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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Un siciliano a Parigi

    Se vi capitasse di passare da Parigi non mancate un salto a rue de l’Ancienne Comédie: al civico 13 vi attende “le plus ancien café du monde”. Otto finestroni al primo piano che sporgono su una bella balconata in ferro, con tanti vasi fioriti, per incorniciare “Le Procope”. Un monumento francese, non soltanto parigino, ricoperto dall’amore e dal rispetto che i francesi accordano solitamente a ciò che amano. Con la consumazione avrete diritto alla cartolina dove si legge che nel 1686 Francesco Procopio dei Coltelli, gentiluomo di Palermo, installò in rue des Fossés Saint Germain (antico nome dell’attuale indirizzo) il suo primo caffè. Un piccolo marmo rotondo vi ricorderà ancora che qui Procopio portò per la prima volta i sorbetti in Francia. Continua »

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  • Quando finisce un amore – parte prima

    Quando finisce un amore così com’è finito il mio
    senza una ragione né un motivo, senza niente
    ti senti un nodo nella gola,
    ti senti un buco nello stomaco
    ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente
    e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti
    e non ti basta bere da ubriacarti
    e non ti basta ormai più niente….(Riccardo Cocciante)

    Struggente questa vecchia canzone di Cocciante, descrive a perfezione i meccanismi psicologici che scattano quando si affronta una separazione. Tutto vero, tutto sacro e tutti prima o poi passiamo da quello che in termini clinici si chiama “elaborazione del lutto”. Ma quando termina questa fase, dolorosa per carità, il neo single comincia a sentire una certa leggerezza, il “cotugno” allo stomaco passa e ci si ritrova nuovamente a vagare per casa cercando mentalmente di riorganizzare la propria vita. Le vecchie abitudini sono quelle che subito recuperiamo e se siamo uomini un po’ “selvaggi” sono proprio le abitudini più fituse che si impossessano di noi come un demone in cerca di possessione. Non parlo delle donne che hanno sicuramente un altro modo di agire rispetto ai maschietti e lungi da me l’idea di generalizzare troppo. Voglio rivolgermi quindi agli ometti che come me sono un po’, come dire, “animaletti”! Continua »

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  • I giovani al centro a Balestrate

    Ho deciso: i giovani al centro. Da un mese sono stato rinominato assessore al Comune di Balestrate, rispetto alla nomina di febbraio ho in più le deleghe al Turismo, Cultura e Spettacolo, che si aggiungono a Politiche giovanili, Formazione professionale, Servizi informatici e Innovazione tecnologica, Associazionismo, Cittadinanza attiva.

    Come ho detto, ho deciso di mettere i giovani al centro della mia azione amministrativa, con la speranza di renderli i veri protagonisti della vita balestratese, un coinvolgimento che parte da attività “istituzionali” come 18 volte cittadini, la festa per tutti i ragazzi di Balestrate che nel 2009 raggiungono la maggiore età, sono stati consegnati ai ragazzi e alle ragazze, in una bella serata al Lido Le Grotte, una copia personalizzata della Costituzione Italiana, una copia dello Statuto della Regione Siciliana e una bandiera tricolore. Continua »

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  • I “parigini” a San Vito Lo Capo

    Penso di aver visto di tutto.
    Dalla reception del piccolo hotel di San Vito Lo Capo, dove lavoro, è passata tanta di quella gente da potermi sentire un po’ Noé tra tutte le differenti specie animali.
    Non esiste il vacanziere tipo. Ma è pur vero che delle tipologie possono essere ben delineate.
    È quasi famoso il milanese che non riesce a rilassarsi neanche in vacanza, che guarda l’orologio in continuazione, per fare colazione, andare al mare, prendere il gelato: è cronometrato, e niente può farci.
    Da smentire il ligure spilorcio. Non parla piuttosto, sta per i fatti suoi.
    E i siciliani?
    Beh, ci sarebbe da sbizzarrirsi! Non me ne vogliano gli amici palermitani, ma i peggiori sono loro; i “parigini” per noi del settore. Continua »

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  • Pendolare

    Estate. Periodo di vacanze, di viaggi, di partenze. Chi lavora o studia fuori torna in patria, chi in patria ci vive fugge lontano (anche solo con il pensiero). I racconti dei “ritorni” sono le favole della nostra contemporaneità, tessute coi fili della nostalgia, del distacco, della mancanza, della scoperta. Chi torna, ogni volta che torna, ha il proprio rituale: si va a mangiare l’arancina al Touring, lo sfincione al panificio sotto casa, non si rinuncia al pezzo da Ganci, si fanno scorpacciate di cannoli perché chissà quando un altro lo rivedo più. Poi c’è il panino con le panelle, il quarume e le stigghiole mangiate rigorosamente sotto il ponte di viale delle Scienze. C’è chi la sabbia di Mondello è la più bella del mondo, pure meglio di quella delle Hawaii, chi il kebab è un piatto arabo ma come lo fanno a Palermo nessuno mai. Continua »

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  • Il figlio del vampiro a Palermo

    Dampyr - “La camera dello Scirocco”

    Dampyr è uno degli ultimi eroi della Sergio Bonelli a meritarsi una serie lunga, giunta al 114esimo numero. Mentre Dylan Dog è oramai ridotto a una sbiadita caricatura dell’anti-eroe tenebroso del tempo che fu, Harlan Draka, figlio d’un vampiro e d’una donna mortale guadagna lettori nella sua ricerca dei Maestri della notte, gli arcivampiri, in compagnia d’una vampira ravveduta e un ex mercenario bosniaco. Sparano veloci con pallottole “trattate” col sangue di Harlan, perché il sangue d’un dampiro può uccidere gl’immortali succhiasangue. Continua »

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  • Volevo solo andare dal dottore!

    Da casa mia, fuori dalle mura della vecchia città al centro attuale, in potenza solo sei chilometri, da percorrere, in atto una vera odissea!
    L’unico dato certo è dato dall’impossibilità di prendere un autobus per raggiungere in orario la mia destinazione.
    L’altra alternativa è rappresentata dall’automobile ma i nodi, putroppo, vengono subito al pettine, infatti basta visualizzare il mio mezzo di trasporto per accorgermi che davanti a lui è “sbocciata” un’ altra macchina, ma la colpa è mia, visto che abito vicino a due bar e abbandonare il proprio mezzo di locomozione per il palermitano è naturale, tanto da sentirmi dire, quando arriva il suo proprietario a spostarla: “E per cinque minuti, come fa”! Continua »

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  • Alla posta

    Saluto mia moglie: “Vado alla posta”. Tre minuti e sono a San Nicola L’Arena, alle prime case. Per attraversarla mi ci vogliono altri quindici minuti. Il divieto di sosta da un lato è regolarmente ignorato. Le macchine, nei pressi del forno, sono parcheggiate a casaccio, ben distanti dal filo del marciapiede, ogni conducente, che si ferma o riparte col sacchetto del pane in mano, apre e chiude la portiera senza badare a niente (viaggiare fuori tiro di questa specie di arma impropria!). Dove il parcheggio è da entrambi i lati e lo scambio dei veicoli, per la carreggiata più larga, è agevolato spunta la seconda fila: altra sosta, altra pazienza, altro forno crematorio per chi non ha a bordo l’impianto di condizionamento. In più bisogna stare attenti a quel che succede a destra lungo la linea delle macchine in sosta: qui si va per le spicce, si apre lo sportello, si mette in moto, un’occhiata indietro, e via, senza il minimo riguardo per la macchina che sopraggiunge. Arrivo all’altezza dell’ufficio postale. Inutile cercare un parcheggio lì, so bene che devo andare a più di un chilometro dal paese. Ma non è questa la preoccupazione. Continua »

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  • Lo sport non va in crisi, un convegno su sport e turismo a Palazzo Comitini

    Fare sport vuol dire non soltanto praticare un’attività sportiva a livello agonistico o amatoriale, lavorando sul proprio fisico e beneficiando dei tanti aspetti positivi che il moto ha sul nostro corpo. Il fare sport è un ulteriore mezzo di conoscenza che – oltre a quelli considerati tradizionali – ci viene offerto: pensiamo agli atleti che girano l’Italia (i più fortunati anche il mondo) per i campionati e pensiamo al tifoso che, con passione, segue la propria squadra anche in trasferta.
    Il movimento affine allo sport non è soltanto da intendersi come attività fisica: vi sono “flussi” di atleti che si spostano per vincere partite e medaglie (senza contare lo staff tecnico e i giornalisti) e “flussi” di attenti spettatori che si muovono dalle loro case agli spalti degli stadi.
    Scegliere di affiancare allo sport la parola “turismo” non è quindi peregrino se si considera che lo sport fa muovere la gente. Ecco perché si è scelto di incentrare su questa tematica il convegno della Società Italiana di Management dello Sport che si terrà a Palazzo Comitini oggi alle ore 9, evento che rientra nel calendario della “Provincia in Festa 2009”. Continua »

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  • Non meriti niente

    Non meriti una canzone, un disegno, un pensiero.
    Non meriti il mio dolore e tutto il mio impegno per superarlo.
    Forse non meriti neanche queste parole….
    Eppure credevo che tu meritassi qualcosa, magari per quell’appartenenza che ci ha visti protagonisti per quasi un anno. Un anno intenso, un anno vissuto, ogni giorno vissuto come fosse l’ultimo come la vita vuole.
    Ti ho vista un giorno, anzi ti ho cercata un giorno dopo che il nostro amore è naufragato. Cercavo di scorgere tra i tuoi capelli il tuo viso con un cenno di un sorriso, non un gesto d’amore, quello è finito e lo sappiamo entrambi ma un sorriso di tenerezza per quei momenti unici che solo due che hanno amato possono custodire gelosamente nel proprio cuore.
    Invece mi hai ringhiato contro come un cane inferocito dietro un cancello che vuole difendere il proprio territorio.
    Ho visto trasformare i tuoi occhi dal colore dell’acqua in ghiaccio. Continua »

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  • Un tuffo nel passato

    Ho passato tutta l’infanzia e la prima giovinezza, quella della retorica della scuola legata al territorio, a sognare dei monumenti leggendari della Palermo che fu. Non erano scomparsi o distrutti dal tempo come può capitare, semplicemente erano in stato di abbandono, inavvicinabili, per lo stato di degrado in cui versavano, se non a volte “sepolti” all’interno di caserme o di intoccabili proprietà private. Uno dei massimi gioielli perseguitati da questo destino è il castello arabo della Zisa (La Splendida). Crollata in parte nel 1971, ridotta a discarica abusiva fino agli anni ’80, era per me un mito anche per la leggendaria storia dei suoi “Diavoli” affrescati, impossibili da contare in modo corretto per un effetto ottico creato dal pittore. Una volta riuscii a vederla da bambino, mi fece un pò paura quel ambiente così degradato, sporco e insicuro. Poi nei primi anni ’90 iniziarono i lavori di recupero del castello e del suo giardino grazie ad un sindaco alla fine ripudiato dai cittadini “perché pensava solo all’immagine della città senza affrontare i problemi veri”. I lavori terminarono appena una decina di anni dopo ricostruendo i fasti degli antichi giardini della Zisa. Oggi leggo le cronache cittadine e tutto sembra un ritorno al passato. Inferriate divelte, gruppi di persone che usano il giardino di notte come luogo di ritrovo, bagni vandalizzati e depredati, bookshop distrutto, una carcassa di automobile abbandonata a ridosso di un muro di cinta per facilitare l’ingresso abusivo nottetempo. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 7

    Si può capire che davanti alla morte ci sia una maschera che ognuno di noi indossa come meglio sa fare o come meglio intende, in fin dei conti le persone di fronte ad ogni mistero di solito reagiscono con paura, con diffidenza, ma anche, al tempo stesso, con curiosità. E questo atteggiamento è stato individuato da tempo immemorabile e ancora oggi si continua a rilevare ovunque e in tutte le culture e i popoli del mondo. Si tratta di una così detta reazione naturale, poiché mentre siamo in vita, da una parte si direbbe che la morte si trovi in un luogo molto lontano, dall’altra che addirittura non appartenga a noi esseri umani; addirittura possiamo andare oltre e darci a credere, ipocritamente, che essa appartenga soltanto all’altro, e non a noi. D’altro canto noi siamo “per natura” incapaci di inoltrarci nella realtà opposta che annulla e cancella quello che siamo adesso, quando il sangue circola nelle nostre vene. Continua »

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  • Ode a viale delle Scienze

    Viale delle Scienze

    Com’è strano passeggiare per i viali dell’Università in questo torrido agosto. Dal Santi Romano la voce di Vasco che si perde in una eco prolungata, qualche podista che nonostante l’afa non si arrende. Il solito cane mezzo appisolato sui marciapiedi stranamente vuoti. La memoria si assapora in un pomeriggio quieto di fine estate. Le principesse candeggiate nascoste dietro le grate di Agraria; l’assalto alla segreteria fin da due ore prima dell’apertura; gli alberi bottiglia con i loro fiori fuxia carnosi e la loro spuma lattiginosa che tanto mi hanno fatto compagnia in questi anni. La scritta che segna la Facoltà di Ingegneria, con il suo bianco e le sue scalinate; i vetri a specchio del Polididattico che quando ero piccola mi sembrava un’astronave. Gli omini dei cartelli che fanno gli esercizi nei giardinetti, le panchine di legno – quanti libri ho ripetuto su quelle panchine – a cui dovrebbero dare la laurea honoris causa. La Facoltà di Economia e il bar di Architettura, meta preferita per i pranzi frugali e l’acchiappo dei ragazzi. Continua »

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  • Una triste storia

    Palermo, via Archimede, sono le 18:40 di martedì 7 luglio 2009.
    Due ragazzine di circa 10 anni, di cui una più grande dell’altra, attirano l’attenzione dei pochi accaldati passanti con le loro urla, apparentemente immotivate.
    «Papà, papà, papà» continuano ad urlare guardando in alto apparentemente verso il nulla; davvero uno strano comportamento, chiunque passa si gira a guardarle, dove sarà questo misterioso padre?
    Solo pochi minuti ed un’eco né lontano né vicino solca l’aria approfittando di un momento in cui non transitavano vetture.
    «Giovannella, Giovannella, ca sugnu». Ed all’improvviso un fazzoletto bianco spunta da una finestra sita all’ultimo piano del carcere Ucciardone. Continua »

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  • Innamorarsi in estate…

    Arriva inaspettatamente e spesso ci mettiamo un po’ a prendere consapevolezza delle nostre emozioni. Sentiamo che c’è qualcosa di diverso: siamo stranamente euforici, distratti, con lo sguardo sognante. Abbiamo voglia di fare, di sperimentare, il mondo ci appare improvvisamente meraviglioso e le persone accanto più cordiali e solidali. Desideriamo prenderci cura di noi nel tentativo di apparire più belli e un pensiero dolce e ancora non chiaro continua a girovagare nella mente, fino a quando affiora prepotentemente, travolgendoci con le più disparate emozioni e facendoci prendere piena consapevolezza dell’accaduto: ci siamo innamorati! Continua »

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  • Scommesse sul calcio, la rivista gratuita da scaricare con un click

    Tuttoscommesse

    Il “menù” dei servizi offerti da Rosalio da questa settimana può avvalersi di una portata in più. E che portata: una vera rivista sulle scommesse legate al calcio, da lasciar scaricare con un semplice click – e soprattutto gratis – agli scommettitori.
    Una primizia o quasi per il web, dove è possibile rintracciare soltanto classifiche e dati sparsi, ma mai informazioni raccolte organicamente in una rivista.
    Tuttoscommesse – questo il nome del giornale edito dalla Mi.To. Press di Palermo, la casa editrice di Sistemiamoci – fa di più. Oltre alle canoniche classifiche pubblica quelle speciali (under ed over e primi tempi), ma soprattutto i ruolini delle squadre con i simboli per la lettura immediata, (fondamentali per capire lo stato di forma delle squadre). E ancora, le dritte per gli scommettitori, che arrivano dopo l’esame di tutti i campionati nei palinsesti dei bookmakers, ed infine un sistemino a correzione di errore che permette di azzeccare alcune bollette sbagliando anche qualche pronostico. Il tutto corredato da una accattivante e leggibile grafica e da un formato praticissimo come è quello A4. Continua »

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  • Amico

    È la constatazione, amara, della sua assenza e del fatto che non rideremo mai più insieme. Lui ed il suo scooter giallo!! Ci eravamo conosciuti 15 anni fa. Era scattata, immediata, una simpatia speciale. Il tempo poi, ha fatto il resto trasformando la simpatia in affetto puro. È stato mio “fratello”, quello su cui poter contare sempre, la persona speciale che comunque sai che ci sarà. Ci sarà in ogni caso, a prescindere. La sua generosità, poi, era quasi commovente. Per 15 anni – un tempo che adesso mi pare piccolo – il nostro rapporto ha riempito le nostre vite. Abbiamo riso tantissimo, a volte fino alle lacrime, e compiuto delle incoscienze che poi ricordavamo con il sorriso. Ci siamo visti, l’ultima volta, qualche mese fa. Era il nostro solito appuntamento: stesso posto, stessa ora. Era visibilmente provato, molto dimagrito ed improvvisamente invecchiato. La malattia non ha concesso grandi tregue, ecco quello che pensavo mentre lo osservavo. Le nostre cene, i pranzi a Mondello…ed ecco che adesso L’EVENTO si è portato via tutto quanto. mi manca il suo sguardo, il suo abbraccio fraterno. Mi manca lui, ecco. Mi manca, adesso più di prima, la possibilità di dirgli ancora una volta GRAZIE.

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