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venerdì 27 mar

Archivio per la categoria 'Sicilia'

  • Con rispetto parlando

    Tutto si può dire di un siciliano…che è sboccato, che è volgare in certe espressioni che, a chi siciliano non è, risultano davvero sguaiate. Ma c’è un campo in cui il vero siciliano non transige e non ammette ragioni: quello del corpo e quello del linguaggio ad esso relativo.
    Perché il siciliano è così: pudico e a modo suo rispettoso dell’etichetta. Gli viene fuori un senso innato della verecondia quando meno te l’aspetti, magari dopo che si è espresso in termini non proprio oxfordiani e lusinghieri nei confronti di qualcuno, ecco spuntare dal nulla una formuletta magica che mette al riparo da eventuali imbarazzi: CON RISPETTO PARLANDO.
    Perché ci sono parti del corpo che non puoi proprio nominare senza sentire l’impellente necessità di scusartene, mi è capitato di sentire frasi come questa “curnuta ra miseria l’otobusso un passò e avi un’ura ca caminu… haiu, CON RISPETTO PARLANDO i pieri c’a un mi sientu cchiù“…già i piedi sono una faccenda privata di cui avere un certo pudore…per non parlare poi dell’espletamento di certe funzioni fisiologiche… “u picciriddu eppi con rispetto parlando diarrea tutta a nuotti e a scuola un ciù mannavu” o ancora “u pollo r’assira m’appi a fari mali e haiu, con rispetto parlando, lo stomaco IMBARAZZATO”, ma imbarazzato di che? Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Grazie Sicilia

    È una giornata no, di quelle che cominciano male perché sei scesa dal letto con il piede sbagliato e che continuano ancora peggio perché non trovi parcheggio, perché la persona con cui hai appuntamento è in ritardo, perché arriva l’imprevisto che non ci voleva, insomma, perché tutto, davvero tutto, gira storto. Sta finendo questa giornata e non vedi l’ora di staccare la spina, hai il desiderio di essere invisibile, di startene un po’ per i fatti tuoi, finalmente sola.
    Una tappa obbligata al supermercato per la spesa. Entri, c’è gente, ma tu sei stata capace, compiendo l’ultimo disumano sforzo, di immergerti in un guscio ovattato, intorno potrebbe succedere qualunque cosa, non è un tuo problema.
    Ce l’hai fatta, hanno funzionato anche le macumbe tese a scongiurare il pericolo di incontrare persone conosciute, sei ad un passo dalla salvezza, in fila alla cassa con la tua spesa. Devi solo dare ancora due risposte, affermative e monosillabiche, alle domande “Ha la tessera?”, “Le do un sacchetto?”, e fare tre gesti, tirare fuori la tessera, pagare e infilare la spesa nel sacchetto; il resto è out. Arriva il tuo turno, si procede secondo previsione, le due domande, le relative risposte, quando, ad un tratto, improvvisamente il sistema va in tilt! Continua »

    Sicilia
  • Cuffaro ospite ad AnnoZero

    Salvatore Cuffaro

    Il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro sarà ospite stasera dalle 21:05 su Rai Due nella trasmissione di Michele Santoro AnnoZero.

    AGGIORNAMENTO: i pubblici ministeri di Palermo Gaetano Paci e Antonio Ingroia quereleranno per diffamazione il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro ritenendo «infamanti e gravemente lesive della dignità e correttezza professionale» le dichiarazioni rese nel corso della puntata.

    Sicilia
  • Di nome faceva Michela

    Una volta ero a Pantelleria per un servizio. Era un fine primavera trionfante e l’isola brillava come un diamante grezzo. Avevo trascorso tutta la giornata ad andare in giro per incontrare le persone con le quali mi serviva parlare per scrivere il mio articolo e la sera asciugavo i miei sudori fisici e mentali esposto al debole Scirocco che bighellonava tra i tavolini di un bar sulla piazzetta. Serviva ai tavoli una ragazza piccolina in jeans e maglietta. Era una delle tante, tra ragazzi e ragazze, che venivano sull’Isola per i lavori stagionali cercando di coniugare lavoro e vacanze. Ma a lei non sembrava andare molto bene. Io potrei stare ore seduto a un bar a cucire addosso a chi passa una storia. Così lo feci con lei e fu facile. Continua »

    Sicilia
  • “Siciliane” allo Steri

    Oggi alle 16:30 a palazzo Steri (piazza Marina, 61) Marina D’Amelia presenta Siciliane, dizionario bibliografico a cura di Marinella Fiume. Con le sue 333 voci il dizionario illustra il contributo delle donne alla storia medievale, moderna e contemporanea della Sicilia. Intervengono Maria Concetta Di Natale, Giovanna Fiume, Salvatore Fodale e Tommaso Romano.

    “Siciliane”

    Palermo, Sicilia
  • I voti ai nostri amministratori per IPR

    Sono stati resi noti i dati del sondaggio Governance poll 2006 condotto da IPR Marketing per Il Sole 24 ORE.

    Salvatore Cuffaro, presidente della Regione, è ottavo con il 53% dei consensi (53,1% al momento dell’elezione).

    Francesco Musotto, presidente della Provincia di Palermo, è ventisettesimo con il 57% dei consensi (60,4% al momento dell’elezione).

    Diego Cammarata, sindaco di Palermo, è ottantaquattresimo con il 50% dei consensi (56,1% al momento dell’elezione).

    Le rilevazioni sono state effettuate tra il 1 settembre e il 29 ottobre.

    Palermo, Sicilia
  • Archiviata la querela per “La mafia è bianca”

    La sezione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bergamo, nella persona del presidente Armando Grasso, ha disposto l’archiviazione del procedimento relativo alla querela per diffamazione di Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Sicilia, a Michele Santoro e ai due giornalisti Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini, autori del film documentario La mafia è bianca, in quanto gli elementi acquisiti non sono sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.

    “La mafia è bianca”

    La mafia è bianca, pubblicato da BUR “Senza filtro”, ha venduto oltre 80mila copie ed è stato trasmesso più volte dai canali Sky. Cuffaro aveva già chiesto senza successo al tribunale civile di Bergamo nel gennaio 2006 il sequestro del libro dvd. Continua »

    Sicilia
  • Cu nesci arrinesci

    Voi lo sapete che i siciliani sono emigranti: spinti dalla fame hanno girato il mondo, varcato i sette mari e attraversato continenti, hanno lasciato la loro terra, con enormi sacrifici persino riuscendo a spuntarla, a farsi avanti nelle difficili realtà di arrivo.

    Insomma, “cu nesci arrinesci” lo avremo sentito ripetere mille volte: chi esce dalla Sicilia, secondo il noto proverbio, può solo migliorare, dato che qui, nella nostra isola, solo arretratezza e stenti.

    Liberarsi dagli stereotipi veicolati dal senso comune è, come potete immaginare, però, molto difficile.

    Avete presente Massimo Troisi in “Ricomincio da tre” alle prese con il suo viaggio? Per chi lo osservava, in quanto meridionale, egli non poteva essere considerato come un semplice viaggiatore, doveva per forza scappare, doveva per forza partire per non tornare. Non poteva essere altrimenti, tanto che, a nulla valendo le sue proteste, non poté far altro che arrendersi alla pervasività e alla forza dello stereotipo che lo seguiva ovunque andasse: “si si, ha ragione lei, sono un emigrante”. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • I luoghi dell’anima

    Ci sono posti che non scordi più…luoghi impressi nella memoria dell’anima, case che sono state divorate dal tempo, sbattute dalla pioggia, rosicate dalle erbacce, arse dal sole, ma dentro di te vivono ancora…
    E succede, all’improvviso, che mentre sei in mezzo agli altri, una parola, un profumo, una faccia ti spediscano là…nella casa dell’anima…e da là non vorresti tornare più.
    E ti pare di sentire il fresco delle stanze in un pomeriggio d’afa, quando fuori il sole cuoce i sassi,
    di mordere il pane conzato con l’olio nuovo, quello verde che ancora brucia,
    di vedere i pomodori appesi al tetto a seccare,
    di affondare la faccia in un lenzuolo steso ad asciugare,
    di ascoltare racconti su chi partì per l’America, con un baule pieno di speranze e non se ne seppe più niente,
    di toccare le more rosse e succose quasi nere e di macchiarti le dita e le unghie e i denti,
    di scorgere una troffa di ginestra imperiosa, gialla e prepotente in mezzo alla lava dura di cent’anni, di cogliere il basilicò che facciamo la pasta sennò si perde,
    di abbracciare il legno ruvido di un cèvuso che fu piantato quando nascesti tu, ti ricordi? E ora guarda quant’è fatto,
    di sentire le gambe che pizzicano perché sei coi piedi quasi dentro al fuoco della conca,
    di inspirare dalla strada l’odore del carbone che ti entra su per le nari fino al cervello,
    di stringere quelle mani uguali uguali alle tue, precise, la stessa forma delle dita, ma come si fa, nonna?
    Di correre attorno a una isterna scrostata appresso a un cane che si chiama Fiorello…
    E poi ti ridestano…ti chiama una voce per farti tornare indietro da quella casa…
    Sarà che fuori piove…ma stasera ho voglia di restare qua, nella casa dell’anima…

    Sicilia
  • I love Sicilia e Rosalio a braccetto

    È in edicola il numero di ottobre di I love Sicilia, mensile di stili, tendenze e consumi in Sicilia. La vendita in abbinamento al Giornale di Sicilia permette di acquistarlo a 2 euro (oltre al prezzo del giornale).

    I love Sicilia di ottobre

    Da questo numero Rosalio è partner di I love Sicilia per raccontare con il suo stile gli eventi, le storie e le curiosità legati alla mondanità e agli spettacoli di tutta la Sicilia nella rubrica Perizona.

    In copertina c’è Bruno Grildelli che guida l’Ismett di Palermo. Si parla di lui e di altri “cervelli” in prima fila nella ricerca scientifica in Sicilia. Inoltre otto architetti e designer siciliani si raccontano in occasione dell’incursione della Biennale a Palermo, Desideria Burgio parla di sé e sono compresi articoli di Daniele Billitteri e Maria Letizia Affronti (autori di Rosalio).

    Sul sito di I love Sicilia c’è una sezione “Solonline” con contenuti inediti sul giornale.

    Rosalio, Sicilia
  • Maritati

    Nel giro di pochissimi mesi ho avuto l’opportunità di vivere da vicino uno degli avvenimenti che nella vita di un siciliano medio e di un palermitano in particolare rappresenta l’acme della vita sociale, il momento in cui tutta la forza economica, organizzativa e affettiva della famiglia si scatena in tutta la sua potente dinamica: il matrimonio. Innanzitutto va fatta una fondamentale distinzione tra le due macro categorie più importanti in cui questo momento si divide cioè il matrimonio del primo figlio/a o lo sposalizio della successiva prole. In particolare io ho partecipato per due volte nel giro di tre mesi all’allestimento dell’avvenimento appartenente alla prima macro categoria. Della seconda categoria, altrettanto peculiare e interessante parleremo un’altra volta. Per mia fortuna sono stati matrimoni piacevoli e senza grandi intoppi, ma mi hanno offerto la possibilità di raccoglie racconti e testimonianze su ogni più piccolo dettaglio organizzativo. Ho scoperto, con poco stupore, che la tipica mamma palermitana per quanto emancipata, moderna e giovanile sia covi nel profondo del proprio animo l’insana voglia di “maritare u/a picciriddu/a”. Questo sogno nascosto cresce negli anni, si autoalimenta silenzioso fino a quando finalmente l’adorato pulcino trentenne non decida che sia giunta l’ora di rendersi indipendente. Il sogno assopito si desta e scatena tutta la sua prorompente (e devastante) potenza. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Chissà se ci arriveremo

    Ho deciso di non occuparmi più di progetti che riguardano quest’isola, ho perso troppo tempo inutilmente (ho trascurato pure Rosalio). Preferisco campare modestamente con qualche lavoretto pro-padania, intanto voglio preparare i miei figli a vivere fuori dalla Sicilia o anche dall’Italia. Ineluttabile: il lavoro in Sicilia è “pubblico” impiegato o dirigente, ma dirigente è meglio! L’altroieri ho letto per caso un articolo su un noto giornale nazionale, un’eccezione di cui mi sono pentito. Di solito non leggo i giornali e non guardo la tv, vivo nella più completa ignoranza. Si fa per dire, con l’information overload a cui siamo soggetti. Manca poco e anche la carta igienica sarà interattiva con un sensore sismico per ciascun foglio, un neuronchip nel tubo di cartone con relativo speaker multilingue e le saponette avranno il display lcd ed il tuner tv idrosolubili. Continua »

    Sicilia
  • Settimana della lingua italiana nel mondo

    Si svolge in 80 paesi la Settimana della lingua italiana nel mondo, promossa dalla Direzione generale per la promozione e cooperazione culturale del Ministero degli Esteri in collaborazione con l’Accademia della Crusca. Il tema di quest’anno è Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana.

    La Sicilia partecipa alle iniziative con la Fondazione Banco di Sicilia a Madrid e a Parigi. Continua »

    Sicilia
  • Si presenta l’Enciclopedia della Sicilia

    Oggi alle 19:00 a villa Malfitano (via Dante, 167) verrà presentato il volume Enciclopedia della Sicilia, voluta dalla Presidenza della Regione Siciliana per celebrare i 60 anni dell’autonomia siciliana. La pubblicazione è stata curata da Caterina Napoleone ed è edita da Franco Maria Ricci.

    Alla presentazione interverrà il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro.

    Sicilia
  • Nuovomondo

    «Nuovomondo»

    È nelle sale il film di Crialese “Nuovomondo”. Reduce dal successo di Venezia la pellicola è in lizza per concorrere agli Oscar come miglior film straniero. Il film parla del viaggio, simbolico e reale, dell’uomo verso la modernità, verso il cambiamento e di tutte le resistenze che a questo ci possono essere, interne ed esterne (e a ben vedere è un film di attualità).
    Inizia con una scalata, due uomini, contadini, vestiti di stracci e a piedi nudi, scalano una montagna con un sasso in bocca per chiedere un segno, un segno qualsiasi. Si fermano imploranti davanti alla croce ricoperta di pietre e sputano il sasso pieno di sangue, così inizia il racconto.
    La narrazione di questo film ha un registro poetico, non è prosa, cioè non è un testo narrativo ma procede per abbagli e allucinazioni, procede per figure e immagini che evocano e tessono la mitologia che vogliono narrare. Continua »

    Sicilia
  • Lo “sgarro di madre”

    Ritorno a parlare ancora di sicilianità o di sicilitudine, per dirla con l’illustre compaesano Camilleri, per indagarne un altro tratto distintivo: l’orgoglio, quella fierezza che ci distingue in mezzo a coloro che siciliani non sono, quella sorta di leggera superiorità mista sempre ad un’innata diffidenza, molto ben celata dietro la nostra proverbiale “ospitalità”, dietro il nostro “calore” mediterraneo, quello che abitualmente è definito con il termine onore.
    Il siciliano sperimenta fin dall’età scolare la sacralità di questa parola e impara presto a difenderla, sopra ogni cosa.
    Tutto nasce da anni di “pratica” come insegnante di lettere in una scuola media cosiddetta “a rischio” (a rischio di che, poi? Dato che la suddetta è ubicata nel quartiere dove gradevolmente vivo da trent’anni)…Quella è un’età difficile in cui, dicono, le ragazze crescono molto in fretta (questo argomento merita un discorso a parte che mi riservo di trattare al più presto) mentre i ragazzi sono un po’ più acerbi, si sparano le pose, si danno arie…Quindi un po’ per dimostrare di essere navigati, un po’ perché in mezzo alle parolacce ci vivono davvero, iniziano fin dalla prima classe, (certo non a settembre, ma posso affermare che già a Natale hanno affinato le necessarie proprietà dialettiche) ad esercitarsi con offese e sfotticchiamenti vari ai danni degli altri compagni, così tanto per dimostrare che sono cresciuti. Si parte con innocuo “si cretino” a cui segue immancabilmente la risposta “to ma’” (forma poetica sincopata per “tua madre”), la cui replica è ovviamente “tooo ma’” e a quel punto due sono le possibili soluzioni al cosiddetto “sgarro di madre”:
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    Sicilia
  • Geografie dell’anima

    “Ciò che facciamo per, con, a questa natura, il modo in cui viviamo la nostra vita ecologica si riflette sulla sostanza animale, vegetativa e minerale dell’anima. La vita ecologica è anche vita psicologica”.
    James Hillmann

    Così comincia il viaggio attraverso le regioni dell’anima, un viaggio che ha nell’esplorazione e nel gusto della ricerca il suo percorso e la sua meta.
    L’oggetto d’indagine, la rappresentazione della natura attraverso le opere d’arte conservate nei musei siciliani, è una scusa diciamolo pure, malcelato si affaccia un altro obiettivo, più profondo, più vero.
    Le regioni che si aprono davanti ai nostri occhi sono territori del se, del rapporto con il circostante, un rapporto che si sostanzia con la rappresentazione di ciò che ci circonda, con la sua interpretazione quindi, ancora una volta, la proiezione di se nel mondo e ciò che questo passaggio restituisce agli occhi.

    La natura interpretata e raccontata, la natura supposta, quasi intuita, una natura che fa da sottofondo, a volte da rifugio. Sono tanti i volti di Natura che emergono dal viaggio che Davide Lacagnina propone nel suo “Geografie dell’anima. Natura e paesaggio attraverso le arti in Sicilia”, il libro, presentato oggi pomeriggio alle 18:00 all’Albergo delle povere verrà raccontato da uno storico dell’arte, Sergio Troisi, da un geografo, Vincenzo Guarrasi, oltre che dal direttore dell’Arpa Sicilia, Sergio Marino e dall’autore stesso. Continua »

    Sicilia
  • Illuminante!

    1993, terza vacanza estiva in Sicilia. Vivevo già da tempo a Milano, e avevo superato la crisi d’orientamento topologico-culturale. Nel mio ambiente di lavoro non c’erano siciliani, erano pochi anche tra gli amici e non li frequentavo tanto. Dopo aver trascorso la solita prima settimana con la famiglia che non vedevo da tempo, decisi dipassare qualche giorno a Levanzo, antico amore. A Trapani arrivo verso le 13:00, sono la sola persona presente all’imbarco. la biglietteria è chiusa, l’aliscafo parte alle 14:00. Mi siedo sulla prima panchina davanti allo sportello della biglietteria, mi sistemo gli occhiali da sole, calo sulla fronte le falda del mio nuovo cappello di paglia e inizio a leggere il libro che mi sono portato appresso. Di tanto in tanto sbircio lo sportello della biglietteria, sempre chiuso. Passa così un’ora. Alle 14:00.01 un’auto parcheggia vicino a me, ne scendono due donne e un uomo che confabulano un po’. Ore 14:01.00, intravedo una persona dietro i vetri della biglietteria, mi alzo per raggiungere lo sportello a tre metri da me ma nel frattempo il tizio si sposta rapido e mi si piazza davanti. Ci penso su una frazione di secondo e poi gli dico “Scusi ma c’ero prima io, non se n’è accorto?” Il tizio risponde che no, non se n’è accorto. Continua »

    Palermo, Sicilia
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