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giovedì 26 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Nastro Azzurro Party a Caccamo

    S’inserisce nella campagna denominata “consumo critico” l’iniziativa del Comitato Addiopizzo che oggi alle 22, invitando a partecipare al “Nastro Azzurro party”, vuol manifestare concreto sostegno ad un giovane di Caccamo, proprietario del locale Flash dance (via Giovanni XXIII), che con coraggio ha denunciato ai Carabinieri le prime richieste di pizzo, facendo così arrestare il proprio estorsore.
    La società civile del paese, anziché sostenere il giovane e la sua coraggiosa famiglia ha cominciato a non frequentare più il loro locale, determinando, oltre agli ovvi problemi economici, uno stato d’isolamento che, in modo eufemistico, potremmo definire quantomeno vergognoso.
    Nonostante tutto questo, i proprietari del Flash dance hanno deciso di non darla vinta a quanti credevano così facendo di fargli chiudere il locale e, magari, convincerli anche ad abbandonare Caccamo.

    Nastro Azzurro Party

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    Ospiti, Palermo
  • Ed è tutto vero!!

    Mi occupo da tanti anni di informatica nella nostra beneamata città. E posso affermare con immenso piacere che il palermitano medio sta finalmente prendendo confidenza con questo fantastico mondo e con il Personal Computer, questo “magic box” che prima era una esclusiva prerogativa “d’u raggiuniari” e “d’u ngingniari”.
    Ora tutti sanno cosa è un computer e cosa è “Internèt” (l’accento sulla seconda e…).
    Le aziende hanno un sito web nella maggior parte realizzato dal figlio dell’amico, o dal nipote della zia… ke è sempre un “mostro ch’i computer” o una “cima”, e tutti usano ”window” (a Palermo la s a fine parola, ci sta male!)
    È piacevole notare come i nuovi termini dell’“Information Technology” abbiano anche invaso il modo di comunicare tra i palermitani….
    Ogni giorno la mia quotidiana attività di consulenza mi porta ad ascoltare come il palermitano riesca ad amalgamare, addolcire inglese tecnico e dialetto.
    Potrei raccontarvi dei miei sorrisi quando un anziano portiere di un azienda sanitaria, mi annunciava ogni volta che arrivava un “Case” per un controllo da un reparto periferico…”Dotto’ purtaru un PC-riddo!”
    O come in molti centri di assistenza una formattazione a basso livello (un tipo di formattazione del disco fisso) venga definita.. “Formattazione a lamiera” importando direttamente il termine utilizzato nelle autocarrozzerie.
    Vere miniere sono i corsi di formazione dove ricordo che in uno dei tanti il mio “iconizzare la finestra” divenne “metti a cascione” o alla richiesta se in quel momento il notebook era collegato in rete WI-FI mi fu risposto… “veramente siamo collegati vai c’u cavo”. Continua »

    Ospiti, Palermo
  • Tahar Ben Jelloun a Palermo

    Stavo dietro al sogno d’invitare Tahar Ben Jelloun da alcuni anni, l’idea era nata per caso sotto invito di Giovanni Callea che lavorava ai Grandi Eventi, voleva realizzare un progetto molto bello e molto ambizioso: Tahar Ben Jelloun, noto per le sue posizioni contro l’integralismo, fautore della libertà di scegliere la lingua più idonea alla propria scrittura e dunque non per forza scrivere in arabo, diventava il referente di un progetto che portava la nuova poesia araba, non conosciuta in Europa, a Palermo in una sorta di festival in cui poeti italiani si confrontavano con poeti arabi scelti per l’appunto da TBJ. Il progetto andò avanti per un bel po’ per poi sparire nel nulla da un giorno all’altro, senza nessun preavviso, non solo per me che ci ho rimesso i soldi di diversi voli d’aereo per Parigi, ma anche per Ben Jelloun che ci ha rimesso il suo lavoro.
    Dunque con grande felicità accolsi la proposta di Enzo Garrasi di far entrare nel progetto La città cosmopolita Ben Jelloun, forte della sua esperienza di abitatore tra due mondi, i soldi c’erano, erano quelli di Alberto Coppola proprietario del Khalesa e della Tonnara Bordonaro.
    Il progetto dunque questa volta si è realizzato. A vantaggio diciamo che esperienza straordinaria incontrare questo intellettuale libero, che la libertà se l’è conquistata a fatica non solo dal punto di vista legale ma soprattutto vorrei parlare della libertà di pensiero, merce così difficile da ritrovare negli ultimi tempi. Potere passare tre giornate con lui è stata veramente una grande esperienza, di modo di essere, di libertà dell’intellettuale, una lezione su tutto quello che è e che qui non è. Continua »

    Ospiti
  • La signora Giulia, “senzacasa” gentile, a piazza Magione

    Un povero fagotto di rifiuti lasciato su un muretto, vivo quel tanto che basta perché riesca a sostenere uno sbrindellato parapioggia ombrello. L’unico “tetto” che da mesi protegge dal sole quel medesimo fagotto umano ed evita al suo umanissimo paio di braccia ulcerate di peggiorare definitivamente. Un fagotto che però respira e parla. E che, provvisoriamente messo là, su un concio di tufo ai margini del prato scomparso di Piazza a Piazza Magione, a chi glielo chieda risponde di chiamarsi Giulia e di avere già passato i 65 anni. Una palermitana che dopo questa terza estate di Kals’Art – rassegna che in Comune hanno detto di voler condurre in economia proprio per devolvere somme maggiori agli indigenti di Palermo che furono cari a quel tribuno dei poveri che fu Salvatore Raia (se ne ricorda ancora qualcuno?) – ora si prepara a quello stesso modo e in quel quartiere ad affrontare anche l’autunno. Sempre, giorno e notte, sulla pietra gialla che si sfarina al margine del prato scomparso della Magione. Dove Giulia stamattina aveva l’aspetto cui ho accennato. Con la sola differenza che presto il suo parasole si trasformerà necessariamente in parapioggia. Continua »

    Ospiti
  • Mimmo e i funerali

    Amo ascoltare le storie sulla mia famiglia. In realtà la mia vorace curiosità sugli aneddoti di vite parallele alla mia mi ha spesso permesso di trascorrere lunghe ore pomeridiane ascoltando mia madre che mi parlava di “quello zio lontano che pare avesse due mogli, una in brasile e una a Palermo”. Quando leggevo Marquez mi affascinavano le vite dei mille Aureliano Buendia e dei nonni, dei cugini, dei nipoti dei fratelli che popolavano “Cent’anni di solitudine”. Questa premessa la faccio per non spaventarvi ora che vi voglio raccontare un piccolo aneddoto estivo della mia famiglia che, in fondo, non è uguale nè diversa a molte altre famiglie, ma che proprio per questo è divertente, rumorosa e sparlettiera. Il protagonista indiscusso è mio nonno dal probabilissimo nome di Mimmo. Ottantaquattrenne, fa ancora girare la testa ad arzille vedove, con grande ringhio funesto di mia nonna, ancora vigile nei confronti dell’aitante nonnino. Continua »

    Ospiti
  • Pensieri in libertà sui posteggiatori abusivi palermitani

    Quella dei posteggiatori abusivi a Palermo è un’annosa questione.

    Le dinamiche relazionali che l’utente della strada instaura con i posteggiatori si collocano in un ampio spettro; nella migliore delle ipotesi si va dall’indifferente sopportazione di un presunto servizio non richiesto, mentre nelle peggiori si arriva alla rassegnata sudditanza di chi deve lasciare incustodito un bene patrimoniale quale l’auto o la moto, molte volte frutto di sacrifici, di risparmi e di debiti, che rimane così alla “mercè” di questi individui.

    Ma chi sono i posteggiatori?

    Molte volte sono persone che vivono al limite della legalità e che hanno trovato un modo di imporre al prossimo il pagamento di una micro-tangente. Infatti, nessuno si sognerebbe di chiedere ad un passante occasionale di indicargli un posto libero dove riporre la macchina, dandogli in cambio qualche moneta. Continua »

    Ospiti
  • Le orme delle nuvole

    Le orme delle nuvole

    Non soltanto uno spettacolo, ma anche e soprattutto un progetto culturale “in divenire” per unire Palermo ed i Paesi di tradizione musulmana. È questo l’intento de “Le orme delle nuvole”, il progetto di “teatro narrato” frutto della collaborazione con il cantastorie irakeno Yousif Latif Jaralla, presentato in anteprima a Capo d’Orlando lo scorso 27 agosto e in programma in autunno a Palermo.

    “Le orme delle nuvole”, scritto e interpretato da Jaralla è tratto dal racconto “La Bambina all’Alloro”. Continua »

    Ospiti
  • Palermo e Catania

    Ho un amico. Un carissimo amico, una persona onesta, pulita, affettuosa, generosa, sulla quale sai di poter contare sempre.
    Appartiene però ad una categoria di persone che abbraccia una precisa scuola di pensiero: è uno di quei palermitani che sembrano godere come i pazzi quando possono parlare male di Palermo.
    È una specie molto diffusa, sono sicuro che anche chi mi legge ne conosce almeno un paio.
    Certo…non che gli manchino gli argomenti, anzi gli vengono forniti giornalmente a lui come a me.
    Mi sono sempre chiesto perché queste persone sembrano provare un piacere fisico (avete notato che spesso sorridono quando lo fanno?) nel parlare male di Palermo, della Sicilia, dell’Italia, sempre più su fino alla Via Lattea…A me sembrano come privi di una particolare forma di pudore.
    Spesso purtroppo hanno ragione, lo so, non sono cieco.
    Solo che io amo questa Terra, questa città. Ma pure questo palazzo, questo PC e questo blog che parla di Palermo.
    Se volete ci metto che amo pure Voi, così la faccio veramente…fitusa…:-)
    Scherzi a parte io sono del parere che la propria città, la propria terra quanto meno meritano sempre rispetto anche nella crudezza delle denunce più severe su difetti, problemi e quant’altro, la cui lucidità non deve essere in alcun modo mitigata dall’affetto.
    Quello che mi però infastidisce non poco sono le critiche gratuite, generiche e talvolta ingenerose e preconcettuali non supportate da reali riscontri oggettivi e non specificatamente ascrivibili alla nostra città o Regione.
    Ma torniamo al mio amico.
    Nel quadro delle iniziative per esprimere al meglio la sua dichiarata antipalermitanità adesso ha adottato la Pro – catanesità…:-)
    Fermi tutti.
    Che sia chiaro.
    Non ho nulla contro Catania. Il mio migliore amico, da 35 anni, è un catanese, seppure viva da 30 anni a Palermo.
    La mia sicilianità sincera e profonda, Vi prego di credermi, mi porta a godere dei pregi e delle bellezze innegabili di questa importante città, come di altre, che non vedo però da almeno 15 anni e della quale non ho a differenza del mio amico che vi si reca spesso per vari motivi, una conoscenza diretta. Continua »

    Ospiti
  • Il parcheggio al Tribunale

    Piazza Vittorio Emanuele Orlando

    Piazza Vittorio Emanuele Orlando si presenterà così. Nella gioia e nel dolore, nel panico e nella calma.
    Un parcheggio per 711 automobili, su 4 livelli sotterranei. A Palermo un parcheggio sotterraneo. Palermo è la città con i semafori lungo la circonvallazione, perché le persone non userebbero (e non usano quando ci sono) i sottopassaggi pedonali per paura, per sporcizia. E chi lascerebbe la propria auto in un parcheggio sotterraneo? Magari la posteggia al quarto livello più basso, e poi deve farsi 4 piani a piedi? Esiste un palermitano che lo farebbe? Piuttosto lascerebbe la macchina in doppia fila, in una strada ad una corsia. Il palermitano è così: vedi il largo e vicino corso Finocchiaro Aprile, che di largo non ha nulla negli orari di lavoro. Ma anche il palermitano si evolverà: il parcheggio sotterraneo a piazza Vittorio Emanuele Orlando è l’evoluzione, il futuro. Anzi, vediamo ufficialmente, secondo il Comune, cosa è. Continua »

    Ospiti
  • Un siciliano in Germania

    Faccio il dottorato in Germania e non mi scandalizzo di sicuro quando sono bollato come mafioso per il solo fatto che venga da Palermo. Ieri volavo con easyJet da Nizza a Berlino e ho trovato nel giornale di bordo un articolo con qualche imprecisione sulla Sicilia e su 2 tour operator che portano intelligenti turisti nei luoghi della mafia che per l’intelligenza di chi li organizza e di chi li fa corrispondono con i luoghi del bel film di Coppola il Padrino.

    Un anno fa ero in un bel negozio di musica a Berlino e nella sezione world trovo tra musica celtica e indiana una sezione intitolata Mafia Sicilia una sezione intera con canzoni mai sentite. Decido quindi come un cittadino qualunque senza ricorrere ad amicizie parentele e raccomandazioni di scrivere all’Assessorato dei Beni culturali etc. etc. che si occupa anche di turismo con tanto di pubblicità in internet ed altrove..richiedo del materiale per una presentazione PowerPoint che poi ho fatto qui nel mio instituto. Il materiale che mi è stato inviato dopo nove mesi dalla prima email consiste in un “libro bollettino della nastroteca” anno 2004 e una depliant sulla Vucciria che come mi scrivono è “il frutto del nostro lavoro”.

    È normale ed è giustificato se all’estero l’idea della Sicilia è quella che è, perché la risposta alla curiosità che altri stati o normali cittadini hanno è una risposta dopo nove mesi di un libro del 2004 che non dice molto e un depliant…

    Ospiti
  • I pizzini del boss come esercizi

    Della mafia, purtroppo, tutti sanno qualcosa.
    Se il film di Coppola avesse sponsorizzato la nostra bella isola, raccontandone tutte le bellezze naturali, le opere d’arte, i paesaggi, il cibo ed i colori, sono sicuro che oggi saremmo meta per tutti i turisti del mondo.
    Invece, ogni volta che dico di essere siciliano o che abito in Sicilia, la prima lampadina che si accende nel mio interlocutore è MAFIA.

    Fino a quando riscontravo questa associazione nei miei viaggi in Europa… potevo anche capire ed accettare a malincuore che abbiamo questa fama… ma da circa un anno a questa parte, da quando sono in Asia, sono rimasto veramente sorpreso di riscontrare che la nostra “grande fama” ha quasi dell’innato nell’essere umano, è un dato di fatto… oggettivo, qualsiasi parte del mondo si vada, lo zucchero ti fa pensare al dolce, il rosso al sangue, la Sicilia alla mafia.
    Dopo aver vissuto a Seoul, in Corea del sud, ormai per più di 9 mesi, dopo aver visto che il popolo coreano è uno dei più isolati al mondo… a volte mi chiedo, come mai alcuni non sanno che Einstein era tedesco ma sanno che la Sicilia è un posto pericoloso, dove c’è questa maledetta mafia.

    Quando con i miei studenti si inizava a parlare di mafia, vedevo che loro erano cosi interessati che un bel giorno ho deciso di fare una bella lezione tutta sulla mafia. Continua »

    Ospiti
  • Woz!

    Caro Rosalìo,
    mi devi scusare tutto questo silenzio ma, ahimé (e come puoi capire), alcune questioni personali mi hanno allontanato dai nostri progetti. Sono passati tre mesi dalla conclusione dell’ultimo Woz, quest’anno siciliano, e solo adesso, con un poco di calma, ho potuto fare il punto della situazione, visto che me ne hanno chiesto conto per tre manifestazioni in cui verrà presentato il progetto complessivo del laboratorio.

    Woz è un laboratorio sperimentale di design, autonomo e indipendente, che interviene ogni anno in un luogo differente, all’interno di micropoli (centri amministrativi indipendenti con popolazione residente intorno duemila abitanti) mediterranee, ospitando architetti, designers, artisti, professionisti del settore, aziende provenienti da tutta Italia. Allo stato delle cose il laboratorio ha un patrimonio di esperienze, di ipotesi e di progetti, che ha elaborato negli ultimi anni di lavoro e che intende condividere, innanzitutto con le amministrazioni ospitanti, e con quei soggetti pubblici e privati che possono, sia nel medio che nel lungo termine, individuare sviluppi possibili.

    Gli interventi di Woz a Ustica

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    Ospiti
  • Il “luglio nero” a Palermo

    Diciannove anni fa (era luglio), nello Sri Lanka, il governo cingalese, tramite degli sgherri, massacrò migliaia di cittadini Tamil; una sorta di pulizia etnica. In molti fuggirono e tanti presero la via dell’Europa, ma, per qualche ragione che mi è oscura, la maggioranza di questi venne a finire a Palermo.

    Questi i fatti pregressi. Oggi a Palermo ci sono circa cinquemila Tamil; è una comunità numerosa, pacifica e laboriosa. Le sedi centrali delle loro associazioni nazionali si trovano qui. Famosa è la loro devozione a Santa Rosalia. Ormai a fare la classica “acchianata” settembrina a “piedi nudi” in cima al sacro monte sono rimasti soltanto in due gruppi etnici: i palermitani dei quattro mandamenti, contratti dal dolore e con quattro strati di calzette ai piedi, e i Tamil, che per sì per no se la fanno in ginocchio, e con il sorriso in volto. Tuttavia mentre i primi si assottigliano rapidamente, i secondi fanno quattro figli a coppia, tutti belli. Continua »

    Ospiti
  • Mondello mon amour

    Il pomeriggio era uno di quelli che si muore di caldo, che l’aria condizionata ormai dà fastidio, che l’unica soluzione è andare a mare (come ai vecchi tempi, quando ti arrifriscavi con i piedi a mollo). Insello la vespa e mi catafotto (come direbbe il commissario Montalbano) verso la meta agognata che non può che essere Mondello. Trovo posteggio in piazza Valdesi (già a quel punto mi sarei dovuta insospettire, ma niente, il mio sesto senso era già andato a sguazzare in acqua), entro in spiaggia dall’unico accesso libero, una lunga passerella di tavole legnose stretta tra due file di cabine azzurrine e finalmente trovo lì proprio a pochissimi metri dalla battigia il MIO posto. Nessuno a destra, a sinistra, sopra o sotto nel raggio di 10 metri, che per gli standard di Mondello è come stare su un’isola deserta. Sola, con il sole delle 18 che riscalda ma ormai, meno inclemente, fa molta più simpatia, un buon libro pesante quanto un televisore da leggere e basta. Ah si c’è anche il cellulare, nuovamente, a questo punto il mio sesto senso avrebbe dovuto prudere e invece giocava a racchettoni sulla riva lasciandomi allo sbando verso il mio imminente destino. Continua »

    Ospiti
  • Sentenze eliminatorie

    Da un po’ di giorni, da quando è uscito tutto stu vivamaria, quacche picciotto mi chiede in insistenza di parlare.
    E io parlo.
    Allo stato attuale delle cose di ora il Palermo è cuarto inclassifica e và in Ciempions lig, cioè a dire che allo stadio della Favorita Barbera potremmo ospitare gente che porta un fottìo di piccioli come il Madridd di becam o Larsenal di Anrì.
    E chi porta piccioli non deve ritornare a casa con ancora piccioli nella sacchetta che è scortesia e malacrianza. L’ospitalità è una cosa sacra.

    Penzo allora ad una Palermo china china di parabbole, bandiere, striscioni, buttane, panelle.
    Una Palermo vestita di rosa e di nero che è colore di lutto ma non penziamoci adesso e giochiamo. La stoffa la facciamo venire dai paesi cascmir e la vendiamo come il pane ma solo un po’ più cara.

    Ci torno infine sulla quistione della classifica: sò che a Roma potevano fare di più, io non misi bocca. Con quacche intercettazzione inpiù, pure inventata, si poteva arrivare a vincere lo scudetto. Ando così. Pace.
    Però l’anno che viene siamo cuattro gatti a spartirci la torta e quando i gatti ballano i topi stanno muti muti in serie Bì.

    Ospiti
  • Pizzino e il miraggio della satira. Viaggi fuori dai retaggi 2/2

    (continua)

    PIZZINO A SIENA
    Altra storia è stata la trasferta a Siena il 31 maggio per una giornata sulla satira promossa dall’Università con la partecipazione di Serena Dandini, Sergio Staino e Mario Cardinali, direttore del Vernacoliere. Stavolta per Pizzino c’erano anche lo scomunicatore Francesco di Pasquale e la collaborazionista Rossella Geraldi. Stavolta non hanno invitato Pizzino per parlare di mafia.
    Protagonista era la satira, dentro un’aula magna piena fino all’osso, cercando di mettere sul tavolo metodi, episodi, improvvisazioni e work in progress di un genere che in Italia procede a “velocità governativamente limitata”.
    Non sono mancate le domande e neanche gli studenti siciliani in quell’aula e tra i tanti che si sono avvicinati non pochi erano entusiasti per questa esperienza editoriale che veniva dalla loro terra, una volta tanto apprezzata per le innovazioni e per le “esplorazioni editoriali”. La Dandini ha brillato come sa fare quando deve intrattenere un pubblico e anche Mario Cardinali, che ormai da 25 anni dirige ed edita il Vernacoliere, ha dimostrato una verve inossidabile e un senso della posizione e delle trasformazioni della nostra società degne di un grande analista. Dissacranti le sue battute. Ammirevole la sua disponibilità nel rispondere ai nostri dubbi editoriali e nel lasciare una porta aperta. Infine Staino, storico vignettista dell’Unità, con cui abbiamo iniziato un dialogo che ancora continua. Da allora è un nostro “collaborazionista” e le sue vignette hanno raggiunto i lettori di Pizzino. Infine, i ragazzi dell’Università di Siena, tutti molto giovani, che hanno di fatto organizzato l’evento, hanno dimostrato una grande maturità e ci hanno accolto come se ci conoscessimo da tempo, a partire dalla palermitana Giulia Sarno. Un legame che ancora resiste. Così (non) finisce l’esperienza di Siena. Continua »

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  • Pizzino e il miraggio della satira. Viaggi fuori dai retaggi 1/2

    COS’È PIZZINO
    Diciamo subito cos’è Pizzino: un mensile di satira made in Sicily, che esiste da fine maggio 2005. Un fogliaccio senza pubblicità né padrini, nato e soprattutto vivente grazie al sostegno di centinaia di abbonati sparsi in tutta Italia e non solo. Non ha certamente tirature da grande distribuzione, né si può dire che tutti quelli che lo conoscono o ne hanno sentito parlare ne abbiano mai avuto una copia in mano.
    Questa piccola premessa potrà servire a capire meglio il seguito di questa storia. Continua »

    Ospiti
  • Verso l’Istituto di Metodologia ed Etica Scientifica del Cnr

    Prende il via a Palermo il progetto per la fondazione dell’Institute of Scientific Ethics and Methodology (Isem, Istituto di Metodologia ed Etica Scientifica) da parte del Consiglio nazionale delle ricerche (il Cnr). L’Istituto condurrà un Master annuale di alta formazione sulla metodologia e l’etica della ricerca scientifica i cui corsisti saranno selezionati a livello internazionale fra laureati e ricercatori di tutte le discipline scientifiche. Le attività formative saranno infatti condotte in lingua inglese da docenti scelti fra professori e ricercatori di tutto il mondo. Nell’ottica di una piena integrazione fra teoria e pratica, ogni corso sarà seguito dalla conduzione di una ricerca teorica e sperimentale il cui esito servirà alla qualificazione di ogni corsista. Inoltre, continueremo a condurre ricerche avanzata in chimica: perché non è possibile fare formazione sul metodo scientifico senza condurre attività di ricerca a livello internazionale in modo continuo.

    Si tratta di un’opportunità unica e importante, perché non esistono in nessun Paese dell’Unione europea Istituti di formazione post-universitaria che si occupino di tali argomenti. Importante, l’opportunità di sviluppo della scuola scientifica e del territorio, perché la presenza annuale di ricercatori e docenti di standing internazionale arricchirà il territorio per molti mesi all’anno con la presenza di giovani stranieri ad alta qualificazione scientifica. Continua »

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  • Rabbia e frustrazione

    Mi piace Mondello, frequento il borgo marinaro tutto l’anno almeno due volte a settimana per correre sul lungomare fino a Capo Gallo e l’estate mi piace nuotare nel golfo percorrendo la linea immaginaria che è rappresentata dalle boe metalliche bianche e rosse posizionate a largo e disposte a tutela dei bagnanti.

    Questa mattina per la prima volta, grazie all’assenza di meduse, calzata una maschera con boccaglio ho iniziato la mia lenta nuotatina alla prima boa posta ad un centinaio di metri dal molo del Lauria per proseguire sulle altre, intervallando il percorso con qualche immersione per recuperare qualche lattina o qualche bottiglia, che svuoto e metto in condizione di galleggiare per permettere alla corrente di spiaggiarle e così essere poi raccolte dagli spazzini.

    È un gioco stupido, ma è il mio piccolissimo contributo per un mare che adoro.

    Giunto ad una cinquantina di metri dalla seconda boa metallica, sui 200/300 metri dalla spiaggia, ho visto una enorme distesa marrone e bianca a circa 7/10 metri di profondità. Continua »

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  • Una milanese a Palermo

    Tutto è nato all’inizio di aprile, ero dell’idea di andare negli Stati Uniti a fare un’esperienza lavorativa……..c’era Vincenzo, un mio amico palermitano che abita a Milano che continuava ad insistere di un mio ritorno a Palermo, anche solo per pochi giorni. Il mio amore per Palermo risale a circa 8 anni fa ma era da quasi un anno e mezzo che mancavo…. in cuor mio volevo resistere, mi dicevo ” non ci posso andare, tanto poi non potrei restarci, non si trova lavoro”……..e così ho provato a resistere per tutto questo tempo.. finché lui prenota l’aereo e in qualche modo mi sento con il programma già stabilito.
    4 ore prima della partenza contatto l’agenzia viaggi per capire se in qualche modo potevo rinunciare ed essere rimborsata; il mio sesto senso mi diceva di non andare, ma alla risposta negativa, preparo in tutta fretta una valigia e vado in aeroporto un po’ sconsolata.
    Ad aspettarmi la mia più cara amica palermitana che insieme a Sergio, sono le persone che mi hanno fatto conoscere questo posto e che mi hanno sempre trattato come parte di loro. L’aereo arriva con un ora e mezzo di ritardo, ed io speravo che se ne fosse andata, che non avesse perso tutto il pomeriggio in aeroporto e invece era li, che mi accoglieva a braccia aperte e con un gran sorriso. Dopo un anno e mezzo Palermo mi accoglieva con la pioggia, ma la strada che porta verso la città costeggia il mare e anche con il brutto tempo, sa affascinarti.
    Sono stata 5 giorni, la sensazione di serenità non era cambiata, ma una cosa mi aveva colpito, questa volta riguardava me stessa. Continua »

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