a cielo aperto. Le autorità (un sorriso!) arriveranno per testimoniare la loro vicinanza e testimoniare, sic, la loro integrità ed il loro impegno per giungere alla verità. Ci diranno che la lotta alla mafia rimane una priorità anche di questo governo. Applausi, seminari, tavole rotonde, flash, strette di mano e cortei. Intanto, il dolore è ancora lì: vivo a dispetto dei vent’anni. Rinvigorito, forse, dai vent’anni. Pentiti, tritolo, sirene, fumo, sguardi persi nel vuoto, funerali strazianti e lacrime, ecco cos’era Palermo in quei minuti, in quelle ore. Adesso il silenzio. Qualche brandello di verità che viene fuori a spizzichi e bocconi. Coltivare la memoria, e onorare gli eroi. Ma siamo davvero sicuri che volessero divenire eroi, ed in quel modo poi?! Continua »

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  • Quaderno di Palermo 27

    Ci sono dei periodi nei quali per motivi di lavoro devo lasciare Palermo per un’intera giornata o addirittura per alcuni giorni, e la mattina presto mi reco nelle vicinanze della Stazione Centrale e, come uno farebbe in qualsiasi parte del mondo, acquisto il biglietto, salgo su un pullman, mi siedo in un posto davanti e aspetto di lasciarmi portare in ogni angolo di quest’isola magica e maledetta. Di solito si parte con puntualità, di solito l’autista è una persona affabile e paziente, ma soprattutto di solito la radio è sintonizzata su qualche stazione commerciale. Sì, la sua voce imposta e sovrastante ci accompagna per tutto il viaggio con le abituali cretinerie degli speaker, l’immancabile pubblicità e, certo, il tormentone delle canzoni di moda. Ed io, che mi dichiaro soddisfatto col solo guardare dal finestrino accontentandomi di quello che incontrano i miei occhi sempre desiderosi di sentire (il paesaggio della Sicilia è sempre sublime in qualsiasi stagione dell’anno), io per poter sopportare la sfilza interminabile di stupidaggini che sentono le mie orecchie martoriate e rassegnate, io inconsapevolmente delle volte mi metto a giocare con le parole della pubblicità o delle canzoni, e spesso scopro che non c’è nessuna differenza tra quello che cercano di venderci gli imbonitori di turno e l’ennesima banalità dei cantanti sulla bellezza o sull’amore. Continua »

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  • “Food Revolution” a Palermo!

    Perché Food Revolution a Palermo? Seguo Jamie Oliver da anni, quest’anno casualmente ho incontrato il suo sommelier, dopo due giorni mi è arrivata la mail che mi faceva ambasciatrice di Food Revolution.
    La Sicilia, al contrario degli Stati Uniti, ha una tradizione agricola molto molto antica e di conseguenza anche un’arte della trasformazione del cibo che è preziosa.
    Tutti devono imparare a cucinare un piatto di pasta con la salsa, tutti hanno il dovere di potersi alimentare in maniera sana.
    Tutto questo è doveroso trasferirlo ai giovani, che sempre più sono “americanizzati” senza alcuna consapevolezza. Allora proviamo a svegliare la coscienza e lavoriamo sui bambini e sui ragazzi! Non possiamo azzerare 5000 anni di cultura agricola e gastronomica, siamo stati sempre avanti ed è l’ora del riscatto, una cosa è sicura: in Sicilia una cosa che sappiamo fare è agricoltura e conseguente trasformazione, le scuole, i presidi, gli insegnanti hanno il dovere di parlare ai loro alunni e se non lo sanno fare che lo lascino fare alle persone competenti!! TUTTI HANNO IL DIRITTO A NUTRIRSI CON IL CIBO SANO.

    “Food Revolution day”

    Tutte le persone che hanno bambini e ragazzi non devono mancare a questo bellissimo appuntamento a piazza Castelnuovo alle 17. Continua »

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  • Ci vediamo la prossima settimana davanti a Palazzo delle Aquile

    Siamo arrivati alla fine di una entusiasmante campagna elettorale che ha segnato sicuramente un punto di svolta per il futuro di Palermo.
    Dopo dieci anni di palude, dieci anni nei quali la città è stata mortificata e portata sull’orlo del baratro, la situazione è difficile. Ma dobbiamo avere fiducia e speranza nel futuro.
    Il risultato del primo turno delle elezioni ha testimoniato che a Palermo è morta la malapolitica ma non è morta la politica.
    Dal 22 maggio il lavoro da fare sarà sicuramente tanto ma ho la fiducia nel fatto che l’entusiasmo e la voglia di partecipazione sentita in questi giorni saranno il “motore in più” della nuova Amministrazione.

    Ci vediamo la prossima settimana, davanti al portone di Palazzo delle Aquile, che sarà aperto.

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