Rio, lupare e culi al vento
Solo quarantacinque minuti di volo dalla cosmopolita São Paulo e la musica cambia: infinite distese di palme da cocco e baie tropicali, dove chilometri di spiaggia bianca e foreste pluviali si incontrano. È Rio de Janeiro in tutto il suo splendore, che dall’alto del mio volo TAM, compagnia a basso costo brasiliana, mi dà il bevenuto. Il Cristo Redentore dal monte Corcovado sembra quasi volermi accogliere a braccia aperte, mentre il mio aeromobile inizia la sua vertiginosa discesa verso l’aeroporto nazionale Santos Dumont. Un atterraggio da ottovolante, dribblando colline, ponti e isolette nella baia di Rio. La chiamano la “cidade maravilhosa”, ancora più meravigliosa nell’infuocato febbraio del Carnaval che, come di consueto, regala notti selvagge a ritmo di samba e culi al vento! D’altronde il Brasile è noto per partorire fenomeni calcistici e culi da favola. Persino i manichini dei negozi d’abbigliamento hanno i culi a mandolino e le ragazze per stada sembrano averli tutti uguali…di serie! Questi fondoschiena sono talmente sporgenti da poterli usare come piano d’appoggio… Certo, per una ragazza con un fisico nella media tutto questo è frustrante, questi corpi cosi perfetti in bella mostra non aiuano la propria autostima, per cui non mi rimane che massacrarmi in palestra e sperare che anche a me un giorno possa sbocciare il culo alla brasiliana.
Fondoschiena a parte, la vera attrazione di Rio sono proprio i carioca e la loro filosofia di vita. Più tempo trascorro con i brasiliani e più mi rendo conto di quante cose abbiano in comune con noi siciliani, a cominciare dalla lingua! Continua »





























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