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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Italia – Spagna

    Premettendo che dribbling, contropiede, corner e catenaccio non sono mai stati il mio pane quotidiano, non posso comunque esimermi dal parlare della partita che stasera vedrà incollate alla tv migliaia di persone: Italia-Spagna.
    Sono giorni che qui a Barcelona non si parla d’altro, i giornali titolano “Este domingo se cena ‘espaguetis'” (questa domenica si mangiano spaghetti), si respira voglia di rivalsa, i luoghi comuni sono sulla bocca di tutti, noi siamo quelli che mettono gli occhiali da sole anche di notte, i vestiti firmati, perennemente abbronzati e sembra che mangiamo spaghetti a qualsiasi ora del giorno.
    Le foto di Louis Enrique che piange, con il naso sanguinante, per il colpo di Tassotti duranti i mondiali americani, imperversano sulle prime pagine dei quotidiani sportivi, c’è, addirittura, chi esorta alla vendetta asserendo che Tassotti sarà presente nella panchina azzurra.
    Ma quello che più mi ha colpita è stato questa mattina un articolo del Què, uno di quei quotidiani che distribuiscono all’ingresso della metropolitana, che il lavoratore assonnato sfoglia durante il tragitto che lo conduce all’ufficio senza neanche farci troppo caso e poi poggia sulla scrivania dimenticandosi della sua presenza per tutta la giornata, ma una mattina erano svelati i motivi per vincere la partita dell’anno contro la “bestia nera” Italia, come potevo restare indifferente? Continua »

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  • Prova costume

    Appena un primo, tiepidissimo raggio di sole spunta attraverso le nuvolette primaverili, quelli dei tg, Studio aperto capofila, indossano i loro bermudini e approdano a Mondello.
    Vogliono assolutamente testimoniare a tutti i costi che il palermitano medio appena sente che il caldo avanza, fa fagotto, si licenzia e si accampa in spiaggia, da aprile a settembre.
    Quindi noi per l’Italia siamo una popolazione di animali da spiaggia, bene che vada.
    La cosa peggiore è la parte dell’intervista al bagnante.
    L’omino palermitano di fronte al microfono viene colpito da un raptus e, siccome si sa, noi dobbiamo apparire sempre i migliori, si esibisce nel solito show a favore della proloco, in cui la nostra è la città del sole, Mondello è il miglior mare del mondo, e soprattutto non abbiamo un cazzo da fare se non, e cito, “approfittare del sole per fare il primo bagno”.
    Ora dico io…APPROFITTARE?????? A Palermo il periodo in cui è possibile fare il bagno dura 5 mesi se siamo fortunati, e quello deve approfittare??? Ma perchè il mare dove va?!?!? Se non facciamo il bagno a fine marzo il mare s’offende e indietreggia di qualche metro???
    Adesso ogni weekend sarà un fiorire di servizi del su bikini, donne smutandate dalle tronfie cosce fresche fresche di linfodrenaggio, topless a iosa e soprattutto risposte farcite di una furbizia inaudita, degne di diplomi acquistati online.
    A questo punto la donna, opportunamente stimolata da cotanti servizi, tenta l’ultima carta prima dell’ imminente prova costume (odio questa frase, mi sento a carnevale). Continua »

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  • Divieti e libertà

    C’è un tratto di Via Cesareo che è regolarmente segnato come “zona rimozione “. Nel palazzo dove abito, vive un magistrato. Ebbene, accade ogni giorno la solita scena: la macchina che accompagna il magistrato posteggia in doppia fila perchè altre auto posteggiano lungo i due lati della strada.
    Sempre via Cesareo: si segnala la presenza di un’ottima pasticceria e di una scuola di danza.
    L’uscita, o l’arrivo del giudice, è accompagnato dall’arrivo del carro attrezzi, ultimo baluardo di ordine in mezzo al delirio di auto.
    Le signore che escono dalla pasticceria sbuffanno, annoiate e stanche all’idea di dover spostare le loro auto fiammanti per “questi giudici”.
    Le mamme che vanno a prendere le bimbe a scuola di danza, con i loro Suv, aspettano ferme e fiduciose che il vigile, chissà, decida d’improvviso di girare i tacchi e andarsene.
    Credo che minimi divieti sanciscano grandi libertà.
    Quella, per esempio, di lasciare liberi i nostri giudici di lavorare e vivere liberamente. Almeno sotto casa.

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  • Misteri palermitani

    Sono quasi dieci anni che abito a Palermo e sin dall’inizio la città mi ha suscitato molti perché sui quali di volta in volta gli amici autoctoni hanno saputo darmi spiegazioni più o meno convincenti. Ora mi sento molto più integrata nella realtà del luogo, ma alcune domande restano senza risposta e chiedo dunque il vostro aiuto.

    Ad esempio:
    Perché in una mattina di cattivo tempo le serrande di un qualsiasi palazzo palermitano sono quasi tutte chiuse? È per il rumore, gli appartamenti sono disabitati, non vogliono essere guardati da vicini e passanti o sono tutti vampiri?
    Senza arrivare ai paesi nordici, dove il sole è considerato una benedizione e le serrande non sono contemplate fra gli elementi d’arredo, in nessuna delle altre città in cui ho vissuto mi è capitato di notare una tale predilezione per il buio pesto. E ripeto, non parlo del mezzogiorno di agosto, quando la cosa è comprensibile, ma di un giorno qualsiasi di poco sole fra le otto di mattina ed il tramonto. Passando davanti ad un palazzo di corso Calatafimi o di dove volete voi, alzate lo sguardo e ditemi se non è vero… Continua »

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  • Una città da…pronto soccorso!

    I primi tepori estivi…finalmente una serata con Manfredi, mio figlio che vive a Londra…ciascuno sul suo motorino…
    La voglia di percorrere gli angoli più belli di Palermo per riscoprire o rivedere ancora, quasi fosse la prima volta, le piazze (le più piccole)…le chiese…i palazzi della nostra antica aristocrazia…le luci!
    Già le luci!!!
    Perché, poi, a Palermo c’è una strada bella, ampia, a tre corsie…che prende il nome da un marchese del passato“…di Villabianca”.
    Una strada bella ma al buio! E all’improvviso il botto!
    …un botto sordo, pesante come forse è pesante il mio corpo.
    Sì proprio un buio maledetto, e al nostro fianco quel cordolo scuro, sporco e vigliacco. Vigliacco perché non si mostra, perché non vuol farsi riconoscere!!!
    … perché è stato voluto da chi non cammina a piedi o in bici o sulle moto, ma da chi attraversa la città, che amministra, stando distrattamente seduto dentro un’auto blu. Continua »

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  • Maltempo, grèvia e derivati

    Oggi sono proprio “strurusa”. C’è poco da fare e me la tengo.

    Questa strurusaggine deriva da quella che comunemente chiamiamo in dialetto LÙFFIA o se preferite GRÈVIA. E perché?

    Tutta colpa del tempo. Per così poco? Si per così poco dico io. Siamo a giugno e per di più una un giugno dai contorni opachi e confusi.

    Meteoropatia… Continua »

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  • Homo palermitanus podisticus

    Ormai possiamo confermare senza dubbio alcuno che la bella stagione è arrivata. Segni inconfondibili come braccia destre (lato guida) abbronzate, gonnelline svolazzanti sugli scooter e cabine montate a Mondello lo testimoniano. Si, siamo in etate!!! Tutti questi segnali mi fanno capire che è giunta l’ora di uscire a correre fuori, (la scusa ufficiale e che sono uno sportivo, la verità in effetti è di tutt’altro stampo, poichénoi maschietti, ormai alla stregue delle femminucce, siamo affetti in questo periodo dallo stress da prova costume!). Ormai sono anni che sono adepto a questa masochistica usanza, per cui dopo accurate ed attente osservazioni tramite il metodo straniero del famoso statista Accazum Decanis sono arrivato ad una catalogazione degli esemplari podistici. Qui di seguito ne citerò solo alcuni, data l’ampiezza dell’argomento.

    LO STAGIONALE
    Si tratta di colui che decide di fare dell’attività fisica, solo in relazione all’arrivo del primo sole caldo e della visione presso lo specchio di casa del tipico “panzonello a muluneddu”. Spesso i maschi e le femmine di questa specie, passano l’inverno cercando di accumulare quante più scorte lipidiche possono, probabilmente consci dell’imminente dieta che sarranno costretti a seguire. Solitamente tale categoria la si può trovare nelle strade a partire dai primi giorni di maggio. È facilmente riconoscibile dal tipico abbigliamento “arripizzato” che indossa. Continua »

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  • Palermo crocevia e migranti col container

    Lo sanno tutti che da sempre Palermo è stata crocevia di razze e commerci. E di conseguenza anche faro di cultura multietnica per il ruolo di efficiente melting pot nel suo genere. Infatti è innegabile che la migliore cultura araba, prima del 1070 che fu l’anno della conquista normanna, sia passata per le nostre strade insegnandoci anzitutto il rispetto più alto della natura e di uno dei suoi bene più inestimabili. Il rispetto dell’acqua che è fonte di vita quanto l’aria quando questa è meno inquinata possibile. E mentre la filosofia araba veniva pure tenuta in gran considerazione nella Curia Regis di Federico II Stupor Mundi – sulla cui tomba alla Cattedrale ogni mattino non manca un fiore fresco – è altrettanto innegabile, e ne restano evidenti tracce in biblioteche e conventi, che anche la cultura greca, quella latina, quella bizantina e quella umanistica nel senso più vasto passarono di qua lasciando quanto di meglio potevano nei centri di studio e nei cenacoli di scienza che avrebbero anticipato le tre grandi università siciliane. Continua »

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  • “Le visitatrici” all’Abbazia di San Martino

    “Le visitatrici”

    Le visitatrici entrano in punta di piedi. L’Abbazia apre le porte.
    La Grande Galleria e il Salone dell’Abbazia del monastero si prestano come contesto espositivo della loro vena creativa e così nasce una mostra diversa dalle altre, a cura di Santo Campanella e Marina Giordano.
    Arrivate all’Abbazia Benedettina di San Martino e mi direte se non è così.
    Le visitatrici: otto artiste a confronto, delicate ed incisive al contempo, come solo le donne sanno essere. Tratti sinuosi carichi di rimandi, simboli, emozioni. Quattro italiane e quattro straniere (che però hanno un legame forte con Palermo) “visitano” un luogo mistico e “maschile”per definizione, un monastero, e affermano il loro universo interiore. Continua »

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  • Piazza Vergogna

    Gli gnuri sono all’erta sulle loro carrozze, come pescatori pronti a cogliere all’amo di un’invisibile lenza i turisti che si soffermano a guardarli per più di mezzo secondo. I conducenti di pullman confrontano le proprie idee ai piedi dei loro bestioni, faticosamente parcheggiati ai margini di una carreggiata che non sarà mai larga quanto serva a loro. I posteggiatori abusivi si esibiscono in fischi da pecoraro di caverna ed urla da avventore di taverna. I turisti si girano su sé stessi a trecentosessanta gradi, come azionati da un meccanismo invisibile, cercando di non perdersi neanche uno degli scorci di questa fantastica piazza Bellini, piena di arte e di storia.
    I più diligenti dei gruppi vacanze sfogliano vorticosamente le pagine della guida verdina, e declamano le descrizioni degli interni della Martorana, e le leggende delle suore cuochine. Accenti padani e cadenze straniere si mischiano ai commenti sarcastici degli autoctoni sfacinnati, impegnati nella consueta attività di attesa clientelare del consigliere comunale di riferimento. Continua »

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  • La cuccia

    A Palermo forse sono in pochi a sapere che nonostante la cospicua presenza di randagi per le strade della città esistono dei rifugi dove ci sono persone che senza chiedere nulla in cambio fanno tutto ciò che è in loro potere per rendere la vita degli amici a quattro zampe poco fortunati un po’ più serena.
    Uno di questi è il rifugio “La cuccia” nato grazie alla dedizione della signora Cettina Ruggieri la quale, insieme ad alcuni volontari, dedica tutte le sue energie per mandarlo avanti, cosa decisamente non facile sia per motivi logistici che per motivi economici.
    Dal 2005 il rifugio, nonostante le ripetute richieste non riesce ad ottenere alcuna sovvenzione da parte del comune, che, puntualmente, promette, ma purtroppo non mantiene mai.
    Ormai lo spazio è davvero poco, non è più possibile prendere cani, ma nonostante questo quotidianamente, per quanto ormai sia reato abbandonarli, ci sono due occhietti languidi che ti guardano legati ad un palo. Continua »

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  • Palermo secondo Wenders, secondo me

    Sabato al festival di Cannes prima mondiale di Palermo Shooting, il film che Wim Wenders ha dedicato alla nostra città. Con piacere condivido le mie impressioni,precisando che i giudizi e le opinioni che seguono sono di parte, poiché sono emotivamente legato a questo progetto, e perché ho una sconfinata stima umana e professionale nei confronti di Wenders.

    Pur conoscendo la storia, non nei dettagli comunque, e pur avendo avuto la fortuna di presenziare a quasi tutte le riprese a Palermo, sono rimasto letteralmente spiazzato dal risultato finale.

    Il film non è solo un film, va molto oltre…e se hai la fortuna di entrare in sintonia diventa una vera e propria esperienza, intensa, reale, profonda. Continua »

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  • Tre battute

    In una chat basta la scambio di tre battute ciascuno per capire, percepire e soprattutto decidere se una persona ci piace, è affine, se vale la pena di intentarne la conoscenza di quell’estraneo dall’altra parte dello schermo.
    La mia esperienza con le chat d’incontri cominciò quando avevo 17 anni e cioè nel paleozoico 1998. Incontrai un tale steward che aveva una particolare passione per…i piedi!! Il mio choc fu tale che accantonai del tutto l’idea degli incontri via internet fino ad un annetto fa quando mi registrai su Badoo. Ho trovato un mondo di chattatori molto diverso da quello che ricordavo, essenzialmente molti più utenti, molto più eterogenei tra loro e…una quantità spaventosa di “Over” e “Under”. Fatto sta che mi sentivo molto sola ed ero intenzionata a trovare amicizia e compagnia…trovai un mondo pieno di sorprese. Continua »

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  • Anche questa è Palermo

    Dopo varie esperienze lavorative, carnezziere, fornaio, salumiere, muratore, addetto ai servizi funebri, arrivai ad un punto della vita in cui per l’ennesima volta dovetti cambiare mestiere.
    In quella maledetta pompa funebre, nessuno chiamava più, non so perché, se per sfortuna loro o per fortuna degli eventuali clienti che campavano invece di morire; una volta mi disse il titolare: “Il problema del nostro mestiere è che la gente non muore più, una volta morivano di fame, morivano ammalati, morivano ammazzati, oggi non muoiono manco se ci spari la gente”.
    Capii il senso triste di quelle parole e mi andai a cercare un altro lavoro, ma che potevo fare? Mi presi di coraggio e incominciai a fare lavori di pulizia, insomma tutto quello che capitava, vetrine, scale uffici eccetera e devo dire che le cose si misero subito bene, forse perché più umile è un lavoro più facile è lavorare. Continua »

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  • Dossier Ztl: le parole che non ci hanno detto

    Verissimo, il livello di inquinamento e traffico in questa città è diventato insopportabile.
    Quindi ben venga un provvedimento severo al punto da sembrare carcerario, come la Ztl, se serve a risolvere il problema. Ma serve davvero per i nostri polmoni?
    Su questo aspetto in città girano opinioni diverse…

    Abbiamo tutti capito che un’area di 700 ettari (zona A + B), controllata da soli 8 varchi video controllati, è una pagliacciata.
    A maggior ragione se i varchi sono tutti in zona A, come nel nostro caso, per cui la zona B sarà come una grande giungla, con buona pace dei vigili urbani.
    Eppure di Ztl si parla dal 2000, se non prima: come hanno fatto in otto anni a concepirne una così catastrofica?
    Ho fatto alcune ricerche e qualcosa non torna.
    Mi scuso per la lunghezza, ma l’argomento è complesso e merita attenzione. Continua »

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  • Mafia-Tour, la proposta!!

    La vita è imprevedibile. L’ho capito nel corso dei miei “venerabili” 31 anni. E Lei, questa accozzaglia di avvenimenti riuniti da un filo più o meno logico, continua a dimostramelo. Ogni giorno. E mi sembra doveroso raccontarvi un’imprevedibile “offerta”, visto che questa ha visto i suoi natali sulla vetrina che Rosalio offre ad autori e ospiti vari.
    Non me ne vogliano gli artisti che si cimentano sul palco de “La sai l’ultima”, ma inizierò il mio racconto allo stesso modo di come si attaccano le più tradizionali barzellette, visto che, quando lessi la mail di cui mi accingo a parlarvi, ero convinto che di barzelletta si trattasse.
    C’era un palermitano, un trapanese, tanti russi….e un blog, Rosalio appunto. Il palermitano, cioè io, letta una pagina del sito ufficiale della compagnia aerea olandese “Transavia”, scoprì che in Olanda consideravano la mafia un’attrazione turistica, utile per incentivare la vendita dei biglietti aerei con destinazione Palermo. Bene, decisi di scrivere un post per Rosalio dal titolo Mafia-Tour. Per chi non rammentasse l’epilogo di quell’iniziativa, ricordo, a onor di cronaca, che, in seguito al post, l’osservatorio per la tutela dell’immagine della Sicilia si lamentò presso l’ambasciata olandese, con il risultato che Transavia rimosse la frase incriminata dal sito, dopo essersi scusata con i siciliani tutti. Continua »

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  • Le macchine ci rubano la vita

    Percorrevo via Puccini con la mia fida bicicletta. All’improvviso un acuto stridore di gomme d’auto in frenata, dietro le mie spalle, ha bloccato istintivamente la mia corsa e mi ha fatto girare indietro. Un bambino di 3-4 anni era a pochi centimetri dal paraurti di una macchina, mentre con un grido lacerante la mamma lo afferrava e se lo stringeva al petto coprendolo di baci e gridando parole, insieme, di disperazione e di conforto. Un attimo, e una signora attempata irrompeva dalla porta di casa urlando e chiedendo che era successo al bambino. Alla guida della macchina c’era una signora cinquantenne; al suo fianco un uomo più giovane che immediatamente è sceso dalla macchina ed è andato ad aprire la portiera della guidatrice. La signora era inerte sul sedile, sotto shock. Dopo un po’ è uscita lentamente dalla macchina e si è appoggiata sul cofano di un’auto lì parcheggiata, piangendo a dirotto. Il giovane la confortava amorevolmente. Il bambino era sempre stretto al petto della mamma che continuava a baciarlo dicendo: “Mi è scappato! Non è successo niente! Niente!”. Io guardavo impietrito la scena. Mi è venuto un groppo alla gola. Sarò vecchio, ma due lacrime mi sono scese sul viso. Bastava un attimo, e il bimbo poteva essere morto. Io buona parte della mia infanzia l’ho passata giocando sulla strada. Gli idolatrati mostri meccanici non se n’erano ancora impadroniti. Le macchine ci rubano la vita.

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  • Sono a dieta

    (Ogni riferimento a fatti e personaggi reali è puramente casuale).

    Sono a dieta, sono a dieta da circa dieci anni e in questo arco di tempo avrò perso una trentina di chili e ripresi almeno quaranta (considerato che ho un bilancio attivo di dieci chili). Quella delle diete è una triste realtà che accompagna quasi tutta la vita di quasi tutte le donne. La tristezza che mi assale solo a sentire pronunciare la parola “bilancia” o “calorie” è inaudita e trovo ingiusto che abbiano inserito “per legge” queste informazioni sulle confezioni delle prelibatezze che prima potevano essere ingozzate nell’ignoranza che si stava mangiando l’equivalente di un pasto completo compresso in una merendina. Continua »

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  • Ztl a Palermo: considerazioni oggettive

    Caro Rosalio,
    ti ringrazio per l’ospitalità per segnalare gli innumerevoli disagi percepiti da cittadini succubi del provvedimento sulle Ztl.

    È doveroso fare una premessa, il provvedimento può avere un senso e una sua utilità ma per avviarlo e renderlo operativo ci devono essere dei concreti presupposti, oltre che di carattere normativo, anche di carattere sociale.

    1. Palermo è una città con servizi di trasporto pubblico davvero carenti, (basta provare ad attendere il fatidico 101 in un qualsiasi giorno per rendersene conto o riflettere sul fatto che a Londra il sig. Tony Blair lo si trova sul treno metropolitano che collega la città all’aeroporto e, a Palermo, neanche c’è l’ombra di incontrare personalità politiche sull’autobus…).
    2. Palermo è una città con un reddito medio procapite tra i più bassi d’Italia. Questi sono fatti oggettivi e inconfutabili. Continua »

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