Ho a casa due libri. Uno in italiano e uno in inglese. Quello in italiano l’ho acquistato presso una libreria antiquaria, una decina di anni fa, datato 1902, e si intitola Sicilia Pittoresca. L’autore, tale William Agnew Paton, era uno scrittore scozzese. L’edizione originale, antecedente di cinque anni, che io ho acquistato via internet tre anni fa, si intitola, effettivamente Picturesque Sicily e corrisponde, quasi interamente, alla traduzione italiana. Quello che apprezzo di questi libri, oltre la narrazione, è l’odore. Che nell’edizione contemporanea di Picturesque Sicily, riedito dall’editore Kessinger nel luglio scorso, penso manchi. Le differenze tra i due volumi, l’originale e la traduzione (oggi, essa, di difficile leggibilità, nonostante il suo traduttore, Ettore Sanfelice, era noto per aver tradotto in italiano Shelley) sono poche e non necessariamente da annotare, tranne una. L’appendice, che la traduzione italiana si esime dal pubblicare e che così Paton introduce: “Some Sicilian scholars write the word with one “f”, others with two…” eccetera. L’argomento è la mafia, o maffia, di cui in una ventina di pagine si fa una interessante disamina, per quanto datata, a partire dalle radici linguistiche fino alle questioni sociali. Continua »
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