12°C
martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • L’orgoglio

    Metà mattinata, bar. Orario perfetto per un caffè. Fumo una sigaretta e noto una folla, sebbene di dimensioni contenute, sul marciapiedi davanti al bar. Un noto politico è assediato da un nugolo di uomini pressoché adoranti. Lo guardano ammirati. Mi pare che pendano, letteralmente, dalle sue labbra. È un viavai di conoscenti che dapprima scrutano e, immediatamente dopo, riconosciuto il soggetto si avvicinano per baciare, dare una mano, toccarlo per poter dire “sì, c’ero”. Il “politico” ha l’aria infreddolita, c’è vento, si stringe nel cappotto e sorride annoiato. Si tocca i capelli, adesso. Un tizio gli parla, è proprio lì accanto, alla sua destra. Lui ha lo sguardo altrove e accenna con il capo come a sottolineare ad una sorta di assenso.
    Ecco, questa è un’istantanea dell’atteggiamento classico dell’elettore divenuto suddito. L’atteggiamento che, alla fine, la dice lunga sul modo di intendere la politica e forse la stessa vita sociale. Lo sguardo, dapprima smarrito e stupefatto che diviene poi orgoglioso. L’orgoglio di essere lì, si, accanto a lui e riuscire magari a parlargli. Un favore? Un affare comune? Una segnalazione? Non saprei. Certamente non un caffè. Il nugolo di fans, infatti, è rimasto per tutto il tempo sul marciapiedi, a prendere freddo. Oggi c’era il cielo, tirava anche un po di vento. Il clima è stato tutto sommato favorevole: non ha piovuto e la sosta sul marciapiedi, chissà, poteva essere ben più scomoda.

    Ospiti
  • Aiuto, mi hanno rubato la Smart!

    Quello che mi accingo a raccontarvi è una brutta vicenda di cui spesso io negli ultimi tempi sono stato involontariamente testimone e per ben due volte vittima: il furto di auto (Smart per la precisione…) e di scooter nei quartieri San Lorenzo, Resuttana, Pallavicino e Mondello. Avvengono a qualsiasi ora del giorno e della notte, il “lavoro” viene svolto in coppia da due baldi giovani sia nel caso delle Smart e sia per le moto. Esaminiamo nei dettagli per primo il furto della Smart: i due scagnozzi setacciano il quartiere a bordo di una Fiat Uno o di una Y10, alla ricerca di una bella Smart da “grattare”, non appena la individuano, uno dei due scende ad ispezionare il veicolo. Dopo aver verificato che non ci sono allarmi, forzando la portiera il ladro entra dentro la vettura e suon di calci e mazzate tenta di distruggere il cambio in modo da mettere la vettura in folle. Fatto ciò il compare che sta alla guida della Uno o della Y10 si posiziona dietro la Smart ed inizia a spingere la piccola vettura a tutta velocità, paraurti contro paraurti percorrendo le vie del quartiere meno trafficate in direzione Zen 2. Continua »

    Ospiti
  • AAA serate universitarie cercansi a Palermo

    “Ma c’amu ‘a fari stasira?? Booooh”.
    E inizia così la lunga (in)decisione sul locale in cui trascorrere la serata! Nell’attesa che un amico illuminato proponga qualche locale o nella speranza che arrivi magicamente sul cellulare un invito a qualche serata, fioccano le proposte dei vari amici….“so di una serata….” “un mio amico organizza…” “no, lì si entra solo in coppia…” “per quel locale bisogna essere in lista…” “mi è arrivato un invito su Facebook” per poi arrivare alla decisione…lo stesso locale di sempre!
    Qualcuno borbottando si lamenta “sempre lo stesso locale! A Palermo non c’è mai niente da fare!”
    Sfatiamo questo mito! Palermo offre diverse opportunità agli studenti universitari in cerca di divertimento e le serate universitarie sono parecchie con organizzazioni piuttosto attive, l’unico problema è venirne a conoscenza, il che tra i numerosi messaggi che intasano la posta su Facebook e le disconnesse informazioni non è proprio facile, motivo per cui ci si affida al tradizionale locale frequentato ormai da settimane, se non da mesi e nella peggiore delle ipotesi da anni!
    Eccovi quindi la lista degli appuntamenti universitari (ma anche non “soltanto” per universitari) settimana per settimana, la nuova iniziativa di Rosalio rivolta agli studenti, per dissipare incertezze e indecisioni.
    Contribuite anche voi, segnalateci gli eventi non presenti nella lista scrivendo un e-mail a info@rosalio.it.

    Gli eventi di questa settimana. Continua »

    Ospiti
  • “Normalità”

    Ogni tanto ti svegli e non sai perché ti ritrovi a ripetere qualche parola. Stamattina mi sono svegliato con la parola “normalità” in testa. Parola usata e abusata, ovunque.
    Che cosa è la normalità, se non quello che di solito dovrebbe essere la norma? Che non è ciò che “mediamente” si verifica, ma ciò che lo fa più “frequentemente”.
    Mi spiego, statisticamente parlando: Totò è pazzo se, solo lui, porta a spasso lo spazzolino con il guinzaglio in via Libertà. Ma Totò lo sarebbe anche se fosse l’unico a non farlo. Cioè, normalmente non si fa, ma se tutti lo fanno allora è normale. Continua »

    Ospiti
  • Cascittuni: si respira una nuova aria

    La parola cascittuni, che in siciliano indica il termine di spia, ha un’etimologia molto interessante: deriva dall’usanza abbastanza becera, in alcuni paesi siciliani, di immergere la faccia delle malcapitate spie (o di chi parlava troppo) nella cascitta, recipiente adibito alla raccolta di escrementi. Per allargamento di significato si è arrivato al termine cascittuni. Queste considerazioni linguistiche mi portano inevitabilmente ad altro tipo di considerazioni: prima chi parlava e raccontava troppo – come ben sappiamo – si ritrovava spesso nella merda; le morti di mafia e la retorica politica intorno ad essa ce le ricordano troppo bene. Oggi all’arresto dei boss, piccoli o grandi che siano, si esulta, la gente si ritrova unita nei festeggiamenti, crede in un futuro migliore. Insomma, si respira aria migliore.

    Ospiti
  • Sulla difesa dei diritti di ratti e affini

    Da qualche giorno riscopro con piacere, un interesse della nostra città verso i diritti e le ragioni di animali ingiustamente perseguitati in molte altre parti del globo.

    Ormai entrati nella seconda decade del nuovo millennio trovo una sensibile cura e nostalgica seicentesca passione, verso la ricostruzione di un habitat a dir poco perfetto per l’evoluzione di specie come il ratto nero (rattus rattus), lo scarafaggio (blatta germanica, blatta orientalis e la periplaneta americana), il pidocchio del capello (pediculus capitis) e le pulci (pulex irritans) oltre a una discreta serie di non classificati volatili, comunemente chiamati piccioni ma che richiamano nelle fattezze il compianto ed estinto Dodo.

    Come nelle più suggestive attrazioni per zoofili e cacciatori, presto sarà possibile effettuare un vero e proprio safari all’interno della città di Palermo, e sarà richiesto un biglietto d’ingresso e una preventiva vaccinazione antimalarica. Continua »

    Ospiti
  • Favole a Palermo

    La Bella addormentata nel bosco

    Bella si addormentò nel bosco.
    Era Pasquetta, alla Ficuzza, e la pasta al forno forse era troppo pesante.

    Il principe ranocchio

    Passeggiava col suo inseparabile bassotto in via Messina Montagne per fare un servizio per la tv, quando, vicino ad una fogna a cielo aperto, vide un ranocchio, che, attirato dal suo impermeabile giallo, le parlò:
    «Portami con te», le disse, «sono un principe».
    Un mese dopo entrambi erano ospiti del talk show di Minutella. Continua »

    Ospiti
  • Mini glossario della cucina palermitana

    Anche la cucina palermitana, come in qualsiasi altro ambito, dispone di una serie di termini ad uso esclusivo di chi nel capoluogo siciliano è nato.
    Se dovessimo dettare la ricetta per la pasta con le sarde ad un’amica di Milano utilizzando i nostri termini l’effetto sarebbe il seguente: Allura… Pigghi ‘i finucchieddi e l’arrimunni, poi c’i cali e ‘i fai cuociri…poi ci runi ‘na capuliata e ‘i metti ‘i latu. Fai ‘ngranciari ‘a cipudda e ci metti a iddi…etc…etc… A questo punto l’amica di Milano ha già deciso che non è cosa…e allora ecco una breve elencazione dei termini che mi sono venuti in mente, se ne avete altri proponeteli!

    ‘ngranciari: genericamente rosolare a fiamma vivace al fine di ottenere una coloritura dei cibi e la formazione di una crosticina se trattasi di carni [«Pigghi ‘a cipudda e ‘a fa’ ‘ngranciari»].

    ‘ncastagnari: cottura che prevede una coloritura quasi bruciacchiata del cibo e una consistenza simile alla tostatura [«’a pasta fritta mi vinni bella ‘ncastagnata»]. Continua »

    Ospiti
  • Ce la dobbiamo fare

    La vigilia di una partenza è sempre un momento importante. Le troppe abbuffate di questi giorni di festa hanno congestionato la digestione ed il pensiero e prendere un po’ d’aria è l’idea più geniale che mi è venuta per svegliarmi dal torpore natalizio. Il primo giorno di saldi, un sabato, un gran casino per le strade, una miriade di potenziali incontri perché tutti saranno buttati in centro per gli sconti. Vale la pena di rischiare, della gente ho bisogno per pensare, ho bisogno dei ruderi nascosti, dei posteggiatori abusivi che scherzano per le strade, di due bambini indiani che si rincorrono per via S. Agostino. Il flusso di persone che cammina per via Ruggero Settimo chiusa al traffico, il rumore di centinaia di passi all’unisono tra un entra ed esci dai negozi è una nenia adorabile. Lo sguardo si ferma sulle mille ditate delle vetrine, opache di alito e malumori. Continua »

    Ospiti
  • Auguri ai miei alunni

    A tutti gli alunni della mia scuola, quelli allegri e quelli scontenti, quelli bravi e quelli vivaci, quelli che ne sanno una più del diavolo e quelli che invece non ci volevano venire, quelli che non vedono l’ora di ritrovarsi coi compagni e quelli che non vedono l’ora…, quelli che studiano e imparano a pensare, quelli che pensano e imparano a studiare, quelli che aiutano e quelli che ancora non l’hanno compreso, quelli che non li ferma nessuno e quelli che si devono accendere, quelli che litigano e quelli che sbagliano, quelli che tempo dopo si pentono e tornano con affetto e rimpianto, quelli che si pentono subito e nessuno se ne accorge, quelli che non hanno dove sbattere e quelli che anche troppo sono seguiti, quelli che mi scrivono su facebook e quelli che mi scrivono sui muri, quelli che sanno cos’è l’amore e quelli che lo cercano urlando, quelli che ancora non sanno che il futuro sarà implacabile e quelli che non hanno ancora capito che a loro sorriderà, quelli che se li chiami non rispondono e quelli che se gli rispondi non ti guardano, quelli che forse arriveranno in alto e quelli che certamente resteranno in basso, quelli che hanno più del dovuto e quelli che hanno meno del necessario, quelli che se li capisci si aprono e quelli che se ti chiudi non li capisci, quelli che sanno dire grazie e quelli che manco per il…, quelli che se gli dedichi del tempo ti restituiscono un sorriso e quelli che se ti assenti ti dimenticheranno, quelli che quando credi di averli in pugno fanno una domanda che non ti aspetti e quelli che hai incantato e alzano la mano ma è per chiedere di andare in bagno, quelli che tornando a casa trovano la guerra e quelli che fanno la guerra perché non trovano il filadelfia di marca, quelli che c’erano e ora sono andati avanti, ognuno alla sua maniera, e quelli che ancora ci sono e ancora non sanno dove andranno, a tutti loro, a tutti voi cari ragazzi e ragazze, i miei più sinceri auguri per un nuovo anno ricco di crescita e miglioramenti, perché è da voi che verrà il mondo migliore.
    Con affetto.
    Il vostro preside

    Ospiti
  • Quaderno di Palermo 11

    Mi è bastato un po’ di tempo dopo il mio arrivo in Sicilia, per rendermene subito conto che per quanto riguarda i palermitani, c’è proprio una parola chiave che definisce alla perfezione il loro concetto di spazio; questa parola è soglia. Si tratta di un termine che offre in più una spiegazione su tante cose che sono capitate in un tempo passato e continueranno a succedere in futuro se niente, come sembra avrà il modo di cambiare. Perché il termine in questione, a mio parere, chiarisce molto bene il rapporto che il cittadino di questa città ha stabilito contemporaneamente col mondo e con sé stesso, in altre parole con quello che si trova fuori dai suoi interessi e con quello che, al contrario, è basilare per la sua stabilità esistenziale. Se la famiglia è il fondamento della sua vita, tutto quello che gira attorno a essa – lavoro e rapporti nelle linee essenziali – sarà l’unica cosa alla quale lui terrà. Il resto non conta, non esiste, nonostante la realtà quotidiana continui a dirgli da secoli che non può farne a meno.
    Quando si parla di soglia in queste latitudini viene in mente l’immagine di una vera frontiera, una linea di confine massiccia, il divisorio tra casa mia e casa di nessuno, quindi è chiaro che si è stabilita una netta separazione tra le cose che mi appartengono assolutamente e tutte le altre che possono anche scomparire perché non me ne po’ frega’ de meno. Continua »

    Ospiti
  • Come faccio…

    Ho lasciato Carlo, mio amico dall’infanzia, su un cartone di frigorifero combinato bello lungo dove passava le notti d’estate. Era la sua casa. Mi hanno detto che ora ha un tetto in un centro sociale ma le sue insofferenze ad orari, norme e la sua sregolatezza lo spingono a rifugiarsi di tanto in tanto al suo paesello di origine, vicino Palermo.
    Come faccio ad augurargli buon Natale? Dove glieli mando i miei pensieri, le mie speranze di vederlo sereno, in salute ed in pace con il mondo? Ci separano centinaia di miglia marine, la vita ci ha separato impietosamente. Lo vedo assieme a me fare colletta al Giardino Inglese per comprarci i gettoni dell’autoscontro, poi prendere il 28 ed andare a farci il bagno a Sferracavallo e il panino con le panelle, i cortei contro il carobus, l’occupazione al Liceo. Lo abbiamo trascinato appena dopo la Maturità in quel viaggio in…, dividendo le spese per dodici anziché tredici, pur di non privarci della sua allegria, senza farglielo pesare, lo imboscavamo nei campeggi, sugli autobus, perfino nel traghetto… Mi chiedo se di quei dodici compagni di liceo qualcuno gli stia vicino, ma mi viene difficile pensare che l’avvocato, il medico,il giudice, il funzionario, il capoaerea, che oggi sono quegli studenti, abbiano il tempo per farlo…
    So che la famiglia lo ha abbandonato, nonostante lui, cuore immenso di padre, dia i quattro euro che gli passano i servizi sociali alla figlia per finire gli studi universitari.
    Dove sei, Carlo? Continua »

    Ospiti
  • Termini Imerese, sulla pelle di 2500 famiglie

    La Fiat va a gonfie vele; è in testa nella crescita delle vendite; aumenterà la produzione di auto in Italia da 650.000 a 900.000 unità; incasserà una montagna di eco incentivi, ma chiuderà lo stabilimento di Termini Imerese perché, a detta dell’a.d. Marchionne, ogni vettura ivi prodotta gli costa 800-1.000 euro in più rispetto a quelle che escono dagli altri stabilimenti italiani. Dal punto di vista dell’economicità il discorso non farebbe una grinza. Ma come si fa a credere agli asseriti maggiori costi se in tanti mesi il signor Marchionne non si è preoccupato minimamente di far seguire alle sue strombazzate asserzioni uno straccio di tabella comparativa dei costi di produzione delle auto in Italia? Sbandieramenti funzionali alle decisioni già prese, senza consultazione con il governo e i sindacati (questa del 22 dicembre è stata la presentazione del piano industriale, non una trattativa). Con ciò non dico che i maggiori costi non ci siano: le distanze sono quelle che sono; penso semplicemente alle innumerevoli furbizie che nel mercato vengono continuamente messe in atto. Continua »

    Ospiti
  • Cuffaro bis, l’aporia del doppio processo

    Nel primo processo, il c.d. processo alle “talpe”, iniziato nel 2005 e durato circa tre anni la Procura di Palermo aveva chiesto otto anni: il presidente della Regione è stato invece condannato a cinque anni di reclusione.
    Nel processo alle «talpe» sono stati contestati al governatore quattro capi di imputazione: due per il favoreggiamento personale e altri due per la rivelazione e l’utilizzazione di segreti d’ufficio, tutti con l’aggravante di avere favorito la mafia che però non è stata riconosciuta dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo. Per l’accusa, il Governatore avrebbe appreso nel 2001 dall’ ex maresciallo dei carabinieri, Antonio Borzacchelli, poi eletto deputato regionale, dell’esistenza di microspie sistemate dai Carabinieri del Ros nell’abitazione del boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro. Il salotto del boss, già condannato all’epoca per mafia, era frequentato da un amico di Cuffaro, il medico Domenico Miceli, ex assessore comunale alla sanità, anche lui Udc, condannato nel dicembre 2006 a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Borzacchelli avrebbe avvisato Cuffaro dell’esistenza delle cimici a casa Guttadauro e il presidente della Regione lo avrebbe a sua volta comunicato a Miceli. In questo modo il boss di Brancaccio avrebbe scoperto le microspie, bruciando l’inchiesta.
    Tutta la vicenda è ricostruita nell’ottima docufiction Doppio gioco realizzata collazionando le intercettazioni audio e video realizzate dai Carabinieri del ROS ed oggi visibile in dieci parti solo su YouTube. Continua »

    Ospiti
  • Palermo, città di servizi (?), I.C.T. (!) e sviluppo economico

    Palermo non è una città industriale in Sicilia.
    E nemmeno una città turistica ai livelli di Firenze o Venezia.
    È sede di notevoli rappresentanze di istituzioni regionali e locali, fondamentalmente. Città di servizi si chiamano se non rientrano nell’area delle città industriali né in quelle turistiche.
    Ma…se pronunciamo la frase “Palermo città di servizi” ci vien subito da ridere a crepapelle!
    Non saranno di certo 2-4 centri commerciali appena inaugurati a fare di Palermo una città industriale, anche perché gli articoli commercializzati in questi iperspazi non sono prodotti in loco. Quindi se Palermo deve restare imbrigliata all’interno della classificazione delle città di servizi, almeno per qualche decennio o secolo, bisogna tentare di capire “come” può svolgere questa funzione al meglio.
    (E mi sorprendo pure…a constatare che c’è una corrente economica di pensiero che considera l’economia dei servizi più redditizia di quella dei prodotti, ai giorni nostri!)
    Per servizi si intende la varietà e tipologia di attività a favore dei cittadini e delle imprese, che può essere di carattere sociale, sanitaria, culturale, della mobilità, economica, ambientale, ecc.
    È proprio questa la tipologia di servizi di cui si lamenta il popolo e le piccole e medie imprese palermitane. Le lamentele, ovviamente, sono riferite alla scarsa qualità ed all’inefficienza dei servizi stessi erogati dalle istituzioni pubbliche, e anche private.

    Come migliorare, quindi, la scarsa qualità dei servizi in una città (di servizi)?
    Cosa potrebbe aiutare Palermo? Continua »

    Ospiti
  • Bonus/Malox

    Diciamoci la verità, quest’estate abbiamo fatto malafiura con quei chili di troppo, arrivò settembre e cominciammo a pensare ad una dieta seria, il pensiero ci portò ad ottobre e cominciammo a programmare cibi ed esercizi fisici, l’avvento di questo novembre piovoso ci sconsò un poco i piani (mi nni vaiu a curriri cu ‘stu tiempu?). Dicembre lo prendiamo di petto: riso, verdure, ‘na mela a colazione e appena se ne accorgono colleghi, amici e parenti Ncà tu fissa, uora ‘a dieta l’ha accuminciari? Vero è, ragione hanno. Dicembre manco comincia che dedichiamo le nostre giornate festive a Pantagruel e le nostre nottate a pregare San Pellegrino, l’inventore della Magnesia.
    La “Madonna” appena passò, pizza e sfinciuni alla vigilia ci uscì dalle orecchie, l’otto dicembre poi che fa? Non rispetti la tradizione? Non te lo mangi il “Baccalaro”? E che fa finiu? Se rimane un pezzo di sfincione che fa lo butti? “È peccato”. Cominceremo a capire il significato di “stocca fisso”. Cipolla, caciocavallo, carciofini e baccalaro ci stroncheranno regolarmente. Finiremo le giornate sempre allo stesso modo, bussando alla vicina: «Signora Mancuso che c’hà un Malox?». E la vicina sperta regolarmente ci risponderà: «Aspettasse che ci do di meglio» e allontanandosi si ripresenterà con una scatola di iniezioni e sempre la stessa frase: «Si facissi una Bivitassi ca ci passanu tutti cuosi».
    Stiliamo un patto di non belligeranza col nostro fegato che dura appena quattro giorni.
    E arriva! Santa Lucia. Ode all’arancina, marchio doc, docg, igt, dop, del palermitano verace, vero e fiero inno alla “palermitudine” che prevede un “fioretto” alla santa di turno. Proibiti pane e farinacei, pena…la perdita della vista di cui Santa Lucia è protettrice. Continua »

    Ospiti
  • Sciacalli a Palermo

    Palermo, marzo 2006. Un diciottenne arriva verso le 22:30 nei pressi della Tonnara Florio, storica sede del buen retiro della celeberrima famiglia di imprenditori siciliani, oggi adibita, tra le altre cose, ad esclusiva discoteca.
    Uscendo dalla sua Fiat Punto grigia, accompagnato dalla sua ragazza e da un’amica, Salvo sente i passi della mafia avvicinarsi: sa bene che in ogni angolo di Palermo la piovra ha un volto. La faccia in questione è quella di un canuto anziano della borgata marinara della costa nord, la cui barba brizzolata incolta e l’aggressivo dialetto conferiscono alla richiesta di denaro un tono perentorio: “due euro prego”.
    Il giovane è insofferente ai posteggiatori abusivi: non capisce perché mai si debba far passare per il corrispettivo obbligatorio di un servizio inesistente ciò che invece è elemosina bella e buona, non gli va a genio la prepotenza di chi pretende di essere il proprietario di ciò che per definizione è pubblico: la strada, i marciapiedi, insomma, il demanio.
    Per questo motivo, l’ingenuità lo spinge ad allontanare l’anziano signore che richiede con insistenza il suo obolo, decidendo di respingere per una sera l’indolenza e la rassegnazione congenite ad ogni siciliano: “via di qua, troppo caffè le fa male, non ho un euro, stasera niente trippa per gatti”. I lamenti nervosi del posteggiatore si perdono così alle spalle dei tre giovani che entrando alla festa dimenticano quella figura tanto sgradevole quanto vendicativa. Continua »

    Ospiti
x
Segui Rosalio su facebook, X e Instagram