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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • “Dimmi sì” parte il MySpace

    È on line www.myspace.com/dimmidisi. Venticinque autori, nomi noti e meno noti della tv, della musica, del giornalismo, dello spettacolo, si sono uniti per la lotta contro due mali del nostro tempo: anoressia e bulimia/appetito compulsivo.

    Il progetto Dimmi sì è nato dall’idea di un team di giornalisti, che si sono uniti dalla Sicilia a Roma.

    Lo spazio sarà gestito da 25 autori differenti. Il numero 25 non è casuale, dal momento che uno degli obiettivi del progetto è di puntare sulla serialità dello spazio web e di farlo sfruttando la tematica del “Calendario dell’Avvento”. Non si tratterà, tuttavia, di uno spazio on line di ispirazione cattolico-cristiana (la laicità e la libera espressione degli autori sarà uno degli “imperativi” del progetto). Continua »

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  • Un passo avanti in via Campolo

    Ieri il Consiglio dell’VIII Circoscrizione ha votato all’unanimità un OdG che impegna l’Amministrazione Comunale a prendere provvedimenti urgenti, volti a rendere più sicuro l’incrocio tra via Campolo e via Pacinotti.
    Il problema è stato sollevato in un’animata discussione di qualche settimana fa su Rosalio. Ci siamo trovati tutti d’accordo sulla necessità di intervenire al più presto per garantire la sicurezza in un incrocio che spesso è stato teatro di incidenti stradali. Come da impegno preso in quella discussione, ho presentato insieme al Presidente della Circoscrizione un Ordine del Giorno che ha il preciso obiettivo di creare, nel più breve tempo possibile, un tavolo tecnico che trovi una soluzione al problema. Ovvero che analizzi quali tra le proposte (creazione di una rotonda, installazione di semafori pedonali o attivazione del semaforo già esistente) garantisca allo stesso tempo la sicurezza dei cittadini e la fluidità del traffico. Continua »

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  • Fare l’amore a Palermo

    Non c’è ragione plausibile che giustifichi il silenzio. Eppure si è taciuto, non se n’è mai parlato, lasciando l’argomento vergine! In realtà, il parlarne rappresenta una breve sosta priva di necessità apparente. Ma poi tra immondizia, degrado, disoccupazione, politica, scandali, io ho voglia di fermarmi un po’ e di fare l’amore in città.
    Possiamo metterci tutti insieme, magari a due a due sarebbe meglio lasciando l’ammucchiata a tempi più maturi, a narrare del sesso in quel di Palermo e a ricordare com’è l’orgasmo che si raggiunge in città.
    Zittiamo sul nascere il lettore pronto a commentare: “Scusa? E tu che ne sai?”.
    Lo so. Fidati. Lo so.
    Ho quella che la dottrina giuridica definisce legittimazione attiva, cioè traslando, non solo ho le carte in regola per poter scrivere sull’argomento essendo pienamente legittimata, ma quando l’ho fatto, ho partecipato attivamente. In caso di contestazione, chiede si ammetta prova per teste sulle circostanze di cui sopra, precedute dall’inciso “vero che”. Continua »

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  • I nati attorno al ’60 nel 2007

    Andiamo per i 50 anni ma ci sentiamo di acchianare i mura lisci e di abballare sopra un mattone, siamo arrivati fin qui con l’entusiasmo di un ventenne, ma che dico di più, molto di più, almeno con due entusiasmi.
    Le nostre assemblee di Istituto avevano 800/1000 partecipanti, oggi “costringono” i rappresentanti di classe a fare la presenza in assemblea , che viene concordata con la Presidenza per fare i ponti nel corso dell’anno.
    Le assemblee di Istituto, conquiste nostre, sudate e tribolate, diventate vacanze istituzionalizzate, con buona pace e soddisfazione di tutti.
    I sogni e le aspirazioni spesso velleitarie di tanti anni fa si sono a volte piegati “al peggio non c’è mai fine” e o’ “megghiu ‘u tintu appruvatu ca ‘u tintu ‘a pruvàri”.
    Eppure quella tensione, bipartisan, diciamolo, di quegli anni ha prodotto di certo effetti positivi per la nostra democrazia e il vivere civile, tinto è che ci ha lasciato la vita per situazioni createsi per lotte di potere e che meritano tutto il nostro rispetto senza assurde distinzioni di colore politico. Poteri contrapposti, intrecciati con poteri di affari, con poteri politici sempre più avidi, sempre più ingordi. Questo è il passato, recente, sì, ma passato. Superato e vinto, con fatica, non sconfitto del tutto, vero, ma messo al tappeto da coloro che credono nella democrazia comunque, sia che il voto popolare ti mandi all’opposizione, sia che ti designi a governare.
    Oggi, 2007, fiorisce una coscienza civile che dalle parti nostre pare pensiero novello, proprio come vino che non ha ancora visto botte e dal mosto vivacissimo, eppure messo in commercio, alla portata di tutti. Continua »

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  • Che cos’è la “società civile”?

    Alicante,17.11.07
    Ormai sempre più spesso si sente parlare di un necessario impegno della “società civile” nella lotta alla mafia e nell’affermazione della legalità, ma penso, a questo punto, sia necessaria una riflessione comune su che cosa sia questa “società civile” (io per primo ancora non l’ho capito bene…).
    Con un primo veloce ragionamento si potrebbe dire che la “società civile” è l’insieme di tutte le persone che posseggono due requisiti: far parte di una società (in senso molto ampio… un quartiere, una città, uno stato…) ed essere forniti di civiltà (genericamente vivere all’interno della società rispettando i fondamentali codici di comportamento); per quanto semplici e (forse troppo) sbrigative, queste due condizioni necessarie hanno una conseguenza logica, cioè che a questa “società civile” dovrebbe appartenere almeno il 95% degli uomini e delle donne!
    Dalla precedente riflessione mi sorge una domanda: perché la classe politica non viene compresa nella “società civile”, anzi spesso è in piena contrapposizione (…“vota Tizio che viene dalla società civile”…)? A cosa è dovuta questa differenziazione e cosa significa? Continua »

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  • Sdegnu di Sicilia

    I Sud del mondo, forse, non saranno tutti uguali, ma si assomigliano parecchio. Domenica sera, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, c’era un’ottima rappresentanza internazionale di “terruna”: dalla Sicilia a Napoli, dal Brasile al Venezuela, dal Sud Africa all’Andalusia. A dirigere il colore di noi meridionali international è stata una maestra d’eccezione: Gal Costa, diva della canzone brasiliana. L’interprete, classe “anta degli anta ma non li dimostro affatto”, si è esibita accompagnata solo dal “Violao”, la chitarra classica, per l’occasione suonata dal bravo Luis Meira. Sono state due ore di voce e di note, indubbiamente noiose se, ad eseguirle, fosse stata un’interprete qualsiasi. C’è stato tanto del nostro Sud tra le atmosfere di Gal Costa – che nello stile e nella volitività ricorda, neanche troppo alla lontana, la nostra infinta Rosa Balistreri (che a lei siano dedicate le migliori note del Paradiso). In Auditorium c’eravamo una buona delegazione di “siculi doc”, da Trapani a Ragusa, passando per i palermitani del Capo, come il mio collega Fofò, che a un certo punto ha commentato: “Azzz, Mariste’, pare di ascoltare un canzoniere siciliano”. Continua »

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  • La mia Sicilia

    Mi ritrovo a las 00:33 a leggere Rosalio in piena Barcelona, ascoltando i Selva del mar e sognando la mia amata Sicilia.
    Questo è “quello che ti può passare” in una città ricca di contraddizioni, dove l’internazionalità è il tuo desayuno quotidiano e dove lo spirito di critica costruttiva ti porta a passare una notte alla Rambla con altri due compagni Siciliani di passaggio.
    Un pacco di sigaretta cada uno non bastano per dire: “si amo alla mia terra, voglio viverci, respirarci e “mangiare” e pensare: “…..cazzo sono a Barcelona e dopo poco più di un mese mi manca così tanto?!”
    Purtroppo la triste realtà del lavoro in Sicilia la si vive come nella cittadina di 100.000 abitanti quale può essere Marsala come a Palermo, che ha lo stesso numero di popolazione di Barcelona (1.500.000 circa), a parte gli stranieri.
    Que pasa?
    È forse la nostra Regione che ci rifiuta e non ci lascia vivere, respirare e “mangiare” nella nostra terra? Continua »

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  • Quelli nati attorno al 1960…

    “Malizia” al cinema Dante, il diario Vitt, il Supersantos, il San Siro, I tre Campetti, ‘U chian’i l’anca, il Malvagno, ‘U zu’ Totino, i suoi palloni ovalizzati, popolare popolare c’è centu liri ‘a differienza, scavalcare allo Stadio lato ippodromo, il pallone di cuoio a riparare ai Leoni, L’ORA, fare l’ora, Le Ore, ABC e POP, quest’ultimo non serviva per il box delle email ma ci istruiva al “fai da te” e al bricolage, il Collettivo Politico, ciclostilato in proprio, via Principe Belmonte 99, i sette cortei consecutivi contro il carobus di Marchello, il Marsala “Garibaldi” in via Mazzini o alla Taverna Azzurra, la brioscia con la panna a San Domenico, le ficodindia agghiacciate alle Croci, le prime birre alla spina alla Treffpunk, il pingpong all’Endas, gli ambulatori all’Empas, i derby del Cantiere con l’Akragas, lo spareggio perso dal Cantiere Navale per la serie C con il Siracusa, la Juventina, la Bacigalupo, il primo campo in erba dell’Olimpia alla Favorita, i mommi terribili della Favorita e un vigile urbano famosissimo che fermava tutti i motorini che andavano a Mondello, il 125 Primavera e il 50 portato a 91 con il carburatore a trombetta, il Caballero 50 con sei marce che pareva scorreggiasse quando tiravi le marce, il 21/31, la “C” rossa e nera, il 7 circolare destra e sinistra, forse già da allora per par condicio, sul 28 pagare il biglietto per Tommaso Natale e scendevi a Sferracavallo e accanzavi dieci lire, la gita a Ustica per restare due ore e poi ripartire, la gita a Piano Battaglia con il pullman e le prime schiniatine assistimati, lo squillo di telefono che voleva dire sono rientrata a casa richiamami, la prima dichiarazione fatta per telefono, gli anni che a Mondello si prendevano i funghi ma non i porcini, la Targa Florio Munari-Mannucci dalla Lancia Fulvia HF alla Lancia Stratos.
    Sono sicuro che qualcuno vorrà continuare ad aggiungere qualche scatto fotografico rimasto impresso sulla pellicola del tempo, a Palermo, sul filo di una memoria per nulla imbalsamata che ci tiene freschi, giovani e pimpanti come se gli anni fossero volati via lievi lievi…

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  • Reality ship – ultima puntata

    Cielo al porto di Porticello

    “A mare – mi spiega Guido Agnello –, non si possono mai fare programmi precisi”. Infatti la sosta a Lipari salta, il tempo è inclemente, o forse no, si alternano inverni e primavere che durano pochi minuti e lasciano senza fiato, un attimo e devi disfarti del maglione, l’attimo dopo la temperatura cala di dieci gradi, fra scrosci di pioggia e arcobaleni. Il capitano Nino si collega alla rete attraverso il wireless e verifica su eurometeo la situazione meteorologica, “controllo se c’è vento contrario sul cammino del ritorno” mi spiega.
    Venerdì sera si uniscono a noi i giornalisti Sandra Laudati da Milano e la fotografa Francesca Moscheni, insieme ad Edoardo Camurri che arriva da Roma, il tempo di questi giorni li sorprende, insieme al Liberty, con la sua cucina, il suo servizio impeccabile e la nostra compagnia. Quella che per me è la riscoperta di sapori antichi, per la stampa, per i registi, è nuovissimo. Cambia l’alchimia e l’acciuga – per nominare una degna rappresentante del pesce azzurro – diventa una scoperta. Il sabato mattina alle 4 freschi di sonno, andiamo all’asta del pesce di Porticello, insieme ai giornalisti e ai registi movimentiamo il mercato filmando, chiedendo, osservando, tutti ci domandano “ma state girando un film?. Continua »

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  • Il Piano degli interventi strategici di mobilità sostenibile

    Il 12 novembre 2007, il Comune di Palermo adotta IL PIANO DEGLI INTERVENTI STRATEGICI DI MOBILITÀ SOSTENIBILE.
    Sembra una data storica per Palermo…leggendo questo interessante e corposo Piano si respira già un’altra aria in città. Piste ciclabili, bike sharing, isole ambientali, sistema di trasporto a guida vincolata, pedonalità, fanno entrare Palermo nella costellazione urbana di città che abbiamo sempre invidiato per mobilità sostenibile (vi ricorda niente Ferrara?).
    Dopo una lunga assenza di interventi risolutivi del problema traffico e inquinamento, i muscoli istituzionali sembrano comparire con l’adozione di questo Piano. L’era del “Meglio morire di benzene che di fame” (frase entrata nell’epica palermitana!), pare già lontana.
    Don’t panic, oggi c’è il IL PIANO DEGLI INTERVENTI STRATEGICI DI MOBILITÀ SOSTENIBILE ! Il nostro nuovo super eroe urbano! Ne possiamo andare fieri in Europa. Palermo comincia a familiarizzare con i Piani Strategici. “Strategia”…termine mutuato dal mondo militare per vincere una guerra. E siccome le guerre le fanno le persone, il Piano di mobilità sostenibile sarà l’arma efficace dell’amministrazione per sconfiggere il nemico traffico. Le armi per fare le guerre si comprano e quindi chi mette i soldi per sconfiggere il traffico in un periodo non florido finanziariamente per l’amministrazione? Riflettiamo su dove trovarle! Continua »

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  • Reality ship – terza puntata

    Paolo Maselli e Nino Lo Cicero
    (Paolo Maselli e Nino Lo Cicero – foto di Elena Beninati)

    È vero, la barca ha una diversa dimensione del tempo. Dopo due notti in cabina, superi ogni indugio, la coabitazione, il rumore incessante del motore, quello della pioggia (eppure a terra avevo una lieve ansia, “e se piove?” m’ero chiesta), alla fine ti abbandoni a un ritmo diverso, smetti di pilotare l’equilibrio dei tuoi passi ti muovi in automatico, ti dici “in fondo posso vantare una vita prenatale nel liquido amniotico”. Mario, lo chef di bordo (detto fammi lustro, e ditemi se non è un’incuria meravigliosa) lavora in una minuscola cucina, il suo campo di battaglia, dove avvengono miracoli: pasta alla palina con un velo di gratin, gamberi marinati, pasta con le sarde, zuppa di lenticchie, caponessa, polpo con le patate, sarde a beccafico, e pesce azzurro in tutte le combinazioni. E siamo solo all’inizio. Continua »

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  • I soldi sono sempre buoni

    Salve a tutti. È la prima volta che scrivo su questo blog e avverto in un certo senso una responsabilità. Quella di riuscire a dare un punto di vista il più equilibrato possibile nel raccontare una notizia che, agli occhi di un cittadino che segue vicende di politica e attualità, può sembrare irreale.
    Il fatto è che, se non fossi così desideroso di informazione “di vario tipo”, probabilmente non sarei venuto a conoscenza di questa faccenda. Perché a me il giovedì sera piace guardare Annozero e non le Iene.
    E si da il caso che frequentando forum, meetup e quant’altro, mi sia imbattuto in questo video.

    Riassumo la notizia: la Regione Sicilia ha assunto a tempo indeterminato, senza concorso, con stipendio di partenza di 3800 euro netti, 23 caporedattori (4 assunti nel 2001, 4 assunti nel 2004, 15 nel 2006, previa modifica di una legge risalente al 1970) per la Presidenza della Regione. Continua »

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  • Panorami palermitani

    Panorami palermitani: dal sedile marmoreo di piazza Verdi-via Pignatelli Aragona

    A fronte di iniziative più o meno imponenti che tendono ad offrire un’immagine della città in evoluzione e in risalto rispetto a realtà europee, Palermo non vuole mai negare ai suoi cittadini, e soprattutto ai suoi visitatori, alcuni scorci che possano rimanere fissi nella memoria e nell’immaginario. Girando per la città ne ho visti di curiosi e “accattivanti” e la cosa che mi chiedo in quelle occasioni è se sia solo io ad accorgermene, se cioè chi di dovere viva in una realtà parallela, una dimensione alternativa, ove certamente ciò che osservo non esiste.
    Con questa foto inaugurerei una possibile, ma non certa nella prosecuzione, serie di “Panorami palermitani”. Ho l’esigenza, insomma, di sapere se altri vivano nella mia stessa dimensione o se solo io ho la fortuna di godere di tali visioni. Dunque ho il piacere di condividire oggi “Panorami palermitani: dal sedile marmoreo di piazza Verdi-via Pignatelli Aragona”.
    N.B. Non è stata una foto impegnativa, non mi sono sforzato molto per l’inquadratura, lo ammetto. Troppa fatica. I panorami palermitani devono essere a portata d’occhio. In questo caso è bastato sedermi nell’apposito bel sedile di billiemi su cui, molti forestieri nella città felicissima amano posare le stanche membra e godere della vista…..

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  • Reality ship – seconda puntata

    Capitano Nino Lo Cicero
    (Capitano Nino Lo Cicero – foto di Elena Beninati)

    Vi dirò che ho visitato la sala motori quella che suona il jazz (come hanno ricordato nei commenti), Guido Agnello mi ha chiesto: “ti interessi di meccanica?”, il motore del Liberty è enorme, racconta solo a guardarlo e poi produce questo suono, come di spazzole su una batteria, e capisco che la meccanica, anche per chi non ne capisce niente, è sempre uno svelamento Vincenzo il macchinista, mi spiega che il motore in questione funziona a sei cilindri, “macchina avanti e macchina indietro, non esiste la folle” Nino, il comandante, sostiene che “l’elettronica a livello di gestione della meccanica non basta, in mare bisogna prendersi la responsabilità delle scelte”, non solo delegare a una macchina ipermoderna o sofisticata. Nella sera un peschereccio d’altura non trova posto per ormeggiare e ci affianca, “succede, in mare” mi dice Paolo Lapponi, che insieme a Paolo Maselli imbraccia immediatamente la sua videocamera e si butta nella mischia di curiosi e pescatori. C’è una forma di mutua solidarietà fra la gente di mare, ci si saluta da barca a barca, si passano le cime. Continua »

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  • Reality ship – prima puntata

    “Senti senti il motore suona il jazz”, mi dice Guido Agnello. È vero. Il motore del Liberty sembra un rullare di tamburi, una musica che si balla, come il mare che non è una tavola, no, e le nuvole sono nere e basse. Ma dopo che si “mollano le cime”, Palermo, che ve lo dico a fare? Vista dal mare sembra placida, indifesa e addormentata ed è di una bellezza commovente. Avete presente Verdone, m’imbarcai su un cargo battente bandiera niberiana? Mentre sto a poppa (ho imparato che si trova nella direzione opposta delle prua) mi accorgo che sto su una “rompighiaccio” che ne batte una inglese, sventolano, tre bandiere, tutte accanto: la trinacria e il logo del pescato. Tira vento a poppa e spiega Pascale Colbert, “certe volte oltre all’ispirazione, per dipingere l’importate è avere della carta adesiva e una pinza per evitare i capelli avanti agli occhi”. Guardarla dipingere, veloce e precisa, è uno spettacolo. Raggiungiamo il porto di Aspra sul gommone, giuro, faccio cose da marinaia, salto dal rimorchiatore, tocco terra che mi sento miracolata, portata a spalla. A terra i pescatori si lamentano per una pesca di alacce. Se vuoi augurare del male a qualcuno, mi spiegano, gli dici “t’avissi a inchiri ‘a varca china ri alacci”. Continua »

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  • L’interesse più alto è quello di tutti

    Con una serie di eventi previsti nei giorni 15, 16 e 17 novembre, si inaugura ufficialmente a Palermo (via Catania, 24) la filiale di Banca Etica. Si tratta di una banca veramente diversa: sostiene il mondo no profit e l’economia solidale, finanzia la cooperazione sociale, la cooperazione internazionale, la tutela dell’ambiente, la società civile. Responsabilità, trasparenza, solidarietà, partecipazione, sobrietà, efficienza sono i valori condivisi, per dare forza ad una economia e ad una finanza attente ai bisogni dell’uomo e dell’ambiente.

    È possibile condividere la realtà di Banca Etica in modi diversi: essere soci, acquistare un prodotto finanziario, presentare un progetto e chiedere un finanziamento, aprire un conto corrente. Con Banca Etica il risparmiatore ha la possibilità di autodeterminare il tasso da applicare sul proprio risparmio, scegliendolo tra un tasso massimo prefissato dalla banca ed il tasso zero. In questo modo il risparmiatore ha la possibilità di esprimere ancor più concretamente la propria adesione ai progetti finanziati. Tutti i dati relativi ai finanziamenti concessi da Banca Etica sono pubblici: nominativo, importo, tasso, garanzie, causale. I dati sono consultabili sul sito di Banca Etica. La coerenza con i principi etici nell’erogazione dei finanziamenti è alla base del rapporto fiduciario tra Banca Etica e il risparmiatore, nella scelta dei progetti e dei soggetti da finanziare sta l’essenza e la specificità di Banca Etica. Così, alla tradizionale istruttoria bancaria, viene affiancata un’istruttoria sociale, in grado di analizzare le conseguenze che le diverse attività possono comportare per lo sviluppo umano, per il bene comune, per l’ambiente naturale. Banca Etica valuta il progetto e procede al finanziamento, a positiva conclusione di un esame della sua sostenibilità sia economica che sociale. Continua »

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  • Reality ship

    Liberty Tug

    Se una sera vi chiamano e vi prospettano, “che fai dal 14 al 19 novembre?, ti va di partire su un rimorchiatore del ’48?, una pittrice e un regista hanno già detto di sì, non è che soffri il mal di mare?”, voi che rispondete? Ci devo pensare? Da piccola giocavo sempre ai pirati. Ho detto subito di sì, mi sono assicurata che la barca in questione, il rimorchiatore navetta Liberty Tug, fosse completamente restaurata, e ho domandato “non è che ci allontaniamo troppo?”. L’ idea del viaggio per mare è venuta a Guido Agnello, quello de La coppola storta e della fondazione Palazzo Intelligente, che s’è inventato un modo nuovo di promuovere il settore ittico siciliano (il progetto è finanziato dal Dipartimento Pesca dell’Assessorato Regionale della Cooperazione, del Commercio, dell’Artigianato e della Pesca), mettendo personaggi differenti fra loro per preparazione e competenze su un’imbarcazione che parte da Palermo e farà tappa in alcuni caratteristici porti siciliani dei borghi di Aspra, Porticello e dell’isola di Lipari. Continua »

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  • Reportage del secondo flash mob

    Un istante può parlare, ogni istante può parlare:ognuno di noi può decidere in base ai propri meccanismi di predisporsi all’ascolto, farsi infondere un presunto senso che non sempre si rende manifesto, ma per chi l’accoglie diventa un qualcosa in cui credere.
    Questo flash mob, il secondo a Palermo, è stato qualcosa in cui si è creduto (e si crede) e i cui risultati sono stati la partecipazione massiccia e senza dubbio il maggiore rigore nell’espressione e nell’azione, con quel valore aggiunto in più suggerito dalla voglia di ripetersi e soprattutto di ripetersi in meglio.
    Scalpore, stupore o incomprensione? Semplicemente un flash mob stavolta con delle pretese un po’ più ampie frutto di genialità (nato dall’idea degli organizzatori Alessandro Albanese e Marco Bertucci) e coraggio, un gesto che coglie l’estremità del paradosso.
    L’azione si è svolta puntuale e precisa come da istruzioni: i mobbers hanno seguito i segnali, si sono fermati e poi mossi, come se dovesse essere girata la scena di un film in cui decidiamo in partenza di essere coinvolti, dove in realtà siamo noi i registi di quello spazio e di quel tempo. Continua »

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  • Palermo, città più “romantica” d’Italia

    Ecco lo slogan che invaderà le strade della nostra città nella prossima campagna di promozione che l’amministrazione metterà quanto prima in campo. Splendidi manifesti distinti da un elegante blu, punteggiati da lucenti stelle, che reciteranno “Palermo, città più romantica d’Italia”. L’amministrazione, infatti, ha deciso di coprire Palermo di una nuova veste, in grado di attirare migliaia di turisti accomunanti dalla voglia di riscoprire il romanticismo. Stanchi di Parigi, tradizionale meta degli innamorati dal sapore un po’ demodée, o di Praga, splendida città dell’est europeo, diventata ormai oggetto del turismo di massa, Palermo si impone all’attenzione di giovani (e meno giovani) innamorati d’Europa come la nuova “alcova” in cui scambiarsi effusioni, tra una passeggiata e l’altra al chiar di Luna. E già, miei cari signori. Il chiar di Luna. Il primo problema da risolvere per portare in porto questo ambizioso progetto ha un nome: “inquinamento luminoso”. Come fare a offrire uno scenario mozzafiato, regalando lo splendore del firmamento siciliano ai turisti, impegnati a giurarsi l’eterno amore, con le stelle a fare da uniche testimoni, quando il cielo è in realtà offuscato dalle fastidiose luci cittadine? Semplice.
    Spegniamo la luce!! Continua »

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  • Cose cattive

    Te lo ricordi il “Piccoli amici”?
    Io facevo l’asilo e tu dovevi fare la primina.
    A volte mi chiedo se stronzi ci siamo nati o lo siamo diventati lì tra quaderni da colorare e pupazzi fatti col pongo.
    Come si chiamava quel bambino nuovo? Carlo? Andrea? Boh, sap’iddu!
    Per noi era solo il nostro momento quotidiano di cattiveria.
    Tu eri bravissimo, ti avvicinavi a lui con aria preoccupata ed a bassa voce gli confidavi:
    “Bambino, Bambino”.
    “Che c’è?”.
    “Lo saaaai tuo padre oggi non viene a prenderti”.
    “E perché?”.
    “L’hanno arrestato”.
    “Ed ora?”.
    “Ed ora ti lasciano qui a scuola per sempre!”.
    Minchia, attaccava a piangere come un vitello orfano e non la finiva, finchè non lo venivano a prendere.
    Che schifo avesse ogni giorno quel bambino la maestra Laura non l’ha mai capito.
    Mi chiedo ancora come cavolo riuscivi a farlo piangere ogni giorno. Continua »

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