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giovedì 26 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Mettete dei fiori nei vostri cannoni

    Solo Londra può consentire ad un siciliano purosangue che vive in questa città da vent’anni un’operazione del seguente tipo, che per comodità narrativa, dividerò in fasi.

    Fase 1. Investitura “casuale”, quasi un incontro per strada, da parte di una delle case editrici piu “funky” del Regno Unito (Macmillan) del ruolo di “modello” per un libretto dal titolo “Learn to speak Mafia” (“Impariamo a parlare la Mafia”). In oltre 60 foto illustro la ricca gestualità nostrana sottotitolata in inglese. Macmillan, qualche mese dopo, vende i diritti del libro in Usa e Germania.

    Fase 2. Invenzione di uno spettacolo, che intitolo Talkingestures (Parla con i gesti), per illustrare dal vivo la “dinamica” di ognuno dei gesti illustrati nel manualetto, sottolineandoli con ironia e distacco. Risultato: una valanga di risate. Il mio scopo è sdrammatizzare una realtà che conosco bene e mi far star male. Ci sono riuscito. Continua »

    Ospiti
  • Il movimento No Inc in Sicilia

    Per quanto riguarda la manifestazione importante che si è svolta il 22 a Palermo, può essere utile conoscere in breve la storia di questo movimento contro gli inceneritori, che ha raggiunto finalmente un momento di grande presenza popolare. Sul problema del Piano Rifiuti regionale, voluto tenacemente dal presidente Cuffaro, ci sono persone, cittadini, che hanno iniziato il loro percorso di impegno e di documentazione fin dal 2002, anno in cui si è formato il Comitato, poi Forum Bellolampo. Nei primi anni di attività alcuni residenti della zona, già penalizzata dalla presenza della discarica, hanno cominciato a muoversi per sensibilizzare la cittadinanza insieme a esponenti del WWF sicilia, di Legambiente e ai comitati civici che via via si formavano e crescevano nelle varie realtà siciliane, in particolare dove sono previsti i quattro inceneritori del Piano Regionale. Già negli anni 2004/2005 molte affollate manifestazioni organizzate dai comitati si sono svolte a Palermo e nelle altre località interessate, rilevanti quelle nella zona di Aragona-Casteltermini-Castelfranco che hanno visto la partecipazione di intere amministrazioni comunali, di sindaci e di parroci. Continua »

    Ospiti
  • Detto tra noi

    È evidente che il gruppo di persone che gravita attorno a Rosalio, e mi riferisco a chi vi scrive a vario titolo e a chi poi legge, è un campione di internauti eterogeneo ma nel contempo omogeneo e cerco di spiegare l’apparente contraddizione.
    Rosalio è punto d’incontro a prescindere. Ci bazzica , per la maggior parte, l’internauta puro e semplice, il politico strictu senso, l’arrampicatore, il parvenu, il curioso, il tifoso, l’ultras, insomma una eterogeneità di persone accomunate, ed ecco l’omogeneità, dall’ amore per Palermo.
    Il cemento che lega questa diversità di persone è effettivamente un amore forte, confessato, lampante per la nostra Città, espresso magari, come tutti gli amori, in maniera irrazionale, spesso con la veemenza propria degli innamorati, a volte in palese contrasto con il presunto e creduto proprio credo politico. Capita quindi, e questo è un miracolo d’Amore per Palermo, di assistere ad una rinata e piacevole apertura mentale e di un comune sentire al di là degli schieramenti politici e partitici. Continua »

    Ospiti, Rosalio
  • Bulli e buffazze

    Torno dalla mia corsetta serale! Ho ancora addosso quel buon umore dettato dalle endorfine che circolano per l’organismo, faccio una bella doccia, metto l’accappatoio e nell’ attesa di asciugarmi mi collego a Rosalio!
    Nelle news a lato leggo degli atti di bullismo nella scuola di Palermo!
    Leggo tutto con attenzione, e improvvisamente mi incazzo, ma mi incazzo seriamente, del tipo che se avessi sotto mano uno di quei due ragazzi mi nni futtissi se sono minorenni o teste di m*****a (cosa probabile) e gli accavallassi tante di dde buffazze a farli stonare.
    Io dico, questi, scavalcano il muro di cinta, fronteggiano i bidelli adducendo alla loro minore età, entrano nelle classi devastano, insultano, si accaniscono contro un disabile (che toki eh?) e dico io nessuno ma proprio nessuno riesce a fermarli? Pure i picciotti che sono dentro la classe non gli sale il sangue alla testa? Continua »

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  • Non è mai per sempre

    Credo di amarla ancora…nonostante tutto.
    Adoravo le piccole cose, che faceva.
    Quando l’accompagnavo al Capo per fare la spesa, mi divertiva vederla pattìare la frutta.

    “A quanto sono i meloni bianchi?”.
    “Sessanta al chilo!”.
    “See vabbe’ e che ce li ha d’oro? Che poi, magari, manco sono buoni da friggere!”.
    “Signorina, lei se li prende e se poi mangia cucuzza me li torna indietro”.

    Ci siamo conosciuti all’Università.
    Lei frequentava le lezioni, io frequentavo il bar.
    Se sei abituato a stare per strada, niente ti fa sentire a casa come il passìo della gente davanti al bar. Continua »

    Ospiti
  • Bianchi, neri e…aragosta!

    E così anche questa estate sta volgendo al termine. Si rientra mestamente in città, si ricomincia a lavorare.
    Il caldo torrido, pesante e appiccicoso si è fatto sentire ad ondate sin dalla fine di giugno, con picchi di 42°-44° all’ombra. Unica soluzione per la sopravvivenza: andare al mare a rinfrescarsi un poco.
    Ma mare vuol dire anche sole e abbronzatura…almeno per la maggior parte della gente.
    E infatti già dai primi di luglio si sono incominciate a vedere per strada abbronzature improbabili di vario genere: il famoso tipo da “muratore” con parte superiore integrale, il tipo “prima uscita stagionale” con spalle sui toni del rosso Valentino, l’abbronzatura da “guidatore”, ossia braccio sinistro nero e tutto il resto bianco nella norma, poi c’è la classica “aragosta” parlante e c’è il tipo “dorato/uniforme” che caratterizza tutte quelle persone che hanno una grande facilità ad abbronzarsi. Nel giro di poche ore la loro pelle passa dal dorato intenso al nero.
    Oggi comunque la persona meno abbronzata in città ha più o meno il colorito di James Brown.
    Poi ci sono io.
    Il problema si ripresenta puntuale come un orologio svizzero ogni santo anno e non c’è modo di evitarlo: la mia pelle è bianca, e quando dico bianca intendo veramente bianca!
    Bianchissima. Quel bianco che è simile al candeggio e che tutti guardano con una certa circospezione. Continua »

    Ospiti
  • Da dove vieni?

    Vivendo in una città che non è la mia, a maggior ragione vivendo all’estero, mi capita spesso, chiacchierando con qualcuno appena conosciuto, che mi venga posta la fatidica domanda “da dove vieni?” e alla mia risposta “Palermo, Sicilia” il 90% delle volte l’interlocutore incalza con: “Ah, Palemmo…”. “Intanto io non ho mai detto Palemmo, ma Palermo e poi che cosa vorresti dire con quei puntini di sospensione?”, ma posso solo pensarle queste parole perché senza troppi complimenti seguono quelle fantomatiche 5 letterine “MAFIA”.
    Mi sembra di rivivere quando, a tredici anni, in gita scolastica ad Atene, in un negozietto sotto l’Acropoli, insieme ad altre mie compagne sono stata perquisita solo perché quando avevano chiesto di dove eravamo avevamo risposto Palermo. Ricordo ancora le loro mani nelle mie tasche mentre continuavano a ripetere a mo’ di cantilena “mafia”.
    Che umiliazione, io che non ho mai preso neanche un’oliva in un bancone del capo, perquisita come una criminale solo perché Palermo=mafia! Continua »

    Ospiti
  • Abbiamo dimenticato quello che siamo

    Un bicchiere di vino al tavolo di uno sperduto bar di provincia potrebbe far da scenografia a classiche chiaccherate che De Andrè ambienterebbe nei postriboli genovesi. Questa volta invece di “stramaledire le donne, il tempo ed il governo” (da “La città vecchia”) c’è toccato riflettere su noi stessi. Proprio come riscoprire un alter ego mai venuto fuori prima. Lui ha 26 anni, palermitano di nascita ed esistenza, una notevole professionalità artistica che lo ha portato a lavorare nei teatri europei senza mai dimenticarsi dove è nato. Uno di quelli che partono per tornare, non per lasciare. Parzialmente scettico nei confronti del futuro dell’isola, amareggiato(ma non arreso) da diversi anni passati a scuotere l’opinione pubblica giovanile panormita. Tristemente cinico verso istituzioni che non sempre sembrano ascoltare i neoelettori. “…alla fine mi ero stufato di parlare a gente che non sa chi è, sono stufo di confrontarmi con chi ha dimenticato chi è. Fra! Abbiamo dimenticato quello che siamo”. Un po’ stupita da una tale affermazione continuo la chiacchierata che nel frattempo aveva risvegliato l’atmosfera sonnolenta del nostro fido bar di provincia. Continua »

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  • “Il sensibile e il pensabile” a Monreale

    Ciao ragazzi, sono qui non per parlare di televisione, non oggi almeno, ma per invitarvi alla mia prima mostra fotografica. La passione della fotografia mi ha travolta circa un anno fa, in realtà nella mia vita sono sempre stata a contatto con questo fantastico medium, solo che prima ero dall’altra parte dell’obiettivo ed è stato interessante ed emozionante ma nulla di paragonabile a quello che provo ora quando con la mia macchina vado in giro, scegliendo dettagli da fermare per sempre e magari come i questo caso avere la possibilità di mostrare agli altri quello che mi ha emozionato, sperando susciti qualcosa anche in voi, se così non fosse no problem, l’importante è provare. E i risultati finora raggiunti mi soddisfano tanto.
    Durante tutto l’inverno ho preso parte a degli incontri gratuiti agli Amanti tenuti dalla mia prof. Anna Fici (molti di voi la ricorderanno) e il suo compagno Giancarlo Marcocchi, entrambi fotografi. È stato interessante per me, ogni volta era un’esperienza nuova, e ho avuto la possibilità di ascoltare qualcuno che realmente ha una conoscenza del mezzo, un gusto che è molto vicino al mio, un interesse per la fotografia che racconta dell’animo, elemento che mi ha fatto avvicinare a questo mondo. Continua »

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  • Ricerca attori per il film di Wenders 2

    Quarto profilo:
    Donna
    Altezza 1.74
    Incinta di 7/8 mesi
    Non grassa
    Non è necessaria anche se gradita la conoscenza di rudimenti della lingua inglese.

    Quinto profilo:
    Uomo
    Altezza 1.74
    peso circa 70kg
    Non è necessaria anche se gradita la conoscenza di rudimenti della lingua inglese.

    GLi interessati sono invitati ad inviare fotografie e curriculum all’indirizzo casting@grahameassociati.it.

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  • Ricerca attori per il film di Wenders

    Stanno per iniziare le riprese del film in ottobre, ho ricevuto alcuni profili di attori necessari per le riprese a Palermo, ho richiesto ed ottenuto dalla produzione l’autorizzazione a pubblicarli su questo blog al fine di offire a tutti gli attori cittadini la possibilità di essere coinvolti.

    Primo profilo:
    Attore professionista, alto, magro. Volto da artista.
    Età 30/38 anni
    Conoscenza dell’inglese (non parlerà ma deve interagire in contesti dove la lingua utilizzata è l’inglese).

    Secondo profilo:
    Attore professionista. Tipico volto siciliano.
    Età 40/50 anni
    Conoscenza dell’inglese (non parlerà ma deve interagire in contesti dove la lingua utilizzata è l’inglese).
    Ruolo: tassista

    Terzo profilo:
    Attore professionista. Tipico volto siciliano.
    Età circa 50 anni
    Conoscenza dell’inglese (non parlerà ma deve interagire in contesti dove la lingua utilizzata è l’inglese).
    Ruolo: pescatore
    Sarebbe molto utile la conoscenza base delle manovre di rianimazione dopo annegamento.

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    Ospiti
  • Si cresce?

    La cosa più bella del mondo sono le pesche.
    Anzi, le pesche montagnole.
    Le pesche sono atto d’amore.
    A volte d’estate mia madre mi porta una pesca sbucciata, tagliata a pezzi nel piatto, e “tieni gioia mia, ché è bella fresca”.
    Questo è amore di madre.
    Mio zio Giovanni le pesche se le mangia senza sbucciarle. Le va a raccogliere in campagna.
    Prende il coltello dalla tasca dei pantaloni, ne taglia un boccone e lo manda giù ad occhi chiusi.
    Dice che ad una certa età la polpa della pesca ed il velo della buccia gli ricordano altre cose.
    Questo è amore nostalgico.
    Secondo Marco, invece, la cosa più bella è arroccare il pallone.
    “Perché compa’, quando arrocchi il pallone, eserciti un attimo di libertà individuale.
    Tutti sono lì che pensano alle regole, stanno attenti a non fare falli, hanno davanti agli occhi solo il risultato finale.
    Arrivi tu e…PEEEEEM…un calcio e gli sconsi il gioco.
    Quando mi guardano incazzati e pensano «Marco ma che minchia hai fatto? Hai arroccato il pallone?», io sono contento.”. Continua »

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  • Pedalando per Barcellona

    È domenica mattina a Barcellona e tre amiche decidono di fare una gita fuori porta, e così armate di buona volontà anziché ricorrere alla metro afosa e collassata, per raggiungere la stazione del treno, si convincono ad utilizzare il mezzo tanto pubblicizzato dal sindaco della città: il bicing, biciclette pubbliche al servizio del cittadino, con sei euro ti inviano la tessera personale ed il gioco è fatto.
    La città è piena di manifesti, una vera e propria invasione, a questo punto pensi che sia tutto semplice, basta andare al parcheggio più vicino casa, prendere la tua biciclettina bianca e rossa e andare a parcheggiarla vicino alla stazione del treno, d’altronde sulla mappa che hanno inviato con la tessera i parcheggi segnati sono in ogni dove e, udite udite, ben due puntini rossi con la b di bicing sembrano quasi lampeggiare vicino alla fermata della stazione.
    Ma appena sotto casa iniziano già i primi problemi la colonnina dice che è spiacente ma non ci sono biciclette, ma come, se ce ne sono quattro?
    In effetti, guardando bene, le bici sono fuori uso, ruote bucate, freni che non funzionano, sellini rotti, una vera catastrofe, ma noi ormai abbiamo deciso, niente metro oggi, la giornata è troppo bella per chiudersi lì dentro, meglio cercare un altro bicing, mmm la mappa ne segna un altro a 4 traverse, uff un po’ lontano, ma va bene, andiamo, ma, sorpresa, alla traversa successiva vediamo spuntare la mitica colonnina e tre, dico tre biciclette funzionanti! Che bello ce l’abbiamo fatta, saliamo ognuna sulla sua bici e ci dirigiamo alla meta. Continua »

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  • Mi vergogno un po’

    Mi vergogno un po’ a dirlo, nel momento in cui tutti si stracciano le vesti per la disperazione: ma a me non dispiace affatto che il Comune non abbia organizzato nulla per rianimare l’estate palermitana. Ancora a monte, non mi pare neppure che a Palermo quest’estate non ci sia niente da fare. Ci sono gli spettacoli del Teatro di Verdura. Ci sono impresari privati che ogni sera organizzano le loro serate all’Agricantus o alla tonnara Bordonaro. Ci sono stati i concerti del Brass Group.
    Certo, gli spettatori sono chiamati a pagare almeno un prezzo simbolico. Ma dove sta scritto che gli spettacoli debbano essere gratis, e che a organizzarli debba essere il Comune?
    Per non essere accusato di fiancheggiare l’attuale amministrazione, spiego meglio la mia posizione: credo che abbiano fatto la cosa giusta per i motivi sbagliati. Essendosi sparati tutti i sudati risparmi in spese preelettorali, nulla più è rimasto per i circenses di quest’estate. Ma io credo che sia meglio così. La polverizzazione degli spettacoli estivi era una bombola di ossigeno che manteneva in vita vegetativa interi quartieri del centro, ma non è distribuendo minuzzaglia gratuita che si ottiene la riqualificazione del tessuto urbano. Riposi in pace il centro storico, e che il mercato abbia la possibilità di fare il suo corso senza la droga di un imprenditore pubblico che falsava gli standard di domanda e offerta.
    Negli anni scorsi c’era troppo di niente. Essere approdati a niente di niente mi pare già un risparmio, se non addirittura un progresso.

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  • Chi protegge il testimone?

    Un imprenditore edile non ci sta. Non paga e denuncia. In sé la notizia è ottima, di quelle che fanno sperare nella mutazione del virus dell’antiracket: che colpisca cioè commercianti e imprenditori, non solo intellettuali e teorici del ramo.
    Ma mi chiedo: perché il nome dell’imprenditore viene taciuto dagli organi di informazione? Per proteggerlo? E da chi? Dalla mafia? La mafia non lo conosce, forse? E allora? Io, come consumatore consapevole, sarei interessato a conoscerlo: devo ristrutturare casa e mi piacerebbe rivolgermi a uno che non mi ricarica sul conto il costo del pizzo.
    Ma si vede che il cretino sono io.

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  • “Zaira della televisione”

    Ciao a tutti sono Zaira, nata a Palermo 26 anni fa, segni particolari palermitana orgogliosa di esserlo. Certo pian piano ci potremo conoscere meglio ma oggi per cominciare vi voglio parlare di un’esperienza vissuta ormai quasi 2 anni fa: la partecipazione ad un programma televisivo. Fin qui tutto ok, ma il programma in questione susciterà non pochi commenti. Vediamo se indovinate qual è, vi do qualche indizio:

    • va in onda durante l’orario del sonnellino pomeridiano post pranzo, orario in cui in tv (non che in altri orari sia tanto diversa la situazione veramente!!!) c’è il nulla;
    • è il classico caso di anonimato televisivo visto che nessuno lo vede…..o meglio nessuno o pochi riescono ad ammettere di guardarlo ma non si capisce come mai tutti mi riconoscono, sanno della mia storia e, a volte (attenzione) hanno anche informazioni personali sul mio conto che io stessa non conosco (!!!).

    Avete capito? Continua »

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  • Posto fisso

    È un buon lavoro il mio.
    Lo faccio da due anni e non posso lamentarmi.
    Del resto oggi potere vantare un posto da impiegato comunale a Palermo a soli 29 anni non è da tutti.
    Gli orari non sono un granché, ma il posto è tranquillo e poi qua è un porto di mare: incontri di tutto.
    Quello che più mi piace del mio lavoro è quella che in gergo noi chiamiamo “utenza”…e devo dire che l’utenza palermitana è un piscio. Se ne vedono di tutti i colori.

    “Signor Lei ma è mai possibile che mi avete tagliato la luce, per non parlare che davanti alla proprietà qualche cuinnutu si futtìu una balata di marmo”.
    “Signora le do un modulo per la segnalazione, lo compila, ché facciamo provvedere”.
    “Seee v’avissivu a signalare i corna c’aviti!”. Continua »

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  • Il piccione

    Parliamoci chiaro, ormai è un problema serio e va affrontato.
    Ma come? Dico io, manco neanche 48 ore da casa, dimentico solo una finestra aperta e…trovo…uno scempio?
    Il problema va affrontato!
    Io non sono in grado adesso, con la mia ira, di trovare soluzioni, del “soggetto” non so tesserne le lodi, ma la mia emotività suggerisce di scrivergli una ODi (licenza poetica).

    N.d.P. (nota del POSTeggiatore): il post non è consigliato ai minori per il linguaggio scurrile, ed agli animalisti estremi, tutti indistintamente comunque, vogliate cogliere l’aspetto “comico” del POST. Grazie.

    No al piccione

    OD”i”E al PICCIONE

    O piccione che siedi e risiedi sulla mia finestra,
    gli ingenui bambini ti chiamano “colomba” e fanno festa.

    Colomba simbolo di pace, immagine di spirito capace.

    Piccione sulla mia finestra, non essere felice, perché sto già arrivando…all’appendice.

    La poesia…è finita, ora…È GUERRA! Tu devi sparire dalla faccia della terra! Continua »

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  • La Vucciria

    Nacqui in una solatia soffitta il 20 giugno 1951 in via Materassai al n. 38. La stanza era situata in cima ad un vecchio edificio, ora peraltro ristrutturato dai nuovi proprietari, e lo si può notare dalla sottostante piazza Sant’Eligio.
    I ricordi più belli dell’infanzia sono legati alle mangiate assieme a tutti i parenti che venivano invitati sulla terrazza annessa alla soffitta nelle serate “d’u Fistinu di santa Rusulia”. Babbaluci, pani chi panelle, crocché e rascature e tante altre cosucce buone. Tempi felici, indimenticabili: ci si contentava di poco, non c’era malignità e si viveva meglio. E poi si aspettavano le dieci di sera per il gioco di fuoco, “’a masculiata finale”: che capolavoro! Tutto finito ahimé! Che tristezza passare ora dalla Vucciria. Ora è tutto abbandono, tutto chiuso: una tradizione popolare finita. Moltissimi negozi chiusi, ai Casciari specialmente. È bello abbandonarsi all’onda nostalgica dei dolci ricordi. Se chiudo gli occhi mi rivedo nel 1959 vestito con l’abitino bianco, la tunichetta della mia prima comunione a San Giacomo la Marina, la vicina parrocchia, ora restaurata. I baci, gli abbracci. Ricevere Gesù per la prima volta nel proprio intimo, i regali. Ricevetti due bei libri: “Il Vangelo narrato ai piccoli”, dal direttore dell’ENALC, dove lavorava mio padre, ed un altro stupendo, “Cuore”, di Edmondo De Amicis illustrato in edizione gigante da Roma da parte del presidente dell’ENALC. Che momenti emozionanti. Continua »

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