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mercoledì 25 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Questione di etichetta

    “Lo sconto o il ribasso effettuato deve essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che deve essere comunque esposto” (Art. 15, comma 5 D.LGS. 114/98).
    Questo articolo 15 andrebbe incorniciato ed affisso all’interno di tutti i negozi della città. È ormai comune trovare le etichette dei capi d’abbigliamento manipolate (soprattutto durante gli sconti), l’effettivo prezzo iniziale di un capo è impossibile da stabilire.
    Su alcune etichette trovi il prezzo originale completamente mascherato con un pennarello nero, ed il nuovo prezzo scritto a mano accanto.
    Su altre trovi direttamente un adesivo sopra il prezzo originale che riporta il nuovo prezzo del prodotto. Certe volte gli adesivi uno sopra l’altro diventano così tanti che formano una piccola montagna. Capitolo a parte meritano quei capi d’abbigliamento che, una volta iniziati gli sconti, vengono scontati del 30% e rimangono comunque sempre dello stesso prezzo, miracoli della matematica…(delle volte aumentano addirittura).

    Etichetta londinese

    La foto in questione mostra le etichette di una felpa comprata a Londra, l’etichetta originale con il prezzo di 24.99£ è ancora presente, ne è stata aggiunta un’altra con il nuovo prezzo, 7.99£. Continua »

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  • Tempi difficili per la mafia palermitana

    Cosa nostra, è stata in genere ritenuta la mafia per eccellenza. In passato la sua struttura si dimostrava capace di controllare il territorio, condizionare la politica, gestire i conflitti interni, reclutare e collocare in posizioni adeguate personalità criminali capaci e autorevoli. Molte cose sono cambiate in risposta ai successi dell’azione di contrasto, basata prima sulle rivelazioni dei pentiti e poi sempre di più su strumenti di investigazione tecnologicamente avanzati, pervasivi ed efficacissimi. Le numerosissime operazioni andate a buon fine mostrano i membri del sodalizio criminale che caparbiamente insistono nel gestire i propri affari, nel cercare di riempire con sostituti e reggenti le caselle degli organigrammi lasciate vuote a seguito degli arresti, nel condizionare politici e imprese. Ma ci parlano anche di affiliati a tutti i livelli gerarchici che vengono intercettati e filmati per mesi senza scampo nelle loro attività quotidiane, di cui ben poco sfugge all’osservazione degli investigatori. Così, i tentativi di rilancio di certe attività, come l’importazione, la produzione e il commercio di droga, vengono fermati sul nascere. Il riciclaggio di denaro contante viene monitorato passo passo. L’estorsione e le altre forme di intrusione nell’attività d’impresa vengono sempre più spesso, e con la collaborazione degli stessi imprenditori, stanate e represse. Continua »

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  • Sbaroschi chi?

    Albero di Natale 2008 (foto tratta dal fotoblog germana8522’s photos)

    Sbaroschi chi? Questo mi sono sentita rispondere al telefono, venerdì mattina, quando ho chiesto al Comune di Palermo notizie sulle sorti di quelle migliaia di preziosi cristalli che addobbavano l’albero della Palermo felicissima del 2007.
    Lo ammetto: non ci dormivo la notte. Li guardavo come un diabetico guarda i dolci. Li volevo per me.
    Dopo averli visti spalmati sulla vela del carro di Santa Rosalia, pensavo di ritrovarli sul nuovo albero: era la logica soluzione in questo Natale di lacrime e sangue.
    Ma nulla, non ce n’è traccia sul nuovo albero della Palermo “meno felicissima” del 2008.
    Da lì l’idea di andare all’attacco delle agognate pietrine.
    Dopo un rapido conto della serva, mi ero detta: se sono costati un anno fa 64.800 euro (come da delibera per progetto “albero di cristallo”) io ne offro 10.000 – che in tempo di crisi non sono da buttare – e i preziosi cristalli me li arraffo io.
    Nulla da fare: temo che se ne siano perse le tracce. Continua »

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  • Punta Raisi, rilevatore di wind shear in “alto mare”

    Il Comune di Isola delle Femmine ha ribadito nei giorni scorsi il suo no all’installazione sul suo territorio di un radar che fa parte di un sistema di avviso del valore di otto milioni per segnalare agli aeromobili in atterraggio e decollo a/da Punta Raisi la presenza del “wind shear”, un fenomeno atmosferico in cui si verifica una variazione improvvisa di vento in intensità e direzione.

    Il radar della discordia si chiama TDWR (Terminal Doppler Weather Radar), la cui ubicazione è/era prevista presso il sito della Marina Militare Italiana (MMI) nei pressi di Isola delle Femmine, ed è uno dei tanti elementi che compongono il progetto del PWDS (Palermo Wind Shear Detecting System) che doveva essere completato entro il 2007.

    Isola delle Femmine (foto di Gilberto Gaudio)

    Gli aeroporti sul mare con particolari conformazioni orografiche sono soggetti frequentemente a questo problema, in Italia i più colpiti sono Palermo, Reggio Calabria e Genova. Il sistema di avviso posizionato a terra lungo i corridoi di decollo e atterraggio consentirebbe ai controllori di volo di avvisare i piloti della presenza del “wind shear” a bassa quota in modo tale da permettere manovre evasive preventive, aumentando notevolmente la sicurezza del volo. Continua »

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  • Sale, pepe e polveri sottili

    Bancarelle in strada

    Quando la tv parla di mucca pazza, non compriamo più la carne. Quando si parla di polli con l’influenza aviaria non compriamo più il pollo, adesso ci sono pure i maiali irlandesi ed il latte alla diossina. Eppure a pensarci bene, non c’è bisogno di un pollo indonesiano o un maiale irlandese per temere di aver mangiato cibo contaminato. Passando da Sant’ Erasmo mi chiedevo come sia possibile, in tempi in cui siamo tutti esperti di polveri sottili e PM10, che sia lecito vendere pesce, frutta e verdura a 20 centimetri dalle marmitte delle auto.
    Come riporta il sito dell’ APPA (Agenzia Provinciale per la Protezione Ambientale) “mentre le particelle più fini tendono a galleggiare e possono rimanere in atmosfera per molti giorni, le particelle più grossolane si depositano sul suolo nell’arco di poche ore e la distanza percorsa di solito è breve“. Questo significa che le particelle prodotte dalle auto vanno a depositarsi anche sulla frutta che lo zio Totò espone lungo il marciapiede e sul pesce del lapino dello zio Vice’. Continua »

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  • 13 dicembre: la penitenza dei palermitani

    Una delle cose più toccanti della nostra città è l’attaccamento che i cittadini hanno per le feste e le tradizioni popolari.
    San Giuseppe per esempio non è San Giuseppe senza la gigantesca sfinge fritta traboccante di crema di ricotta. Non appena la mordi…comincia una vera e propria sfida con te stesso…“devo riuscire a mangiarla senza far scolare neanche una goccia di quel meraviglioso ripieno”, a costo che mi arrivi fino al naso e alle orecchie, e chi l’ha mangiata sa bene che arriva fino al naso e alle orecchie per davvero, lasciando le mani tutte appiccicose. Però vuoi mettere la soddisfazione?
    Il giorno dei morti non è tale senza la consueta frutta di Martorana, San Martino non è San Martino senza il chilo di sammartinelli stracotti e rigorosamente “abbagnati” nel Moscato, e che, nonostante tutto ti fanno saltare le otturazioni, con grande gioia del tuo dentista.
    Ora la stessa cosa accade per l’amatissima festa di Santa Lucia, la cui storia leggendaria ha radici molto antiche. Continua »

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  • Buonu sarbatu e malu circatu

    Noi, qui a Palermo, non abbiamo l’Ikea e questo ci rende privi di una importantissima categoria di oggetti utilissimi per mettere ordine tra gli oggetti di casa.
    Cercando bene nei negozi di articoli casalinghi in verità è possibile trovare le scatole di carton-plastica, le scarpiere in simil-cerata et similia, ma…che è la stessa cosa dell’Ikea??? Comprare un porta calzini in un posto che non è l’Ikea non ci convince, non lo vediamo neppure. Esci per fare acquisti e se ti chiedono: Desidera? Che dici? – Un porta calzini? – Sia mai!
    Se invece sei all’Ikea è normale, quasi fisiologico comprare il portacravatte, il portacalzino, lo svuotatasche… Qui in una botta di “ci vuole ordine a casa” compriamo direttamente un servo muto. Così si chiama la sagoma che si mette in camera da letto e dove si appizza la giacca e si mettono i pantaloni, me lo disse un commesso perchè io chiedevo un “indossatore da camera” e mi guardavano male…
    Se ne deduce che a noi Palermitani ci spetta un pochino di giustificazione se non troviamo le cose di normale utilizzo nelle nostre case. Personalmente, ci sono alcune categorie di “introvabili” che mi fanno dannare la vita. Continua »

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  • Garantire un alloggio a chi ne ha diritto

    Le vicende di questi giorni legate agli sgomberi di chi abusivamente occupava le case popolari hanno fatto tornare all’onore delle cronache il tema degli alloggi negati ai legittimi assegnatari.
    Un’emergenza a fronte della quale, come assessore agli Interventi abitativi del Comune, ho dovuto prendere i necessari provvedimenti: Abbiamo emesso centinaia di ordinanze di sgombero e alcune case sono state già liberate, ma occorre andare avanti per fare in modo che gli appartamenti vengano finalmente consegnati a chi, inserito nell’apposita graduatoria, ne ha il diritto per legge.
    In alcuni casi, come è stato anche riportato dalla stampa, si è scoperto che all’interno di qualche abitazione abusivamente occupata, c’erano mobili di lusso, televisori al plasma e altri beni costosi che, di certo, le famiglie in stato di indigenza non possono permettersi. Ciò, oltre, a far sorgere perplessità circa il vero stato di indigenza denunciato da molti concittadini, ha ancor più rafforzato la decisione di procedere allo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, ritenendo che il ripristino della legalità sia la condizione necessaria per fronteggiare il problema abitativo in città. Continua »

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  • Factotum (3): Ikea express & altro

    Ci siamo: la cooperativa “Factotum” sta per diventare realtà. La crisi economica incombe, lo riscontriamo quotidianamente, e intraprendere una nuova attività di impresa in questo difficile momento sembrerebbe un azzardo. Tante persone, spesso professionisti, si sono simpaticamente avvicinati a noi, inizialmente con un pizzico di scetticismo riguardo al periodo che stiamo attraversando e ai limiti della cultura cooperativa in Sicilia. Ciononostante, ciascuno sta mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze credendo nel progetto di aiutare dei volenterosi disoccupati a diventare imprenditori di se stessi e ad emanciparsi attraverso la ricerca di un lavoro utile agli altri oltre che dignitoso in sé, doverosa precondizione della legittima ricerca di un buon reddito.

    “Factotum” sarà un’impresa che, con affidabilità e creatività nel dare risposte a nuovi bisogni, saprà rispondere a reali esigenze quotidiane delle persone secondo il motto: “siamo il tempo che a voi manca”. Un esempio sarà il servizio denominato “Ikea express”. Quanta gente aspetta da anni l’arrivo in Sicilia della multinazionale svedese dell’arredamento? Factotum organizzerà un furgone “charter” che, al raggiungimento di un congruo quantitativo di ordini, si imbarcherà alla volta di Napoli per riportare in 36 ore le merci a casa vostra con la disponibilità, eventualmente, a montarvele. Continua »

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  • Il ritorno del basket a Palermo

    Di impianti sportivi, difficolta economiche dell’amministrazione, anche nel settore dello sport si parla spesso nelle pagine di questo blog.

    La storia che voglio raccontare però oggi va in controtendenza rispetto alle cattive notizie che arrivano da più parti, rispetto al fatto che il palasport è chiuso e non è facile sapere se e quando verrà riaperto, che lo sport cittadino diverso dal calcio, fortunatamente sostenuto dal mitico Zamparini, è relegato ad un ambito di emarginazione.

    È la storia del Verga Palermo, la società cestistica da molti anni condotta nel ruolo di presidente da Carlo Brandaleone, noto giornalista sportivo e stimatissimo signore dello sport palermitano. Continua »

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  • L’ho visto!

    Diego Cammarata esiste, vi giuro: l’ho visto!
    L’altroieri sono stato alla presentazione del nuovo magazine Anteprima, e l’ho visto, era lì!
    L’ho guardato più volte e da diverse angolature: era lui, esiste per davvero.
    È proprio come lo dipingono: sorriso smagliante, capello brizzolato e ondulato. Decisamente in forma, neanche ti verrebbe da pensare che viaggia per i sessanta; e poi non è vero che è così basso.
    Assurdo, io ero arrivato al punto di credere che non esistesse, che fosse un’invenzione, me ne stavo facendo una ragione.
    Nella campagna elettorale del 2007 ci sono stati numerosi “faccia a faccia”: e lui non c’era. All’ultimo Festino, quando il Sindaco sale sopra il carro eccetera: e lui non c’era.
    Al Premio Internazionale Padre Pino Puglisi autorità a valanga: e lui non c’era.
    Alla commemorazione di Libero Grassi, lo scorso 29 agosto, centinaia di persone, pensate c’ero pure io: e lui non c’era.
    Ebbene vuoi che non ti venga il dubbio che non esista nella realtà un Diego Cammarata? Continua »

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  • Buonanotte Carlo

    Manco tanti anni da Palermo anche se due, tre volte all’anno trovo sempre una scusa per scendere.
    Questa estate ho attraversato a piedi i vicoli della Kalsa di notte, via Alloro e Piazza Marina, il Cavalluccio Marino. Una luce gialla rassicurante mi ha accompagnato, non ho avuto nemmeno per un attimo la percezione della paura, né di cosa averne.
    Ho risalito il Cassaro morto fino al piano della Cattedrale e mi sono seduto ad aspettare il 35, non so con quale numero delle centinaia davanti. Non una persona a piedi per la strada, qualche rara auto ogni tanto.
    Un clochard con la barba lunghissima mi ha chiesto se in quella fermata passava il 418 e io gli ho risposto d’istinto “non sono di Palermo, non lo so…” e appena detto la frase mi sono bloccato, mi sono sentito scendere una lacrima involontaria e stavo per correggermi, in qualche modo, ma avevo un groppo in gola.
    “’Un far’accussì Giovanni…” – mi disse il clochard battendomi con delicata dolcezza una mano sulla spalla e sebbene avesse un aspetto decisamente trasandato non aveva l‘aspetto sgradevole e puzzolente di molti mendicanti.
    Lo guardai negli occhi, tra le ombre delle statue e le luci della notte, vidi una barba da San Giuseppe, due occhi neri come la pece, profondi e belli e un sorriso appena accennato ma espressivo di un lampo di felicità ritrovata in quel momento, dopo oltre trent’anni.
    “Ma sei Carlo…sì…sei Carlo M., di’… È vero ?”. Continua »

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  • La Cina è proprio strana

    La Cina è proprio strana. Però ci sono alcune cose che mi fanno sentire proprio a casa. Tipo l’altro giorno quando ho preso l’aereo. Era solo un aereo locale, da Hong Kong a Ningbo, due ore di volo. tipo Palermo-Roma, un volo che prenderesti spesso per lavoro. Insomma ero seduta sull’aereo, ultima fila, accanto a una signora sulla cinquantina. La cosa che mi ha fatto ridere un sacco è stato l’atterraggio. non appena il pilota ha aperto il carrello e abbiamo toccato terra ho iniziato a sentire il classico rumore di cinture slacciate, tutti si sono cominciati ad alzare e ad aprire le cappelliere per prendere le borse…come se qualcuno gliele stesse per fregare. Al solito, le hostess hanno provato senza successo a fare sedere le persone almeno fino a quando l’aereo non si fosse fermato. Non c’è stata speranza.
    I cinesi mi hanno ricordato mio papà che ogni volta sui voli Ryanair da Palermo a Londra è uno di quelli che nel momento esatto in l’aereo rallenta un poco si alza e si mette la giacca, pronto per scendere anche se il segnale della cintura ci metterà ancora dieci minuti a spegnersi. Continua »

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  • Stadio e contorni

    Vi racconto un fatto successo l’altroieri allo stadio, precisamente in curva sud, prima della partita.

    Io sono un abbonato e stavo salendo per andare a prendere la propria posizione sugli spalti quando, prima di ciò, decido di andare in bagno per un bisogno fisiologico. Questo bagno pubblico si trova a metà degli anelli dell’appunto curva sud, dietro un chioschetto del bar. Arrivo al fatto: nel lavarmi le mani, mi accorgo che un ragazzo, dall’aria molto teppistella, stava riempiendo d’acqua delle bottigliette di plastica e le stava raccogliendo tutte dentro un sacchetto di plastica.
    Dopodiché lo stesso andava a parlare con l’impiegato del chioschetto che a quanto pare era anche il fornitore delle bottigliette.

    Fortunatamente qualcuno prima di me, aveva visto la medesima scena ed aveva avvisato le forze dell’ordine che tempestivamente hanno fermato sia il ragazzo che l’impiegato portandoseli al posto di Polizia.

    Ora, a prescindere dall’azione finale di cui sarebbero stati oggetto le bottigliette, viene spontaneo domandarsi “ecco come fanno ad avere oggetti, bottiglie e quant’altro” quella faida di persone che nulla hanno a che vedere con lo sport, ma la cosa grave è che le “pseudo-armi” arrivano dall’interno, mentre l’onesto tifoso deve fare a meno di portarsi l’acqua di casa propria.

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  • Emigrare o rimanere

    Ormai da più di tre anni ho una valigia pronta sotto al letto, proprio come le partorienti. Ma non perché sono un’atipica gestante di 36 mesi, ma semplicemente perché vivo nella continua incertezza: emigrare o rimanere?
    Vorrei andarmene ma per qualche inspiegabile motivo neanche a me chiaro non mi decido mai a partire definitivamente.
    Qualcuno di voi ha mai visto un film intitolato Le riserve? Se la risposta è no, ve lo consiglio.
    È una divertente commedia incentrata sul football americano, ma soprattutto è un film che sottolinea l’importanza per ognuno di noi di avere una seconda possibilità nella vita.
    Una seconda possibilità per raddrizzare le cose, per rimettersi in carreggiata, per cambiare in meglio il corso degli eventi.
    In una scena della pellicola viene chiesto al protagonista (Keanu Reeves) di parlare della sua più grande paura in campo, come nella vita. Lui risponde: le sabbie mobili. Più cerchi di uscirne, di salvarti e più loro ti fanno scendere, sprofondare, finché non riesci più a vedere, a sentire, a respirare, a pensare, perché ti hanno risucchiato e travolto completamente.
    Lo so, lo so, detta così è un pò inquietante, ma vi giuro che il film ha scene davvero esilaranti.

    Il punto è che, vivere a Palermo oggi più che mai rappresenta una lotta costante contro gigantesche sabbie mobili. Continua »

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  • ‘a za Tina e ‘u zu Pasquali 2

    Erano ancora i tempi della schedina giocata nella speranza di azzeccare il tredici, e quando si scopriva di avere infilato i tredici risultati nella giusta sequenza iniziava l’agonia dell’attesa. Infatti, solo il martedì successivo sarebbero arrivate le notizie riguardanti le vincite. Se la vincita era “popolare”, ovvero i giocatori che avevano indovinato i tredici risultati erano stati in tanti, si vincevano poche lire, se uno o due risultati pazzi avevano reso difficile l’indovinare il pronostico…allora sì! C’era la vincita grossa che uno cambiava di stato! Ed è in questo clima che Nardo, Vicenzu e altri compagnoni si ritrovarono complici del tabacchino Arturo, amico loro, nella repentina decisione di tirare uno scherzaccio al povero zu Pasquali.
    Domenica pomeriggio, tabaccheria di piazza Croci, riuniti a chiacchiera e “tabacchieri ‘i lignu” Nardo, Vicenzu, Mariu ‘u lattunieri, Gnazzinu ‘u motociclettaru…assistono all’ingresso r’u zu Pasquali che si dirige verso il titolare della tabaccheria: come ogni domenica gli chiederà di avere controllata la schedina. Continua »

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  • Gettoniera

    Al ginnasio mi chiamavano “gettoniera”, perché parlavo a gettoni.
    Lentamente.
    Non nel senso che ero riflessivo e soppesavo le parole, ma pro – prio – nel – sen – so –che – quan – do – e – ro – e – mo – zio – na – to – par – la – vo – len – ta – men – te.
    Ora non più.
    Adesso, in genere parlo poco e mi faccio i cazzi miei.
    Il ragazzo in testa al corteo è diverso da” gettoniera”.
    Chiama la sua professoressa “Patrizia” e non si vergogna a darle del tu.
    Patrizia è bruttina e le sue gambe sono avvolte da dei pantaloni neri, indecisi se essere gonna.
    Il ragazzo cantilena monosillabi e guarda Patrizia come se fosse Lilli Carati in “La professoressa di scienze naturali”.

    Al Convitto Nazionale i cortei in genere non avevano successo.
    In tutto il liceo non eravamo più di cento.
    Uno sputo di ragazzi se paragonati all’ondata di studenti del Meli e del Garibaldi.
    C’eravamo o non c’eravamo non se ne accorgeva nessuno.
    Una volta decidemmo di occupare scuola. Continua »

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  • La vera scuola siamo noi

    “La vera scuola siamo noi”

    Questo slogan ieri ha fatto da sottofondo alla manifestazione che ha preso il via da via Libertà.

    Ieri c’erano tutti al corteo di protesta per la scuola. Erano presenti genitori e figli, maestri e universitari, bidelli e dirigenti, alunni e professori.
    Tutti lì con facce attonite, incredule per ciò che nel mondo della scuola tra poco avverrà.

    Il nostro corteo non era una protesta di precari o di rivendicazioni salariali, ma accanto ai giovani eravamo lì anche noi, anche chi più giovane non è. Tutti insieme per esprimere un dissenso. Continua »

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