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martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Simbiosi palermitana

    Dal dizionario Sabatini Coletti della Lingua Italiana ho tratto la definizione di simbiosi: simbiosi [sim-biò-si] s.f. inv.1 biol. Associazione fra due o più individui appartenenti a specie vegetali o animali diverse, in modo che dalla vita in comune traggano vantaggio entrambi, ovvero uno solo ma senza danneggiare l’altro 2 fig. Sintonia, intima associazione: coniugi in perfetta s.; compenetrazione, fusione: s. tra svariate forme artistiche. Mi piacerebbe conoscere dai lettori quale siano le forme di simbiosi della mia città in tutte le sue forme. Per fare un esempio a piazza Marina bazzica un cane dalmata (Roby) che scambia affetto in cambio di cibo. La mattina lo si può trovare nei pressi di un ufficio in via Lungarini, lì aspetta sempre delle signore che vanno al bar vicino per un caffè, lui le scorta scodinzolando ed abbaiando a chiunque si avvicini nel tragitto fino all’esercizio commerciale, arrivato lì aspetta fuori dal bar per fare il percorso inverso, naturalmente riceve sempre in premio qualche cosa da mangiare. Continua »

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  • Palermo, la città di pochi

    Palermo, la città di pochi.
    La città di chi è capace di costruire castelli sabbiosi, perché quando escono ed il ponte levatoio si sarà chiuso, non saranno più in grado di entrarvi.
    Il castello deve essere fatto di pietra, la sabbia con un sol soffio si disperde e nessuno ne avrà più traccia.
    Ma sino a quando i pochi saranno dentro, il popolo non sarà nulla, servirà loro solo per ovazioni, per ricevere applausi quando ogni tanto per loro organizzeranno un banchetto.
    Poi c’è chi è dotato di armi nuove, ma in questo fanta-villaggio si fa la guerra, ed allora comincia la lotta.

    – Tu non sarai mai uno di noi!
    – Le tue idee non le approveremo mai!
    – Noi siamo i vincitori, noi comandiamo!

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  • Raccolta differenziata, sentite questa…

    Si parla tanto di racconta differenziata. La famigerata racconta differenziata. Da quanti anni se ne parla? Porta a porta si perché è sicura; porta a porta no perché non è economica; le campane disseminate (ma neanche troppo) per la città, vengono distrutte dai vandali; l’“invenzione” del Comune sui cassonetti interrati, si è rivelata un aborto; mancano gli operatori ecologici per mille problemi (evito di entrare nello specifico altrimenti facciamo notte!); la gente non differenzia… Insomma non si trova mai la soluzione e il problema resta! Ma le soluzioni ci sono!

    In generale, ovunque nel mondo – non solo a Palermo – i problemi legati alla raccolta differenziata sono di due tipi: i costi fissi di operatori ecologici, cassonetti e discariche, e quelli “variabili”, cioè la buona riuscita della racconta differenziata, lasciata alla volontà dei cittadini. Continua »

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  • C’è un grande prato verde!

    Di fronte il sottopasso di via Leonardo da Vinci, compreso fra Via Uditore e la circonvallazione praticamente di fronte McDonald’s, c’è un grande spazio verde. Una piccola area ospita probabilmente uffici dell’azienda foreste ed è molto curata, c’è finanche una vasca con le ninfee. Il resto è abbastanza inutilizzato.

    C'è un grande prato verde!

    L’area, mi dice mio padre, era destinata a diventare centro congressi. Evviva! Una speculazione andata buca. Se non erro (ma parlo per sentito dire) l’area fu espropriata a Riina.

    Vedo questo polmone verde ogni mattina, dal balcone di casa. Dietro si apre la città, in fondo si intravede il mare. Molto cemento a valle ed a monte. Stamane ho fatto un giro con mia figlia, eravamo solo noi, in uno spazio verde, immenso, silenzioso, a pochi metri da una delle arterie principali di una città affogata nel cemento: surreale! Continua »

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  • A volte ritornano

    Sei anni fa una nave portava via mia sorella Simona da me e da Palermo.

    Come se fosse diventato ormai qualcosa di naturale, anche un’ altra parte di me andava lontano, da tutto quello che eravamo state insieme. Credevo, che anche per me prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui lasciare la Sicilia, come se facesse parte di un naturale iter, crescere in una terra fatta di sole e di mare per poi finire nella nebbia.

    Da un giorno ad un altro non c’erano più le “Due Tudisco” per casa, ma solo Serena, così dal 2004 abbiamo dovuto iniziare ad adeguare il nostro rapporto, che come ingrediente base aveva la distanza.
    Ad esempio, la notte tra il 31 dicembre di quell’anno ed il I Gennaio, l’abbiamo passata al telefono, lei era da sola, ed anche i miei genitori ed io in fondo lo eravamo, cominciava così davvero a scricchiolare la nostra famiglia, ci mancava semplicemente la normalità, come il condividere la notte di San Silvestro. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 14

    Anche a causa delle celebrazioni del ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino il novembre scorso, sul finire dell’anno appena trascorso si è scritto e anche parlato con dovizia degli ostacoli e dei limiti con i quali gli uomini separano tanti paesi e realtà contigue. Un esempio tra i tanti è il muro non ancora concluso tra Israele e i territori palestinesi o quello previsto al nord del Rio Grande e che spaccherà sempre di più gli Stati Uniti e il Messico. Per non parlare di quello, invisibile, che si alza tra il popolo belga a testimonianza della crisi istituzionale alla quale abbiamo assistito tra i valloni e i fiamminghi o, ancora, di quelle divisoni imposte dalla guerra dei Balcani nell’ex Jugoslavia per le ragioni che tutti sappiamo. E per aggiungere due ulteriori e noti esempi si può infine ricordare sia la barriera alzata da tanto tempo tra i cittadini iraniani e il “bunker” rappresentato dal regime degli ayatollah, sordo a qualsiasi apertura verso il mondo, inasprendo ultimamente ancora di più il loro teso rapporto, sia quell’altra divisione sorta più di mezzo secolo fa nella Guerra di Corea e che come risultato aveva spaccato il paese in due, per immettere altri esempi risaputi.
    Ma lasciamo il mondo da parte per venire più vicino, qui alla nostra città di Palermo. Continua »

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  • Pezzi…bulgari!

    Pezzi...bulgari!

    Pezzi...bulgari!

    Qui Bulgaria, che chiamano periferia dell’Europa. Dove esiste ancora una moneta locale e il fascino è ancora quello dell’impero bizantino. Venditori di pollanche per le strade, piccoli chioschi che salvano i turisti siciliani dai digiuni forzati. Calzoni, pizzette, rollò: l’impasto è molto morbido, il formaggio un po’ salato, le dimensioni circa il doppio degli omonimi italiani e costano soltanto 2 lev (meno di un euro). Rassegnamoci: non l’abbiamo inventato noi palermitani il pezzo di rosticceria, c’è anche qui in Bulgaria.

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  • Manuel Pasta dona 50 euro ad Addiopizzo

    La scelta del collaboratore di giustizia Manuel Pasta ci ha colto di sorpresa, ci ha fatto molto riflettere, ci ha incoraggiato, ci ha ulteriormente motivato.
    La piccola somma di denaro che Pasta ci ha fatto avere attraverso l’avvocato Genovese ha un valore simbolico che ha a che fare con la speranza.
    Il Comitato Addiopizzo, da quando è nato, ha sempre guardato con interesse ed attenzione al fenomeno dei collaboratori di giustizia, quale strumento utile per misurare la crisi di “vocazione” verso la mafia e quale importante mezzo per acquisire informazioni nelle indagini antimafia. Anche per questi motivi il nostro comitato non si è mai costituito quale parte civili nei confronti dei collaboratori di giustizia.
    Manuel Pasta ha dimostrato con scelte concrete di essere un collaboratore di giustizia credibile e molto utile all’accertamento processuale di reati compiuti da Cosa nostra. Se non fosse stato così, ovviamente, non avremmo mai preso in considerazione la sua offerta. Continua »

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  • Elogio di chi non ne ha bisogno

    Mi sembra stucchevole fare l’elogio di persone che non ne hanno bisogno. Però il servizio di ieri, su Striscia, di Stefania Petyx merita una nota di plauso per il doloroso equilibrio. E non solo.
    Stefania ha raccontato, meglio di qualunque giornalista-trombone, uno dei paradossi di casa nostra: il prima che si appresta a diventare, ontologicamente, dopo. Cioè il bene confiscato che segue il suo iter di burocrazia, amici e famigghie, fino a diventare un dopo assolutamente fasullo.
    L’imbroglio della comunicazione istituzionale, specie con un sindaco evanescente e senza consistenza certificabile, può essere rivelato da una semplice occhiata allo stato di salute della città. Invece per entrare nel cortocircuito dei gangli del potere ci vuole una sensibilità particolare, che è di pochi.
    Stefania Petyx è una figlia rinnegata di questa città. È una donna che lavora nell’ombra senza cercare l’overdose di riflettori. Una che potrebbe campare (e bene) di comparsate in feste e festival. Una che dà infinitamente meno di quel che può offrire.
    Invece sta ai fatti e centellina i risultati delle sue inchieste. E li mette a disposizione del pubblico con l’umiltà delle migliori guide alpine: seguitemi, sembra dire, e se anche vi prendono le vertigini sappiate che il percorso è quello giusto.
    Raggiunta la vetta, infatti, viene voglia di brindare con lei. Alla faccia degli indolenti, dei corrotti, degli invidiosi, dei nemici della contentezza.

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  • ‘u Papasgubbu

    Santino, a dispetto del suo nome, di cose di chiesa ne capiva poco. In verità capiva poco di un sacco di cose. Aveva un alloggio, una famiglia affollata e con una grande confusione rispetto ai gradi di parentela, aveva circa trent’anni ed erano più le volte che rideva che quelle che era siddiatu.
    Quando Tanino lo chiamò e gli disse «’U sai ca vieni ‘u Papa?» lui rispose che lo sapeva, quando Tanino gli disse con l’occhio complice che visto che veniva il Papa c’èra possibilità ri sgubbu…allora Santino prestò attenzione. Chi buo’ riri? chiese, e Tanino preciso preciso gli riferì che ‘u zu’ Gnaziu aveva organizzato tutto: si compravano da lui (che era l’organizzatore) le bottigliette d’acqua a 1 euro e si rivendevano al Foritalico a 2 euro…pulitu pulitu si raddoppiava l’investimento. Santino capiva poco di tante cose però trent’anni di allenamento nell’arte di sopravvivere lo portarono a formulare una bella domanda: e si io l’acqua m’a va’ ‘ccattu o’ riscauntu? ‘un ci guaragnu chiossai?? Nonzi, ci rispose Tanino…l’acqua chi si può vinniri è solo quella comprata na ‘u Zu’ Gnaziu. Santino questa cosa la capì subito e decise che doveva cercare di sgubbari qualche soldo pure lui. Continua »

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  • ‘u Papa

    Palermo sembra impazzita. Ci è voluto un Papa perché l’efficienza della macchina amministrava cittadina e regionale riuscisse a riparare strade (viale Croce Rossa sembra il rettilineo di Monza, finora ho fatto il giro migliore vediamo chi mi batte 1:23.285), a ripulire dalla munnizza buon parte della città (quella parte che sarà attraversata dalla Papa mobile) e che molte delle zone del centro storico, spesso stuprate dal parcheggio selvaggio e dai parcheggiatori selvaggi, venissero liberate e rese fruibili ai cittadini pedoni. Tuttavia questa solerzia e queste buone pratiche di pulizia e controllo della a città non sono attribuibile ad un miracolo, ad una illuminazione divina dei nostri amministratori: il Papa ancora non ha messo piede in città e ad oggi non ci sono notizie di miracoli teletrasmessi o anticipati. Tutto questo è da attribuire alla voglia della città di accogliere il Santo padre. Per carità, nulla di personale, il Papa è una figura importante, anche se rappresenta una chiesa, una confessione religiosa che mi pare non sia la religione di stato e che quindi dovrebbe riguardare soltanto la sua comunità religiosa. Come spiegare… Il costo di questa visita papale, per fare una battuta, è davvero a sangue di Papa. Continua »

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  • Il villino

    Il villino

    Nei dintorni di Palermo, città dove vivo fin dalla nascita, c’è una mania molto diffusa: il villino. Il villino se lo possono permettere quasi tutti ma, principalmente, esso rappresenta una caratteristica peculiare del dipendente pubblico e del piccolo commerciante . I liberi professionisti ed i grandi commercianti hanno la villa.

    Prima caratteristica del villino è la durata della sua costruzione che ha i tempi di una opera pubblica di grandi dimensioni. L’intervallo di tempo che passa dallo scavo delle fondazioni al completamento del manufatto oscilla tra i due ed i cinque anni. Il motivo è semplice: il povero impiegato non ha sempre a disposizione il denaro per pagare i “mastri” e così i lavori si interrompono spesso in attesa che arrivino i famosi “arretrati” per un ricorso fatto anni prima contro la Amministrazione che ti campa. Ricorsi che durano lustri, ma che, alla fine, si vincono sempre. Continua »

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  • “Diamo un segno – Padre Pino Puglisi Martire”

    “Diamo un segno - Padre Pino Puglisi Martire”

    Diamo un segno – Padre Pino Puglisi Martire è l’iniziativa che ho promosso insieme ad alcuni esponenti del mondo religioso, della cultura, della politica e della società civile che intende sollecitare Benedetto XVI nel riconoscimento del martirio di don Pino Puglisi.

    Abbiamo già raccolto oltre 600 adesioni, tra le tante, quella di don Ciotti (presidente di Libera), Rita Borsellino, padre Gianni Notari, Felice Cavallaro (giornalista del Corriere della Sera), Fausto Raciti (segretario nazionale Giovani Democratici), Pia Blandano (preside dell’istituto comprensivo “Antonio Ugo” di Palermo), Giovanni Impastato, Domenico Lucano (sindaco di Riace), Vincenzo Consolo, Francesco Guccini, Roberto Alajmo, Gianni Allegra, Mimmo Cuticchio, Stefania Petyx, Maria Falcone, Giuseppe Lumia e Mario Affronti. Continua »

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  • Giovani X Palermo

    Giovani X Palermo

    Gentili concittadini, vi comunico che stiamo cercando giovani capaci di trovare soluzioni nuove ai vecchi problemi della città.

    Il candidato ideale ha 18/35 anni, è dinamico, tenace e disposto a rappresentare la Palermo libera, responsabile e coraggiosa.

    La selezione è rivolta ad aspiranti fotografi, scrittori, giornalisti, grafici, video maker, web designer, organizzatori di eventi ed esperti di Storia dell’Arte, Turismo, Sport, Marketing e Politiche Comunitarie.

    Gli interessati dovranno inviare il proprio curriculum entro il 13 dicembre 2010 all’indirizzo di posta elettronica curriculum@societattiva.org. Continua »

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  • Fuori pista e senza soccorsi

    Sono una passeggera del volo Wind Jet atterrato fuori pista all’aeroporto di Palermo venerdì scorso.
    Non scrivo per raccontare del panico che si è scatenato all’interno dell’aeromobile al momento dell’impatto anomalo…il buio, le urla, i pianti, il grande spavento, il forte odore di bruciato…poi la corsa agli scivoli, il fumo, la pioggia, il fango…il terrore dei passeggeri doloranti e spaventati che si allontavano disordinatamente e senza una guida verso le lontane luci dell’aerostazione.
    Indipendentemente dalle cause dell’incidente, che saranno accertate dai competenti organi, vorrei segnalare l’assoluta carenza dei soccorsi, il ritardo negli interventi, l’assenza di un piano d’emergenza, la mancanza di assistenza e di coordinamento, il gioco dello scarico di responsabilità. È stata sfiorata la tragedia per circa 130 persone, 130 miracolati…potevamo finire in mare, abbatterci contro gli scogli, l’aereo avrebbe potuto prendere fuoco se il prato del fuori pista non fosse stato bagnato…è andata bene e fortunamente non ci sono state vittime, ma se per caso qualcuno avesse perso i sensi al momento dell’impatto o avesse avuto bisogno di soccorsi immediati o di essere rianimato, la tragedia si sarebbe invece quasi certamente consumata. Continua »

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  • Porta a porta

    Alla fine è iniziata. Un paio di giorni fa la raccolta differenziata – beninteso, quella porta a porta – è iniziata anche nel perimetro che comprende la strada in cui vivo. Inutile dire che, al momento, è un disastro. Hanno tolto i cassonetti – quelli che fino a ieri erano sommersi dai sacchetti dell’immondizia – e già da ieri al loro posto ci sono semplicemente mucchi di sacchetti. Al momento si intravede anche una pedana di legno. Non credo funzionerà. Temo che, come spesso accade, anche stavolta Palermo saprà dare il peggio di sé. L’anno è il 2010 e stiamo semplicemente iniziando a separare i rifiuti. Stiamo, in sostanza, scoprendo quello che nel resto del mondo occidentale è ormai consuetudine diffusa. Continua »

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  • I santi di Sferracavallo

    Santi Cosma e Damiano

    Prima del mare e della borgata in sé Sferracavallo è orgogliosa dei suoi Santi.
    Domenica 26 settembre, alle ore due del pomeriggio, il simulacro uscirà in processione per le strade della borgata e rientrerà solo a tarda notte.
    L’amore per i Santi Cosma e Damiano è un fatto genetico, non vi è dubbio, perché lo hanno pure i bambini più piccoli che vedono nelle due statue, poste sull’altare dell’omonima chiesa, il loro punto di riferimento per un anno intero. E quando la domenica precedente alla processione ha luogo “la discesa dei Santi”, momento in cui dall’altare le due statue vengono poste sulla vara che li trasporterà, ecco che i santi sono più vicini alla comunità cristiana “sferracavallese”. Adesso sarà più semplice chiedere una grazia perché i santi, nella loro vita, prima di essere tali erano medici quindi a chi, meglio di loro, chiedere l’intercessione per la guarigione? Continua »

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