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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Roma Termini e Palermo Centrale

    Raccogliere uno a uno tutti i pezzi delle feste, infilarli in valigia e chiudere bene, digitando la solita combinazione: la data di nascita di Gilormino, il mio primo cucciolo (pace all’anima sua sempre).
    È così da anni ormai, da quando insieme “all’Epifania che tutte le feste porta via”, apparecchio sconsolata la tavola del mio ritorno in terra straniera.
    Come tutti gli “abbandoni” in grande stile “è forti a passari ‘u distaccu”. Me lo dice sempre mia nonna, “virgulto” novantenne, che concentra lo sguardo energico delle donne di una volta alla capacità di dissacrare se stessa, me e tutte le altre numerose donne della nostra famiglia.
    Ogni 7 di gennaio mi accoglie la solita stazione Termini, fumigante di respiri infreddoliti, odorosa delle migliaia di caffellatte e di cornetti alla plastica, assaggiati e lasciati a metà (come molti amori del resto, ma questa è un’altra storia).
    Mi faccio strada tra le centinaia di persone, che vanno e che tornano e che badano bene di non guardarsi in faccia. In mezzo alla fila indiana di voci, che si accalcano una sull’altra, non riesco mai a distinguere un apostrofo, un accento, un’inflessione che mi dica: “azzzò! Io sono: Esposito Pietro, destinazione Napoli Campi Flegrei”.
    Alla stazione centrale di Palermo è tutta un’altra storia. Continua »

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  • Via Ruggero Settimo

    Passeggiare in via Ruggero Settimo è gratificante e rassicurante come trovarsi nel salotto di casa propria, dove puoi da brava borghese o piccolo borghese, sentirti tra le tue cose migliori, conservate e protette o conquistate con sacrifici, quelle che ti rappresentano, secondo certi schemi sociali, al meglio, a te stessa o agli altri… Se non hai soldi pensi comprerò questo o quello, più in là, fiduciosa del tuo reddito fisso mensile o del tuo consolidato benessere, se li hai ti senti padrona del mondo ed entri ad acquistare l’oggetto del tuo desiderio nei negozi più rappresentativi di ciò che significa oggi essere “arrivati” o avere” potere”…una unica nota stonata, soprattutto durante le festività di fine anno, ti trafigge l’anima o più semplicemente (è soggettivo) ti può infastidire, stizzire, è l’inquietante presenza dei mendicanti…….non parlo dei musicanti, o degli stranieri con i cani cui ormai siamo più o meno abituati, e che trovi in ogni città d’Europa, ma delle ragazze inginocchiate per ore a testa bassa, le new entry degli ultimi tempi, che vengono dalla Jugoslavia o giù di li, e ancor di più, ahimé, di quel ragazzo, anzi ex ragazzo, pieno di tic, che parla da solo, con un cagnolino al guinzaglio, seduto di solito di fronte alla chiesa di S.Lucia…vicino alle gioiellerie più prestigiose… Continua »

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  • Forum “La città che vorremmo”: ma la vorremmo???

    A giudicare dagli ultimi accessi, direi proprio che la città che vorremmo è proprio quella in cui viviamo.
    Obiettivo del forum raggiunto!
    Il Piano strategico di sviluppo della città di Palermo può fare a meno delle forze locali culturali e artistiche! Che nessuno si lamenti se nell’asse strategico “CITTÀ DELLA CULTURA” non saranno previsti progetti artistici e culturali di giovani (e meno giovani) emergenti palermitani.
    Non è nemmeno il caso di provarci, in molti avranno pensato.
    La cosa che mi fa sorridere è che si organizza pure al Palazzo di città un assemblea per il dialogo sull’emergenza cultura, (con consiglieri comunali ignari del Piano strategico di Palermo)…e non si è nemmeno capaci di dialogare in un forum per creare reti di soggetti in grado di interfacciarsi con l’amministrazione comunale nel processo di costruzione del Piano strategico per l’asse dedicato alla cultura.
    Se non l’avete capito il mio è un sfogo! A volte (e spesso) mi dico che sono nato nel posto sbagliato. Ho un karma caino. Continua »

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  • Il Capodanno per Addiopizzo è stato a novembre

    Capodanno per Addiopizzo è caduto lungo cinque giorni, tra il 5 e il 10 novembre.
    Sono stati giorni di indicibile euforia, dalla cattura di Salvatore Lo Piccolo alla nascita di “Libero Futuro” al teatro Biondo. Giorni, quelli, in cui tutta Palermo ha sentito la scossa non violenta di qualcosa di buono, sano, che promette un cambiamento. Lento, certo, come tutto in Sicilia; ma potremmo raccontare tra qualche anno, di come quell’onda di rifiuto, quell’accordo tra gente della città separata “come strati di una cipolla”, senza strazi e avventi sovrannaturali avrà semplicemente prevalso.
    Nulla di facile in tutto questo. Penso a Vincenzo Conticello, come racconta ogni giorno di quanto nel suo percorso dopo la denuncia abbia pesato la paura e quanto la dignità. Penso a Rodolfo Guajana e ai suoi figli, a come la loro ricerca di normalità si deve adeguare a convivere con una scorta. Penso a Damiano Greco, che non resse all’emozione di essere presentato al teatro Biondo come l’unico ribelle al pizzo del Borgo vecchio; ma che ha paragonato il presente al resto della sua vita, e ha deciso che era il momento di denunciare l’aguzzino. Continua »

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  • Perché organizziamo la festa di Capodanno?

    Capodanno 2008 a piazza S. Anna

    Il Sindaco di Palermo ha annunciato che quest’anno i soldi per i festeggiamenti di Capodanno saranno destinati ai poveri. Apparentemente è una cosa nobile ma è evidentemente una operazione demagogica, anche perché alcune associazioni e enti, individuati dalla delibera di fine anno, rispondono più a criteri clientelari che a logiche solidaristiche.
    È un errore mettere in contrapposizione la solidarietà con i poveri e la festa dell’ultimo dell’anno; infatti un’amministrazione seria avrebbe potuto coniugare la solidarietà con la festa solo se, in questo ultimo anno, non avesse sprecato le risorse del bilancio comunale in tante operazioni clientelari ed elettoralistiche.
    L’impegno dell’amministrazione comunale a sostegno dei poveri deve essere dimostrato da serie politiche sociali, evitando di tagliare i fondi per l’assistenza sociale, costruendo case per i senza tetto, aiutando quotidianamente i soggetti deboli con una seria politica occupazionale.
    Una istituzione democratica non si può occupare dei poveri solo con l’elemosina di fine anno e contemporaneamente continuare a tagliare i soldi per la spesa sociale nel bilancio comunale.
    Si può coniugare perfettamente la politica sociale con le scelte culturali: la verità è che il Comune di Palermo è ormai alla bancarotta. Continua »

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  • Esperienze romane

    Sono stata a Roma il 15 dicembre…temperatura di 0 gradi, ma una voglia matta di arrivare finalmente nella capitale, dopo avere atteso a lungo. L’intento era unicamente UNO: MOSTRA DI GAUGUIN, POP ART e MARK ROTHKO.
    Gauguin al Vittoriano: premesso che non avevo mai visto opere di Gauguin dal vivo e nonostante mi fossero giunte alcuni voci maligne sul cattivo allestimento della mostra, l’effetto affascinante – secondo la vera etimologia della parola – l’ho subito anch’io, e son caduta a piombo in un mondo coloratissimo e incontaminato. Non solo pitture ma anche ceramiche realizzate dall’artista e lettere autografe, e diverse opere degli altri di Pont- Aven, i discepoli, i “seguaci” di Gauguin. Una lunga carrellata di pitture, intervallate da opere grafiche – xilografie e alcuni acquerelli – e piccoli schermi sui quali era possibile vedere scorrere le pagine dei diari e dei quaderni, ricchi di schizzi e di pensieri. Affascinante è proprio quella pennellata, che accostando finemente una gran quantità di colori, rende quasi impossibile una visione del dipinto da vicino, e si è costretti a scostarsi di almeno 1metro per coglierne tutta la magnificenza. Non solo guardare il quadro, ma VEDERLO. Continua »

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  • PentaDramma

    Noi Musicisti «SIAMO FATTI DI CARNE, OSSA E CARTILAGINE» (Totò)
    LETTERA A UN AMICO MUSICISTA

    Ho scoperto che abbiamo avuto un amore in comune. Mi sento meno solo!
    Ci stavo appizzando la testa sai? Forse anche tu hai corso il rischio….
    Una voce che mi ricorda un Leslie*, un viso angelico, un fisico possente ma sanguigno…ha capito di chi parlo no?
    Per me la cosa è finita abbastanza di recente per motivi vari (come le compilation di natale “artisti vari”) ma non ti nascondo che da qualche parte del mio ipotalamo ancora qualche tizzone di brace è addumato.
    Io m’innamoro anche dell’amore, e più la realtà è diversa dal mio ideale più mi c’incaponisco. Quando un artista s’ innamora di un’altro artista sembra che tutto debba essere più semplice….maimaria! Hai la vaga sensazione che puoi conquistarla non solo col fisico, con le parole, con gli sguardi, ma anche con la musica…rimaimaria! Continua »

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  • “Isola pedonale” alla palermitana

    Finalmente l’isola pedonale a piazza S. Domenico!… Una vera isola…trattasi infatti di uno squarcio aperto davanti all’ingresso della chiesa e delimitato da piante…le auto hanno la possibilità di circolare intorno all’Immacolata in senso antiorario da via Gagini a via Meli e anche di posteggiare. Tutto intorno rimane, tranquilli, il nostro caro solito delirio di bancarelle, sporcizia, disordine…i posteggiatori non sono tanto contenti ma loro non hanno potere contrattuale…i commercianti certamente sì, infatti nulla è cambiato…e i pedoni? Che vantaggio ne hanno avuto? Se continuano a circolare le auto e la “zona pedonale” va dalla scalinata della chiesa alla colonnina dell’Immacolata chi può trarne vantaggio? Solo chi l’8 dicembre vuole offrire fiori alla madonnina uscendo dalla basilica…ancora oggi infatti tutti i fiori secchi della recente ricorrenza sono lì a testimoniare della devozione dei palermitani all’Immacolata, che come sappiamo è, per tradizione, pari a quella per S. Rosalia. Che dire? Abbiamo inventato un nuovo tipo di isola pedonale, tutta palermitana, della serie tutto come prima…come sempre, gattopardo docet.

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  • Natale

    Ai tempi degli antichi romani per Natale si portavano generi di conforto ai più bisognosi, senza impegnarsi in feste festini e abbondanti abbuffate di regali, alberi e i Babbi Natale manco a parlarne. La famigliola palestinese perseguitata e costretta a riparare nella grotta di Betlemme non aveva ancora trovato posto nei tanti presepi. La vicenda di quel povero bimbo sfuggito ad Erode e nato al freddo e gelo suscitava sentimenti di carità che niente hanno a che spartire con le contemporanee corse consumistiche. Solo l’arrivo dei re magi il 6 gennaio coincideva con il regalare qualche piccolo giocattolo ai bambini. E i tre re sono stati sempre e soltanto tre. Solo una stolta pubblicità di questi tempi è stata in grado di inventarsene un quarto. Non bastavano i tre portatori di oro incenso e mirra. Forse ce ne voleva un quarto che portasse in dono un telefonino o un videogioco per il bambinello. Continua »

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  • Fare la spesa a New York

    Scrivere il primo post su un blog quando nessuno ancora ti conosce è sempre un po’ difficile… Allora per prima cosa mi presento: mi chiamo Simona, ho 23 anni, sono cresciuta a Palermo e ho vissuto lì fino a settembre, mi sono laureata presso la nostra Facoltà di Lettere e Filosofia e adesso proprio grazie ad un progetto dell’Ateneo palermitano mi trovo a New York per uno stage (anche se ovviamente il tutto viene sovvenzionato dai miei genitori)!

    Mi è stato offerto un mesetto fa di scrivere un post su questo blog per raccontarvi come può essere la vita per una palermitana “immigrata temporaneamente” in questa città! Devo ammettere che di cose da dire ce ne sono davvero tante, oltre alle solite banalità del tipo, “quanto è bella la Statua della Libertà, l’Empire State Building, il Ponte di Brooklyn…”.

    Ma quello che vorrei fare in questo post non è raccontarvi New York dal punto di vista di una turista qualunque ma dal punto di vista di una che qui ci deve vivere e soprattutto deve mangiare e fare la spesa!!!
    Ebbene si la cosa che più mi fa paura a New York non è uscire la sera da sola in metro o girare in zone come Chinatown, zona nella quale peraltro lavoro e che ormai conosco abbastanza bene, ma la cosa che odio di più qui è andare al supermarket!!! Continua »

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  • Targhe alterne

    L’amministrazione Cammarata ha tirato fuori dal cappello a cilindro l’ennesima, illuminata, trovata: le targhe alterne.
    Per salvaguardarci nel lungo termine i polmoni, il Palazzo ha deciso di spappolarci immediatamente il fegato e, forse, qualcos’altro.
    Si dirà, i rilevamenti, l’inquinamento, le polveri sottili…
    A prescindere dal fatto che il passato ha già decretato il flop di un provvedimento del genere, penso che un minimo di elasticità e di immedesimazione verso chi gli paga (o meglio strapaga) lo stipendio sarebbe stato un atto dovuto per gli inquilini di palazzo delle Aquile. Una spruzzata di comprensione verso la plebe, prima di rivoltarne in un fiat la vita come vecchi calzini, credo avrebbe cambiato, come in pochi altri casi, sia la forma che la sostanza.
    Penso ad una fascia mediana di blackout nel coprifuoco giornaliero, per esempio dalle 13 alle 15, che avrebbe consentito di salvare capra, cavoli e, forse, coronarie.
    E invece niente. Continua »

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  • Giambecchina: l’artista e il volto della Sicilia

    Considero la pittura un atto d’Amore,
    un inno al creato dal profondo dell’anima.
    Il contenuto della mia opera,
    il motivo del mio dipingere,
    l’oggetto del mio fantasticare
    è la vita di uomini,
    donne e bambini della mia terra,
    con le loro ansie e i loro problemi
    è il colore, la conformazione, il profumo,
    il sapore di questa Sicilia
    ed anche i suoi terribili sussulti
    gli impeti della sua gente,
    questo mi da gioia e tormento
    e la forza di proseguire.

    Così scriveva Giovanni Gianbecchina, uno degli artisti siciliani più significativi del ‘900. Oltre 80 anni di pittura, dal 1918 al 2001, segnano un percorso unico attraverso suoni, voci e colori della Sicilia, verità profonde ed immutabili, ma anche attraverso valori, idee, aree concettuali. Non per altro ad unanime giudizio dei più illustri critici Giambecchina è considerato il miglior interprete della spiritualità della nostra isola. Continua »

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  • La Palazzina Cinese dimenticata

    Di questa palazzina me ne parla sempre mio padre.
    Come una delle cose più belle di Palermo, nel cui parco spesso e volentieri ci si andava la domenica mattina a giocare, ma anche meta abituale dei giovani sposini in cerca di un luogo suggestivo in cui fare le foto del loro giorno più bello.
    Si prestava molto a foto in bianco e nero e filmini superotto, sia per il meraviglioso parco, sia per il piano cosiddetto nobile, in cui mobilia (ora tutta a Palazzo Niscemi), affreschi ed altro conferivano al tutto uno scenario quasi mistico.
    Tutte queste cose le so perché le ho lette o viste su dei libri, o semplicemente dai racconti dei genitori, poiché lei, una delle palazzine che tutto il mondo ci invidiava, è rimasta chiusa per una intera generazione e lo rimarrà per chissà quanto altro tempo ancora poiché le imprese che avevano l’appalto per il restauro hanno mollato la spugna e ora si dovranno attendere i permessi per le nuove imprese. Continua »

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  • Purpura, che dire!

    Venerdì mattina ho avuto una visione. Non di stampo religioso, non vi preoccupate, ma egualmente mistica. Improvvisamente ho incrociato di fronte a Porta Carini in via Volturno non so quanti vigili urbani, con relative camionette, che facevano multe alle macchine normalmente posteggiate in doppia e tripla fila e/o dove sta la rimozione.
    Ora, considerando che le uniche due volte in vita mia che ho visto cose del genere (ovvero la via Volturno senza macchine sovrapposte e senza traffico) sarà stato per la conferenza sulla criminalità dell’ONU e per la recente visita di Ciampi presidente, mi sono chiesto che fosse successo di straordinario stavolta. Ebbene non era successo nulla. Proprio nulla, eppure sgombravano le bancarelle di frutta che ormai dalla Porta erano arrivate a superare di un paio di metri il marciapiede della via, e tanto altro.
    Mi sono reso allora conto che qualcosa era in effetti successo… Era stato nominato il nuovo comandante dei vigili urbani: Purpura. Che dire!
    Il venerdì, però, un minuto dopo che le pattuglie sono andate via la “sosta selvaggia” ha ripreso il solito tran tran. E quando dico un minuto intendo proprio 60 secondi!!
    Da lunedì così staziona una pattuglia tutto il giorno e come per magia c’è molto meno traffico. Addirittura talvolta nemmeno una fila. Sarà un sogno? Ma allora è possibile a Palermo far valere le regole della legge? Si può superare il vigente diritto personale?
    Voglio inviare un plauso al nuovo comandante che mi ha ridato la speranza, ma mi chiedo pure: quanto durerà?

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  • Storia di un amore ritrovato (ovvero…di una Rosanera)

    Potevi dirmi che non ti piacevo più, l’avrei compreso..i gusti cambiano.
    Che avevi un’altra, non tutti siamo monogami.
    Che volevi scappare dalla mia prigione, forse te l’ho creata senza volerlo.
    Ho dovuto mollarti io, almeno per due settimane, ho preferito così.
    Piuttosto che sentirti dire che nella mia rete non stavi comodo!
    Che avevi paura di provare il piacere della vittoria!
    Ma stasera sei tornato da me…piano, senza esibizionismi né falsi giochi.
    Con passo felino avanzavi cauto ma deciso.
    Ti si leggeva negli occhi infuocati che volevi solo buttarti sulla rete. E io con te.
    Per una serata di quelle che non si dimenticano, di quelle che ogni sabato o domenica vorremmo passarle così.
    Basta che tu ci lasci il segno!
    Basta che fai centro! Che entri in questa benedetta rete!
    Ecco si…riconosco questo Amore, com’era…
    Ora si! Che mi sento Rosanera!

    8-12-‘07
    Palermo – Fiorentina 2-0

    Scarica il video.

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  • Dell’amore e degli altri suoi parenti…

    Che cosa sia l’amore ce lo siamo chiesti a turno un po’ tutti, in tanti abbiamo cercato di darci delle risposte, moltissimi hanno messo per iscritto le proprie teorie e riflessioni.
    Una delle spiegazioni più famose e verosimili pare sia stata data da un certo Socrate che, una sera a casa di amici, mentre erano tutti ubriachi di vino, raccontò di come nacque Eros…ad oggi mi chiedo come mai quando i miei amici sono ubriachi di vino tutt’al più mi raccontano barzellette oscene…
    Socrate racconta di aver appreso da una donna, tale Diotima com’è nato Eros (qui Socrate mostra un gusto che rimarrà squisitamente siculo per il quale, prima di dire una minchiata, a scanso equivoci, dice che gliel’ha detta un amico, in questo caso, per di più, femmina, questo vuol dire che la sta sparando veramente grossa).
    Così narra la storia di Socrate:
    Quando nacque Afrodite (dea della bellezza) gli dei che non perdevano un’occasione per mangiare, ubriacarsi e far altro, organizzarono una festa. Continua »

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  • The Second Grace – Rosalio, in tour pure io/2

    Ci sono cose che in tour ti abitui a considerare normali ma che nella vita ordinaria sono da pazzi scriteriati. Se uno ti dice: “dai, suoniamo ad Amburgo, poi smontiamo gli strumenti, ci mettiamo in furgone all’1 del mattino e partiamo subito per Parigi (900 km)”, tu che rispondi? In un modo solo: “Tu sbattisti ‘a tiesta”. Eppure spesso in tour una cosa come questa è l’unico modo per arrivare in tempo al concerto successivo.
    Anyway, per il momento facciamo un passo indietro per raccontarvi questi primi tre giorni di debutto europeo.
    Ci eravamo lasciati belli comodi e assistematelli a casa di Christoph (il nostro manager tedesco palermitanizzato), nato e cresciuto nella zona della Ruhr, a 60 km da Colonia. Per prima cosa andiamo a recuperare i “rinforzi”: queste prime date le facciamo insieme a The Niro, cantautore emergente romano che sta raccogliendo crescenti consensi come dimostra anche una clamorosa pagina intera su Repubblica dedicata a lui qualche settimana fa. Coi ragazzi si crea subito un bell’affiatamento a forza di battute cazzone e goliardia tardo-adolescenziale, anche perchè da adesso in furgone saremo in 8 a viaggiare e non più in 5: insomma, tutti più scomodi ma almeno si ride più del solito. Continua »

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  • “Se ne vedono di persone e di fatti dall’alto di questi piatti”

    Che significa vivere gli ultimi 13 anni di notte palermitana in prima linea, o meglio ancora, dietro la consolle?
    Jovanotti aveva ragione: “se ne vedono di persone e di fatti dall’alto di questi piatti”, ma soprattutto, si scorgono i cambiamenti frutto del passare degli anni, ricambio generazionale, cambiamenti della musica, morte e rinascita di locali e morte della discoteca (senza rinascita).
    Di contro, certe caratteristiche appartengono e sempre apparterranno al nostro DNA: l’essere provinciale e la disintegrazione sociale per quanto riguarda il pubblico, la pessima gestione per quello che riguarda gli addetti ai lavori.
    Tempo fa, riflettevo su quanti locali a Palermo hanno cambiato nome per più di cinque volte, è incredibile quanti nomi per lo stesso posto!
    Quel luogo comune secondo il quale Palermo è indietro rispetto a tante altre città italiane è abusato ma, indubbiamente, presenta più che un fondo di verità. Continua »

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