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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Palazzo Riso: “Sicilia 1968/2008, lo spirito del tempo”

    La Sicilia si mostra attraverso il tempo, ed ecco riaccendersi la memoria. Non solo guardare, ma finalmente pensare. Recuperare la storia attraverso la carta, i colori, le stoffe, i quaderni, ricostruire le trame di una terra forte e debole, di una terra che si apre come un armadio, che si ferma come un colombo.
    Una terra dalle pagine luminose come un lampadario e allegra come una risata in scatola.
    Sicilia la terra tra le acque, il continente che vive all’ombra della sua memoria.

    ÈSicilia 1968/2008, lo spirito del tempo”

    Quaranta opere: una per ogni anno, per un racconto intenso e serrato di avvenimenti storici che hanno inciso sull’emotività collettiva, dal 1968 al 2008, dal terremoto che colpì la Sicilia occidentale nel gennaio del 1968 alla nascita dello SME e del primo Parlamento Europeo del 1979, dalla caduta del muro di Berlino del 1989 alla strage di Portopalo del 1996. Continua »

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  • Attasso ZERO

    Freddo fa, le cose giuste va’, bisogna dirlo.
    I cocci di grandine fetono e il vento gelido di “maestra” s’appizza nel collo come un Dracula anemico.
    Vi chiedo scusa!
    Io…non immaginavo, insomma come dire…io a certe cose cose non ci credo! sì vabbe’, spesso me lo hanno detto, ci siamo fatti una risata, ma stavolta…
    È giusto spiegare meglio, per quelli che ancora magari non sanno.
    Tre settimane fa mi hanno fottuto lo scooter, altrimenti chiamato a Palermo motore; non rubato, grattato, sottratto, eluso, NO, s’u futtieru.
    Ora, non è che l’ho presa tanto bene, non è che in quel momento ho avuto modo di ripassare lezioni filosofiche, non è che ho pensato ai sermoni del mio padre spirituale, non è che ho riflettuto con equilibrio e sobrietà, noooo, ma quando mai.
    Dall’apparente inutile appendice, seppur sfiorando il canale anale e via via su per il colon, attraversando il pancreas, lungo lo stomaco tutto, nonostante la resistenza di ettolitri di bile che si riversavano in senso contrario, raccogliendo anche gli umori colisteroidei dei miei ventricoli che pompavano con forza assieme alle valvole, con potenza, a superare l’esofago per arrivare alla gola, dove con magica rabbia, come uno perfetto xilofono, toccando le corde vocali esatte…mi scappavano dalla bocca una serie di…“ASTIMI”. Continua »

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  • Piazza Indipendenza e la Palermo che passa

    Vedere il tempo che passa è uno dei miei hobby preferiti. Adoro scrutare i minimi cambiamenti che un giorno ha lasciato in eredità all’altro, in una catena a cui non so dare un inizio, ma che certamente per me avrà fine. Credo sia questa la cosa più bella di continuare a vivere nella città in cui sei nato: ti accorgi, come fai con un figlio, quanto cresca di più ogni giorno. Ma io, che devo cercare sempre il pelo nell’uovo, guardo Palermo come guardo mia nonna: cerco di coglierne le crepe, le rughe, i cedimenti. Per questo cammino sempre a piedi. Uno dei miei osservatori preferiti è Piazza Indipendenza, l’antica Piana di Santa Teresa, il cui nome è mutato dopo la costruzione dell’obelisco ai caduti che adesso domina il centro della piazza. I bambini, se potessero, certamente abolirebbero il monumento o quantomeno le grate che lo attorniano, vero e proprio cimitero dei Super Santos.

    Da qui posso vedere le mie tre età che cambiano. C’è l’età della mia città, con la Piazza che si evolve, l’assetto viario che cambia, le fermate del bus lì dove prima c’erano le carrozze, molti alberi e negozi che spuntano come funghi e poi scompaiono, illuminati dall’insegna a intermittenza del Bar Santoro. Ci sono lo Stradone dei Porrazzi (ora Corso Pisani) e lo Stradone di Mezzomonreale (Corso Calatafimi) che quasi non si riconoscono più affollati come sono di automobili e motorini; c’è il Palazzo dei Normanni (che forse dovrebbero rinominarlo degli Inganni o degli Affanni, a seconda del punto di vista da cui vedi la cosa) che mi saluta mentre attraverso la strada; ci sono le lunette lignee delle edicole davanti il Papireto che hanno perso la loro battaglia contro lo smog e c’è l’aquila, lassù, sulla Porta Nuova che ogni giorno mi rammenta la fierezza di essere palermitana. Continua »

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  • Punto di vista (culinario) di un fuori sede

    Ho lasciato la Sicilia non molto tempo fa ma per fortuna ci tornerò presto. Sì, perché forse solamente quando siamo lontani dalla nostra terra, che sia per 10 giorni o per 10 anni, ci rendiamo veramente conto dell’isola felice (come mi piace chiamarla) nella quale viviamo, ma soprattutto del ben di Dio che ritroviamo ogni giorno nelle nostre tavole e del quale solo noi siciliani abbiamo il privilegio di godere.

    Il primo impatto con la mia nuova realtà avvenne proprio in ambito culinario, in un pilastro portante dell’economia siciliana: il bar. Un disastro. Entrai, morto di fame, e iniziai a guardare il meglio che la tradizione gastronomica di tipo fast food aveva accumulato in secoli di gloriosa storia ed aveva da propormi. Che tristezza, che povertà!!! La cosa migliore a vedersi era una squallida ed aristocratica piadina, sottile come un foglio di carta, solo lontana parente della nostra più popolare pizza. Per il resto, solo qualche tramezzino dal colore opaco e dal contenuto indecifrabile. Quanto avrei pagato per poter assaporare una deliziosa arancina al burro!!! Continua »

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  • I cinesi

    I cinesi, se vogliamo dare credito a quanto si dice in giro, hanno le seguenti caratteristiche: ci hanno invaso, rovinano il mercato e l’economia, puzzano, non muoiono e se lo fanno usano i cadaveri per preparare gli involtini primavera, mangiano solo cibi fritti-fritti, mangiano tutti allo stesso momento da misteriose vaschette, nei loro negozi hanno traffici strani, rapiscono le ragazze che vengono salvate all’ultimo minuto mentre stanno per subire espianti di organo, vendono solo merce cancerogena e sono cancerogeni essi stessi, sono sgarbati, sono mafiosi, non vogliono integrarsi, ci odiano…e qui mi fermo anche se qualche altra cosa ci sarebbe.

    È ovvio che tutto quello che si dice in giro dei cinesi è per la maggior parte falso, sono stereotipi che ci piace ripetere ma che quando siamo soli con il nostro intelletto riconosciamo come cazzate. Analizziamo le varie voci. Continua »

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  • Fragole ed elemosina

    La vedo ogni mattina.
    Stesso posto, stessa ora.
    Oggi mi ha chiesto di mettere delle fragole in frigorifero; una sua conoscente le ha regalato una bellissima vaschetta di fragole profumatissime e lei mi ha chiesto di tenerle.
    Lei è sulla settantina. Capelli bianchi e postura distinta.
    Mi dice di aver perso un figlio in un incidente d’auto. Lui, che badava a lei e che provvedeva ai suoi bisogni è morto all’improvviso e giovanissimo. Porta al collo, appesa ad una collanina, la sua fotografia.
    Arriva, mattina dopo mattina, con la sua sedia pieghevole ed il suo sacchetto.
    Parte da casa,mi dice, intorno alle cinque e mezzo.
    Molti sostengono sia ricchissima e che viva una vita piena di sodisfazioni.
    Io la vedo lì, piena di grazia, avvolta quasi sempre in un sorriso ampio e caldo; e credo che, in fin dei conti, non debba possedere più dello stretto necessario. Continua »

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  • Nostalgia d’estate

    Com’è lontana questa pioggia dalle sere d’estate. Le sento, le piccole stille, disegnare ghirigori stile liberty sul vetro appannato dal fiato dei miei pensieri. Mi manca il mare, mi manca il sudore, l’odore di siccità che fanno le strade quando anche l’erba che si fa forza tra le spaccature dei marciapiedi è diventata gialla. E mi manca quell’appuntamento fisso, incipit di tante serate: “Stasera birra alla Magione?”.
    Mi manca perché l’uscita invernale non ha, per me, la stessa enfasi. Non è che si faccia nulla di diverso rispetto alla stagione calda in effetti: anche con il gelo noi palermitani – non si capisce perché – stiamo sempre fuori dai locali. Uscire per noi vuol dire stare a tampasiare per sei ore in giro per la città, dimorando ora davanti all’ingresso di un pub ora davanti ad un altro. Il nostro must – non per nulla – sono i Candelai, dove per antonomasia si sta in strada, dove nessuno ha mai posto dei vincoli ad una strada il cui transito, dalle 22 in poi, è bloccato. Tutti sanno che li c’è fudda la sera. Continua »

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  • Monachelli serpottiani

    Ma che simpatici questi puttini del Serpotta!
    Quello sbuffa, l’altro fa le bolle, quello lancia una freccia e l’altro tira la veste!
    Tutti nudi e paffutelli direbbe sorridendo qualche ben pensante! Ma non tutti! Qualcuno è stato “travestito”.
    Uno lo troviamo nella chiesa della Gancia, in via Alloro, nella cappella dello Sposalizio, e indossa la tunica francescana. L’altro si trova nell’Oratorio del Santissimo Rosario, dietro San Domenico, ai piedi della statua della Mansuetudine.

    Puttino alla Gancia Puttino all'Oratorio del Santissimo Rosario

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  • Restituiamo la parola ai cittadini

    Per incanalare il diffuso senso di impotenza e di insoddisfazione dei cittadini verso l’attuale modello di rappresentanza, riscontrabile anche attraverso tanti commenti su Rosalio, è stato promosso in rete il seguente

    APPELLO

    Tutto il mondo guarda con ammirazione alla straordinaria capacità di rinnovamento della società americana, al grande esempio di democrazia offerto dalle primarie e dal civilissimo confronto tra i candidati alla Casa Bianca. Il carattere, la storia, la cultura di quella società sono stati determinanti. Ma nulla sarebbe stato possibile se la vita pubblica degli Stati Uniti non fosse basata su alcune regole fondamentali, che ne fanno una democrazia aperta, incompatibile con qualunque chiusura dall’alto. Continua »

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  • SOS Amia

    Spero non se ne abbia a male la foca monaca, ma a Palermo abbiamo altro da salvare.
    Mancano circa 60 giorni per “graziare” chi ha portato l’Amia alle soglie del fallimento.
    Infatti se entro 60 giorni (erano 90 ma 30 sono già passati) il sindaco Cammarata non presenta querela contro i vertici Amia per presunto falso in bilancio la magistratura non potrà procedere, amen, battipanni liberi tutti, caput!

    Infatti dal 2003 la nuova legge per il falso in bilancio prevede che se la parte lesa (il Comune, nella persona del sindaco) non querela chi è indagato di falso in bilancio (i vertici Amia) il magistrato deve archiviare la pratica. Senza querela infatti il PM non può agire d’ufficio perché viene a mancare “l’interesse a procedere”.
    Più o meno il principio della legge è: se non interessa alla parte lesa che senso ha fare sto casino!
    Alla magistratura resta semmai da applicare solo una contravvenzione che tra parentesi con i tempi biblici della giustizia andrà quasi certamente in prescrizione.

    Ora mi chiedo: non querelando chi forse si è reso complice o protagonista di un falso in bilancio ai danni dell’amministrazione, di chi si fanno gli interessi.
    Della città, no di certo, ma allora di chi altro?
    È di certo imbarazzante e spiacevole trovarsi a querelare un collega di partito, ma a volte non c’è come evitarlo.
    Questa è una di quelle volte.

    Ma capiamo meglio come stanno le cose. Continua »

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  • C’è crisi e io torno a casa

    C’è crisi, non si parla di altro.. In tv, sui giornali, sui blog, nelle sale d’attesa dei medici curanti, nelle portinerie, negli interni dei palazzi da finestra e finestra, dal fruttivendolo od ortofrutta che dir si voglia!

    Ci lamentiamo di tutto e tutti, ce la prendiamo con Cammarata, con Prodi, con Berlusconi e pure con il Papa.

    Ogni giorno ne leggiamo o sentiamo una nuova. Tizio chiude, Caio è stato licenziato, Sempronio non riceve lo stipendio da due mesi… Un attimo… Ma dov’è la novità? Alla veneranda età di ventisette anni queste storie le ho già sentite! È proprio vero, la storia si ripete! E così sia.. Toccheremo il fondo e risaliremo la china.

    No? Ci siamo andati vicini tante volte… Questa pare sia la volta giusta. Tanto allarmismo perché? La situazione è critica ma sarà che tanta agitazione è data dal fatto che questa volta la “crisi” non tocca solo la povera gente o il ceto medio? Chi lo sa.

    Il ceto medio. Continua »

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  • E io pago! Anzi…tutti

    Crisi economica mondiale, borse in discesa, manovre straordinarie di recupero, un’Italia sempre meno felice e afflitta da tante difficoltà che le istituzioni non riescono a risolvere, poiché radicate in una filosofia di vita improntata al consumismo.

    È l’era del consumismo: abbiamo gioito, ne abbiamo goduto i frutti ma adesso è ora di pagarne le conseguenze.

    E posso dirvi, dal punto di vista di un semplice medico-chirurgo fresco di laurea, che anche nella Sanità tutto sta andando a rotoli….gradualmente! Intendiamoci, la professionalità dei medici e del personale sanitario è sempre alta, alcuni pazienti guariscono, altri no…ma questo rientra nella norma. Continua »

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  • Anche Palermo nel 2009 può…”Immaginare, creare, innovare”

    Motto europeo: “La creatività è un traino per l’innovazione, fattore chiave per lo sviluppo personale, occupazionale, imprenditoriale, per le competenze sociali, e il benessere di tutti gli individui nella società”.

    Premessa
    Il 2009 è l’anno europeo della creatività e dell’innovazione, iniziativa lanciata dalla Commissione Europea per i 27 paesi membri dell’Unione. La crisi economica e le sfide da intraprendere contro i cambiamenti climatici comportano un nuovo modo di vedere i rapporti tra gli individui.

    Questo tema scelto dalla Commissione Europea ha lo scopo primario di aumentare l’importanza della creatività e dell’innovazione come elementi fondamentali per uno sviluppo personale, sociale ed economico.
    Un settore ritenuto di primaria rilevanza è l’ambiente, fondamentale anche per avviare uno sviluppo economico su modelli “sostenibili”.
    www.create2009.europa.eu, sito web dell’anno europeo per la creatività e l’innovazione, ospiterà, le iniziative locali e nazionali ad esso dedicate.
    Verranno organizzate in tutti gli stati membri campagne e dibattiti pubblici, conferenze, progetti e mostre per favorire riflessioni e scambi di idee sul tema dell’innovazione e della creatività per lo sviluppo delle potenzialità in ambito europeo. Continua »

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  • Correre al Foro Italico

    Adoro il vento tagliente che sfiora il mio viso sudato. Correndo ho l’impressione di sfuggire dai miei pensieri, guadagnando terreno ad ogni passo e seminandoli ad uno ad uno dietro le principesse del Foro Italico.
    Sento il mio corpo che si affina sotto i colpi del vento, ma questa è – ahimé – solo un’illusione. Incrocio visi stanchi e soddisfatti: alcuni, nonostante la loro scomposta figura (magliette Absolute vodka dell’anteguerra, fuseaux anni ’90, sudore che gronda da ogni parte) accennano un sorriso. In fondo, siamo compagni di sventura. Poi ci sono i signori costanza, quelli che vengono qui a correre un giorno sì e un giorno pure. Li riconosci perché non ti guardano mai: sono così concentrati sull’obbiettivo – spaccare il secondo – che anche se fossi colto da una crisi di iperventilazione non riusciresti comunque a farli fermare per darti soccorso. I loro corpi, scolpiti, fluttuano leggeri per il battuto di cemento. Non c’è storia con la mia mezza corsetta biascicata. Mi fanno un po’ invidia, lo ammetto, ma in fondo mi diverto a guardarli, perché voglio credere che il loro mondo inizi e finisca con una falcata.
    Poi ci sono le coppie: di amici, di amiche (di cui faccio parte anch’io), di fidanzati (assortite in genere nel seguente modo: uno corre e l’altro arranca). Continua »

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  • TomTom

    Tra le tante cose per le quali ho sviluppato una vera e propria dipendenza rientrano a pieno titolo le raccolte punti, pertanto è con sommo orgoglio che annuncio al mondo che mio padre si è fatto il TOMTOM! Qualcuno obietterà…e chi ci trasi?! Ma so già che i più svegli, i più lungimiranti, i più bollinari tra voi hanno colto il nesso: litro di benzina dopo litro di benzina, bollino dopo bollino, c’è riuscito! Di fatto, noi le cose ce le procuriamo non come i cristiani normali, entrando nei negozi e comperando, no! Noi andiamo a catalogo…e ce li abbiamo TUTTI!! Questo avviene perché quando completiamo una raccolta punti e prendiamo il frullino manuale che per arrivarci ci sono voluti tre anni e tremila euro di spesa, abbiamo la sensazione dello sparagno. Certo, ben presto l’illusione di risparmio si tramuta in certezza di pacco quando, facendo due conti (coadiuvata da mio figlio che frequenta il nido da un mese), scopriamo che per il suddetto frullino dal valore commerciale di dieci euro, abbiamo speso un fottìo di soldi che non c’erano messi e fatti rientrare nel budget dopo sfiancanti dialoghi del tipo: “…mancano solo 300 punti che fa, andiamo a fare un poco di spesa?” e mio marito prudentemente: “ma non abbiamo comprato tutto martedì?” “si, ma oggi è venerdì e c’è il doppio punto!!” e allora via di corsa a spendere! Continua »

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  • Quattro per cento

    È impossibile, mi dico. I dati anche stavolta non appattano.
    Leggo che la raccolta differenziata è ferma al quattro per cento. Ho fatto un piccolo capolavoro di statistica “home made”.
    Il risultato, mi vado ripetendo, dovrebbe comunque essere affidabile…così, ad occhio.
    Io differenzio munnizza da un paio d’anni. Per la precisone, da quando hanno messo i recipienti adatti sotto casa mia.
    Noto, con massima sodisfazione, che vengono riempiti ben presto, i recipienti. E, altrettanto spesso, vengono svuotati.
    Mi chiedo, allora, come sia possibile…se questo aumento di differenziata vale per il mio circondario, immagino varrà anche per il resto della città. Dunque è quasi battaglia di cifre. Era e rimane sempre quattro per cento? Così come qualche anno fa? Continua »

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  • E adesso…pubblicità!

    Piccolo test:
    se non hai soldi per le case famiglia, per le famiglie dei senza tetto sfrattate la mattina del 1 gennaio dagli alberghi, per le agevolazioni sulle tariffe dei bus per disabili e indigenti, per mantenere gli anziani nelle case di riposo, se non hai manco un euro per il concerto in piazza di fine anno, cosa fai????
    1- tagli le spese e garantisci le case famiglia;
    2- tagli le spese e garantisci i senza tetto;
    3- tagli le spese e ripristini le agevolazioni a disabili, anziani e indigenti;
    4- tagli le spese e garantisci i servizi essenziali alla città;
    5- te ne freghi e mandi la PUBBLICITÀ.

    Lo so, è difficile scegliere! Ma è dalla capacità di scelta che si differenziano i grandi amministratori dai quaquaraquà.

    E, infatti, la banda del buco (di bilancio: lo dicono anche Corte dei conti e ragioniere generale del Comune) ha scelto la n. 5. Continua »

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